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In inverno, tra Natale e fine gennaio, i migliori organi nelle chiese sono in festa nel Festival Organistico Pontino nato nel 2013 per far conoscere al grande pubblico l’organo e il suo repertorio.

E’ un genere musicale con tradizioni lontane e un immenso patrimonio organario nel basso Lazio. L’organo è uno strumento completo, capace di grande potenza e delicatezza allo stesso tempo e grandi compositori hanno creato musiche apposta per esaltare la sua espressività.

Con questa rassegna in tutto il sud pontino riecheggiano le suggestive e malinconiche note di uno degli strumenti più antichi del mondo.

Il festival prevede diversi appuntamenti e ha luogo nei maggiori centri della provincia di Latina con i principali organisti europei e i maggiori musicisti e strumentisti del momento.

I concerti si svolgono dal tardo pomeriggio fino all’ora di cena e durante la manifestazione ripropongono lo stesso concerto in più luoghi per dare a tutti la possibilità, gratuitamente, di ascoltare i talenti che vengono in provincia di Latina.

Di anno in anno vengono scelte location davvero suggestive, come la Cattedrale di Ss. Erasmo e Marciano di Gaeta, il Duomo di San Pietro Apostolo a Fondi, il Santuario della Madonna del Cielo a Formia e altri.

La rassegna, inoltre, ha un grande riscontro di pubblico e ciò è dovuto, oltre alla presenza del festival in diversi comuni nel sud pontino, alla varietà del repertorio e alla qualità dei musicisti ospitati.

Nelle ultime edizioni presso il Duomo di Fondi si sono esibiti organisti di fama internazionale come Mario Duella, Fredrik Albertsson e il russo naturalizzato polacco Jan Bokszczanin, il quale ha anche suonato, in quell’edizione, nella Chiesa di Ss. Lorenzo e Giovanni Battista a Formia.

Il festival non propone solo concerti di organisti ma anche formazioni di musica classica. Ad esempio nel 2018 presso il Santuario di San Nilo a Gaeta e la Chiesa di San Francesco D’Assisi a Minturno ha suonato il Coro Polifonico Città di Formia”, il Trio Friedrich e l’Ensemble del M° Girolamo Frescobaldi.

Si può partecipare ad altri appuntamenti nelle chiese dei comuni di Amaseno e in altre chiese di Formia (San Giuseppe Lavoratore e Santa Maria dei Martiri).

Quasi sempre l’ultimo concerto a fine gennaio è a Monte San Biagio presso la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, ed è un evento inserito all’interno del calendario per le celebrazioni della festività patronale di San Biagio.

Altri nomi di organisti di prestigio che si sono esibiti nel Festival Organistico Pontino: il famoso pianista e clavicembalista Alberto Firrincieli, il noto organista marchigiano Gianluigi Spaziani, gli organisti Paolo Bougeat e Christian Tarabbia.

La rassegna è diretta dal giovane Direttore d’Orchestra di fama internazionale, pianista e organista M° Gabriele Pezone, nato a Fondi e anche direttore artistico del Fondi Music Festival.

https://www.facebook.com/festivalorganisticopontino
http://www.gabrielepezone.it/it/progetti.php

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Irish Fest di Casalattico: il travolgente incontro di due culture musicali

L’Irish Fest di Casalattico è la festa più internazionale della Valle di Comino in cui si incontrano due paesi e due stili musicali.

La sera del 14 agosto la musica italiana e quella irlandese si fondono e le persone si divertono a contaminare ritmi e tradizioni. Per quell’occasione il paese ciociaro si tinge di verde e diventa un angolo di Irlanda.

La festa nasce negli anni 2000 nella piazza del centro storico che ogni anno ad agosto si anima con i tanti emigrati che dall’Irlanda tornano a respirare l’aria di Casalattico per qualche giorno. Una rassegna in cui le tradizioni ciociare e quelle irlandesi si uniscono per ricordare chi agli inizi del ‘900 emigrò nella “terra verde” in cerca di lavoro.

L’Irish Fest è una rassegna di musica, costumi e gastronomia del popolo irlandese che richiama migliaia di persone da tutta la provincia e fuori regione. È un appuntamento estivo molto atteso perché si può assistere a spettacoli nelle diverse vie del paese e assaggiare deliziosi piatti inusuali.

