Montelanico. Festa di San Michele Arcangelo

Il patrono San Michele Arcangelo di Montelanico viene celebrato l'ultimo fine settimana di settembre con 3 giorni di grandi festeggiamenti.

La parte religiosa comprende una messa solenne con una processione lungo le vie del paese dove la statua del santo viene portata a spalla al suono della banda musicale.

La domenica grande musica con uno spettacolo che coinvolge più bande musicali e la festa si chiude con un grande spettacolo di fuori d’artificio.

Nei tre giorni è possibile degustare i prodotti tipici negli stand enogastronomici mentre si ascolta musica dal vivo e si assiste a spettacoli di cabaret. È prevista una animazione per i bambini.

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 Borgo Velino. Festa Maria SS. del Santo Amore

Dal settembre 1751 a Borgo Velino si venera una immagine sacra della Madonna del Santo Amore che ogni settembre viene festeggiata con celebrazioni religiose molto sentite.

L’immagine viene posta su una macchina religiosa e portata in processione con la musica della banda musicale ed esibizioni degli sbandieratori.

Le celebrazioni terminano con la festa del patrono San Dionigi ad ottobre.

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Longone Sabino. Festa dei Santi Cosma e Damiano e i Foconi

A settembre due giorni di festa a Longone Sabino in occasione delle celebrazioni dei santi medici Cosma e Damiano, patroni del borgo.

L’atmosfera mistica inizia dalla messa solenne quando un coro a quattro voci in latino canta l’inno dei martiri.

Questa è una delle manifestazioni più sentite della Sabina soprattutto per la processione caratterizzata dai ‘foconi’, grandi falò di fuoco fatti con le fascine di ginestre che vengono accesi sulle colline vicino al percorso della processione notturna. I grandi fuochi richiamano il rogo del martirio dei santi martiri e patroni.

La processione porta la macchina dei santi nelle vie del borgo e nei dintorni fino al piccolo santuario dedicato ai Santi Cosma e Damiano vicino al cimitero. La macchina è seguita dalla banda musicale e dal canto di ragazze vestite di bianco, che una volta erano scelte tra le zitelle figlie di Maria.

La serata si conclude con i rinfreschi offerti dai ‘festaroli’, i cittadini responsabili dei festeggiamenti, con musica e balli e dal tradizionale ballo del pupazzo della Pantasima.

La chiusura è affidata ad un grandioso spettacolo pirotecnico.

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Fabrica di Roma. Festa di San Matteo e Giustino Martire

 

La festa dei patroni San Matteo e Giustino Martire di Fabrica di Roma è festeggiata a settembre con un fine settimana di manifestazioni religiose e ludiche. 

Oltre alla messa e alla processione religiosa, si svolge una particolare “corsa” della Macchina di San Matteo

I portatori della confraternita portano di corsa il baldacchino con il simulacro del Santo per le salite del vecchio comune mentre dal castello scende una luminosa bengalata di accoglienza.

Accanto alla tradizionale messa con processione lungo le vie del paese, sono organizzate una serie di manifestazioni sportive e amatoriali.

L’antico Palio di San Matteo e il trofeo di San Giustino sono una corsa di cavalli che si tiene da prima dell’unità d’Italia e si ispira a quella di Siena.

Per far conoscere il territorio sono organizzate visite nel borgo e camminate nei sentieri vicini

Mentre per divertirsi e spendere un bel tempo, è organizzato un torneo dei rioni con le famose corse dei carrettini. 

I festeggiamenti si concludono con i famosi fuochi d’artificio.

 

 

 

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Graffignano. Festa della Madonna della Misericordia

La terza domenica di ottobre a Sipicciano, frazione comunale di Graffignano, si celebra la Festa della Madonna della Misericordia con solenni cerimonie religiose e fiaccolate. 

L’effigie della Madonna si trova nella chiesa parrocchiale di Sipicciano.

Il santuario, insieme alla Madonna del Nespolo e alla Madonna dell'Aiuto presso il torrente Rigo, rappresenta uno dei vertici di un triangolo di santuari mariani nell’area tiberina.

Il santuario è stato costruito in questa area, dove un tempo si trovava un castello di cui restano solo alcune fondazioni, grazie ad evento miracoloso. Infatti un contadino aveva trovato una immagine della madonna vicino ad una quercia. 

Aveva provato per ben 3 volte a riportarla in paese ma l’immagine inspiegabilmente tornava al suo posto.

Ad un certo punto la madonna apparve ad una fanciulla dicendo che si sarebbe dovuto costruire un santuario nel luogo dove sarebbe nevicato ad agosto.

E così accadde e subito il santuario divenne meta di molti pellegrinaggi. Da notare che per costruire la chiesa venne abbattuta la quercia dove era apparso il quadro e che da questa iniziò a sgorgare una sorgente.

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La sera del 23 luglio e la mattina del 24 a Bolsena si rievocano i Misteri di Santa Cristina, una sacra rappresentazione che coinvolge oltre 100 figuranti in una decina di ‘quadri viventi’ (detti Misteri).

Vengono rappresentate le scene delle torture alle quali è stata sottoposta la santa durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano.

