Il tango è bellezza

Sapete cosa, più di tutto, fa più paura alle persone? La morte, le malattie o la vecchiaia? No, la bellezza!

Avete mai osservato delle persone dentro un museo? di solito guardano le rifiniture, le cornici, le didascalie; pochi guardano i quadri e le opere d’arte, pochi si abbandonano al godimento di quel momento. Per sostenere la bellezza ci vuole coraggio. E quanti di noi sanno sostenere la bellezza del corpo delle persone che incontriamo?

Siamo affetti da una malattia che io ho chiamato “contattofobia” (il termine esatto sarebbe afefobia). Appena qualcuno oltrepassa quel nostro limite virtuale (la bolla come la chiamano gli scienziati) ci sentiamo a disagio, se non addirittura sentiamo un senso di repulsione, nei confronti del contatto fisico (sia dato che ricevuto). Tale fobia è data da un'ipersensibilità al contatto fisico sentendola come un'invasione della propria o altrui zona intima.

Da bambini ci avvicinavamo e toccavamo le altre persone senza i freni inibitori. Eravamo spinti da uno puro spirito di scoperta per un mondo tutto così bello. Toccavamo i capelli degli altri, leccavamo le mani dei nonni e così via. E poi? E poi i genitori, la società, la civiltà poco alla volta ci hanno “insegnato” quali erano i limiti da tenere con gli altri, cosa toccare e fino a dove.

Così un bel giorno ci siamo ritrovati grandi e a dover tenere le distanze. Se uno sconosciuto si avvicinava a meno di mezzo metro e ci tocca il braccio la cosa ci poteva dare fastidio. Ovviamente i limiti e le distanze dipendono da persona a persona, da luogo a luogo e da cultura a cultura. Facendo una grandissima approssimazione, generalmente i popoli a sud del mondo sanno stare “più vicini” rispetto alle popolazioni del nord.

Grazie a Dio che c’è il tango

Non ne ho le prove, ma sono sicura che Dio sappia ballare il tango. Il tango è stato uno dei più bei stratagemmi che l’essere umano abbia mai inventato per superare il tabù del toccare uno sconosciuto. Nel tango non solo ci si tocca tra sconosciuti, ma ci si abbraccia, e molto spesso ci si abbraccia in maniera profonda e senza pudori e timori. “Il tango è di chi chiude gli occhi in un ceco abbraccio di fiducia”. Il tango è il superamento di un limite sociale. E vi dirò di più, il tango è un tradimento placidamente accettato. Ribalda tutte le regole del perbenismo nelle relazioni sentimentale.

Coppie nella vita, si scoppiano nel tango per ballare con altre persone, per poi ritornare a sedersi una accanto all’altro, felici e contenti. Il tango sovverte tutti i canoni di buona educazione, dettandone di nuovi. La più semplice scoperta che ho fatto ballando, è capire che con il tango, tocco me attraverso l’altro. Scopro la mia bellezza attraverso la bellezza dell’altro. Il tango ti fa capire di essere più di quello che sai di essere. Quando accade, il tango diventa una preghiera esistenziale.

Il tango è una medicina

Quando tocchiamo o veniamo toccati il nostro corpo incomincia a secernere ossitocina, che a sua volta migliorerà il nostro sistema immunitario. Il tango come l’amore ci da forza e aumenta l’autostima di chi lo pratica.

Il tango fa così bene che negli ultimi anni è diventata una vera e propria cura: la Tangoterapia. Come ci spiega la dott.ssa Monica Barassi “Grazie alla precisione con cui sono stabiliti i ruoli nel tango, i partecipanti ai gruppi di Tangoterapia sperimentano le diverse parti di sé, in particolar modo la parte attiva, determinata, solare, maschile e quella ricettiva, lunare, sensibile, femminile.

Il tango fa da cornice a tutto questo, con la musica, l'incontro della coppia, e il contatto sia all'interno della persona che fra le persone stesse. Perché praticare la Tangoterapia? Perché essa migliora la conoscenza di sé stessi attraverso il lavoro esperienziale delle parti maschile e femminile. Inoltre, attraverso i lavori in coppia, aiuta a comprendere mediante il contatto, come poter relazionarsi meglio con l'altra/o.”

Tango per lei

Nel tango la donna esplora la sua sensualità e una femminilità troppo spesso perduta o martoriata. Il tango l’aiuta a sentire e a capire quello che avviene quando il suo corpo entra in relazione con l’altro.

