Gallese. Processione a San Famiano a Lungo

La mattina del 17 luglio si svolge la processione in onore di San Famiano, il patrono di Gallese.

Il corteo religioso parte alle prime luci dell'alba dalla basilica e arriva fino alla chiesetta di San Famiano a Lungo a pochi chilometri dal paese.

Questa chiesa era stata costruita sul luogo dove il santo aveva fatto il primo miracolo a Gallese quando percosse un tufo da cui sgorgò acqua limpidissima in una fonte che è ancora presente.

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Gallese. Festa di San Famiano

I festeggiamenti per il patrono San Famiano di Gallese comprendono una serie di manifestazioni molto particolari come la “Bengalata di Gallese”, il Corteo Storico e la Corsa alla Stella e la Processione delle Zitelle.
La bengalata, chiamata in dialetto 'a bengallata', è un incredibile spettacolo pirotecnico che ha luogo la sera prima del corteo alle ore 22 mentre la statua che viene portata in processione entra nel centro storico del borgo.
Il giorno successivo si svolge il Corteo Storico e alcuni abitanti in abiti d'epoca sfilano per le vie del borgo. Il corteo è suddiviso nelle 6 contrade cittadine: San Lorenzo, Santa Maria, Sant'Angelo, Sant'Antonio, San Giacomo e San Sebastiano.

Il pomeriggio le contrade si sfidano in una corsa equestre, il Palio di San Famiano, che ha luogo nello Stadio Comunale "Dino Nelli".
Sia la sera della processione che quella del palio a Gallese si compie una tradizione veramente unica, quella delle Zitelle che sfilano davanti alla statua del Santo. Le donne sono vestite con un telo di stoffa di panno bianco (anticamente scotto di Gubbio) drappeggiato, un semplice cingolo segna la vita come simbolo di castità e una candela nella mano destra come simbolo di fede. Il volto è parzialmente nascosto da un velo bianco e le zitelle sono accompagnate da una madrina.
La tradizione è iniziata nel 1614 seguendo il testamento di Curtio Vanni che aveva lasciato il necessario per le doti di alcune ragazze povere. Nel 1669 anche Domenico Colavani lasciò una eredità alla Compagnia del SS. Rosario perché "dotasse", secondo la tradizione le "Zitelle". 
Le ragazze devono essere nubili, avere compiuto 15 anni (dal 1825 l'età era scesa a 12 anni), essere native di Gallese da almeno un genitore ed essere povere. Dovevano poi avere doti morali come essere oneste e aver ricevuto la "Fede".
La dote veniva elargita dalla Confraternita del Santissimo Rosario dopo il matrimonio e, in mancanza di figli legittimi naturali, doveva essere restituita. Nel caso la ragazza avesse scelto la vita in monastero, la dote sarebbe andata alla Badessa.
Nel 1800 il fondo era pressoché terminato e venne sostituito da elargizioni di alcune famiglie nobili e forse per questo motivo è stata introdotta la figura della madrina che rappresentava proprio queste famiglie.
Dal 1986 alla Zitella viene consegnata una medaglia d'oro con l'effige di San Famiano come simbolo della festa e alla madrina una targa dell'evento.

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Rieti. Processione dei Ceri in onore di Sant'Antonio

Una festa storica quella di Sant’Antonio da Padova a Rieti.

La festa del Giugno Antoniano culmina il 24 giugno quando la “macchina” con la statua del Santo, viene ornata con ori e argenti e portata a spalla dai confratelli della Pia Unione di Sant’Antonio di Padova.

Questi sono scalzi e coperti di umili vesti e procedono lungo le vie infiorate e illuminate.
Nonostante non sia il Patrono di Rieti, la città sabina ha una tradizione che la lega fortemente alla figura di Sant’Antonio di Padova.

Le prime testimonianze di una processione in suo onore risalgono al 1400, sebbene il nome di Sant'Antonio sia legato alla città già dal 1232, anno in cui Papa Gregorio IX decide di canonizzarlo a Rieti (canonizzazione poi avvenuta a Spoleto).

La processione, che parte dalla Chiesa di San Francesco, è conosciuta anche come “Processione dei ceri” perché la maggior parte dei fedeli porta con se' dei grossi ceri, accesi in segno di devozione, regalando uno spettacolare colpo d'occhio a tutti i presenti.

Un' atmosfera magica che lega indissolubilmente i reatini al Santo lusitano.

Le strade lungo il quale sfila la statua sono addobbate e infiorate.

Le immagini religiose fatte con i fiori sono vere e proprie forme d’arte che durano solo il giorno della processione ma che lasciano bei ricordi nei fedeli che ordinatamente sfilano ai lati della strada per permettere solo al Santo di rovinarle.

La statua, prima di far ritorno nella chiesa di San Francesco, viene esposta nella cattedrale di Santa Maria, dove viene celebrata la santa messa. Al termine delle celebrazioni religiose ha luogo l’offerta tradizionale di cioccolata e biscottini. A tarda sera si svolge infine un suggestivo spettacolo pirotecnico.  

La Fondazione Varrone da molti anni è diventata promotrice di eventi culturali, sostenendo le più significative iniziative con l’obiettivo di far crescere il territorio.

La manifestazione artistico-religiosa del Giugno Antoniano, che vede nella Processione dei Ceri il punto più alto, è una delle tradizioni che fa ritrovare lo spirito di appartenenza alla comunità.

Un’opportunità per visitare Rieti e sentire le emozioni trasmesse da queste manifestazioni uniche nel loro genere.

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Ogni Natale il terziere Castello allestisce il famoso il Presepe Monumentale nei sotterranei di Palazzo della Corgna a Città della Pieve.

E' un'opera che si articola in più sale in un percorso figurato attraverso i corridoi dei sotterranei per un totale di 8 stanze e più di 500 metri quadrati.

Ogni sala è allestita minuziosamente da artigiani esperti che lavorano per mesi.

Vengono impiegate di più di un centinaio di statue di grandi dimensioni realizzate in cartapesta, terracotta e resina.

Queste sono arricchite da splendidi dettagli e sono state create appositamente da maestri artigiani italiani.

Questo spettacolo crea un viaggio immaginario che il visitatore effettua attraversando le epoche grazie ad ambientazioni con suggestioni visive e sonore di grande fascino.

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E’ dalla devozione e dall’affetto dei contradaioli del Terziere Casalino per il loro santo patrono San Luigi Gonzaga che ogni anno nasce l’ineguagliabile incanto dell’infiorata.
Questo appuntamento, tra i più importanti che Città della Pieve offre ai suoi visitatori, segna tradizionalmente l’inizio delle manifestazioni dell’estate Pievese.
Ogni edizione è unica, originale ed irripetibile cambiando ogni anno il tema e realizzando sempre disegni in forma originale.

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Tra gli archi e le volte degli scenografici sotterranei di Palazzo Orca grazie al Terziere Borgo Dentro ogni Pasqua va in scena la rievocazione degli ultimi giorni di Gesù fra gli uomini: l’Ultima Cena, l’Orto dei Getsemani, l’Ecce Homo, la Flagellazione, la Pietà sul Cristo Morto e la Resurrezione rivivono attraverso nuovi interpreti e allo stesso tempo acquistano, nell’immobilità dei protagonisti, l’aura solenne e mistica degli splendidi dipinti a cui si ispirano.

Sarebbe davvero un peccato non passare a Città della Pieve tra la Domenica di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo per camminare in mezzo ad una splendida serie di quadri tridimensionali. Di sicuro, i più realistici che siano mai stati “dipinti”.

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