Come scrivere una lettera d’amore per San Valentino

Non sai cosa scrivere per la tua lettera di San Valentino? Ti aiutiamo noi. Ecco qui alcuni semplici consigli per rendere unica la tua lettera d’amore.

Lo sappiamo che sei un nativo digitale, e che per San Valentino vorresti risolvere spedendo una mail alla tua amata, ma l’amore viaggia ancora con i vecchi mezzi, ossia carta e penna.

In giro ci sono troppi amori volati ed effimeri che durano il tempo d’invio di una mail, quindi mio caro innamorato innanzitutto per riconfermare il tuo amore la prima cosa da fare è comprare un bel foglio di carta pregiata e una penna stilografica.

Tutte queste accortezze daranno più peso e più valore alle tue parole. L’amore vuole concretezza. Magari puoi scrivere prima una brutta al computer e poi copiare la versione finale in bella calligrafia.

Partiamo dall’inizio. Sappiamo anche che non saprai scrivere del tuo amore come Pablo Neruda o Emily Dickinson, ma non importa.

Ami e questo è quello che conta. Ma come far diventare tutto quel tripudio di emozioni e sentimenti, un qualche cosa di piacevole da leggere e che lasci il solco nel cuore dell’amata? Permettimi di darti qualche dritta su come scrivere una lettera d’amore.

Tutti i consigli che troverai per semplicità vengono dati come se a ascrivere dovesse essere un uomo, ma ovviamente valgono per ambe due i sessi.

 

La prima volta

Dove vi siete incontrati? Cosa avete fatto al primo appuntamento? E il primo bacio?

Cominciate la vostra lettera parlando proprio di come è nato il vostro amore. Troppo spesso gli amori hanno la memoria corta e tendono a dimenticare quello che gli aveva fatto battere il cuore. Le prime emozioni, le farfalle allo stomaco, la paura del rifiuto.

Tutti ricordi che con il tempo si affievoliscono e che spesso vengono sostituiti dalla serenità, dalla sicurezza e dalla routine di una rapporto consolidato. Ma un rapporto senza nuove emozioni e senza il ricordo di quelle passate è una minestra senza sale.

Magari potresti incominciare:

Maria, tesoro mio,

te lo ricordi la prima volta che ci siamo incontrati? Tu eri in biblioteca che leggevi quel libro di storia. Io ti ho visto, e con la scusa che non avevo il temperino mi sono avvicinato a te…

Cose che ti piace di lei

Dopo aver descritto i primi momenti e le prime palpitazioni, potresti ricordarle cosa ti piace di lei, ciò che ami di lei. Dille se ti piacciono i suoi sorrisi, i suoi lunghi capelli biondi. Dille che ami quando ti prepara il tuo piatto preferito, ecc. L’amore non vive di telepatia, ha bisogno di parole di apprezzamento e di cura che lo mantengano vigoroso e forte.

Potresti continuando scrivendo:

Amo la cura con cui ogni mattina mi prepari il caffè. Amo quando ti provi un nuovo vestito e ti guardi allo specchio, così fiera e sensuale. Amo le tue labbra e le parole che escono da esse, mi curano i pensieri.

Parla del futuro

“Gli amanti sono gli unici che sanno coniugare i verbi al futuro” così dice lo scrittore Massimo Gramellini, esperto di cuori e di amori tormentati.

All’amore non può bastare il presente, l’amore ha bisogno di quel per sempre, ma tra l’adesso e il per sempre ci sono tante cose da programmare, tanti progetti da fare insieme. Viaggi, comprare una casa a mare, decidere di avere un figlio, sono tutte scelte che cementificano l’amore.

Potresti sorprenderla aggiungendo:

Ti ricordi quel viaggio in Messico che volevamo tanto fare, ho preso i biglietti. Lo so ho fatto una pazzia, ma tu vali tutte le pazzie di questo mondo.

Unicità

L’amore è un sentimento narcisistico, deve presupporre un senso di unicità e di esclusività. Di tutte le donne che ci sono al mondo tu hai scelto lei. E lei si sente bella solo attraverso i tuoi occhi. Lei ama se stessa attraverso te.

E per questo potresti concludere scrivendo:

L’amore è un miracolo, ma a volte i miracoli accadono, e tu sei il mio. Tu sei la moglie migliore che si possa desiderare.
Con amore,
tuo marito Marco

Scrivere è prima di tutto un percorso di scoperta personale. Scrivendo prima di comunicare all’amata comunichi a te stesso.

Scrivere ti dà l’occasione di capire quali sono i sentimenti, i desideri e quello che vuoi, anche e soprattutto in amore. Una lettera d’amore è come un resoconto in cui si mettono i più e i meno di una relazione. E’ un’occasione per far crescere e rafforzare un amore. Scrivi lettere d’amore tutto l’anno e intanto per iniziare approfitta proprio di questo San Valentino.

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Come risultare vincenti fin dalla prima impressione

Tutti vogliamo fare bella figura quando incontriamo qualcuno per la prima volta. Ma come riuscirci? Quali sono i trucchi da utilizzare e quali le cose da non fare assolutamente?


