Rivoluzione in una casa confortevole e di lusso

Una casa confortevole (e magari di lusso) è il più importante investimento di una famiglia in ogni periodo della vita.

Quando sceglie o si costruisce una nuova casa, la gente cerca un luogo di cui andare orgogliosi quando lo si mostra alla famiglia e agli amici, una casa confortevole è fonte di benessere domestico e lusso tutto l’anno, facile da mantenere e conveniente. Ovviamente tutti vogliono il lusso e il benessere per le loro case cercando di evitare spese eccessive.

Come risolvere questo paradosso apparente? La soluzione classica per il benessere domestico e il lusso è di commissionare i lavori ai dei bravi artigiani, ma per la maggior parte della gente il costo di decorazioni come affreschi o mosaici rientra difficilmente nel budget totale.

Quindi le persone cercano qualcosa di speciale nei sistemi e nei materiali di costruzione che possa dare un tocco di lusso alla loro casa: benessere e lusso nel budget.

E la soluzione è qui. Utilizzare sistemi e materiali di costruzione creati “internamente” con le migliori caratteristiche architettoniche, altamente performanti e nel rispetto delle più severe specifiche di conformità. Questi elementi sono poi assemblati in loco e danno personalità alla casa offrendo alte prestazioni tecniche: benessere domestico

Due anni fa abbiamo incontrato Preformati Italia che ha soddisfatto i sogni di coloro che cercavano dei giochi d’acqua per le loro case, spa, saune, piscine e fontane; e raggiunge questo risultato grazie a un materiale leggero e lavorabile con uno splendido isolamento termico, molto resistente, caratterizzato da grande isolamento acustico ed eccellente barriera per l’umidità. Si tratta dell’EPS, polistirene espanso. Il polistirene è stato usato per anni come isolante, l’introduzione di questa tecnica di ingegneria è più recente.

Quindi non è stata una sorpresa all’Open Day di Tondin Porte il 27 giugno trovare che l’azienda di porte e finestre in legno di Luca Tondin sta collaborando con Marco per produrre “casse” per finestre con EPS compresso. La rivoluzione del design sta nella creazione di un nuovo metodo di assemblaggio delle finestre di alto livello negli edifici.

Per ogni finestra, il bordo esterno che si interfaccia con il muro dell’edificio rimane in legno. Il legno racchiude l’EPS attorno al quale le finestre e gli accessori sono montati. L’EPS è ricoperto da intonaco come le pareti dell’abitazione. Il blocco assemblato è sigillato alla struttura con schiuma di poliuretano espanso e le giunture sono coperte da nastro che isola dal vapore. La resa della barriera termica è ottimizzata, l’estetica e le linee della finestra fanno felice anche il più critico degli architetti, nel rispetto del motto di Tondin “Serramenti di valore!”.

Tuttavia c'è un ulteriore elemento di soddisfazione per il cliente: la garanzia e l’impegno aziendale, in caso di danni accidentali. La garanzia aziendale non è solo una questione finanziaria, è una questione personale, è l'orgoglio del produttore e fornitore nel rendere ogni cliente felice con le merci fornite, offrendo benessere e lusso per la vita della casa confortevole.

E ' in occasione di eventi come “Tondin apre le porte” che si sviluppano la fiducia per cui Luca Tondin, sua moglie Valentina, il padre Adriano e il suo team sono pienamente impegnati, competenti e orgogliosi del loro lavoro: è la dimostrazione della loro qualità di vita.

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Piscine e vasche idromassaggio

Nuove idee per piscine e vasche idromassaggio da interni ed esterni ci arrivano da una innovativa impresa italiana: Preformati Italia. Grazie all’EPS, polistirene espanso, un materiale estremamente versatile simile al polistirolo, Preformati riesce a personalizzare vasche idromassaggio, bagni di vapore, hammam, panche riscaldate, percorsi kneipp ed ogni elemento di un centro benessere.

Salute e benessere

La parola Wellness si usa per indicare un equilibrio salutare della mente, del corpo e dello spirito che dona una generale sensazione di ben-essere. Il significato copre anche un diverso approccio dell’assistenza sanitaria incentrato nella prevenzione delle malattie e nel prolungare la vita senza aspettare di trattare una malattia già manifesta.

