Kamira: una nuova caffettiera per l’espresso italiano

L’espresso italiano ha un nuovo gusto! Il gusto accattivante, corposo e pieno che Nino Santoro ha saputo esaltare con la caffettiera Kamira di sua invenzione.

La storia della caffettiera Kamira è una delle belle storie della creatività italiana, anzi siciliana e nasce a Taormina dall’amore viscerale di Nino per il caffè. Un espresso italiano personalizzabile per buongustai, che si ottiene semplicemente accendendo il gas. Una vera novità che, come una star, sta raccogliendo i consensi di fan italiani e stranieri dai vari angoli del mondo.

Nino, come nasce la tua Karima per l’espresso italiano in casa?

Il desiderio di bere un buon caffè mi ha portato a creare una macchinetta come la volevo io per gustarmi un vero espresso che lasci un buon sapore in bocca.

Era il 1998: ho preso una vecchia caffettiera, l’ho tagliata, modificata e ne ho fatta una personalizzata.

Da quel momento, fino al 2012, ho continuato a sperimentare registrando tre brevetti e utilizzando un dispositivo capace di controllare 5 funzioni: pressione, temperatura, portata, velocità e miscela. E’ indistruttibile e permette di personalizzare il caffè. La magia della caffettiera Kamira sta in questo sistema!

Kamira oggi sta spopolando come una vera rockstar ed è diventata virale sul web….

Dal terrazzo al web! Il mio primo laboratorio è stato nella terrazza di mio padre, il mio primo fan, e ho costruito i primi esemplari in modo artigianale per parenti e amici. E’ il loro supporto che mi ha spinto ad andare avanti.

L’industria del caffè produce diversi miliardi di cialde e capsule: solo Lavazza ne ha prodotte 1 miliardo e 400 milioni nel 2013. Per cui abbiamo pensato che forse potevamo trovare uno spazio! Nel 2012 abbiamo fondato l’impresa a Santa Teresa di Riva, vicino Taormina (nella splendida Sicilia). Abbiamo deciso di puntare subito sul web, che è la finestra sul mondo, e di vendere Kamira con l’e-commerce. Non ci siamo sbagliati!

Nel 2014 abbiamo raggiunto 11.000 pezzi venduti e la previsione per il 2015 è di 20.000 pezzi! Oltre l’Italia ci contattano da Inghilterra, Germania, Belgio, Francia, Scandinavia e siamo arrivati anche in Canada e Australia, Stati Uniti, Giappone, Corea, etc..

Nino ma sei diventato ambasciatore dell’espresso ecologico italiano nel mondo!

Incredibile! Ho creato Kamira per me stesso, ma in breve tempo la mia invenzione ha fatto felice tante persone e questo mi rende orgoglioso. Inoltre è economica: solo con 5 centesimi si può bere un ottimo espresso italiano a casa. Riceviamo molte mail di entusiasmo e abbiamo dei veri fan!

Qui in Sicilia c’è un vecchio detto di Pino Caruso, protagonista anni fa di un noto spot pubblicitario sul caffè siciliano, che diceva: “Più si và al Sud e più il caffè è buono!”. Il caffè di Kamira è intenso come è intensa la cultura siciliana e profumato come il suo mare.