L’efficacia comunicativa, la sensibilità nei confronti degli altri, può essere sia un dono naturale, quello che comunemente viene chiamata intelligenza emotiva, ma anche un affascinante mondo da scoprire e da cui imparare. Capire le sfumature e le peculiarità del tuo stile comunicativo ti potrà aiutare ad essere più efficace nel mondo del lavoro e nelle relazioni interpersonali.
Le persone si fanno un’idea di voi, rapidamente e inconsciamente. Fanno supposizioni basandosi su ciò che dite e come lo dite. Siamo portati a credere che le prime cose che veniamo a sapere corrispondano a verità. Ecco perché è così importante riconoscere i limiti e i punti di forza del proprio stile comunicativo. Qui di seguito ho riportato alcuni semplici suggerimenti che ti potranno essere d’aiuto per migliorare il tuo modo di comunicare.
Sorridi
Alle persone piace essere di buon umore, ridere, sentirsi sollevate. Questo non significa che bisogna per forza essere dei cabarettisti per riuscirci, basta essere di buon umore, mostrarsi allegri e divertenti. Le persone si stancano delle persone tristi. Sorridendo comunichi che sei una persona felice che valga la pena di essere conosciuta. E come dice un bellissimo detto “Sorridi, non possiedi tutti i problemi del mondo”.
Sii avvicinabile
Il modo in cui vi muovete, parlate, vi relazionate è il vostro primo bigliettino da visita. Una postura rigida, il non guardare negli occhi alla persona con cui si state parlano vi renderà poco attraenti. Mostrarsi rilassati, guardare negli occhi e una bella stretta di mano trasmettono sensazione positive e vi rendono avvicinabili.
Generosità
Vi siete mai chiesti come si sentono gli altri dopo aver parlato con voi? Sarebbe bene farlo, perché se il vostro interlocutore si sente compreso e felice, proietterà su di voi tale sensazione e vi considererà in modo positivo. Concentrarsi sullo stato d’animo altrui, su come gli altri si sentono in relazione a se stessi e a noi è fondamentale per instaurare un buon rapporto con l’altro. Un comportamento generoso, dal punta di vista sociale, induce gli altri a ricambiare le vostre attenzioni e a soddisfare i vostri desideri.
L’apprezzamento
Tutti cerchiamo l’approvazione dell’altro. Mostrare apprezzamento significa proprio far sapere a qualcuno che lo rispettate per le sue qualità positive. Lodare la persona per i risultati ottenuti è sicuramente sarà ben disposta nei vostri confronti.
La connessione
L’essere empatici, il condividere gli stessi ideali, creerà sicuramente un legame con l’altro. Dire frasi del tipo “anche io la penso come te”, “anche a me piace andare a correre”, “sono pienamente d’accordo con te” creano un legame con il nostro interlocutore. In questa maniera le persone si sentono capite e sentono un senso di appartenenza.
Prendere e cedere la parola
Dosare la giusta quantità di parole tra quelle che dite voi e quelle permettete di dire al vostro interlocutore è molto importante. Una buona norma potrebbe essere quella di adattarsi all’andamento del vostro interlocutore senza risultare troppo logorroici, sfiancandolo di parole, o il caso contrario risultare troppo silenziosi.
Trasmettere degli insegnamenti
Essere persone che sanno trasmettere nozioni nuove renderà la vostra compagnia sicuramente più stimolante e ricercata. Raccontate di un qualche cosa che magari avete letto di recente in un libro, o che avete sentito alla tivù. La persona che vi sta accanto sarà grata di aver imparato delle idee e prospettive nuove.
Zero lamentele
Si dice che le persone che si lamentano spengono i neuroni. La lamentela potremmo considerarla la sorella della banalità. Se volete ottenere la ricetta perfetta per annoiare il vostro interlocutore basta tirare fuori qualche lamentela e il piatto è servito. Per non parlare degli effetti che si ha nel lamentarsi dei propri problemi. Sfinire il nostro interlocutore raccontano tutta la disanima dei nostri problemi quotidiani equivale a violare una delle regole sociali comunemente accettate.
Gli errori attraggono
Non tutti sanno che confessare a qualcuno le proprie debolezze può rivelarsi un colpo vincente. Parlare di un errore commesso, mostrando di avere senso dell’umorismo, è un buon metodo per stringere un legame con una persona. Quest’ultima si sente a suo agio, e sarà più disponibile nei tuoi confronti. Paradossalmente, parlare delle proprie debolezze vi fa apparire forti, sicuri di sé e molto umani. E ciò induce gli altri ad aprirsi.
Sex appeal
Vi dico una cosa che forse vi potrà sembrare inusuale, ma il sex appeal, il facciano e l’attrattività di una persona non sono direttamente correlati al suo aspetto fisico. Quest’ultima qualità è connessa più che altro al senso di sicurezza che trasmettete e non ai centimetri di pelle che decidete di scoprire. E il modo in cui vi mostrate orgogliosi di voi stessi e del modo in cui vivete
Riassumendo, facendo sentire speciale una persona, e mettendola di buon umore, diventerete socialmente desiderabili. Più vi mostrate inclini ad ascoltare, a legare con gli altri, più questi contraccambieranno l’attenzione.
Voglio concludere riportando una frase di J.W. Goethe che a tal riguardo dice:
“Sono giunto alla spaventosa conclusione che sono un elemento decisivo. E’ il mio approccio a determinare il clima. E’ il mio umore che determina il tempo, giorno per giorno. Possiedo il potere terrificante di render la vita miserabile, o gioiosa. Posso essere strumento di tortura o di ispirazione, posso umiliare o rallegrare gli animi, ferite o guarire. In goni situazione, è il mio responso che decide se una crisi è stata superata, o se si è aggravata, se una persona è umanizzata o deumanizzata.”
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I più bei carnevali d’Italia