Il concetto del Wellness è stato formulato per la prima volta negli anni ’50 negli Stati Uniti, quando un medico ha proposto “un metodo integrato di pratiche orientate a massimizzare il potenziale di cui l'individuo è capace."

In ogni caso la parola Wellness è divenuta di uso comune solo a partire dagli anni ’70 e oggi chi non ha mai passato qualche ora a mollo nelle piscine e vasche idromassaggio di un “centro benessere”?

A partire dalla metà del 19esimo secolo nel mondo occidentale grazie alla crescita economica i bisogni primari delle persone (descritti nella scala di Maslow), ossia quelli di nutrirsi - riempirsi la pancia - e avere un tetto sopra la testa, sono stati soddisfatti e parte della popolazione, la classe media benestante, ha trovato il tempo e le risorse da dedicare a se stessa e alla cura personale: vacanze, fitness e sport, diete e centri benessere.

La società attuale, inoltre, con i suoi ritmi serrati, ci espone a stress fisici e psicologici che sono all’origine di molte patologie: diventa essenziale per ognuno di noi prendersi del tempo per rigenerarsi e "ricaricare le pile". Alimentarsi in modo sano, fare moderata attività fisica, dedicare del tempo al relax: a casa, in giardino o nelle SPA di alto livello.

Una nuova vasca idromassaggio: Acca2One

Ed è proprio questo bisogno che Preformati Italia  va a coprire con i suoi prodotti, per rispondere alle esigenze di benessere dei suoi clienti. In particolare la nuova vasca idromassaggio a due posti Acca2One, dal design esclusivo che si sposa sia con gli ambienti interni di una casa sia con il giardino o il terrazzo.

La vasca idromassaggio è realizzata interamente in EPS ad alta densità riciclabile al 100%, è dotata di un impianto idromassaggio ecologico e di un piccolo caminetto al bioetanolo. Questo caminetto ci ricorda che quando gli opposti come l’acqua e il fuoco raggiungono l’armonia, e producono un così bel risultato, anche noi possiamo sempre ritrovare il nostro equilibrio in ogni momento della giornata con un bagno in piscina o nella vasca idromassaggio!

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Il Bene Comune Greco

NO !!! Basta!

Un grido dalle anime della gente che ha inventato la democrazia al mondo che usa la parola “democrazia” come sinonimo di avidità.

È oggi che si rinasce?

È il catalizzatore per un’altra rinascita dei valori dell’umanità?

È l’inizio della fine della maledizione del regime fiscalista?

È il giorno temuto da tutti i banchieri? Il punto di svolta?

Chi seguirà?

Per alcuni è il primo giorno di un’occasione per i piccoli di diventare ancora importanti, perché il loro lavoro sia rivalutato, per non essere più foraggio per banchieri, per noi di ricordare altri eventi di rinascimento, come quando la famiglia de Medici dette valore alla gente comune.

La gente comune si è ribellata alle urne. Devono vincere questa guerra contro la corruzione del FMI, della BCE, contro il potere degli oligarchi dell’EU e del mondo dei piani nascosti che conducono a una sola cosa: potere attraverso il denaro e furto dei diritti civili.

La società umana comprende tutte le azioni atte alla sopravvivenza del genere umano. Una società che rispetta la gente, condivide con tolleranza e senza tornaconto personale nel nome di un “trattamento equo” per tutti, protegge l’ambiente per i nostri nipoti e chi verrà dopo ancora, prova ad affrontare le differenze senza rancore.

Non dobbiamo dimenticare: l’oligarchia del potere non rispetta i valori umani, e nemmeno la vita umana. Non siamo altro che delle pedine a buon mercato nel loro gioco di potere. Non è neanche una partita a scacchi, è un crudele monopolio dove tutte le squadre libere sono “in gabbia”.

Le porte della prigione sono aperte. La gente vuole uscire dalle celle e cominciare una nuova vita in una terra antica, rinnovata dalla democrazia, con la determinazione di creare un Bene Comune Greco.

