Ad Acquafondata c'è il cippo commemorativo del CEF.

Il CEF è il corpo di spedizione francese in Italia a cui appartenevano le truppe marocchine e nord africane che arrivarono con gli alleati.

In realtà queste truppe si distinsero per la loro violenza ai danni della popolazione locale e i caduti sono sepolti in un cimitero militare a Venafro.

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Proprio sotto il castello e ai bordi della grande piazza principale di Morolo, si trova il monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Il monumento si trova all’interno di una piccola area verde recintata che gli conferisce una certa misticità e riservatezza.

Il monumento è formato da tre lapidi affiancate in travertino che riportano i nomi dei caduti e che sono poste in corrispondenza di una roccia della montagna. Due teste di soldato in bronzo si trovano ai lati della sezione centrale della lapide dove è riportata anche la firma dell’artista Enrico Martini e la data "Roma 1936".

Enrico Martini è uno scultore nato a Morolo nel 1898 ed allievo del grande Ernesto Biondi e fra le sue opere più significative citiamo una scultura che rappresenta la provincia di Frosinone e che si trova al Foro Italico, e i “Volo di Rondini“ posto nel giardino dell’ospedale di Latina.

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Su una delle costruzioni della piazza principale di Morolo si riconosce un busto e una lapide dedicate al grande scultore Ernesto Biondi che era nato proprio a Morolo nel 1854.

Ernesto veniva da una famiglia di artigiani che costruivano armi ed erano quindi familiari con la lavorazione dei metalli, e sin da piccolo manifestò una forte inclinazione per il disegno e l’arte. La sua prima opera è stata una riproduzione della statua di San Cataldo che è il patrono del vicino comune di Supino. La statua è andata distrutta in un incendio.

Dopo il trasferimento a Roma ed alcuni studi all’Accademia di San Luca, Ernesto Biondi si è distinto immediatamente per i soggetti che sceglieva di rappresentare. Il suo spirito repubblicano e socialista lo ha portato a rappresentare la condizione delle classi umili.

Le sue opere si trovano in Italia, in Cile dove ha realizzato un monumento nella capitale Santiago del Cile e a Buenos Aires in Argentina. 

Sue sculture si trovano in diversi comuni dei Monti Lepini come nella Fontana della Pastorella di Gorga, la Fontana dei Putti di Montelanico e il Monumento a Ricciotti a Frosinone.

Una sua scultura in travertino dedicata al giurista Gaio si trova sulla facciata del Palazzo di Giustizia di Roma.

Nel 1900 Ernesto Biondi vince il primo premio (Grand Prix) all’esposizione Mondiale di Parigi per la scultura bronzea "Saturnali", 10 statue a grandezza naturale che rappresentano le antiche feste romane e che oggi sono alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. La sua ultima opera si chiama ‘le misere recluse’ e sono un gruppo di 125 ragazze a grandezza naturale di cui però restano solo poche fotografie.

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La grande fontana in marmo si trova proprio al centro della piazza principale di Morolo ed è stata realizzata nel 1889 in occasione dell’arrivo dell’acquedotto Sant’Antone.

In occasione dell’arrivo dell’acqua corrente, infatti, veniva realizzata una prima fontana nei centri storici in modo da permettere a tutti di usufruire dell’acqua prima della successiva distribuzione nelle singole case.

La fontana in marmo è stata realizzata dagli scalpellini della Val di Comino ed è costituita da una vasca centrale di forma allungata e sinuosa e da una colonna con lo stemma di Morolo ai cui lati si trovano due cannelle che distribuiscono l’acqua.

Sopra la colonna si trova una vasca circolare con uno zampillo di decorazione.

Tutto il complesso è inserito in un piccolo recinto realizzato con piccole colonne in marmo e raccordi in metallo per permettere di poggiare i contenitori dell'acqua.

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Durante il medioevo il borgo di Morolo venne protetto realizzando una cinta muraria con alcune porte che si aprivano di giorno e venivano chiuse la sera. Oggi queste porte sono ancora presenti.

L’aspetto delle porte ovviamente non è più quello originario ma si riconosce uno stile Seicentesco o Settecentesco.

Si possono riconoscere cinque porte dette Porta Castello, Porta Santa Croce, Porta Angelica, Porta Civita e Porta Celsi.

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'La Torre di Dante' è il nome della mostra permanente di Lorenzo Indrimi dedicata alla Divina Commedia che si trova all’interno della Torre del Comune a Sabaudia.

La mostra è stata inaugurata nel 2008 e raccoglie immagini realizzate con varie tecniche: 200 incisioni, disegni e dipinti.

Nei 46 metri della Torre si attraversano idealmente Inferno, Purgatorio e Paradiso con alcuni video realizzati dal regista Paolo Pasquini.

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Il museo è stato istituito nel 1992 per raccogliere e raccontare le particolarità di Sabaudia ed è dedicato al grande ricercatore Marcello Zei che ha lavorato a lungo qui e a San Felice Circeo.

Il museo si articola in due settori: uno biologico (naturalistico) e uno dedicato alla storia del passato con una sezione sull’archeologia preistorica e una dedicata all’archeologia classica.

Il mare viene raccontato con un acquario che riproduce la fauna del litorale e con una collezione di alghe, spugne, madrepore, ecc.. e di tutte le specie che si trovano nel sistema marino di fronte alle dune.

Nella sezione dell’archeologia preistorica viene raccontata la storia attraverso fossili e minerali del quaternario mentre nella sezione classica è stato ricostruito un relitto di una nave romana che trasportava anfore e che si trova nel mare di Sabaudia.

Il mare è quindi sempre il punto di riferimento del museo. La navigazione romana con il trasporto merci nel Mediterraneo e una sezione dedicata alla pesca completano la storia del rapporto fra uomo e mare.

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