Durante il mese di febbraio, in tutte le città italiane si festeggia il Carnevale. Un tripudio di maschere, coriandoli, stelle filanti, sfilate e carri allegorici. Una festa che ha origini antichissime e che rappresenta uno degli elementi folkloristici più caratteristici del bel paese. Ma quali sono i più bei carnevali d’Italia da vedere? Quale sono le manifestazioni più famose?
Ecco qui una guida ai carnevali più belli d’Italia.
Carnevale di Venezia
Sicuramente è il carnevale più famoso e ricco d’Italia. Le sue origini sono antichissime e risalgono al 1094, quando le oligarchie veneziane (la Serenissima) incominciarono a concedere alla popolazione, compresi i ceti sociali più poveri, un momento dedicato al divertimento e ai festeggiamenti. Durante questo periodo i veneziani e i forestieri scendevano nelle piazze per fare festa con musiche, balli e suggestive maschere.
Caratteristico e il volo dell’angelo o della colombina in cui una donna imbragata si cala dal campanile di San Marco per rendere omaggio al doge.
La parte più bella di questo carnevale in assoluto rimangono le sue maschere. I mascherini, ossia gli artigiani delle maschere, lavorano tutto l’anno per creare i personaggi tipici della tradizione veneziana: la meretrice, la Moretta, il tabarro e così via. Insomma un carnevale che almeno una volta nella vita va visto.
Carnevale di Ivrea
Caratteristica del carnevale di Ivrea è soprattutto il complesso cerimoniale della tradizione storica, come ad esempio la spettacolare "Battaglia delle arance" che è diventata il simbolo stesso del Carnevale. La battaglia con le arance, risale all’epoca del dominio napoleonico in Piemonte. La battaglia ha luogo gli ultimi tre giorni del carnevale, ovvero la domenica, il lunedì grasso e il martedì grasso, sempre di pomeriggio, e rappresenta il momento più spettacolare di tutta la manifestazione.
Carnevale a Viareggio
Il carnevale di Viareggio è uno tra i più importanti in Italia e in Europa a motivo della sua sfilata di carri allegorici. I carri di questa sfilata sono tra i più grandi e movimentati del mondo. Tema fondamentale di questi carri è sempre la satira, la presa in giro politico e sociale. Nel 1873 il ceto borghese decise di mascherarsi in segno di protesta per le tasse troppo elevate che erano costretti a pagare. Così da questo atto di protesta nacque uno dei carnevali più spettacolari d’Italia.
Carnevale di Putignano
È il carnevale più noto della Puglia ed anche uno dei più lunghi per durata, infatti inizia il 26 dicembre ed ha anche un seconda edizione in estate. Termina con una sfilata serale e con la celebrazione del funerale del carnevale, rappresentato come un maiale. Durante tutto il periodo dei festeggiamenti hanno luogo quattro sfilate di carri allegorici in carta pesta. I tempi di questi carri sono presi del mondo della politica, della cultura o della società. La bellezza di questo carnevale sta proprio nella raffinatezza, l’originalità e le finiture con cui viene trattata la cartapesta dei carri.
Carnevale di Fano
Il più antico d’Italia dopo quello di Venezia. Tipico di questo carnevale è il “getto” dai carri di dolciumi, leccornie e caramelle che vengono lanciati sui festeggianti in strada. Caratteristica è anche la sfilata dei Grandi Corsi Mascherati, in cui i carri allegorici vengono accompagnati da gruppi folcloristici, spettacoli musicali, maschere e costumi. Alla fine della sfilata si dà il via a un ricchissimo spettacolo pirotecnico.
Carnevale di Oristano
Fondato nel 1358 è famoso soprattutto per la Sartiglia, la corsa alle stelle (il nome è legato alla sorte e alla fortuna), che si tiene l’ultima domenica e il martedì di carnevale. Di origine medievale è uno tra i più spettacolari e coreografici carnevali della Sardegna. E’ una vera e propria manifestazione equestre. I cavalieri che vi partecipano lanciano i propri cavalli nelle strette vie del centro. Obiettivo è infilzare con una spada una stella d’argento che si trova lungo il percorso. Lo spettacolo prevede anche l’esibizione delle pariglie, ossia tre gruppi di cavalieri che compio coraggiose ed emozionati acrobazie.
Carnevale di Mamoiada
Carnevale tipicamente sardo con le caratteristiche maschere Issohadores e Mamuthones.
Gli Issohadores: sono uomini vestiti con un corpetto rosso e una maschera bianca. Con dei lacci catturano le giovani donne. Un gesto propiziatorio per una buona salute e la fertilità.
Gli Mamuthones: sono uomini che portano una maschera nera con i lineamenti rozzi. Indossano pellicce e pesanti campanacci appese sulla schiena.
I Mamuthones, disposti in due file parallele si muovono lentamente curvi sotto il peso dei campanacci e con un ritmo scandito dagli Issohadores, danno un colpo di spalla per scuotere e far suonare tutti i campanacci. La sfilata dei Mamuthones e degli Isshoadores è uno degli eventi più folkloristici della Sardegna.
Carnevale di Acireale
E’ il più bel carnevale della Sicilia, si svolge nello stupendo scenario barocco del centro storico di Acireale, e ha il suo culmine nella magnifica Piazza Duomo. Caratteristica è la sua sfilata di carri allegorici grotteschi in cartapesta. Carri dotati di un sofisticato impianto meccanico, idraulico e illuminotecnico che offrono uno spettacolo unico. Altra peculiarità sono i carri infiorati simile a quelli dei carri della Costa Azzurra o della Liguria.
Insomma ad ognuno il suo carnevale, venendo in Italia non vi rimane che l’imbarazzo della scelta.
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Herman Branover e la LMMHD