Una festa che è un “unicum” nel suo genere e un esempio di multiculturalismo dove le nuove generazioni sono riuscite a legare usi e costumi dei due luoghi. Le persone di Casalattico appartengono a entrambe le culture e al turista che visita Casalattico capita di vivere un’esperienza particolare sentendo nelle vie del paese la gente del luogo parlare indistintamente dialetto ciociaro e inglese.

È una festa per tutti dai sapori irlandesi consigliata anche per le famiglie. Grazie al gemellaggio con la città irlandese di Naas, ad allietare la serata ci sono spettacoli di musica folk irlandese con le sue danze tradizionali. Durante la serata gruppi di giovani si esibiscono nelle diverse vie del paese suonando dalla musica celtica al folk fino ad arrivare al saltarello ciociaro e alla musica italiana da ballo.

Nel centro storico è possibile trovare stand per degustare hamburger, i tipici fish and chips irlandesi, bacon cucinato alla piastra, salmone affumicato, salsiccette irlandesi e birra a fiumi, tra cui spicca la nota birra Guinness.

Negli stand locale, invece, è possibile gustare pietanze tipiche ciociare come polenta, pasta e fagioli, coratella, il gustoso formaggio Pecorino Dop di Picinisco e i vini Atina Doc.

Gran parte del territorio di Casalattico è costituito da montagne ed è bagnato dal fiume Melfa che scorre fra suggestive gole. Casalattico e le sue piccole frazioni offrono sorprese al visitatore nel suo paesaggio rurale dove spiccano i sergi pagliari, caratteristiche costruzioni circolari costituite da muri in “pietra a secco” coperte da un pagliericcio a forma conica. Si trovano soprattutto nell’oasi di Campo del Popolo.

Forse per questo paesaggio l’Irlanda è apparsa subito familiare agli emigrati. In pochi sanno che la più vasta comunità di italiani in Irlanda proviene dal piccolo paese di Casalattico da cui, fin dagli inizi del secolo scorso, emigrò gran parte della popolazione fino a diventare un fenomeno di massa. I primi a friggere pesce e patate in Irlanda sono stati gli italiani e tutta la comunità di chipper esistente ancora oggi proviene quasi per intero da Casalattico.

In quell’epoca in Irlanda molti abitanti di Casalattico si diedero alla gastronomia aprendo piccole botteghe di fish and chips: un filetto di pesce (normalmente merluzzo) fritto in pastella e attorniato da abbondanti patatine fritte.

Da Carmine Forte a Lord Charles Forte 

Agli inizi del ‘900 un abitante di Casalattico, Carmine Forte, partì in cerca di lavoro raggiungendo la sua famiglia, emigrata pochi anni prima in Scozia. In seguito andò in Irlanda perché aveva saputo che, pochi anni prima di lui, un tale Giuseppe Cervi di Picinisco aveva lasciato il paese natio senza conoscere la lingua ed era riuscito ad aprire il primo Fish & Chips Shop d’Irlanda a Dublino.

Sembra che la moglie di Cervi si rivolgesse ai clienti in un inglese letterale chiedendo: “uno di questo e uno di quello”, riferendosi a patatine e pesce. Si dice che dalla sua frase sia nata l’espressione “one and one”, un tipico modo dublinese di ordinare fish & chips.

Dopo Giuseppe Cervi arrivò, quindi, Carmine Forte che poi in Irlanda fece fortuna e nella sua vita fondò una delle catene di ristorazione più importanti al mondo, dando lavoro a centinaia di migliaia di persone.

In Irlanda il nome di Carmine venne anglicizzato in Charles e ben presto Carmine Forte divenne per tutti Lord Charles Forte. Nel 1981 infatti fu nominato Barone dalla Regina d’Inghilterra e, dopo aver lasciato il suo impero al figlio Rocco, si ritirò nelle sue proprietà sparse per il mondo prima di spirare a quasi 100 anni nella sua casa di Londra.

Da pochi anni è stato cambiato nome alla frazione di Casalattico dove Charles nacque ed è stata rinominata in suo onore “Monforte”.