Tango per lui

Nell’uomo il tango potenzia l’autostima, in particolare nelle persone che faticano a gestire bene gli impegni, le relazioni, la quotidianità. Il fatto di dover condurre il ballo, portare la compagna, riproduce l’ansia da prestazione, il carico di responsabilità che ci si sente addosso in quelle situazioni. Il tango appunto diventa una nave scuola in cui imparare gli stessi problemi della vita reale, dando maggiore sicurezza all’uomo.

Il tango, insomma, è una metafora della vita. Perché avvenga la trasmissione, sia per l’uomo sia per la donna, deve esserci l’abbraccio. Il contatto.

“E ti rendi conto quanto è facile vivere e viverti a pieno se il tuo corpo sposa la tua anima e se, anche per pochi minuti, questa nuova alleanza si unisce con un altro corpo e un’altra anima.”

powered by social2s
Kamasutra: Una lezione di dignità femminile

L’ideale collettivo del Kamasutra, a causa delle varie traduzioni e trasposizioni, nel tempo si è ridotto ad una tabella periodica degli elementi erotici, ossia: 64 posizioni (molte delle quali fattibili praticamente solo da atleti o da ginnaste). In realtà dentro questo manuale è racchiusa tutta la conoscenza alchemica dell’arte amatoria. Proviamo a sfatare qualche mito, e a ridare il giusto valore ad uno dei più bei libri d’amore che sia mai stato scritto.

Iniziamo proprio dal titolo di questo libro. “Kama Sutra”, che tradotto letteralmente dal sanscrito è “discorsi sull’amore” o anche “trattato sul desiderio sessuale”. Il “Kamasutra” è il primo testo indù che affronti in maniera dettagliata il tema dell’amore e del comportamento sessuale. La leggenda vuole che il Kamasutra abbia un’origine divina, ossia che sia stato inspirato dal dio indiano Shiva. La tradizione racconta che Shiva, dopo essersi innamorato della sua corrispondente femminile, volle dettare un trattato di arte erotica e prassi amorosa.

La stesura avvenne intorno al IV secolo, per mano di Mallanaga Vatsyayana. Il libro è suddiviso in 36 capitoli e tratta diverse tematiche. Questo libro esplora in successione: l’arte amatoria, i preliminari, le posizioni (che al contrario di quando si crede, occupano solo una piccolissima parte del libro), la scelta di una moglie, il corteggiamento e per finire come attrarre l’altra persona.

Obbiettivamente alcuni dei consigli riportati non sono più applicabili ai nostri giorni, ma per altri aspetti è un libro moderno e disarmante nella sua lucidità. In particolare ho scelto di soffermarmi proprio su come una donna dovrebbe saper attrare un uomo a se.

Come sedurre un uomo

Nella prima parte, al capitolo III “Delle arti e delle scienze da studiare”, Vatsyayana descrive, in maniera dettagliata, tutto quello che deve sapere una donna per attrarre a un uomo a se. Dei 64 precetti presenti in questo Sutra ne ho selezionati solamente alcuni, a mio avviso i più interessanti.

Una donna dovrà così studiare le seguenti arti, procedendo di pari passo coi Kamasutra:

4) L'unione del canto, della danza e della musica strumentale.

5) La scrittura e il disegno.

21) La magia o stregoneria.

23) L'arte culinaria.

27) La soluzione di enigmi, anagrammi, parole a doppio senso, giochi di parole, e giochi enigmistici.

30) La lettura, che riguarda anche il canto e l'intonazione.

32) L'uso della spada, del bastone, del bastone di difesa, dell'arco e delle frecce.

33) L'arte di fare deduzioni.

35) L'architettura, o l'arte del costruire.

37) La chimica e la mineralogia.

40) L'arte del giardiniere; l'arte di curare le malattie degli alberi e in generale delle piante; l'arte di saper mantenere bene le piante stesse e di saperne riconoscere l'età.

44) L'arte di decifrare le scritture private e le varie scritture delle parole.

45) L'arte di parlare alterando la forma delle parole. Questo gioco si fa in varie maniere. Alcuni cambiano il principio con la fine delle parole; altri intercalano delle lettere tra le sillabe di una parola, ecc.

46) La conoscenza delle lingue e dei dialetti provinciali.

48) L'arte di disegnare diagrammi mistici o di preparare incantesimi, o d'intrecciare braccialetti.

50) La composizione di poemi.

51) La conoscenza dei dizionari e dei vocabolari.