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Le migliori creazioni a Origin

La Passione per l'originale è radicata profondamente nei designer e nelle piccole imprese della moda che hanno presentato i loro sogni e le creazioni a “Origin Passion and Belief”, FieraVicenza, a metà maggio. Una fiera 'Dove i pionieri della moda incontrano gli esperti della manifatturiera italiana'.

Quale illusione fa accettare a un designer la morte delle sue creazioni alla fine di ogni stagione e lo spinge a inseguire un nuovo universo nella prossima stagione: un'avventura in nuovo mondo? Gli espositori hanno colto questa sfida per la fama, e i loro sforzi meritano di essere ricordati attraverso le nostre impressioni.

Con conchiglie arrivate da caraibici mari lontani, secondo un' usanza immutata dai tempi di Colombo, le tre generazioni di intagliatori della famiglia Diluca e gli artisti di Cammeo Italiano di Caserta producono cammei a mano, intaccando e incidendo il guscio delle conchiglie con il bulino: creazioni uniche e incredibili che obbediscono alle regole della vera arte - 'solo Dio può creare la perfezione'.

Nel gruppo dei designer dagli “antipodi”, che spiccavano per la loro individualità ed esibizionismo senza paura, abbiamo notato Vanessa Emirian, i cui abiti da donna ci riportano a Katherine Hepburn o, a volte, al Mago di Oz. La sua particolare gonna a pois di tonalità rosa pastello è una creazione femminile che ha indossato con stile e con l’orgoglio delle sue radici greche, la sua passione per l'originale.

La collezione Andy Henson di gioielli in argento viene direttamente dalle passeggiate della Bondi Beach a Sydney, anche se lo stile è lungi dall'essere quell0 di un surfista e Andy ha abbandonato le gioie delle spiagge di Sydney per la più cosmopolita Melbourne. Per bilanciare i disegni forti e decisi, Andy e Brent ora hanno creato una linea di borse in pelle di canguro nero.

Quando abbiamo visto Orsola Mainardis con le sue collane e borsette colorate, il gioco di parole sul suo nome mi ha ricordato la leggenda di Ozymandias, re dei re, e i versi dal poema di Shelley:

«Il mio nome è Ozymandias, re di tutti i re,

Ammirate, Voi Potenti, la mia opera e disperate!»

Null'altro rimane. Intorno alle rovine

Di quel rudere colossale, spoglie e sterminate,

Le piatte sabbie solitarie si estendono oltre confine”.

Nonostante queste parole piuttosto pessimiste sul mondo della moda, i gioielli di Orsola Mainardis arrivano dalle sabbie del passato e dalla storia del vetro:  crea emozionanti collane e borse armonicamente bilanciate con le “perle" di Murano nei colori tradizionali del vetro.

Anche D'Orica, la famosa azienda orafa di Nove, si ispira alle perle, ma in questo caso si tratta di piccole perle in oro sfaccettate per brillare come diamanti. Per Origin, D'Orica ha lanciato la sua ispirata linea di gioielli in seta e oro. Disegnate e realizzate da Daniela Raccanello, queste meravigliose collane, collari, bracciali e cinture, utilizzano pura seta italiana, prodotta secondo il processo The Fair Silk Way, intessute con le "doriche". Opere uniche di arte orafa.

Lo stand di D'orica è stato il vero successo della fiera Origin, con il suo albero di gelso proprio al centro e la produzione della seta mostrata dalle uova ai bachi che felicemente sgranocchiavano le foglie di gelso fino a barcollare per andare a realizzare i bozzoli. Infine il filato dal bozzolo e la mostra dei pezzi della collezione “Passione per l'originale” di Daniela indossati da splendide donne.

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Istantanea da Villa Tacchi

Passato più di un mese dal “Mondo di Energitismo” a Villa Tacchi appare nel web un dipinto di Gjergj Kola: il pittore ritrae se stesso (e un suo quadro) mentre ritrae Daniela (che spia il suo ritratto) accerchiato da un crocchio di spettatori su sfondo multicolore.