A onorare la romantica storia d’emigrazione degli abitanti di Casalattico a Dublino ci ha pensato Nino Tropiano con Chippers, un film-documentario del 2008 dal sapore epico. Il film parla in modo divertente della comunità di Casalattico che si inserì a Dublino. Mettendo a confronto le diverse identità ed esperienze personali, il film offre il ritratto di un popolo alla ricerca di un futuro e della città di Dublino che li ha accolti.

Grazie all’amore degli irlandesi che si sono riavvicinati alla terra da cui partirono un secolo fa, negli anni Irish Fest di Casalattico ha assunto sempre di più l’aspetto di una festa prevalentemente irlandese. Oggi il turista che arriva in questo delizioso paese ha la possibilità di immergersi per una notte in un angolo d’Irlanda nel bel mezzo della Ciociaria.

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Alatri è uno dei paesi più sorprendenti da visitare per la sua incredibile acropoli con mura ciclopiche. E lo è ancora di più ad agosto, quando le sere estive si animano di AlatriJazz.

L’ International Festival and Masterclass of Jazz di Alatri, meglio conosciuto come AlatriJazz, è una rassegna musicale dedicata alle varie espressioni della musica Jazz e va in scena dal 2003 in diversi luoghi del centro storico di Alatri.

La manifestazione prevede spettacoli, cultura, concerti, didattica e spettacoli itineranti.

Nei concerti serali le formazioni jazz scelte per l’occasione suonano musiche travolgenti che conquistano il pubblico gioioso, accorso in piazza ad ascoltare nuovi progetti interessanti e originali. Partecipando si ha la percezione che oggi AlatriJazz sia diventato un movimento, una comunità, una famiglia.

All’interno del programma del festival, di pomeriggio il fortunato visitatore musicista ha la possibilità di sperimentare e suonare con gli insegnanti e ricevere suggerimenti sul proprio modo di suonare.

Le Masterclass di AlatriJazz sono seminari di perfezionamento che mettono in stretto contatto gli allievi con i docenti. Gli allievi sono musicisti e appassionati, che vogliono perfezionare il proprio stile, non solo studenti di conservatorio.

La squadra di docenti della Masterclass è composta da nomi di assoluto valore con una grande carriera alle spalle, nomi che vengono scelti di anno in anno dalla direzione artistica.

Rosario Giuliani, Steve Grossman, Maurizio Giammarco, Emanuele Cisi, Andrea Pace, Gerardo Iacoucci, Paolo Tombolesi, Danilo Rea, Antonino Zappulla, Marco Massimi, Cristiano Coraggio sono solo alcuni nomi dei docenti che hanno fatto parte dei seminari Jazz ad Alatri. Le Masterclass si tengono all’interno delle sale del Palazzo Conti Gentili.

Dei ragazzi che partecipano alle Masterclass, alcuni vengono da fuori regione a studiare il Jazz e la musica moderna. Il festival e la Masterclass sono diretti e curati dall’anima di AlatriJazz che è Mauro Bottini, saxofonista, clarinettista, docente e direttore dell’Accademia di Musica Charlie Parker, l’organizzazione che promuove la rassegna.

[caption id="attachment_59210" align="pull-left" width="300"] Mauro Bottini[/caption]

Nel corso delle edizioni il festival ha ospitato grandi artisti italiani e stranieri come Antonio Giordano e Sara Mazzaccaro, Ada Montellanico Quartet, Marta Capponi Quartet, Jerry Popolo, lo swing italiano dei Carosoni, gli italiani Lola Swing, Buscaja, Saxophobia, Simona De Rosa e gli Inside Quartet, Nu Indaco con Rodolfo Maltese (Banco del Mutuo Soccorso), Janisisalive, Lino Patruno, Michael Supnick, Emanuele Urso, Gegè Telesforo, Max Ionata, Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi e molti altri.

Che sia per le mura, l’acropoli, o uno dei migliori oli extravergine d’Italia, ogni scusa è buona per non perdere le notti musicali jazz di Alatri.

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Fregellae Jazz Festival di Arce: musica, storia ed enogastronomia

Il Fregellae Jazz Festival è una rassegna di musica che va in scena nella splendida cornice del Parco Archeologico di Fregellae ad Arce.