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Il Mondo di Energitismo

Il mondo di Energitismo è un’avventura nel Rinascimento. L’avventura consiste nella ricerca dei “Tesori dell’Umanità”, quelle persone che creano eleganza fatta-a-mano. È un’avventura gioiosa, che ci porta ai quattro angoli del mondo e, visto che la creazione artistica non ha mai fine, la nostra ricerca è una rinascita quotidiana.
I tesori dell’umanità che cerchiamo, nel macrocosmo del mondo, come nel microcosmo di un villaggio, possono essere già famosi, oppure condurre vite umili con la loro famiglia tra gli amici in un villaggio tra le pianure vicino al mare o tra i boschi. E il nostro lavoro è cercare queste persone, artisti, artigiani, piccole imprese e portarle nel mondo di Energitismo.
Quello che stiamo creando è una rete connessa dallo spirito dello sforzo artistico: una rete che offre a queste persone un’opportunità per esprimersi a livello mondiale e realizzare i loro sogni.
Energitismo collabora con altri network con approcci simili ma diverse ambizioni, una di queste è Ad Hoc Consilia, un’associazione di imprenditori, fondata da Giordano Agrizzi a Treviso. Queste persone condividono con noi lo scopo di cercare le eccellenze nella vita e nel lavoro e accrescere il loro business attraverso la collaborazione.
Uno dei mezzi attraverso cui il mondo di Energitismo promuove i membri sono gli eventi durante i quali gli artisti e gli artigiani presentano i loro lavori a un pubblico selezionato. Attraverso questi eventi gli artigiani trovano un modo conveniente di fare marketing, in cui i costi della pianificazione promozionale e dell’esibizione sono ammortizzati dalle quote dei membri partecipanti e sono supportati dagli investimenti di Energitismo. Un elemento chiave di questi eventi sarà la location che dovrà sempre riflettere gli standard di eccellenza a cui ogni membro aspira.
Il 29 aprile, il mondo di Energitismo ha organizzato un evento con Ad Hoc a Villa Tacchi, una grande villa tra Padova e Vicenza. Trentacinque tra i nostri membri dall’Italia, Grecia e Canada hanno esibito le loro opere e quattro hanno mostrato le loro capacità artistiche e artigianali: Paolo Bellò dipingeva un affresco classico, Gjergj Kola ritraeva, Adriano Spigarolo e…l’arte ceramica, e D’orica creava e faceva sfilare i nuovi gioielli in seta e oro creati riportando in vita l’industria della seta in Italia.
I partecipanti sono stati presentati con gioia e aplomb da Claudia Bettiol, la presidente e “narratrice in capo” di Energitismo. Raccontare la storia di un’opera, l’artista, il luogo, sono elementi chiave del mondo di Energitismo, così riusciamo a portare al cliente finale la vita che sta dietro alla realizzazione di un’opera.
Dopo una cena conviviale, i quasi 100 ospiti hanno seguito una “esperienza educativa” su come sorbire del vino da una Bossa Buffona, come in un matrimonio tradizionale veneto.
Una serata da ricordare che ha riunito creatori in tutti gli ambiti della vita.
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Stole glamour per donne eleganti

Le stole glamour di Antonella Pagano combinano forme inconsuete con colori armoniosi e sono personalizzate da versi di poesie sull’ amore della vita scritti “rigorosamente” a mano.

La moda e lo stile sono cose differenti. La moda è imposta da scelte di altri, lo stile è personale e si riconnette immediatamente ad una persona. Anche la cultura di una persona è unica e nasce da una interpretazione soggettiva di tutto quello che ci accade nel corso della vita.

Combinare cultura e moda significa realizzare dei capi che donano un piacere unico, una esclusività da indossare come le stole glamour di Antonella Pagano.

Antonella ha sempre amato l’arte e la poesia e come molte donne, la sua ricchezza interiore è esplosa quando ha completato il ruolo quotidiano di mamma a tempo pieno e si è potuta donare del tempo.

“Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo” ci dice quando la abbiamo incontrata ad una esibizione di Energitismo vicino Padova: “Ho la fortuna di avere la vita e la voglio assaporare fino in fondo celebrando la Bellezza”.

Dietro l’immagine sognante, Antonella Pagano nasconde un pragmatismo e una concretezza invidiabile, forse ereditata dal padre che da bambina la portava nei boschi della Basilicata (dove si trovava per il Piano Marshall) e le faceva “sentire” la natura.

Per trasmettere l’essenza della poesia, che nel suo caso è un messaggio di amore e di bellezza, Antonella sperimenta nuove strade e incrocia il mondo della moda.