La scena è vivace, una vera e propria istantanea che cattura l’emozione del momento, i personaggi sono definiti da pochi e veloci tratti del pennello e seguendo gli sguardi riviviamo le loro sensazioni: Gjergj è concentrato nella creazione e “dialoga” con la tela che ha di fronte, Daniela smette di posare per un attimo troppo curiosa di spiare il suo ritratto, Gavin si gode rilassato la scena mentre Antonella gli lancia uno sguardo sornione, Nicoletta guarda oltre la tela, Giampietro c’è ma sembra altrove (che stia pensando alla seta?) e lo sguardo di Claudia ci riporta al centro dell’opera, il ritratto.

Tutti questi rimandi e giochi di sguardi tra la realtà e la sua rappresentazione su tela mi ricordano un libro, “Il Ritratto di Dorian Gray”, di Oscar Wilde. Nel romanzo un pittore ritrae il protagonista, Dorian Gray, nel pieno della sua gioventù e bellezza e tanto è magnifico il dipinto che Dorian stringe una sorta di “patto col diavolo” per rimanere sempre giovane e stupendo, come nel quadro. E così accadrà, tuttavia sarà il ritratto a cambiare, invecchiare, imbruttirsi mentre il nostro protagonista si dedica a una vita di piaceri, dissolutezze e crimini.

Nel “Ritratto di Dorian Gray” così come nel dipinto di Gjergj Kola, il confine tra arte e vita si assottiglia, e nel breve (o infinito) spazio-tempo di un’istantanea i ruoli si ribaltano: la vita diventa arte e bellezza.

Forse è questo che è successo quella sera, tutti insieme abbiamo celebrato il culto della bellezza e condiviso una profonda esperienza estetica di vita.

E forse proprio il dipinto di Gjergj è la rappresentazione di uno dei tanti aforismi di Oscar Wilde:

«La vita imita l'arte molto più di quanto l'arte non imiti la vita. »

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Passione e Fiducia di Origin

Alla Fiera di Vicenza c’è stato un cambiamento questo maggio: l’annuale fiera orafa è stata sostituita da Origin Passion and Belief, un “incontro” sul Fashion.

Questo evento è stato spiegato dal co-organizzatore, NJAL (Not Just a Label) come un incontro tra 100 designer da tutto il mondo, selezionati da NJAL per lo stile e per la sostenibilità, e 100 aziende italiane del settore della moda.

Non a caso la maggior parte delle aziende del fashion, abbigliamento, accessori e gioielli si trovano in Veneto e i 100 designer scelti da NJAL venivano da tutto il mondo. Il tutto con il supporto dei fondi europei.

La fiera ha attratto non molte aziende manifatturiere italiane. E forse non basta pensare che il motivo della loro “riservatezza” verso le nuove opportunità sia questo momento di crisi in Italia. Forse non era chiaro chi dovessero essere gli spettatori di questa fiera, nonostante l’alta qualità e l’innovazione dei designers e dei manifatturieri.

Da una prospettiva positiva, i visitatori e gli espositori sono stati trattati bene, con tavole rotonde e relatori il cui obbiettivo era aiutare i designer a fare il salto da un buon prodotto alla “fama e ricchezza”.

La 22esima sfilata di Mittelmoda della domenica sera è stata un successo, per i giovani designer i cui capi hanno sfilato in passerella, per gli ospiti che sono stati ben intrattenuti e “sfamati”, e per i padroni di casa, Mittelmoda e Fiera di Vicenza.

Tuttavia, se questo evento diventasse un membro permanente nel calendario della Fiera di Vicenza, ci sarà bisogno di svegliare più interesse nell’industria e nel commercio e portare più visitatori internazionali. Forse l’approccio di Energitismo agli artigiani e alle piccole medie imprese può aiutare. Alla fine, si deve fare business.

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Scene di un Matrimonio Australiano

Maggio è il mese delle spose in Australia. Il mio primo matrimonio australiano, e più corto, è stato il 10 maggio, il secondo sabato del mese, di 46 anni fa.

Le nozze protagoniste di questo piccolo racconto si sono tenute il 2 maggio, una settimana prima della Festa della Mamma. Ma di questi tempi le possibilità che si manifesti una creazione materna immediatamente dopo il matrimonio sono rare, anche nel caso di una celebrazione cattolica come lo era questa.