E' stato in Australia, in qualche momento del 1987, nel periodo in cui stavo fornendo consulenza tecnica nel campo energetico per gli interessi commerciali di Joseph Gutnick, che ho incontrato Peter Kalms e sono stato introdotto da lui al professor Herman Branover.

Per coloro che seguono il movimento chassidico Chabad, il nome Branover richiama immediatamente sentimenti di grande rispetto, forse quasi allo stesso livello del Rebbe (capo del movimento chassidico) di quel periodo, che risiedeva a New York. Ricordo che Peter Kalms mi raccontò qualcosa di Herman Branover originario di Riga, in Lettonia. Peter mi disse che fra le sue attività nel Regno Unito era stato responsabile per alcuni finanziamenti a sostegno del lavoro di ricerca di Branover in Israele per diversi anni e che il Rebbe aveva scelto Joseph Gutnick per sostituirlo in questa responsabilità. Molti di coloro che hanno avuto a che fare con 'Diamond Joe' Gutnick negli affari o che hanno investito nei suoi titoli sul ASX non conoscevano la profondità della sua ortodossia e del sostegno filantropico ad Israele.

La mia prima responsabilità era quella di essere il legame con la comunità scientifica, la difesa e le politica durante una seguente visita in Australia di Herman Branover per incontrare la squadra di Gutnick e per presentare la sua tecnologia LMMHD alle organizzazioni australiane. Quando Herman Branover è arrivato a Sydney ho conosciuto un uomo affascinante sulla cinquantina, con un portamento e un'eleganza naturale, che aveva la folta barba tradizionale dell'ortodossia.

E' stato anche accolto all'aeroporto da una folla di giovani ebrei ortodossi, riconoscibili dal loro abito e acconciature.

Sono stato educato rapidamente su quell'uomo che era più di uno scienziato lettone. Era stato un ‘refusenik’ (termine usato nella Unione Sovietica per gli ebrei che non potevano uscire dai confini) poi rilasciato con il pagamento di un 'riscatto' per la sua ‘aliyah’ (salita) in Israele. Era tenuto in soggezione da parte di tutti. Dovunque andavamo in Australia lo seguivano folle desiderose di apprendere qualsiasi messaggio Herman Branover avrebbe dato. Ci sono state alcune altre storie interessanti che mi hanno colpito, una delle quali era che il suo cibo doveva essere preparato secondo le regole kosher ortodosse. Quando è volato verso Tokyo dopo la visita, il suo cibo per il viaggio è stato preparato sotto la supervisione del rabbino capo dalla sinagoga St Kilda, poiché la Qantas non era in grado di garantire il rispetto dell'ortodossia nella preparazione e nel trasporto degli alimenti.

Il mio successivo coinvolgimento con il professor Branover è stato quello di visitare i suoi laboratori e l’impianto pilota LMMHD presso l'Università Ben Gurion, Beersheva. Questa non era la mia prima visita in Israele, ma è stata sicuramente memorabile. Mi ricordo il viaggio da Tel Aviv nel 'deserto' verso Beersheva, una città legata agli australiani da particolare emozione della prima guerra mondiale. Lungo i lati della strada c’erano aranceti ricchi di frutta e, ad un certo punto, un cartello ricordava le parole di un famoso viaggiatore inglese - '5000 anni un deserto è stato e 5.000 anni un deserto rimarrà'.

LMMHD è l'acronimo di Liquid Metal Magneto Hydro Dynamics. All'università alla fine degli anni '60 avevamo studiato MHD e la ricerca sulle ceramiche refrattarie per ospitare i reattori, in modo che le questioni pratiche di un fluido conduttore che scorre in un campo magnetico per produrre un campo elettrico mi erano note. La LMMHD risolve il problema dell’alta temperatura in quanto il metallo fuso, in questo caso piombo, era a meno di 400 gradi. Alcuni dei requisiti della LMMHD, come ad esempio l'uso di magneti in lega superconduttrice di niobio, erano di particolare interesse in quanto, durante quel periodo, erano stati scoperti i superconduttori 'caldi'.