Le sue stole “Abbracci” sono diventate poi dei raffinati capi, le “Giacche Pensiero”  ricordano dei Kimono giapponesi: capi da gustare con tutti i sensi. La morbidezza della seta per il tatto e il frusciare per l’udito. A questi piaceri si aggiungono le emozioni della calligrafia con versi di Antonella sul senso della vita.

Le “Giacche Pensiero” hanno forme inusuali e sono indossabili in molti modi diversi in modo da assecondare l’umore di chi li indossa e rivelare qualcosa in più dello stato d’animo della donna che si incontra.

Per trovare e provare le sue stole glamour potete contattare direttamente Antonella Pagano o cercare sul sito di Energitismo. Scegliete quello che meglio vi rappresenta e le parole che vi toccano il cuore.

O il cuore di chi volete conquistare!

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Borse pelle artigianali. Le creazioni di Alfio Terroni

Le storia di Alfio Terroni è intrigante quanto le sue borse in pelle artigianali dallo stile "Hippy". Alfio Terroni ha iniziato a lavorare la pelle e a realizzare borse quando era un “figlio dei fiori” e viveva in una comunità hippy in tenda sulle spiagge di Jesolo.

Al mattino producevano cinture, fermacapelli, piccole borse molto lavorate e braccialetti in pelle e filo argentato. La sera li vendevano in piazza Aurora e in piazza Mazzini col tappeto in terra per finanziare la comunità. Quindi nessun vero maestro ma ognuno apportava conoscenza e la insegnava agli altri. Il risultato è stato una fusione di gusti e stili che, con gli anni, ha fatto poi nascere il mio stile speciale.

Alfio, ti definisci un artigiano? Cosa ha di speciale la tua arte?

Artigianato è una bella parola. E’ la sintesi di una vita di sperimenti passata ad apprendere con amore una lavorazione. Eppoi, quando ad una materia, anche povera, aggiungi testa, occhio e cuore, allora questa materia si trasforma in artigianato.
Per fare un oggetto bello serve tempo, questo è il vero valore aggiunto. Il vero artigiano non cerca mai la quantità, che non è nel suo pensiero, cerca invece la qualità, quasi unicità.

Come prepari le tue borse in pelle artigianali?

Uso solo le mani, una taglierina o un bisturi. Non uso macchinari né per tagliare né per cucire ma assemblo e cucio tutto con ago e filo. E tanto occhio. E tempo. Il tempo ti da modo di pensare, trasformare, cambiare, abbellire. Stupire.

Come è nata l’avventura a Palazzo Pitti?

Nel 2014 una commissione a Firenze ha visionato i prodotti di una sessantina di piccoli artigiani e giovani hobbisti che operano nel mondo della moda per organizzare una manifestazione collaterale a Palazzo Pitti. Ne hanno scelti tre: uno per le borse in pelle artigianali, uno per la sartoria, uno per i gioielli.

Ci hanno offerto uno stand gratuito. Abbiamo avuto come riconoscimento la visibilità e la pubblicità su televisioni nazionali e internazionali. Su riviste specializzate italiane ed estere. Questo mondo si alimenta con la visibilità e la pubblicità.

Che sogno hai per il futuro?

Fino agli anni '70 i ragazzi umilmente andavano a bottega, imparavano il mestiere e condividevano il rapporto con una società di individui più grandi di loro: i loro maestri. La moderna legislazione non lo permette più. Quindi l'artigiano non assume più apprendisti, i maestri con l'età muoiono e i mestieri con loro.

Sogno che mia figlia con suo figlio proseguano con questa attività unica, senza concorrenza e appagante, la creazione di borse in pelle artigianali E che i nostri governanti si accorgano di quello che potenzialmente l'Italia può offrire e vendere nel mondo.
 

