Cos’è una piccola meravigliosa cittadina della Valle del Liri in Ciociaria per qualcuno che vuole volare? Per Enzo Celli, Sora è un punto di partenza, ma anche un porto sicuro dove tornare.
Sora è presente come una gabbia con le porte aperte che poi diventa un nido.
I nuovi emigrati di Sora sono molto diversi da quelli che partivano nel secondo dopoguerra e che potevano solo scrivere lettere per restare in contatto con la famiglia di origine. Aerei, internet, mondo digitale e mondo virtuale intrecciati creano nuove dimensioni del vivere dove le relazioni si scompongono e si ricompongono in modo inaspettato.
Ma torniamo all’inizio perché la storia di Enzo Celli è una serendipidy di occasioni trovate, mentre non smetteva di sognare, e occasioni colte per volare sempre più in alto:
‘Vivo insegnando alla gente a ballare. Non è meraviglioso?
Gli piace muoversi e si sente a suo agio nello spazio. È un fisico atletico, un allenatore, ma i suoi movimenti non seguono tanto le regole sportive quanto quelle dell’anima. Per caso aveva scoperto la danza a 15 anni, troppo tardi per seguire un percorso tradizionale ma abbastanza presto per essere libero di fluttuare.
Lo nota Vittoria Ottolenghi, una esperta di danza e una delle migliori amiche di Rudolf Nureyev. Anche Vittoria è un outsider che con il suo ruolo di critica e i suoi programmi di danza per la Rai ha fatto scoprire la danza agli italiani. Aveva cura dei giovani e si emozionava a scoprire i veri talenti.

Vede Enzo Celli e se ne prende cura. Capisce che è un sognatore ma anche un grande lavoratore. Gli chiede come si chiama il suo stile di danza ed Enzo rimane sorpreso perché non si aspettava questa domanda e non aveva le giuste parole per rispondere.
Lo invita a studiare danza osservando il lavoro dei maestri e dei coreografi ed Enzo scopre che quello che sentiva di volere, ma non immaginava di poter raggiungere, è proprio li davanti a lui.
Si butta nella danza ed inizia il suo percorso nel mondo girando fra i migliori teatri del mondo fin quando, dopo circa venti anni di peripezie, arriva in America per un tour. Sul taxi che lo riporta all’aeroporto per Roma e l’Italia, un'altra domanda che gli cambia la vita.
È Igal Perry che con naturalezza gli apre lo scenario della danza a New York, il centro mondiale dell’espressività artistica. Poco dopo lo invita ad insegnare in USA con una lettera di richiesta ufficiale.
16 lettere di referenze, un portfolio di articoli e una intervista: questo quello che gli chiede l’Ambasciata Americana per approvare il suo visto per iniziare una esperienza lavorativa a NY.
Poi una cattedra all’università, la Green Card per meriti artistici e un caleidoscopio di emozioni.
Sora Û New York
A Sora torna spesso. Molti qui non hanno ben capito cosa fa. A Sora il teatro non esiste più da molto tempo e la cultura sta tornando ad essere importante solo recentemente, passata l’ubriacatura della facile industrializzazione che ha preso e non ha lasciato bellezza.
Una cultura che forse ancora deve conoscere la libertà e che, come spesso accade in Italia, è riconosciuta solo se segue alcuni canoni formali. Una cultura che talvolta guarda più al passato che al desiderio di sperimentare il futuro.
A Sora è sempre il figlio di Anna e Nello e non ha bisogno di dimostrare nulla agli altri. Suo padre lo aveva capito e il loro incontro da uomini è stato raccontato in modo emozionante durante i Visionary Days a Torino (https://www.youtube.com/watch?v=OOmnTV3pU0E).
La vera sfida di Enzo non era con Sora o la famiglia, ma con sé stesso. Era l’unico a vedere la gabbia dalla quale voleva volare, invece gli altri non vedevano le ali.
Torna a Sora da uomo libero, da artista e qui si rinnova ancora una volta con la pandemia facendo riemergere la sua precedente vita prima della danza.
Da coreografo e maestro di danza diventa coach motivazionale per artisti.
Per tutti la pandemia è stata difficile, ma ha investito gli artisti in modo particolare con colpi bassi particolarmente forti. I ballerini vivono in simbiosi con il loro pubblico e si sottopongono ad allenamenti estenuanti per emozionare e dare il massimo. Con i teatri vuoti, il vero scoglio da superare era quello di mantenere l’equilibrio di queste anime fragili che dovevano stare chiuse in casa.

Enzo Celli per caso (ma non è un vero caso) inizia a parlare sul web in un progetto che chiama The Talk e che serve ad aiutare gli artisti. Lo seguono in tanti e si ritrova ad essere ancora una volta un faro.
A questo segue un nuovo cammino con Orbo Novo e con Veronica Gianello. È l’inizio di una nuova fase: ‘ Non ho mai realmente insegnato la danza ma insegno a danzare. Mi prendo cura dei ballerini e li aiuto ad esprimersi nei movimenti ma anche nei loro aspetti emotivi. Mi ritrovo nel significato della parola ‘educatore’ (tirare fuori) e agisco come uno scultore di persone’.
Si emoziona scoprire il vero talento grezzo e ad aiutarlo a sbocciare, un po’ come fece Vittoria Ottolenghi con lui. Restituire alla vita quello che ha ricevuto e spargere bellezza.
E Sora è li davanti con tutta la sua bellezza, il fiume disegna curve morbide con le montagne sullo sfondo. E siamo tutti noi a dover aprire le nostre ali per volare. La gabbia deve diventare un nido in cui tornare.
Se sappiamo sognare possiamo volare.
Foto scattate da Anuska Pitotti
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