In questo contesto, il festival sposa la ricchezza delle emozioni del Jazz alla bellezza paesaggistica e artistica, passando tra il buon vino e le squisite eccellenze culinarie di questo angolo della Ciociaria.

Fregellae è una antichissima città sulle sponde del Liri originariamente fondata dai Volsci e distrutta dai Sanniti nel 300 aC, poi divenuta colonia romana e distrutta dagli stessi romani quando osò ribellarsi al potere centrale.

Il sito archeologico di Fregellae si trova vicino alla Riserva naturale Antiche Città di Fregellae, Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico. Sul territorio sono presenti alcuni complessi agrituristici che permettono il godimento delle bellezze naturali che si estendono lungo le sponde del fiume Liri.

Le serate del festival cominciano con una visita guidata al Parco Archeologico di Fregellae, tra le rovine dell’importante colonia romana. Il Parco ha reso visitabile una parte di quanto scavato dagli archeologi, facendo riemergere un quartiere abitativo aristocratico che si apre su un antico asse viario. E’ una passeggiata tra le “domus” e le antiche terme pubbliche, illustrata da un archeologo, e dà modo al visitatore di rivivere l’organizzazione cittadina di un tempo.

Anche la parte enogastronomica è molto curata e, nel corso della serata, agli ospiti viene offerta la pizza realizzata utilizzando le pregiate farine del luogo, che sono farine di grani rari e antichi, per vivere una vera esperienza di gusto.

Il piatto è abbinato alla degustazione del vino bianco Fregellae Frusinate IGP, dal colore giallo tendente al dorato, sapore intenso e fruttato e dal sapore tipico secco. Tali vini sono ottenuti da 3 vitigni tipici di Arce attraverso un’agricoltura biologica, rispettosa dell’ambiente e della salute dei consumatori.

La sera si esibiscono eccellenti artisti jazz italiani o, in alternativa al concerto, la proiezione di un film da guardare sotto le stelle. Nelle edizioni del festival il pubblico è rimasto entusiasmato dai concerti del famoso trombettista Aldo Bassi, del noto contrabbassista Enzo Pietropaoli e del trombonista Gianluca Petrella.

Una miscela esplosiva di musica, arte culinaria e cinema. Una serata magica tra le note di importanti musicisti jazz italiani, buon vino e gustosa pizza.

Il festival è organizzato da Dario Germani, contrabbassista jazz italiano di spicco nel panorama internazionale, che è riuscito a portare un Festival Jazz ad Arce, suo paese natale.

Il percorso artistico di Dario Germani, dopo la pubblicazione dell’album “To Sky”, oggi lo porta verso nuove strade da esplorare, ma la sua mente è al Fregellae Jazz Festival che tornerà a splendere ogni volta che avrà la possibilità di tornare nella sua terra.

https://www.facebook.com/fregellaejazzfestival

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La strada che porta a Picinisco è una delle più tortuose e paesaggistiche della Valle di Comino e in queste montagne si tiene un festival veramente originale che combina la gastronomia e la musica: Pastorizia in Festival.

Un viaggio dove si prova e si fa esperienza del legame fra la propria interiorità e la natura alla riscoperta di sapori e degli strumenti tradizionali. Pastorizia in Festival è nato per promuovere la tradizione pastorale della Valle di Comino.

Protagonista di rilievo è il gustoso Formaggio pecorino di Picinisco che nel 2013 ha ottenuto il riconoscimento DOP.

Negli anni la manifestazione si è arricchita di esperienze sensoriali per il visitatore, che passa dall’imparare a fare il formaggio a fare incontri sulla pastorizia. Si svolge in diversi luoghi di Picinisco e si sviluppa nel corso di 2 giornate.

Oltre al Picinisco DOP, è possibile trovare formaggi d’eccellenza da tutta Italia e dall’estero e un mercato di artigianato locale. Si possono degustare piatti agropastorali tipici della transumanza e visitare un percorso curato con amore da ristoratori, cantine vitivinicole e birrifici locali.