Tuttavia, per la LMMHD, come per tutte le tecnologie energetiche rinnovabili, il bilancio energetico è una sfida, poiché si vuole ottenere più energia di quanta se ne deve mettere. Nel caso della LMMHD, ci sono state diverse sfide tecniche di ingegneria chimica, per l’attrito, gli strati barriera e l'isolamento termico. La caratteristica unica dell’impianto pilota e della tecnologia creati dal team del professor Branover era l'uso di gas azoto secco compresso per pompare il piombo fuso verso la parte superiore del sistema in cui il gas esce per essere riciclato e la ‘buona vecchia’ gravità potrebbe prendere il sopravvento in quanto il piombo cade attraverso il campo magnetico.

La sfida che sembrava essere il problema per scalare la tecnologia era che ogni aumento del diametro dei tubi comportava un aumento delle perdite, in quanto le bolle di gas tendevano a fondersi e a far scivolare il piombo invece di 'sollevarlo'. Naturalmente ci sono stati altri problemi. Mentre le 'leghe' di litio e sodio/potassio ridurrebbero il differenziale di densità, gli svantaggi del costo più elevato e della corrosione/rischio di esplosione remavano contro tali sistemi, tranne che nello spazio.

Non sono sicuro se i problemi di scale-up tecnici della LMMHD per applicazioni terrestri sono stati risolti, e così anche se la commercialità del sistema sia stata raggiunta. Eppure nessuno di questi problemi riduce la gioia della creazione e lo spirito di alcune delle soluzioni ingegneristiche. Ripensandoci ora, a quasi trenta anni di distanza, posso vedere notevoli somiglianze nelle sfide pratiche che affrontano innovazioni come la LMMHD e le DSC (Dye Solar Cells), per arrivare al mercato.

Mi chiedo se oggi Herman Branover e Michael Grätzel, due dei grandi imprenditori scientifici del nostro tempo, si sono mai incontrati.

La visita a Beersheva comprendeva una mediorientale festa meravigliosa in un ristorante turco dove circa quindici scienziati hanno consumato notevoli quantità di vodka russa, ‘mezzes’ (spuntini) e carni locali. Mentre sorseggiavo la mia vodka, mi sono seduto vicino a Herman Branover che chiacchieava e guardando quest’uomo, una fusione di Torah e scienza, lui mi ha sorriso. Era a casa, nella ‘sua Israele’.

Herman Branover è una persona molto speciale. Lo ricordo con gioia e rispetto. E’ ancora, e possa esserlo per ancora molti anni, un uomo di scienza e di Dio e un meraviglioso signore ebreo.

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Il Barone Hutchinson, Britannico fino al ‘midollo’

Il Barone Hutchinson di Lullington celebrerà il completamento di 101 anni su questo pianeta in 40 giorni, a Dio piacendo. Vista la sua vita e le cause seguite, probabilmente Dio non interferirà.

In ogni caso, se la vita di Jeremy Hutchinson dovesse essere celebrata nella sede della sua vita nobiliare, sarebbe piuttosto una relazione inadeguata come, a parte la sua Baronia, un'altra menzione di fama la dovrebbe avere senza dubbio la chiesa di Lullington, la più piccola in Inghilterra, una 'chiesetta' che può ospitare solo 20 persone, non abbastanza neanche per una squadra di rugby con le riserve.

Eppure non si riporta se il rugby sia uno dei grandi amori della lunga vita di Jeremy Hutchinson. Diverse altre caratteristiche della sua linea di sangue e delle sue attività sono invece di interesse comune.

Discende da una delle 59 anime buone che hanno firmato la condanna a morte per il re Carlo 1, da un certo colonnello Hutchinson.

Ma questo membro dell'albero genealogico sembra aver preso una visione meno stridente dei peccati. Di ritorno da Oxford, un avvocato per essere certi, viene chiamato alla professione in tribunale. I suoi casi memorabili per quelli che amano le storie di costume includono il successo nella difesa 1960 di Lady Chatterley.

Nella storia dell'umanità, i cambiamenti della morale non sono mai stati così rapidi come nel secolo scorso con enormi oscillazioni da libertario a ‘pruderie’. Inoltre ha condotto la difesa del regista Michael Bogdanov poco più di 20 anni dopo, contro l'accusa di indecenza nello spettacolo teatrale 'I Romani in Gran Bretagna'. Il caso è stato avviato dall’attivista di moralità criristiana Mary Whitehouse, Dio benedica la sua anima. Curiosamente il testimone principale contro Bogdanov, era l'avvocato di Whitehouse che ha rivelato sotto interrogatorio che era stato seduto al retro del teatro quando vide ciò che è stato affermato di essere un pene.

L'accusa è stata ritirata dopo che Hutchinson ha dimostrato che quello che avrebbe potuto essere visto era il pollice dell'attore che sporgeva dal suo pugno e il caso è stato abbandonato (Wikipedia). Sarà stata sicuramente una serata di divertimento al bar con avvocati nei loro mantelli neri di seta che mostravano il pollice nel pugno chiedendo una birra. E ci sono stati diversi casi di pari interesse per un lettore affamato di emozioni.