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La sensibilità per avere successo

Tutti sanno che per superare i periodi di crisi e avere successo di nuovo bisogna cambiare, ma non tutti riescono a capire la direzione del cambiamento.
Chi ascoltare? Nel caos della comunicazione, quali segnali prendere in considerazione?
Siamo andati a Pesaro a trovare Claudio Ferri uno dei pochi che con la sua sensibilità riesce a captare questi segnali. La sua famiglia era fra i fondatori del famoso marchio Febal, che per anni ha rappresentato nel mondo lo stile italiano nelle cucine e nei mobili per la casa.
Claudio appartiene alla seconda generazione e si occupava del marketing internazionale. Si accorge in tempo della crisi socio-economica globale e prova a cambiare la strategia dell’impresa. Ma troppi cugini e troppe consuetudini assorbite lo rendono una sorta di Cassandra. La famiglia vende l’azienda e lui inizia ad occuparsi dell’arredo a modo suo.
Avendo capito che con la crisi le persone tornano ai valori fondamentali, si richiudono nel proprio nucleo e valutano le cose con altri parametri, 10 anni fa Claudio inizia a ricercare prodotti particolari, a confine fra maestria artigianale, arte e design.
Il suo punto vendita “Primo Piano” è un appartamento, proprio al primo piano, in cui le persone che vogliono arredarsi casa vengono accolte in modo molto caldo e informale, con il giusto tempo di osservare ogni singolo pezzo. Sua capacità nativa di abbinare apparentemente incongruo emoziona lo spettatore.
A distanza di 10 anni ora i suoi clienti sono ancora più esigenti ed iniziano a chiedere molte informazioni su ogni singolo pezzo, vogliono che venga raccontata loro la storia di chi lo ha realizzato e di come sia stato concepito. Ora hanno una volontà di cambiare.
Ed è a questo punto che la storia di Claudio si intreccia con quella di Energitismo. Siamo partiti dopo di lui e avendo capito di dover tornare a puntare sui valori abbiamo iniziato a raccontare le storie di quelle persone che creano con amore. Quelli che noi chiamiamo i “Tesori dell’Umanità”.
La sfida è intrigante perché da un lato i grandi marchi stanno perdendo il fascino dell’esclusività e dall’altra ci sono persone con storie interessantissime. I piccoli hanno una grandissima opportunità e questo clima positivo lo respiriamo ogni giorno in Energitismo dove, in poco tempo, molte delle nostre storie sono arrivate a destare interesse dai grandi media internazionali.
Mentre Claudio Ferri, a Pesaro, è diventato un punto di riferimento per chi vuole circondarsi di qualcosa di speciale ed unico.
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Kalgoorlie: Centro dell’Universo

In Australia Occidentale, per più di 100 anni, c’è stato un elettorato federale di Kalgoorlie, dal nome della città mineraria di Kalgoorlie.

L’elettorato copriva più del 90% dell’Australia Occidentale, la regione più grande (circa un terzo dell’intera Australia, escludendo rivendicazioni antartiche). Le sue dimensioni erano di circa 2,3 milioni di metri quadrati, circa le dimensioni dell’Europa occidentale (escludendo i paesi nordici) e circa quattro volte la grandezza del Texas. E' stato il più grande elettorato unipersonale per area nel mondo: quasi un terzo del continente.

Kalgoorlie era rappresentata nel Parlamento australiano da un singolo uomo (nessuna donna è stata mai eletta dai circa 80.000 elettori obbligatori registrati di questa desertica regione).

Ma Kalgoorlie rappresentava anche un ricco elettorato, per via delle miniere di oro massiccio e nickel, delle montagne di ferro, dei diamanti e delle riserve di sabbia nelle spiagge. È interessante notare che, anche se Kalgoorlie si trova a 350 km da Esperance sull’Oceano del Sud e 600 km da Perth sull’Oceano Indiano, l’elettorato abbracciava circa un terzo della costa australiana.

Sono state scritte molte storie sulle miniere e sui minatori della regione (sia geologici che finanziari) e la storia della Borsa Australiana è piena di aneddoti su guadagni illeciti e vere fortune. Più vicino a casa, Kalgoorlie è famosa per i suoi pub, bar, prostitute legali e personaggi memorabili, essendo spudoratamente il centro dell’Universo.