La transumanza era il viaggio che ogni pastore compiva due volte l’anno per portare il gregge nei pascoli migliori: in estate in montagna e in inverno verso le pianure vicino al mare. Durante Pastorizia in Festival si può provare il pranzo tipico della tradizione pastorale.

Il festival propone concerti sin dal pomeriggio con spettacoli di teatro alternativo, di artisti di strada nel centro storico e di musica itinerante tradizionale. La sera si esibiscono gruppi musicali della scena popolare italiana.

Sui palchi di Pastorizia in Festival nelle ultime edizioni si sono esibiti: Radici Popolari, Cantori in Terra di Lavoro, Orchestra Bottoni, Vento del Sud, Lucilla Galeazzi, Valentina Ferraiuolo.

Fra le altre esperienze che il visitatore può fare al festival è da segnalare l’escursione “Sui passi del pastore”, una suggestiva passeggiata con un pastore insieme al suo gregge, guidata da un antropologo. Si inizia di mattina tra i sentieri della transumanza del Parco Nazionale d’Abruzzo, con degustazione di ricotta fresca e poi spuntino pastorale (a un prezzo economico).

[caption id="attachment_58994" align="center-block" width="960"] Foto di Igor Todisco[/caption]

“La terrazza del pastore”, invece, è il racconto di viaggi, spostamenti e migrazioni legate alla storia del Pecorino Dop di Picinisco, consigliato per gli appassionati di storie. Per i bambini c’è la possibilità di partecipare ai “Pastorelli all’opera”, un laboratorio dove imparano a fare il formaggio e i dolci tradizionali guidati dai consigli degli esperti.

Durante il festival si tengono seminari/concerto di canti e danze popolari legati al mondo agropastorale. Altri convegni sono dedicati ai formaggi e alle nuove esperienze sensoriali, come quello sul formaggio officinale.

Accanto alle esperienze enogastronomiche, gli appassionati di musica possono specializzarsi in corsi intensivi di zampogna, ciaramella, cornamuse e tamburello. Ma soprattutto si può ballare in piazza ai ritmi delle musiche tradizionali.

 
http://www.pastoriziainfestival.it
https://www.facebook.com/PastoriziaInFestival

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Un particolare mix di emozioni del centro-sud Italia che fa ballare anche i sassi: questo è il Brocco Etno Fest di Broccostella è il festival di musica popolare e delle contaminazioni del saltarello con la tarantella.
Il festival si svolge a Broccostella, all’inizio della lussureggiante Valle di Comino e si sposa con la riscoperta del meraviglioso territorio del Lacerno.
Il torrente Lacerno scorre nei comuni di Pescosolido e Campoli Appennino seguendo le fratture delle rocce lungo il confine del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dove è possibile fare magnifiche escursioni in posti incantevoli.
Broccostella, il cui centro antico si trova su un’altura della Valle di Comino, è un luogo mitico in cui vive una comunità che ha fatto nascere alcuni gruppi musicali emergenti del panorama italiano.
Il festival è dedicato alla musica popolare italiana ed è un punto di riferimento per gli appassionati di danza dove ci si muove con i ritmi degli autentici interpreti della tarantella.
Nasce dal gruppo musicale “Radici Popolari, costituito dall’organettista Lorenzo Rea. L’intento è quello di fare jam session e di promuovere questa musica.

Nelle edizioni passate hanno suonato artisti importanti come: Ambrogio Sparagna, Gianni Perilli, Compagnia Aria Corte, Mascarimiri, MBL, Cantori di Carpino e gli stessi Radici Popolari in collaborazione con artisti irlandesi.
Nelle 3 giornate si può godere anche di esperienze enogastronomiche con i prodotti della Valle di Comino, visitare una mostra-mercato di strumenti musicali e partecipare a corsi gratuiti di danze popolari.
Brocco Etno Fest:
https://www.facebook.com/Lacernofolkfestival/  
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Un paese che balla per il Festival Tarantelliri di Castelliri

Il Festival Tarantelliri di Castelliri è uno dei più noti in tutto il panorama della musica popolare del centro-sud Italia che ogni anno ad agosto anima Castelliri uno dei borghi della Valle del fiume Liri.