53) L'arte di cambiare l'aspetto delle cose, come di far credere seta il cotone e oggetti fini e rari gli oggetti comuni e volgari.

58) La scienza della guerra, delle armi, degli eserciti, ecc.

59) L'arte della ginnastica.

60) L'arte di indovinare il carattere di un uomo dalla fisionomia.

61) L'arte di scandire o di costruire dei versi.

Una donna pubblica, dotata di buone disposizioni, la quale alla bellezza aggiunga altre attrattive…. ha diritto, in una società di uomini, ad un posto d'onore. Sarà sempre rispettata dal re e lodata dai letterati, mentre tutti ne cercheranno i favori, divenendo così un oggetto di considerazione universale.

Ed anche la figlia di un re, o di un ministro, se possederà le doti di cui abbiamo ora parlato, potrà assicurarsi la preferenza del suo sposo anche se questi avesse migliaia di mogli. S'aggiunga a tutto ciò che qualora una donna si separi da suo marito o cada in miseria potrebbe comodamente guadagnarsi la vita, anche all'estero, con la sola conoscenza di tali arti.

Soltanto il conoscerle costituisce per una donna un'attrattiva, per quanto sia possibile metterle in pratica unicamente in determinate circostanze. Un uomo che conosca queste arti, e che sappia parlare gentilmente e con galanteria, conquista il cuore delle donne anche dopo una brevissima relazione. 

L’intelligenza è erotica

Questo libro è un inno al rispetto e l’amore prima di tutto verso se stessi. Un amore contagioso, capace di creare la stima di chi ti sta accanto. In particolare questo brano ricorda alle donne che, il solo conoscere tutte queste arti dà diritto “ad un posto d’onore”.

Vuoi vedere che il diritto di entrare nel mondo e nel cuore degli uomini non si conquista a suon di minigonne, ma con le “buone disposizioni… altre attrattive”?

Vatsyayana parla poi dell’importanza dell’indipendenza economica della donna “Una donna… potrebbe comodamente guadagnarsi la vita… con la sola conoscenza di tali arti.” Della serie una donna potrebbe anche non trovare marito, ma non morirà mai di fame. Questo è un manifesto sull’emancipazione e la dignità femminile. Il sapersi guadagnare da vivere è un atto di dignità, e un uomo prima di amare una donna ama la dignità che questa porta.

Il testo continua dicendo “Soltanto il conoscerle costituisce per una donna un'attrattiva”, ossia ci dice che la conoscenza è erotica(mente) attraente. Il cervello è il primo organo sessuale da stimolare. E’ lo strumento migliore per affascinare e per sedurre. La conoscenza delle arti e delle scienze può far scaturire una vera e propria erezione cerebrale. Attrarre il cervello dell’altro è dunque il primo passo per creare una relazione profonda, che non si basi unicamente sull’attrazione fisica.

“La soluzione di enigmi, anagrammi, parole a doppio senso, giochi di parole, e giochi enigmistici” ossia la capacità di ragionare, che si basa su tutte le conoscenze acquisite, porterà naturalmente ad un profondo coinvolgimento, allo scambio di stimoli culturali brillanti. Intrighi mentali che saranno il carburante di una curiosità reciproca. Una seduzione che si nutrirà di riflessioni sempre nuove e vivaci.

powered by social2s
Una breve storia di Babbo Natale

La storia di Babbo Natale inizia con: c'era una volta un vecchio Dio scandinavo di nome Thor che viaggiava attraverso il cielo in una slitta dicendo 'Io sono Thor'.
La sua slitta era tirata da due grandi capre cornute. Per le persone dei paesi del nord Europa, l'arrivo del cristianesimo ha fatto perdere un po' di brillantezza all’adorazione di Thor che fu sostituito da St Nicolas.

San Nicola è un santo 4° secolo con la reputazione di portare regali segreti, come ad esempio mettere le monete nelle scarpe di chi le ha lasciate fuori apposta per lui, una pratica celebrata il giorno della sua festa (il 6 dicembre nel calendario gregoriano, o il 19 dicembre del calendario giuliano).

Ma Nicola non è arrivato direttamente dalle tradizioni greche, ma dall’olandese Sinterklaas, che comunque deriva dal greco "San Nikolaos".

Quindi qui abbiamo avuto un credibile santo cristiano da pregare, ma avevamo bisogno di un sostituto per le capre. Ed è qui che la storia inizia davvero. Con buona probabilità la renna della Lapponia è una bestia amichevole, con una coda corta, zoccoli e corna - un sostituto ideale.