La sposa era vestita di bianco, elegante, costosa, lussuosa e affascinante come non mai, perfino un po’ sexy, ma il futuro marito non mostrava gelosia per i numerosi ammiratori della sua signora quel giorno. Non immagina nemmeno che questa potrebbe essere la più affascinante visione della sua vita coniugale, a meno che non diventi così ricco da ricreare l’allure del matrimonio con una pazzia occasionale da Leonard o da Pucci, mai più con il sorriso speciale della sposa tuttavia.

La sposa tradizionale ha tre damigelle e una bambina per i fiori, e la maggior parte dei matrimoni tradizionali si tiene nella cappella della scuola di uno dei due coniugi. Noi eravamo nella cappella della scuola della sposa, al quinto piano del Convento di Loreto dalla parte del porto quasi sotto il Sidney Harbour Bridge.

Rifletto mentre riprendo fiato in cima alle scale sul perché Dio insiste così tanto a fare scalare una collina a delle ragazze per essere adorato. Probabilmente questo fatto deriva dai tradizionali matrimoni dei paesi collinari in Italia, in particolare quelli in Lazio, Umbria e Toscana, dove i fedeli devono trascinarsi per innumerevoli scalini sotto il sole caldo dell’estate o su pietre coperte di ghiaccio per stare più vicino al Signore.

Qui, nell’abside, una musica proveniente dalla cappella tocca dolcemente le orecchie degli invitati in arrivo. Seduti, aspettando l’inizio della cerimonia e assorbendo con gli occhi l’architettura e le icone, continuiamo a essere cullati dalla musica.

Il “corteo nuziale” è guidato in Chiesa dalla bambina con i fiori, come sempre una giovane e fresca “principessa”. Ogni damigella (che, se sposata, prende il nome di “matrona d’onore”, un appellativo che fa sembrare vecchia qualsiasi giovane femme fatale sposata) appare dall’abside a distanza di alcuni passi l’una dall’altra creando un’elegante trilogia in blu.

E lo sposo? Lui e i suoi tre compari, tutti in abito da sera, sono stati in piedi presso l’altare ad aspettare, con i canonici 10 minuti di ritardo, l’arrivo della sposa. Questa è un’esperienza educativa per lo sposo: sostenere lo sviluppo di una calma e sorridente pazienza che potrebbe diventare la routine degli anni futuri del suo matrimonio.

La sposa arriva, a braccetto con il padre, dopo aver salito le scale e ripreso fiato. Camminano lentamente e con gioia lungo il corridoio per incontrare lo sposo (con un casto bacio), e l’esperto sacerdote. I familiari si scambiano i convenevoli e ognuno torna al suo posto, e il Prete comincia.

Mentre ascolto con sempre maggior godimento il sacerdote celebrare penso che il mondo ha perso un ottimo marito a causa dei suoi voti alla Chiesa: la sua comprensione del matrimonio e delle relazioni tra uomo e donna sembra ben più profonda di quella di molti uomini che hanno passato gran parte della loro vita in compagnia delle donne.

Questo è stato un matrimonio organizzato e orchestrato da ingegneri, non da avvocati, e progettato per essere uno show. Eccoci arrivati alle letture, seguendo la funzione, ma per la gioia di tutti e forse per infondere tensione alla maggioranza dei partecipanti, la prima lettura veniva da Winnie the Pooh, recitata da tre dolcissimi bambini, e il messaggio? “Due è meglio di uno”.

Fortunatamente, per quelli di noi di minore ispirazione ecclesiastica, l’elemento religioso è stato mantenuto a un livello sufficiente per rassicurare Dio delle buone intenzioni di tutti i presenti, senza raggiungere le altezze religiose di alcune cerimonie meno innovative.

Scambiati voti e anelli, con gesti perfetti guidati dal sacerdote, è arrivato il bacio celebrativo, un po’ più lascivo, tanto da fare una certa invidia alla congregazione.

La “coppia felice”, seguita dalle due tribù di tifosi, i suoi di lei dall’ala sinistra e quelli dello sposo dall’ala destra, ha lasciato la cappella nella pioggerellina del tardo pomeriggio per scattare un numero di foto adeguato a giustificare la parcella del fotografo. Quando gli autobus, intelligentemente organizzati prevedendo una moderata ebbrezza, sono arrivati alla location del ricevimento, curiosamente annidata tra le bestie del Taronga Park Zoo, era troppo tardi perché la sposa potesse dare il bacio della buonanotte alla giraffa.