Perché stiamo parlando di Baron Hutchinson oggi? Beh, lui è appena stato consacrato come vincitore a pari merito del’ Oldie of the Year’ (Anziano dell’anno) dalla rivista inglese The Oldie. Il suo 'socio' nel reato di invecchiare con grazia è Olivia de Havilland, la più anziana attrice vivente con un Oscar, che ha seguito Peggy Ashcroft nelle versioni cinematografiche di opere teatrali.

La curiosa connessione a questo abbinamento è che la prima moglie di Jeremy Hutchinson era (Dame) Peggy Ashcoft il cui primo marito (2 prima di Jeremy) affermava che lei era la migliore attrice vivente del mondo (forse aveva una ammirazione per quelli che erano già deceduti).

Per i ricercatori delle storie di guerra, si noti che Jeremy era a bordo HMS Kelly al largo di Creta quando venne affondata dai bombardieri tedeschi nel 1941. Sopravvisse aggrappato al relitto nel mare insieme a Lord Mountbatten.

Dopo la guerra, in politica, Jeremy Hutchinson è stato sulle riviste nel 1945 per aver sfidato Churchill per un posto nell'Abbazia di Westminster, e quando si è arrivati al voti, ha trovato che il residente Sir Winston era via, così ha intrattenuto il personale con la sua persuasione politica. Come Pari a vita, il barone Hutchinson è stato nella camera dei Lord, ma ha preso una lunga vacanza prima di ritirarsi con grazia.

Spero che abbia una risatina silenziosa per se stesso, ricordando tutti i suoi trionfi e le gioie e ricordando di stare sul palco di una vita veramente britannica per oltre un secolo di una vita.

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Buoni Freni, Buon Clacson e … Buona Fortuna!

L’ultima volta che io e Gavin siamo stati in India abbiamo visitato il Taj Mahal, un posto che tutti dovrebbero vedere una volta nella loro vita. Il nostro hotel era proprio di fronte a questo “monumento all’amore eterno” e la grande piscina quasi rifletteva il suo chiarore durante la notte di luna piena.

Sento ancora il piacere di nuotare nella piscina sulla mia pelle.

Ma se torno indietro con i ricordi a quei giorni, la mia attenzione va subito sul caos del traffico indiano. Il Taj Mahal è in Agra nella regione dell’Uttar Pradesh, nel nord dell’India, che non è esattamente la regione più sviluppata dell’India. La strada verso Agra è larga e originariamente era una autostrada a quattro corsie con un piccolo elemento di separazione in blocchi di cemento fra le due direzioni di marcia.

La verità è che la pressione umana sul bordo della strada ha trasformato questa autostrada in una strada locale e le due originali direzioni di marcia si sono perse fra le abitudini locali. Le persone semplicemente percorrono la strada in funzione delle loro necessità. In alcune parti la strada è sterrata e piccole tende sono state posizionate sul suo bordo.

Eravamo su un taxi ed era rasserenata dal fatto di non dover gestire la guida in quella situazione. Sono Italiana e fino ad allora ero stata molto orgogliosa di esser capace di guidare a Napoli e Palermo, che sono conosciute per avere più regole ‘locali’ che ‘internazionali’ e i cui guidatori sono molto veloci così che si ha poco tempo per prendere decisioni.

Ma quello che ho trovato ad Agra non aveva confronti con l’Italia – anche se la situazione a New Delhi e in altre grandi città è leggermente differente.

Eravamo in una macchina ma vivevamo una esperienza umana del passato quando le persone non erano a conoscenza della tecnologia e la utilizzavano semplicemente per soddisfare i loro bisogni presenti e secondo la loro intuizione.

Provavo un insolito sentimento di libertà connesso alla consapevolezza the l’altro faccia della libertà è la mancanza di una “zona confort” creata dalle regole

Alcuni giorni dopo eravamo a Hyderabad per alcuni incontri di lavoro e ci siamo trovati spesso incastrati nel traffico locale. Le altre macchine erano così vicine al nostro taxi che potevo sentire il calore dei loro motori, e non solo dell’ambiente. La competizione per guadagnare qualche centimetro era sempre molto forte e molte macchine avevano la carrozzeria ammaccata.

La macchina continuamente si fermava eppoi avanzava di pochi centimetri. Uno dei tassisti che poteva sentire la nostra preoccupazione si è girato gentilmente verso di noi e ci ha rassicurati con queste parole:

Il segreto di muoversi nel traffico Indiano è molto semplice, solo tre cose: Buoni Freni, Buon Clacson e … Buona Fortuna!

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Arriva l’inverno nel Lazio con la benedizione degli animali

Siamo già da un mese in inverno ma oggi è il primo vero giorno in cui sento la brezza artica. Anche se siamo ancora sopra lo zero quando esco di casa a Paliano per andare verso Colleferro e i monti di Segni, i colori delle sfumature del verde mi danno l’idea dell’inverno nel Lazio.

Proprio sulla terrazza davanti ai mie occhi, i vasi di fiori dai colori luminosi, giallo, arancione, magenta e bianco, sognano che la primavera sia arrivata. Ma mentre guidiamo verso Segni per un caffè e una chiacchierata, possiamo vedere le cime innevate degli Appennini verso est.