Ma è stato grazie agli americani di New York, una città con molti olandesi, coloni tedeschi e scandinavi, che è nata la leggenda di Babbo Natale (abbreviato da Sinterklaas). Nel 1821, l’editore di New York William Gilley ha pubblicato un opuscolo apparentemente anonimo chiamato “Un regalo per il nuovo anno”, che citava le renne:

Vecchio Babbo Natale con molto piacere
Le sue renne corrono in questa notte gelida.
Sopra i camini e le tracce di neve,
Per portare i suoi doni annuali a te.

Una volta le renna erano viste come creature misteriose associate in particolare ai paesi scandinavi. Lì, sono state spesso utilizzate nei trasporti, trainando slitte, e sono ancora una parte importante di alcune culture indigene del Nord Europa, in particolare i lapponi.

Così un autore forse di origine lappone avrebbe facilmente potuto raccontare di una renna con una coda corta che trainava una slitta attraverso i cieli.

I nomi della 7° e 8° renna della slitta di Babbo Natale come Dunder (Donner - Thunder) e Blixem (Blitzen - Fulmine), sono anche loro provenienti dal poema 'The Night Before Christmas' pubblicato nel 1823 nella Troy Sentinel, una area di New York con un forte insediamento olandese. Se questa connessione con Thor è stata accidentale o no, può dipendere dal nome inedito dell'autore.

Questo modo di fare omofoni, parole dal suono simile e immagini simili, è arrivato nella nostra lingua.

Questa breve storia di San Nicola
Viene da una leggenda con un trucco,
Collegamenti forti
'Storie gemelle di vecchie,
Capre Cloven con la coda corta,
Diventate renna con le vele;
Il fiammeggiante Thor nel suo giorno
Ora è un santo con una slitta;
E le storie dei regali d'oro
Giù camini o dai cumuli di neve;
La verità non conta,
Solo i regali che avete ottenuto

powered by social2s
Un mercato di artigiani fra i paradossi

Siamo stati attratti da Subaugusta a Roma in una fredda domenica pomeriggio dalla consapevolezza che questa settimana gli artigiani delle zone intorno a Roma stavano presentando i loro lavori artigianali e dimostrando i loro vari talenti.

Arrivando in metro sono uscito verso via Tuscolana e mi sono trovato in un grande incrocio. Di fronte a me, sul lato opposto della strada, una grande bancarella che vendeva portafogli tipici di merci a basso costo provenienti da India e Cina, e mi sono chiesto ...

Dopo aver attraversato la strada con o senza il supporto del 'semaforo', tre file di piccoli stand di tela sono emersi da dietro questo grande stand, l’inizio del mercato di artigiani al lavoro. Passeggiando lungo i corridoi delle bancarelle artigianali, sono passato attraverso gioiellerie, pelletterie, lampade, cappelli, abbigliamento per bambini, lavorazione del legno e produttori di candele per trovare la nostra troupe televisiva dalla Germania. Era già intenta a riprendere un lavoratore del cuoio impegnato con una lama a bordare un raffinato cinturino in pelle.

Dopo aver visto per diversi minuti, ho concluso che la creazione dei suoi lavori artigianali erano soprattutto una espressione di amore per il modo che aveva scelto di commerciare le sue creazioni.

Ho trovato Claudia Bettiol e mi ha spiegato che queste persone erano membri di un'associazione di artigiani che frequentano questo mercato Sub Augusta. Ognuno aveva dovuto passare un test 'Gilda' per dimostrare la capacità di produrre i lavori artigianali venduti. E come questo artigiano del cuoio, molti altri stavano dimostrando le loro abilità.

Mi sono intrattenuto con un falegname che stava pazientemente intaccando una lastra per produrre una ciotola. Aveva trovato un nodo nel legno e ho sognato l'opera di Wagner, «Der Meistersingers» in cui l'apprendista può diventare un membro della ‘Gilda’ solo dopo aver cantato la sua canzone che aveva personalmente composto. Ho immaginato che la merce esposta potesse essere la canzone di quell'opera.

Ho visitato tre volte le circa 40 bancarelle per assaporare l'umore e ammirare gli artigianati, lasciando la mia razione di 'soldi' lungo il percorso. Ero perplesso dal fatto che non vi erano artigiani del cibo e bevande e ho commentato circa la 'capacità di resistenza' di visitatori. Per un “sostentamento caldo”, abbiamo attraversato di nuovo la strada e ci siamo seduti con caffè e cioccolato in un bar.

