Due eventi per il patrono di Valmontone: il 21 giugno e l’ultimo weekend di settembre solenni celebrazioni religiose e feste pagane.

San Luigi Gonzaga è il protettore della gioventù e della Croce Rossa per il modo in cui è morto giovane aiutando gli altri durante una grave peste a Roma.

Luigi nasce fortunato, vicino il Lago di Garda a Castiglione delle Stiviere nel 1568, perché suo padre era il marchese del luogo nominato dal re di Spagna e non avrebbe avuto alcun problema a scegliere cosa fare. Infatti Luigi era il primogenito e sarebbe stato il naturale nuovo marchese.

Suo padre lo allenava al potere e già a 5 anni vestiva armature, si allenava per la guerra frequentando i veterani che imprecavano e raccontavano storielle ‘sporche’. Sua madre lo allenava all’amore e alla carità e lo portava in chiesa a pregare e ringraziare il signore di quello che aveva. Frequenta tutte le più importanti corti, da Firenze a Madrid e gioca con i rampolli di tutta Europa.

Il Cinquecento è un secolo particolare e quando Luigi è piccolo tutta l’Europa è pervasa dall’euforia della vittoria sui Turchi e i musulmani a Lepanto.

La chiesa è però ancora scossa dalle scissioni di Martin Lutero e di Calvino, che avevano evidenziato un eccesso di ‘brame terrestri’, e che creano una separazione culturale nell’Occidente. In questo periodo nasce la Compagnia di Gesù e i Gesuiti si impegnano a ri-cattolicizzare molte regioni dell’Europa Orientale.

Tra l’educazione materna e quella paterna, il destino traccia un suo percorso e a 7 anni San Luigi iniziò la sua conversione recitando ogni giorno in ginocchio le preghiere. A 8 anni fece voto di castità mentre si trovava proprio in Spagna.

A Mantova si era ammalato e il dottore gli aveva prescritto una dieta ferrea a base di pane e acqua, Luigi prende spunto da questa richiesta per imparare a fare esercizi spirituali e penitenze.

Si abituò talmente tanto alle penitenze che quando entrò nei gesuiti il suo padre spirituale come penitenza gli ordinava di ‘non fare penitenza’!

Una vita particolare se si pensa che ha avuto la prima comunione dal cardinale San Carlo Borromeo e che a 13 divenne il paggio del principe Diego di Spagna, il figlio di Filippo II. Qui il grande pittore El Greco gli fa un ritratto molto diverso dall’immagine che Luigi avrà poi nell’iconografia cristiana.

Nonostante tutto il fasto delle corti europee, Luigi continuò nella sua decisione e a 17 anni entrò nei Gesuiti a Roma dove studiò teologia. Per farlo lotta con il padre e rinuncia al suo marchesato in favore di suo fratello dicendo a tutti “Cerco la salvezza, cercatela anche voi! Non si può servire a due padroni… È troppo difficile salvarsi per un signore di Stato!”.

Nel suo periodo romano Luigi si impegnò nella cura dei malati soprattutto per le diverse malattie infettive che in quel periodo avevano colpito duramento Roma. Vi era stata prima una siccità, poi una carestia e infine il tifo. Il papato aveva perso ben 3 papi, Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV.

Luigi era debole di costituzione e pochi giorni dopo aver soccorso un appestato per terra morì a 23 anni ed è stato sepolto nella stupenda chiesa di Sant’Ignazio a Roma. Ma le sue reliquie si trovano sia nel paese natale di Castiglione delle Stiviere che a Rosolini, vicino Siracusa.

Viene proclamato Santo nel 1726 da papa Benedetto XIII.

L’ultima sua ultima lettera alla madre racchiude tutta la poesia della sua vita: “Non riesco a capacitarmi come il Signore guardi alla mia piccola e breve fatica e mi premi con il riposo eterno … consideriate la mia partenza come un evento gioioso”.

Per questo suo spirito San Luigi è stato nominato protettore dei giovani e della Croce Rossa ed è stato scelto come protettore da molti paesi tra cui Valmontone.

Un ultimo merito: negli Stati Uniti gli hanno dedicato l’università Gonzaga di Spokane.

powered by social2s

La rappresentazione del Venerdi Santo è la più antica manifestazione di Valmontone iniziata nel 1903 fa dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore con una sentita e partecipata ‘Processione del Cristo Morto’ lungo le vie del paese.

Giovani ragazze cantavano un inno sacro con la banda musicale mentre 4 confraternite avanzavano con tuniche rosse con cappuccio e portando lanterne. Dopo una serie di figure delle scene del vangelo, veniva portata in processione una grande statua del Cristo morto su un drappeggio nero e piena di fiori.

La statua viene portata a spalla da giovani in abiti seicenteschi.

Dal 1951 l’evento è diventata la Sacra Rappresentazione con oltre 150 figuranti in vestiti tradizionali rappresentano le ultime ore della passione di Cristo: dall’ultima cena fino alla resurrezione.

Il sabato santo la processione è organizzata dalla Confraternita della Madonna delle Grazie: la statua lignea della Pietà, copia di quella di Michelangelo.

La mattina di Pasqua viene portato in processione il Cristo Risorto.

powered by social2s
ph Roberto Buono
Ventotene. Festa di Santa Candida

Il 20 settembre si festeggia la patrona Santa Candida con solenni cerimonie religiose, una processione e il lancio delle mongolfiere di carte preparate da tutti gli abitanti dell'isola di Ventotene nel corso di un intero anno.

La festa si chiude con i fuochi di artificio.

powered by social2s

Il 18 luglio si festeggia il patrono San Bruno di Segni con il Palio di S. Bruno, una gara che comprende prove di velocità e destrezza con il cavallo.

Accanto alle gare, stand enogastronomici offrono assaggi della cucina tipica dei Monti Lepini.

I festeggiamenti si concludono con uno spettacolo pirotecnico sul monte Pianillo che è visto da tutti i comuni della Valle Latina e dei Monti Ernici

powered by social2s

Il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe che segna anche il risveglio delle attività agricole, si svolge la festa della “calecara", una catasta di legna che viene bruciata nelle piazzette del paese.

Sulla brace vengono poi cotte pizze di polenta, fave, ceci, "sposette" (pop corn) e bruschette.

powered by social2s
Tivoli. Processione dell’inchinata

Una delle cerimonie religiose più sentite, questa è la processione dell’Inchinata a Tivoli dove le immagini della Madonna delle Grazie e del Santissimo Salvatore si incontrano in due occasioni.

La sera del 14 agosto le due immagini arrivano nella navata centrale della chiesa di Santa Maria Maggiore, partendo dalle rispettive chiese dove sono custodite, portate in spalla dalle confraternite.

Quando si incontrano i portatori le inclinano come a simulare un inchino o come se stessero parlando sottovoce.

Il 15 agosto, poi, le immagini compiono un nuovo inchino nella piazza e poi l’immagine della Madonna delle Grazie torna in chiesa mentre quella del Gesù viene portata in processione solenne fino alla basilica di San Lorenzo.

Secondo alcuni studiosi, la cerimonia dell’inchinata affonda le sue radici nelle rappresentazioni medievali quando ogni gesto corrispondeva a precisi significati.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.