Il vento del nord ha portato questo cambiamento attraverso l’Adriatico. Forse non c’è ancora la stagione sciistica in Abruzzo, ma la purezza della neve vergine, che si vede sopra la normale foschia della pianura, è surreale e ci lasciamo andare al sogno che anche questo anno l’Italia avrà la sua tradizionale stagione invernale.

Questo è il giorno della benedizione degli animali e in ogni paese sembra che ci sia una parata di animali, principalmente cavalli, per essere benedetti dal prete locale. Per quelli che amano cani o gatti, gli animali domestici sono portati in visita nelle chiese per diventare parte del mondo di Dio, almeno nel pensiero del loro proprietario. Mi domando se gli appassionati di serpenti facciano parte di queste celebrazioni.

E a Segni che sembra che questa festa equina raggiunga il suo massimo splendore, dopo la cerimonia, i cavalieri orgogliosamente cavalcano i loro animali lungo il corso. Sono seduto al sole in un piccolo giardino lungo la strada e sento il calore di questo tagliente giorno luminoso, mentre passa una panoplia di poni, uno non molto più grande di uno Shetland, e cavalli di tutte le razze e colori, che trotterellano sulla strada con due carri alle due estremità della parata, trainati da tolleranti ‘trottatori’. Questa è una vera benedizione per gli animali. Ma nulla per i carri?

La temperatura è di circa 2 gradi e noi torniamo passeggiando verso un bar, il vento si concentra negli spazi fra le case e ti fa provare il gelo Siberiano. Un cornetto e un caffè (lungo) riscaldano le rughe del freddo, ed è tempo di scendere dalla montagna, quando al confine con Colleferro un'altra parata di cavalli trotterella sul corso dopo la benedizione degli animali.

Dal centro di Colleferro il cementificio si erge solido e sembra sorprendentemente pulito mentre passiamo sul ponte lungo la stazione ferroviaria. Sulla collina di fronte le due ciminiere dell’inceneritore, che spiccano fra l’imponente ingegneria di queste fornaci giganti, appaiono immacolate.

E’ incredibile l’effetto del gelido vento siberiano che spazza via gli anni dell’invecchiamento, della sporcizia e del fumo, eliminando i fallimenti della nostra società industriale e portando i fumi verso il mare dove l’acqua degli oceani può assorbirli ed eventualmente purificare l’aria per la nostra respirazione.

Come ripercorriamo la strada verso Paliano, i grandi pendii incolti dello scheletro della fattoria solare mostrano striature di verde primaverile, il prato già fiorisce e copre lo scenario con un fresco tappeto. Anche la grande collina di rifiuti, coperti con plastica nera, sembra pulita e limpida mentre al suo interno la fermentazione dei rifiuti di molte città sta producendo il gas che magari useremo il prossimo anno. Dove normalmente ci sono i gabbiani che beccano la plastica mentre aspettano l’arrivo del prossimo camion di rifiuti? E’ questa la benedizione per animali come loro?

Sembra che la terra di copertura della discarica cresca più rapidamente dell’erba sui suoi pendii. Un segnale di decadenza rimane, lo scheletro di una fattoria solare non completata alla base della discarica, frutto dalla avidità degli uomini che hanno rovinato il suo buon uso. La sostenibilità non dovrebbe essere rappresentata da questa vista. Forse l’avidità è la vera caratteristica dell’impatto dell’uomo su questa terra.

Guidiamo vicino a La Selva, il bosco locale voluto da un principe e ora diventato parco per tutti, animali e esseri umani. Di fonte a noi, in lontananza, ancora una volta le pure vette delle montagne indossano il loro ‘cappello’ di neve. E’ ora di sciare.

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Moiseikin: un viaggio oltre il lusso

Un uomo, non ancora di mezza età con occhi scintillanti avvicinati, con una barba marrone scuro non perfettamente curata e che indossa un sorriso naturale. L'immagine era da fiaba.

Abbiamo scambiato qualche parola, mentre spiegava uno dei suoi anelli "amorfi" ad un potenziale cliente, anche se non mi sembrava che la donna capisse la potenziale bellezza di un’opera d’arte a quattro dimensioni. Raffinati filamenti di metallo prezioso incastonavano le gemme, blu, verde e rosse, in una lumaca asimmetrica.

Da qualsiasi parte si guardasse, l'anello da diversa prospettiva, colore, rifrazioni e riflessioni, cambiando sotto ogni forma di luce. L'anello ha una sua vita - la suo 4° dimensione. Mi sono reso conto che avevo bisogno di saperne di più da questo maestro gioielliere e mi organizzato per tornare il giorno successivo.

Viktor Moiseikin è nato a Ekaterinburg. A casa la sua famiglia comprende la moglie e due figli - fonti di ispirazione. Non a caso, le sue grandi passioni a scuola erano la matematica e la fisica, non quella simmetrico classica, ma la geometria frattale di Mandelbrot, e la matematica della teoria delle stringhe.

Viktor è quello che fa - ama quello che fa e fa ciò che ama. A Viktor sembrava ovvio che l'amore che aveva per le scienze dovesse essere fuse con l'artigianato creativo, con la gioia di creare opere d'arte multidimensionali. In diverse occasioni, ha ricordato il suo 'eroe', Leonardo - un grande scienziato, artista e artigiano, e lo ha paragonato favorevolmente agli 'sviluppatori' come Michelangelo e Brunelleschi.

