La prima domenica dopo Pasqua, a Monte San Giovanni Campano si celebra la festa della Madonna del Suffragio.

Durante la festa, la statua della Madonna, donata da papa Urbano VIII, ‘scende’ dalla sua nicchia tra i fedeli e viene portata sul colle San Marco.

La festa è caratterizzata da una grandiosa processione e da una fiera di merci e bestiame. Termina dopo 7 giorni di festeggiamento "Mariano", il giorno dell'Ottavario, con la risalita della statua nella sua nicchia con uno spettacolo di fuochi pirotecnici.
 

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Ogni anno, l’8 maggio a Morolo si celebra il patrono San Michele Arcangelo con un rito dalle origini antiche.

Infatti, sugli antichi sigilli della città di Morolo accanto alla scritta magnifica communitas Moroli è rappresentato proprio San Michele Arcangelo. 

Nella ricorrenza i fedeli portano a spalla la statua del Santo in processione per le vie del paese.

I luoghi del culto sono una grotta accanto ad un dirupo montano chiamato Patena, a cui si accede attraverso una ripida scalinata tagliata nella roccia. Qui venne costruito un altare e una immagine del santo su una delle pareti.

Ogni anno, prima dell’alba dell’8 maggio, i fedeli vengono in questa grotta per ricevere la benedizione e prendere l'acqua da una fontanella che scaturiva proprio nella grotta.

Si diceva che questa acqua avesse doti medicamentose e cose utile in particolare alle gestanti o alle donne al primo anno di matrimonio come supporto alla fertilità. 

Le donne compiono tre giri intorno all’altare e poi attingevano con le mani l’acqua sorgiva e si lavavano le mammelle, quale propiziazione alla calata di abbondante latte per i figli. 

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Il 16 agosto l'immagine sacra di San Rocco viene portata in processione per le vie del paese di Giuliano di Roma.

Dopo il rito, nella piazza antistante la chiesa vengono benedetti i pani (panuncegli) preparati gratuitamente in segno di devozione da alcuni cittadini giulianesi. I pani vengono poi distribuiti ai fedeli secondo una tradizione secolare.

La statua di San Rocco lo vede raffigurato in abiti da pellegrino che scopre la coscia sinistra indicando la piaga della peste, dalla quale fu colpito e dalla quale guarì, diventando così il protettore da questo male.

Ai suoi piedi c'è un cagnolino con una pagnotta di pane in bocca. Secondo la tradizione fu questo animale che lo salvò leccandogli le ferite e portandogli quotidianamente del pane.

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