Tarantelliri è una rassegna di 2 concerti serali in cui la prima serata è dedicata alla musica popolare italiana, mentre nella seconda serata suonano cantautori e autori italiani o gruppi italiani folk-rock. I concerti sono sempre entusiasmanti e molto apprezzati.

Impossibile restare fermi ai ritmi dei musicisti e giovani che da ogni parte animano le serate inondando le strade del paese con la festosa allegria delle tipiche feste estive italiane, e in particolare ciociare.

Nelle passate edizioni molti degli ospiti noti hanno suonato ri-arrangiando in chiave popolare alcuni loro brani o proponendo anche brani della tradizione.

In un’edizione passata, Francesco De Gregori ha cantato alcuni dei suoi brani accompagnato dall’Orchestra Popolare di Ambrogio Sparagna. In quell’occasione furono registrare quasi diecimila presenze in tutto il paese.

Altri nomi noti che hanno calcato negli anni il palco di Tarantelliri: Fausto Mesolella, Cristiano De Andrè, Teresa De Sio, Luca Barbarossa, Paola Turci, Nada, Tony Esposito, Cisco (ex Modena City Ramblers) e la Bandabardò. Tra i nomi della scena popolare italiana: Kalascima, Canzoniere Grecanico Salentino, Giuliano Gabriele Ensemble.

Per maggior informazioni:
https://www.facebook.com/tarantellirifestival

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Terra di Passo Tarantella Festival è un festival di musica popolare italiana nato per animare le estati della Valle di Comino e far apprezzare non solo le bellezze storiche e naturalistiche ma lo spirito allegro e scanzonato delle persone. San Donato Val di Comino è lo scenario perfetto dal quale si domina tutta la valle, come una terrazza perfetta sulla quale fare una festa.

Un’occasione di incontro per chi ama le tradizioni, l’amore per le proprie radici, dove si raccontano le storie e il significato di tutto quello che si vive.

Terra di Passo Tarantella Festival nasce dal gruppo musicale “Cantori in Terra di Lavoro” costituito da Fernando Cedrone, che si è impegnato nella ricerca del repertorio musicale e delle danze della Valle di Comino. I movimenti delle danze hanno un particolare significato nella cultura locale che, se conosciuto, le fa apprezzare ancora di più.

[caption id="attachment_59004" align="center-block" width="960"] Il gruppo musicale "Cantori in Terra di Lavoro"[/caption]

Il festival a San Donato Val di Comino, crea anche un intenso momento di unione con molti suoi emigrati che tornano in estate e hanno voglia di danzare con le musiche tradizionali, di non perdere i legami con la cultura del luogo. Ballare in piazza a San Donato è una esperienza che tutti vogliono provare almeno una volta.

Per questo è stata data molta attenzione anche alla realizzazione di strumenti musicali tradizionali come la riproduzione artigianale della “chitarra battente” o “chitarra italiana”, uno strumento da secoli in uso nel Lazio meridionale.

Nei 2 giorni di festival si può partecipare a laboratori di tamburello e danze popolari e visitare una mostra di chitarra battente e di percussioni.

Nelle edizioni passate hanno suonato nomi importanti e artisti emergenti della musica popolare italiana, come: Carlo D’Angiò (Musicanova) ed Eugenio Bennato, Antonio Infantino, Francesco Loccisano (nome importante della “chitarra battente”), Piero Ricci, Gianni Perilli, Fulvio Cocuzzo, I Musicanti del Piccolo Borgo, la danzatrice Maristella Martella, Cantori in Terra di Lavoro, Giuliano Gabriele Ensemble, Amasud.

Nelle giornate del festival è possibile fare un’escursione guidata presso le Reali Miniere Borboniche di San Donato, nell’itinerario verdeggiante di un luogo con una storia millenaria da scoprire passo dopo passo.

Ovviamente tutta la manifestazione è accompagnata dalla cucina tradizionale locale con i prodotti di eccellenza della Val di Comino come il famoso formaggio Pecorino di Picinisco DOC, il fagiolo Cannellino di Atina DOC e il vino di Atina DOC, una eccellenza fatta con uve Cabernet con una bella storia alle spalle.

Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/Terra-di-Passo-Tarantella-Festival-296891370445187
https://www.facebook.com/CantoriInTerraDiLavoro

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