L’Occidente ha avuto la sua parte di “rigenerati”, uomini nati in Inghilterra che sono migrati ad Oz (Australia) e hanno fatto (e perso) le loro fortune, sia finanziarie che di altro genere, uomini come Alan Bond.

Ma lasciatemi raccontare la storia di un altro di questi uomini, un politico chiamato Graeme Campbell. Graeme è emigrato nel sud dell’Australia da bambino. Ha acquisito numerose capacità, incluso quella di pascolare e costruire recinti nel Nullabour (per centinaia di chilometri). Si è trasferito a Kalgoorlie verso i trent’anni. A 40 è stato eletto al Parlamento Federale come candidato del Partito Laburista e ha mantenuto la poltrona per 18 anni, aumentando i consensi ogni volta (indipendentemente da dove portava la marea politica altrove in Australia).

Ebbe grande interesse a criticare la difesa (specialmente lo sconsiderato e quindi finanziaramente e tecnicamente disastroso progetto sottomarino), le politiche sull’immigrazione, l’indipendenza australiana e le miniere: più è meglio. Ha anche visitato ampliamente il suo elettorato, cercando e rappresentando gli interessi degli elettori del più lontano angolo del Kimberley e del deserto, dall’Oceano del Sud fino al Mar di Timor.

A Campbell piaceva essere chiamato “un cane sciolto”. C’è solo una storia che rappresenta, secondo me, Graeme Campbell. Il Partito Laburista è sempre andato soggetto a lotte di fazione che fanno sembrare i politici italiani noiosi.

Graeme era stanco dei battibecchi e delle coltellate alle spalle così verso la fine degli anni ’80 ha deciso di formare la sua fazione, con le sue particolari politiche e regole, che ha chiamato “Fazione di Estremo Centro”. Quando gli è stato chiesto da un giornalista come ha eliminato i problemi con le altre fazioni, ha risposto: “limitando l’appartenenza a una sola”.

Naturalmente alla fine l’hanno fatto fuori, stava troppo in alto per loro.

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Shackleton: con il cuore tra banchi di ghiaccio

Nel 1901 è apparso un annuncio sul The Times di Londra, probabilmente messo da Ernest Shackleton per conto della suo futuro capo di spedizione nell’ antartico, Robert Scott.

“Si cercano uomini per un viaggio pericoloso. Salario basso. Freddo intenso. Lunghi mesi di oscurità completa. Pericolo costante. Ritorno sicuro dubbio. Onori e riconoscimenti in caso di successo.”

Questo annuncio raccoglie tutta la vita di Shackleton. Solo che lui non è morto per le disavventure come è capitato alla maggior parte dei grandi esploratori polari, anche se, certamente, per Shackleton, avere a che fare con un cuore oppresso può essere considerato una disavventura.

Forse, sua moglie e legittimo amore, Emily, con la quale sembra essere stato fortunato e ha avuto tre figli, ha capito il vero amore della vita di Sir Ernest. Ha dato istruzioni infatti che Shackleton venisse sepolto lontano dalle braccia di altri nella Georgia Australe, a una salto dalla fine della terra ferma: la fredda fine, e un posto, a quel tempo, abitato solo da balene morte e norvegesi dispersi.

Agli inizi della sua carriera Ernest Shackleton stava navigando verso casa da Capetown nel 1903, dopo essersi ammalato durante una spedizione scozzese. Allora lui disse di essere stato addomesticato da una ragazza, a cui si ispirò per dare un nome a una montagna (Monte Hope, Speranza), più tardi nel 1908 nel profondo dell’Antartico. Nel suo sforzo poetico ci ha lasciato un paio di righe che ricordano il suo coinvolgimento amoroso (cosa che non gli impedì di sposare Emily l’anno successivo).