Improvvisamente il cielo si è oscurato e abbiamo guardato fuori per vedere una scena di un film di Hitchcock, uno stormo di uccelli di Roma che sono apparsi da dietro un edificio sulla sinistra, inarcando la strada, e scomparendo sulla destra.

Lo stormo è durato per più di un minuto, molte decine di migliaia di merli sembravano uno sciame di locuste. Ogni volta che ho la possibilità di vedere questa nuvola di uccelli sulle strade di Roma, mi stupisco di come abbia una vita propria. Come ogni uccello trova la sua linea di volo, e come un radar istintivo di ognuno assicura che la nube non perda ‘gocce’ durante il suo passaggio.

Siamo tornati al mercato, passando il paradossale stand di merci a buon mercato, chiedendoci perché hanno permesso questa forma di inquinamento del mercato di artigiani. Questo mi ha incoraggiato a prendere coscienza del contesto in cui ci trovavamo. Sul ciglio della strada dello stand del lavoratore della pelle e di sua moglie compagno c'era un grande bidone della spazzatura di plastica nera.

Guardando oltre, dall'altra parte della strada, un altro paradosso nella architettura e nello stile degli edifici che minacciava di distruggere qualsiasi immagine della bellezza nel mondo. Palazzi di cinque piani, in ogni angolo di via Tuscolana, costituiti da una miscela di cemento e mattoni rossi che sembrano ‘lego', con camere sporgenti e strane scale incapsulate in una scatola con linee metalliche diagonali.

Le parole non possono rendere questo fallimento delle abilità dell'architetto. Solo una fotografia potrebbe convincere lo spettatore che questo edificio esiste realmente. La sua 'attrazione' è completata dal suo cortile occupato da un traboccante distributore di benzina TotalErg. La sua segnaletica rosso e verde si aggiunge alla cacofonia di colori e, purtroppo, non è in alcun armonia simmetrica o addirittura amorfa al contesto.

Con un po' di pace ci siamo resi conto che il sole stava tramontando dietro questa costruzione e che presto le forme e i colori di questo paradosso dello sviluppo umano sarebbero scomparsi nella notte.

powered by social2s
Diamanti etici e gioielli etici originali

Sin da piccole siamo cresciute con il claim “un diamante è per sempre” ma di recente il fascino di questa frase è diminuito con la consapevolezza di quello che alcune volte c’è dietro l’industria mineraria. E allora per molti fidanzati è iniziata la ricerca di diamanti etici e gioielli etici.

Donne e gioielli sono un binomio indubitabile. Non importa se il gioiello sia d’oro, di legno, con diamanti e pietre preziose, con conchiglie o fatto intrecciando piante, il corpo femminile si è sempre abbellito con monili. I corredi ritrovati nelle tombe di tutto il mondo testimoniano questa “necessità”.

La storia dell’anello di fidanzamento, poi, è molto antica e risale all’antico Egitto dove gli sposi si scambiavano anelli, prima di giunco eppoi d’oro, come simbolo di amore perenne. Il cerchio rappresenta, infatti, proprio l’eternità. I romani riprendono la tradizione ma la rendono più vicina ad una transazione commerciale in cui la donna passa dal padre al marito grazie alla dote, e l’anello suggella questo passaggio.

La diffusione di anelli di fidanzamento con pietre come il diamante è più recente e in parte è dovuta proprio a claim come quello riportato e ad un uso massiccio del marketing e della pubblicità da parte delle grandi imprese.

Ma come Hollywood ha promosso gli anelli di fidanzamento, oggi Hollywood denuncia il sangue dietro alle miniere di diamanti in film come “Blood Diamond” e suggerisce l’uso di diamanti etici.

Leonardo di Caprio, da sempre in prima linea nella sostenibilità con la sua fondazione, ha finanziato una impresa che produce diamanti etici made in California, la Diamond Foundry. L’impresa è un gioiello tecnologico e coniuga arte e tecnologia e nasce da una collaborazione fra la scienza del MIT e lo spirito imprenditoriale di Leonardo di Caprio.

In natura un diamante si forma in condizioni di altissima temperatura e pressione e la tradizionale industria dei diamanti sintetici usa queste condizioni. L’innovazione della qualità di questi diamanti per gioielli è data dall’uso del plasma per far crescere diamanti su uno substrato di diamanti eppoi di riusare i diamanti naturali.