Santa Cristina è diventata famosa e molto amata proprio per l’incredibile numero di pene corporali alle quali è stata sottoposta prima di essere finita con una freccia.

Le scene rappresentano: Santa Cristina che galleggia sulle acque del lago con la pietra al collo, il supplizio della ruota, il carcere, il supplizio della fornace, i diavoli, la flagellazione, la distruzione degli idoli, le aspidi, la morte per la freccia e infine la deposizione nel sepolcro.

Il 24 sera si inizia con una messa solenne nella piccola basilica nella grotta dove venne ritrovata l’urna con i resti della santa.

A questa segue una processione con la statura della Santa che viene portata nella chiesa del SS. Salvatore nella parte alta del paese vicino la Rocca e che passa su tutti i palchi dove i figuranti fanno rivivere le scene del martirio.

Il giorno dopo una nuova processione riporta la statua di Santa Cristina nella basilica.

La festa avviene in occasione del giorno del miracolo dell’Eucarestia quando un prete boemo vide sanguinare l’ostia proprio durante una messa sulla tomba di Santa Cristina.

La processione è stata celebrata per la prima volta nel 1811 per volontà del frate francescano Francesco dei conti Cozza.

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Bolsena è la città del miracolo dell’Eucarestia da cui ha preso origine la festa del Corpus Domini per cui questo è un giorno particolarmente speciale per l’incantevole borgo sul lago.

Tutto ha inizio nel 1263 nella basilica di Santa Cristina quando un prete boemo che era un po’ scettico sul significato dell’Eucarestia vede l’ostia sanguinare.

Il prete era in viaggio da Praga verso la tomba di Pietro a Roma proprio per cercare conforto sui suoi dubbi e arrivato a Bolsena chiese di celebrare messa.

Durante la messa l’ostia si trasformò in carne ed inizi a sanguinare abbondantemente tanto da macchiare tutto il paramento di lino usato sopra l’altare.

Il prete cercò di nascondere l’accaduto ma alcune gocce di sangue caddero sul pavimento e tutti i fedeli si accorsero di quello che era accaduto. Ricordiamo che in quel periodo il prete celebrava la messa volgendo le spalle ai fedeli che avrebbero quindi potuto non accorgersi del miracolo.

In quel periodo papa Urbano IV si trovava ad Orvieto e mandò sui esperti come San Tommaso d’Aquino e San Bonaventura da Bagnoregio a verificare l’accaduto e portargli le reliquie.

Quando il papa fu convinto di ciò che era accaduto emanò nel 1264 la “Bolla Transiturus” con la quale stabilì la Festa del Corpus Domini.

Ma la processione di Bolsena si distingue da quella in tutte le altre parti del mondo perché vengono portate in processione anche le reliquie e le pietre macchiate di sangue.

La storia di questa processione è particolare e nasce nel 1811 quando lo Stato Pontificio era in mano ai Francesi di Napoleone che stavano sconsacrando chiese per venderle ai privati.

Nel programma dei francesi c’era la dismissione di tutte le chiese che non contenessero reliquie particolari, o che fossero oggetto di celebrazioni di importanza riconosciuta, e fra queste c’era la Basilica di Santa Cristina di Bolsena.

Fu padre Francesco Cozza che decise di salvare la basilica creando in accordo con la popolazione una grandiosa festa in onore delle reliquie dei marmi macchiati di sangue su cui era avvenuto il miracolo dell’Eucarestia.

Scardinò uno dei marmi del pavimento e realizzò in pochissimo tempo una teca con l’ostia da mettere sulle pietre e il 16 giugno 1811 fece una solenne processione con tutto il popolo esultante che nella notte aveva realizzato un manto di petali di fiori sopra il percorso dove si sarebbe svolta la processione.

I francesi si convinsero dell’importanza della cerimonia e della basilica e decisero di non procedere alla soppressione della chiesa.

Quando nel 1815 il vescovo potè tornare a Bolsena continuò e istituì in modo ufficiale la festa del Corpus Domini con una infiorata.

L’infiorata consiste in una serie di disegni realizzati su strade con petali di fiori colorati lungo un tragitto di circa 3 km.

Il processo dura diversi mesi in cui si disegnano i bozzetti e si studiano i colori dei petali dei fiori da ricercare. I colori sono soprattutto il giallo, il rosso e il verde.

La settimana precedente la processione si iniziano a cercare i fiori che vengono posti in luoghi freschi per non rovinare i propri petali: ginestre, fiordalisi, acacia, papaveri, rose, “fojone”, veccia, ortensie, calendule, garofani e margherite.

Poi tutto avviene in una notte grazie a gruppi di cittadini ben organizzati in cui c’è ci si occupa del disegno, chi dei bordi in impasto di segatura o fondi di caffè, chi di posizionare i petali e chi di spruzzarli di continuo con acqua.

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Fara in Sabina. Festa dei Santi Martiri Sabini

A Talocci nel comune di Fara in Sabina si celebra il martirio dei Santi Martiri Sabini.

Sabato pomeriggio si svolge il tradizionale Raduno Bandistico prima della serata con cena a base di piatti tradizionali e musica dal vivo.

La domenica è poi dedicata alle celebrazioni religiose con una solenne messa e processione per le vie del paese.

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