Tuttavia i guardiani dello zoo, riconoscendo l’importanza e la delizia di una notte di matrimonio australiano, sono arrivati, uno cullando un coccodrillino, con la bocca aperta pronta a ingollare, e l’altro intrecciato a un ben più che amichevole serpente. Mi pareva che l’avessero fatto altre volte.

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Gli sci di Franco Sonzogno con il legno delle gondole

Gli sci di Franco Sonzogno “sono come violini”, ha detto sua moglie Angela appena li ha provati la prima volta. Sci che il marito le aveva preparato con infinito amore usando il legno delle gondole di Venezia.

E così sono nati gli ‘Sci Stradivarius’ (dal nome del famoso liutaio) e nel 2000 un club che comprende gli appassionati della montagna e dell’arte, che oggi raggruppa 350 membri nel mondo.

Franco tu sei un uomo dalle mille risorse: dopo una vita trascorsa in Telecom sei diventato il creatore dei famosi sci ‘Stradivarius’ conosciuti nel mondo….

Sì, la vita sorprende e la mia è stata proprio inaspettata: sono nato diverse volte. Avevo sempre amato la montagna, che frequentavo solo d’estate con i miei familiari, ma non potevo immaginare che sarebbe stata il mio destino. A 25 anni, con il primo stipendio, mi sono pagato il primo corso di sci e a 50 il corso per realizzare il primo paio di sci!

Come regalo per i miei 50 anni, infatti, mia moglie Angela mi ha offerto un corso di “ski-man” a Biella, perché voleva che realizzassi un paio di sci sicuri per noi. Al tempo, la sicurezza in questo sport non era un concetto diffuso ed eravamo insoddisfatti di quello che trovavamo.

Gli ‘Stradivarius’ nascono dal sogno di creare sci che fossero come uno strumento musicale: che trasmettessero la sensazione di volare e che potessero essere “ri-accordati” per essere sicuri e divertenti.

Quale sapienza racchiudono i tuoi sci? Quale collegamento con le gondole di Venezia?

E’ impossibile descrivere il tempo e la dedizione che impiego a costruire un paio di sci. Il progetto prende vita dalle mani di quattro artigiani che collaborano con me: io lo creo come idea, loro costruiscono le parti distinte che io assemblo rispettando i giusti tempi dell’accoppiamento e delle colle del legno.

Usiamo quattro tipi di legno, tra cui faggio e frassino, che deve essere stagionato a lungo e per questo mi sono avvicinato al mondo delle gondole. A Venezia, sull’isola della Giudecca ci sono gli unici due laboratori che ancora costruiscono e riparano le gondole impiegando legni stagionati, anche, di 50 anni.

Io mi rifornisco da loro e questo legno veramente stabile mi permette di raggiungere livelli elevati di perfezione nella creazione degli sci.

Che emozioni trasmettono a te e ai tuoi clienti gli ‘Stradivarius’?

I miei sci sono opere d’arte, che ricordano le curve di una donna oltre a quelle di un violino. Mi trasmettono gioia, voglia di divertirmi e vitalità. All’inizio gli ‘Stradivarius’ li ho creati solo per me e mia moglie Angela, oggi sono felice di sapere che vengono calzati da molti sciatori nel mondo e perfino da alcuni reali.

Per renderli unici, poi, ogni paio di sci è studiato con grafiche particolari esaltando la combinazione dei colori. Dalla collaborazione con Lucio Bubacco, maestro del vetro di Venezia, abbiamo ideato anche una linea speciale dove sono rappresentate le sue opere d’arte.

Ho creato anche una base di appoggio che permette di poter esporre gli sci quasi come scultura. Queste basi sono dipinte ad olio dal pittore Gianni D’este, in arte ‘Widmann’. Gli sci e la base, quindi, sono come un’opera d’arte che il cliente si può tenere in casa e ammirare in ogni istante!

Gli ‘Stradivarius’ sono espressione di stili diversi e di epoche diverse: richiamano in ogni centimetro Venezia. Sono sci romantici ma tecnologicamente avanzati. In loro, tutto è armonia.

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