E’ molto interessante notare anche il modo in cui sono stati coinvolti tanti giovani artisti ed artigiani nella creazione dei gioielli promossi e venduti sul sito e il modo etico con il quale vengono remunerati.

Un altro modo di avere diamanti etici viene dalla Svizzera, un sistema veramente particolare. La società Algordanza, che in romancio vuol dire ricordo, ricava diamanti dalle ceneri dei defunti (con colore che varia in funzione del bario nelle ossa). Il risultato non è puro come quello californiano ma le pietre Made in Swiss che racchiudono le ceneri dei nostri cari si stanno rapidamente diffondendo nel mondo.

Arte e tecnologia etica, a nostro avviso, potrebbero anche essere lette in altro modo e fra i gioielli etici vorremo segnalare la collana ‘living jewellery’ con la fotosintesi prodotta da Energitismo e D’orica . Un prezioso gioiello in cui le pietre sono sostituite da celle solari che producono energia emulando la fotosintesi clorofilliana delle piante. Il risultato è sorprendente e l’energia prodotta alimenta una luce led in un pendente che si accende secondo il battito cardiaco e che si riflette in centinaia di sferette d’oro sfaccettate come diamanti (etici).

powered by social2s
“Il racconto dei racconti” il più moderno dei racconti

“Il racconto dei racconti” è un film scritto e diretto da Matteo Garrone, liberamente tratto dalla raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti “del napoletano Giambattista Basile.

“Il racconto dei racconti” è una raccolta di 50 novelle del 1600 che Benedetto Croce definì "il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari". Opera piena di simboli a cui si sono ispirati i Fratelli Grimm, Hans Christian Andersen e Charles Perrault.

Il racconto inizia con un proverbio “Chi cerca quello che non deve, trova quello che non vuole”. Molti dei personaggi coinvolti in ognuna delle tre storie sono segnati dallo stesso destino e non sempre a lieto finale. Uno specchio moderno che viene da un mondo passato dove le sue dinamiche e problematiche possono essere d’insegnamento e monito per noi. Nella storia umana i problemi non cambiano mai, quelli che cambiano sono solo gli attori che li interpretano e che li devono risolvere.

L’inizio del racconto sembra la traduzione moderna di un ammonimento che recita “Stai attento a quello che desideri perché potresti ottenerlo”. Così puoi veramente diventare ricco e di conseguenza ritrovarti con tutti i problemi dei ricchi. Puoi arrivare a sposare l’uomo che hai tanto desiderato e alla fine ritrovarti con un marito che ti ha rovinato l’esistenza. Come puoi arrivare a ottenere il posto di lavoro per cui hai tanto combattuto per poi ritrovarti schiava di un qualche cosa che non hai più il coraggio di abbandonare.

Come nel grande, così nel piccolo

Tutte le novelle ubbidiscono al principio della corrispondenza o dell’analogia di una delle sette leggi cosmiche di Hermes Trismegistos (Fondatore dell’ermetismo). Quello che accade nel primo racconto si ripete nella forma di tutta l'opera. Come un frattale ogni racconto si ripete nella sua forma e allo stesso modo sugli altri 49, ma su scale diverse, generando suspense sempre diverse.

Tra tutte le novelle, il regista ne ha scelto tre. “La Cerva”, la storia di una Regina pervasa dal desiderio di maternità ad ogni costo. “La pulce”, una trasposizione moderna di una violenza del maschile sulle donne. E infine “La vecchia scorticata” con la sua ossessione per l’eterna giovinezza. Qui vi racconto solo la prima di queste 3 meravigliose favole.

La cerva: il desiderio di maternità ad ogni costo

C’era una volta una regina che da tempo cercava di avere un figlio, ma non ci riusciva a causa della sua sterilità. Un giorno si presenta al suo cospetto un negromante (un negromante è un mago che opera sulla morte) che consiglia al re e alla regina un rimedio magico per avere un bambino: la donna dovrà mangiare il cuore di un drago marino che dovrà essere cucinato da una vergine. In questa maniera rimarrà incinta. Il dialogo tra la regina è il negromante ricorda quello di un contratto stipulato con il diavolo.

Negromante: “Ogni nuova vita richieda la perdita di una vita, l’equilibrio del mondo deve essere mantenuto. Siete disposti ad accettare questo rischio?”

Regina: “Io sono pronta a morire pur di sentire la vita crescere dentro di me”. Così il re, come comandato dal negromante, si getta nelle profonde acque del lago e colpisce a morte il drago. Durante la lotta il mostro infligge un fatale colpo di coda al sovrano, che muore dopo essere riemerso.