Per oggi ci concentriamo sul legame tra la vita di Viktor e i suoi gioielli. A 19 anni, Viktor iniziò l’oreficeria, la lavorazione di metalli e pietre preziose, e per i successivi dieci anni, nella sua bottega e impresa nascente ha prodotto oggetti d'arte che hanno trovato grande riscontro nella sua città natale e a Mosca. In questo periodo ha studiato i gioielli e la bellezza delle donne.

Quando sentì di aver capito le donne, ha iniziato a creare gioielli per le donne. Aborre la gioielleria piatta. La sua tesi è semplice e meravigliosa: "Le donne cercano di trovare in gioielleria quello che gli uomini cercano di trovare delle donne". I gioielli hanno gli stessi elementi che rendono belle le donne. Ogni gioiello deve attirare l'attenzione, dare emozioni (attraverso il colore e la storia personale) e avere un segreto (come nei caratteristiche disegni nascosti e nelle illusioni ottiche di un gioiello). La ricompensa di Viktor è quando vede gli occhi di una donna che brillano mentre sta indossando uno dei suoi gioielli.

La sua premessa è che la bellezza viene per il 90% dagli occhi. Il suo gioiello ha un messaggio per coloro che possono vedere e leggere. Egli spiega la differenza tra gli orecchini e un anello per il dito.

Mi ha mostrato un paio di orecchini stereo-isomeri, ossia che hanno forme speculari ma diverse pietre colorate. Questi effetti non sono visti da chi lo indossa, il loro scopo è quello di attrarre l'estimatore che deve decifrare il messaggio. L'anello al dito è diverso. “ è la donna che dice al mondo chi è, che è sensibile ai colori e ha scelto un anello che esprime la sua natura, ma non la sua intelligenza.

Ascoltiamo la sua voce e vediamo i suoi gioielli. I colori che sceglie in modo istintivo riflettono e perfino cambiano il suo umore“. Per Moiseikin non è sufficiente usare una gemma di un singolo colore ma sfidarsi a combinare gemme di diversi colori per creare complessità e per generare ed emanare fiducia nella donna “adornata”.

 

La passione di Viktor sono luce e colori. Mi descrive la sua ammirazione per Van Gogh e me la dimostra con un anello indossato da Teruko con la forma di un fiore di mandorlo, ispirato alla pittura di Van Gogh 1890. Viktor mi spiega con orgoglio la matematica dei petali a forma di parabolici che riflettono la luce verso il diamante centrale.

E proprio come nel dipinto, ogni petalo è diverso, la monotonia è abbandonata. Un altro esempio della sua arte è un anello farfalla, anche questo indossato da Teruko, che ha solo una simmetria concettuale, mentre i dettagli di ogni filigrana delle ali differiscono. Eppure questa è la bellezza. In questi lavori si apprende che la simmetria non è la bellezza, e che una bella donna offre un panorama diverso quando ammirata da diversi punti di vista - ogni volto è vivo e in movimento.

Viktor crea gioielli per donne di ogni età. Dice che i gioielli sono il ‘fast food’ per una donna. Le gioiellerie trovano soddisfano facilmente la necessità alimentari di base, ma le vere donne hanno bisogno di ‘slow food', delle creazioni dei maestri.

Siamo tornati a parlare del colore e Viktor mi ha spiegato il suo impegno di cinque anni per emulare i colori di Kandinsky, il significato dei gialli che emergono e dei blue di 'sfondo'. Condividiamo un confronto con un simile uso dei colori in Leonardo. Ma Kandinsky è, per Viktor, il primo pittore veramente astratto, dopo sua metamorfosi intorno al 1910, e il desiderio di Viktor è di riprodurre queste coraggiose creazioni di colore nei suoi lavori.

Questo desiderio di gioielli davvero amorfi non lo ha portato a rifiutare di utilizzare le tecniche e gli strumenti più moderni in suo atelier di 200 persone. Questi strumenti forniscono esclusivamente la linea di base su cui gli artisti e gli artigiani possono creare le loro immagini. Viktor ha tre regole di vita (e di lavoro): essere attenti, essere aperti e amare i fallimenti.

Attraverso questi si può imparare e, infine, creare capolavori. Un cliente si avvicina e richiede le sue attenzioni, così ci stringiamo la mano e decidiamo di incontrarci di nuovo durante questa vita. Un breve soggiorno a Ekaterinburg mi appare altamente auspicabile.

I gioielli di Moiseikin devono essere visti, non possono essere trovati accanto al lusso ordinario. Si possono incontrare Viktor e Teruko nelle migliori mostre di gioielli, e si può trovare Moiseikin in uno dei loro negozi a Mosca, Tokyo, Hong Kong o Dubai, o si possono incontrare i gioielli di Moiseikin attraverso quelli di noi che hanno avuto la possibilità di ammirare le creazioni di Viktor.

Quando si contatta Teruko Okamoto (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per ascoltare la storia di ogni pezzo unico di gioielleria, assicuratevi di dirle che vi ha inviato Energitismo, e forse lei vi concederà qualcosa di veramente speciale.

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