La poesia finisce così:

“Anche se la morsa del gelo può essere crudele e inesorabile la sua presa di ghiaccio

Eppure lega i nostri cuori insieme in quel freddo buio e duro.”

Se questo sia in memoria della sua Lady Hope o un ricordo della “fratellanza” con l’equipaggio non lo sapremo mai. Abbastanza curiosamente i discendenti di Hope hanno riferito di lei che era una donna bohemien, quindi ci può essere stata un forte ragione che ha spinto Shackleton a condividere qualche memoria del viaggio di ritorno per mare verso l’Inghilterra.

Ma, come spesso accade nella tradizione inglese con gli esploratori, Shackleton è ricordato per le sue imprese nelle profonde acque Antartiche più che per le sue debolezze terrestri.

E ci sono pochi dubbi circa l’impressione avuta da Shackleton mentre attraversava le montagne ghiacciate della Georgia Australe per raggiungere la stazione baleniera e portare in salvo i suoi uomini lasciati a terra sull’Isola dell’Elefante a 800 miglia di distanza: Dio stava camminando con lui.

Raggiunere la Georgia Australe, partendo dal mezzo del nulla su una piccola scialuppa e navigando attraverso buie tempeste, è stata un’impresa incredibile per Shackleton e i suoi quattro compagni.

E certamente Dio, dopo aver deciso che Shackleton era stata una puntata vincente, è stato con lui fino a che il salvataggio fu portato interamente a termine.

E poi ha aspettato pazientemente, finché Sir Ernest non è tornato nella Georgia Australe, per prenderlo come uno degli immortali, lasciando che gli uomini seguissero la sua guida per il resto delle loro vite.

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Il Premio Energitismo alla dolcezza di Gabry Cominale

Gabry Cominale, nata a Genova ma cresciuta a Savona, ha vinto il primo Premio Energitismo Scouting in un evento alla Galleria del Cavallo, in Quiliano, Savona, una raffinata mostra organizzata da QuiArte.

L’opera è rappresentata da tre busti di ceramica eretti con il supporto di barre di ferro che riflettono l’irreprensibile creatività di Gabry. Questi busti di ceramica sono un “lavoro-installazione” e sono stati indossati duranti una performance da modelle e danzatrici.

Una “ceramica da indossare” è un interessante esempio di come l’arte può diventare parte delle nostre vite.

I quattro contendenti finali, sorprendentemente comprendevano tutti lavori coinvolti in differenti aspetti della scultura. Questo non è per sminuire la qualità della pittura, quanto piuttosto per riflettere una personale attrazione esercitata sui direttori di Energitismo.

Fra i finalisti meritano una menzione Dolores De Giorgi, una scultrice/artista della ceramica e metallo, Giuseppe Lorenzi, uno scultore ironico dalle forme geometriche in metallo, e un giovane scultore “inspirational”, Fabio Taramasco, i cui lavori comprendevano un set di 6 barattoli di sardine sott’olio, e ogni sardina è una interpretazione in ceramica.

Franco Parisi e Luciana Bertorelli hanno allestito e curato la mostra che ha ospitato oltre 60 artisti predominantemente dalla regione, ma anche dal resto d’Italia e dalla Francia.

Gli artisti sono stati sfidati da Energitismo a presentare una sola opera che avrebbe potuto trovare consenso in clienti e che doveva essere rappresentativa dei lavori dell’artista, ed esprimere la sua individualità, il suo stile.

Il Premio Energitismo, valutabile circa €2.000, include una vetrina in Our Discoveries, la pubblicazione di quattro articoli, la promozione in una newsletter individuale ad oltre 15.000 lettori ed un ingresso dell’artista agli eventi di Energitismo.

Le opere di Gabry saranno presto mostrate in una sua vetrina in Our Discoveries, e una selezione delle sue opere sarà disponibile negli Energitismo On-Line Atelier. L’intenzione di Energitismo è di invitare altri artisti fra gli eccellenti scultori e pittori della mostra di Savona.

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