Ed oggi? Oggi le donne vivono la stessa sterilità data dal maleficio di dover aspettare. Aspettare prima la laurea poi un buon posto di lavoro e infine l’uomo adatto con cui poter concepire un figlio. E nel frattempo l’orologio biologico fa girare le sue lancette, ed ogni secondo si allontana sempre di più la possibilità di avere un figlio. Le moderne regine sono riuscite a diventare sovrane della propria libertà e indipendenza ma nel frattempo hanno perso la possibilità di poter diventare creatrici di vita.

Cosa può arrivare a sacrificare una donna pur di avere un figlio? Tanto. Per raggiungere il numero perfetto del tre, grazie anche ad un negromante in camice bianco, si può arrivare a perdere il due ossia di un compagno. Così come la regina ha perso il suo Re, anche oggi molte donne nel patto con il diavolo perdono un compagno a volte troppo indifeso e fragile da poter combattere contro un problema grande come un drago.

powered by social2s
Come recuperare una piscina

Quando si è stanchi di forme e consumi, ci sono sistemi intelligenti, eleganti ed economici per recuperare una piscina a casa, in un club o in un condominio.

Magari perché è piastrellata e mostra tutti i segni della vecchiaia, o perché riscaldando l’acqua state disperdendo calore riscaldando inutilmente i vostri vicini o il terreno.

Il primo pensiero potrebbe essere di demolirla e di farne una nuova, oppure di abbandonarla al proprio destino non riempendola più, entrambe le soluzioni vi farebbero perdere i benefici e la gioia di una piscina e di una immersione rilassante in acqua calda.

Ma c’è un’altra opzione: lo sapevate che è possibile creare totalmente una nuova piscina all'interno di quella esistente senza grandi costi? Non si tratta solo di un lifting, ma sarà una rigenerazione totale del corpo. Si portano via le sue rughe e i segni del tempo e si crea una nuova giovane piscina con tutte le curve della bellezza giovanile. Preformati Italia farà risplendere la vostra piscina e voi potrete sorridere e passare del bel tempo con amici nella vostra nuova piscina rigenerata.

Questo è quello che era successo a Villa Italia di Arco, quando una piscina di 20 anni con bassa efficienza energetica è stata trasformata in un centro termale ad alta efficienza. La piscina aveva la classica forma rettangolare con le tipiche piastrelle blu degli anni '90, e il nuovo proprietario del resort voleva qualcosa di più attraente per i turisti di oggi.

Dopo soli 20 giorni, Preformati Italia ha trasformato questa piscina in un moderno centro benessere con diverse sezioni: un livello per idromassaggio e uno per lettini relax, migliorando contemporaneamente il comportamento e l’efficienza energetica.

Eppure, come hanno fatto? Come recuperare una piscina vecchia?

Preformati Italia è il creatore di un rivoluzionario design ed è maestro nell’uso di materiali con ottime prestazioni strutturali ed energetiche che possono realizzare con poco piscine da sogno. La loro soluzione utilizza EPS, polistirene espanso cellula chiusa con un peso leggero, resistente e lavorabile che funge da isolamento termico e permette il passaggio dell’impianto elettrico. La finitura finale, invece, è in una resina dura e liscia con la proprietà di essere piacevole al tatto, di avere lunga durata e di essere facile da pulire.

La squadra di Preformati Italia siederà al vostro fianco e vi mostrerà la varietà di funzionalità e forme che rivoluzionerà la vostra esperienza di piacere dell’acqua. Insieme a Preformati Italia, potrete progettare il vostro sogno, aggiungendo giochi d'acqua che non si sarebbe potuto pensare, caratteristiche che ha sviluppato e provato su terrazze in Milano, in ville, in alberghi e case. Si può scegliere di inserire gradini, panchine, scivoli, lettini, servizi termali, giochi d'acqua e luci speciali.

Preformati Italia progetta, la costruzione e l'installazione di piscine personalizzate da 15 anni. Nei loro centri di progettazione, ingegneria e produzione a Mussolente, vicino a Bassano del Grappa, il progetto sarà realizzato e costruito in stabilimento prima di essere trasportato e installato sopra la vostra vecchia piscina.
Basta aggiungere acqua e buon divertimento!

powered by social2s
Sculptures by the Sea a Sydney

Come si scende la collina per guardare oltre Bondi Beach, potreste essere perdonati di dubitare della legittimità di tutta la fama del nome: 'Bondi'. Con un cielo triste e una continua minaccia di temporali, le sculture sulla spiaggia “Bondi Sculptures by the Sea” sembrano piuttosto “ Sculture nella pioggia”.

Seppure una grande idea ispira questo evento, forse si potrebbe prendere in considerazione di spostarlo in uno dei mesi meno piovosi. Questo è stato il terzo giorno che cercavo di camminare intorno alla scogliera di Bondi per ammirare le sculture, ma ancora una volta sono stato ancora ostacolato da madre natura. Per non essere respinto ancora, mi sono avventurato fuori verso la spiaggia di Tamarama con la mia giacca più calda.

Mentre cammino giù per i gradini della scogliera verso la spiaggia, mi accorgo che non sono l'unico a sfidare il vento e il freddo. Ci sono famiglie, coppie e gruppi di amici a piedi venuti per vedere e apprezzare le opere di Bondi Scultures by the sea . La sabbia e l'acqua hanno coperto molte opere d'arte con detriti, rendendo la 'X' di Sara Fitzgerald tanto più autentica, come se molti anni fa dei pirati avessero segnato non solo le loro mappe ma l’intera baia per il loro tesoro.

Altre opere non hanno incontrato le condizioni avverse con tanta grazia, le 'Pozze di marea' di Elaine Miles possono essere a malapena visibili attraverso il fitto velo di goccioline d'acqua, quando si rimuove la sabbia che incapsula l'installazione con un colpo di mano si può ancora vedere le piscine in piedi lì con il loro bel vetro che ricorda degli artigiani muranesi o il grande Chihuli.

Altre opere di Sculptures by the Sea di Bondi soffrono di un’attenzione più personificata, con i segnali esclamanti 'non salire sulle opere d'arte' diligentemente ignorati dai bambini con grande dispiacere dei loro genitori. Ma non necessariamente degli artisti, infatti il 'Pig of Fortune' di Tae Geun Yang è diventato un parco giochi di risate che accompagna i movimenti dell’acqua dal mare e del cielo. 'Le bottiglie' del collettivo RCM si aggiungono a questa cacofonia liquida, in quanto le bottiglie di 1 metro 'Spray and Wipe' diventano un parco acquatico più adatto alle profondità dell’estate australiana rispetto alla piovosa primavera.

Infine, fra le sculture sulla spiaggia più accattivanti, ’The Wave’ di Annette Thas, che da lontano ha una forma e texture confusa, come di una pelliccia di luce inzuppata dalla pioggia. In realtà, dopo una più accurata analisi è composta da migliaia di bambole Barbie legate insieme per formare una ondata che sta per schiantarsi, anche se molte delle bambole sono state prese da spettatori ribelli.

Mentre la pioggia comincia a diventare insopportabile, lo ammetto la sconfitta facendo voto di tentare di tornare a Bondi Sculptures by the Sea il giorno seguente. Come se le nuvole avessero ascoltato il mio appello, sono stato in grado di percorrere la scogliera il seguente (e ultimo) giorno di mostra con il sole e una leggera brezza.

Circondato dai compagni mecenati, fotografi dilettanti e atleti in abbigliamento sportivo, siamo rimasti a bocca aperta in soggezione davanti a ‘Il Lamento di Amleto’ di Stephen Harrison. Una curiosa fusione tra un uomo e un cavallo, non nella maniera di un centauro ma piuttosto come una millenaria ossessione, con maschere di plastica strette intorno ad un teschio seduto sul suo trono di mattoni e pietra.

Da non perdere è Mike Van Dighe e 'Intervention' composto da una mano incatenata che guida una megattera delicatamente dalla mano verso il mare. Avventurarsi attorno al promontorio affollato con sculture e con l’iconica caffè 'The Grounds "di Sydney nella mano di tutti, una scultura cattura per prima l'orecchio, un profondo fischio come quelli ascoltati sulle catene montuose del mondo e, quando gli occhi curiosamente cercano la fonte trovano una collaborazione tra il Arissara Reed e Davin Nurimba chiamata 'Camera acustica'.

Le Sculptures by the Sea di Bondi Beach in Sydney sono davvero un'esperienza entusiasmante nonostante la pioggia e i necessari più tentativi, certamente non da perdere tra i numerosi festival di alta cultura di Sydney che vengono proposti durante tutto l'anno.

Il famoso blu della baia di Sydney non è l'unica opera d'arte qui.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.