Alessandro Pagliari world classical accordion champion
Alessandro Pagliari world classical accordion champion

Alessandro Pagliari a 14 anni viene incoronato come un grandissimo musicista ad Osimo, a pochi chilometri da Castelfidardo che è la patria della fisarmonica, il paese dove vengono prodotti i migliori strumenti del mondo.

La fisarmonica è uno degli strumenti più amati al mondo e dalla sua nascita è entrata immediatamente a far parte delle tradizioni classiche e di quelle popolari. Pochi sanno che il primo strumento è stato realizzato solo nel 1829 a Vienna (con un brevetto depositato) anche se è l’italiano Palo Soprani che la ha trasformato e portato alle forme e al livello che oggi conosciamo. Uno strumento simile, però, si trova però già nei disegni di Leonardo da Vinci e nel 1970 è stato realizzato da un liutaio italiano e suonato a Castelfidardo dove era esposto al Museo Internazionale della Fisarmonica.

Alla competizione di Osimo, Alessandro Pagliari, un giovanissimo musicista di Belmonte Castello, è il primo italiano di sempre a vincere nella categoria “Junior coupe mondiale”, per solisti fino a 18 anni, durante la 70^ edizione della coppa del mondo di Fisarmonica classica. Alessandro si è imposto vincendo i due round in cui era articolato il concorso con ampio margine sul secondo classificato, il russo Stepan Armasar.

Ha sbaragliato la concorrenza agguerritissima di musicisti più maturi di lui dal punto di vista anagrafico e provenienti da nazioni che hanno sempre espresso fisarmonicisti di altissimo livello come Russia, Portogallo, Cina, Finlandia, Serbia, Macedonia, Svezia.

Alessandro aveva iniziato a seguire i corsi di fisarmonica dopo aver ricevuto in dono il primo piccolo strumento dalle mani del musicista italo-americano Peter Soave, e tutti intuirono le grandi capacità del piccolo supportandolo in ogni modo fin da quel momento.

A Belmonte Castello, un piccolo paese della Val Comino, tutti facevano il tifo per lui e gli hanno preparato una grande festa assieme agli amici fisarmonicisti che frequentano con lui i corsi di fisarmonica del Conservatorio “Casella” dell’Aquila.

La festa si è tenuta nella prestigiosa sala di rappresentanza del Palazzo Ducale di Atina e un particolare apprezzamento è stato espresso da Angelo Cardinali, uno dei primi insegnanti di musica del giovane fisarmonicista, dall’insegnante di solfeggio Francesco Fina e dal M° Dario Flammini che ha accolto Alessandro sotto la sua ala protettrice fin dal 2011, quando, a soli otto anni di età, superò con punteggio altissimo l’esame di ammissione al Conservatorio.

Nel corso della serata Alessandro ha tenuto un breve ma intensissimo concerto nel quale ha eseguito alcuni dei brani presentati al concorso di Osimo suscitando l’entusiasmo del foltissimo pubblico presente e ricevendo la coppa in legno di ulivo finemente intarsiata, dono dell’associazione “I suoni della Ciociaria” dalle mani degli straordinari artigiani che l’hanno realizzata.

Conoscendo la determinazione e il talento di Alessandro siamo certi che il successo ottenuto non è per lui un punto di arrivo ma un punto di partenza verso nuovi e sempre più prestigiosi ed importanti traguardi.

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Frosinone Chamber Orchestra beyond music
Frosinone Chamber Orchestra beyond music

La storia dell’Orchestra è veramente originale perché nasce nel 2104 da tre vecchi compagni di scuola che si sono ritrovati a Fiuggi ad un ‘Convivium’ dedicato ad un concerto di pianoforte e contrabbasso.

I tre amici sono: Annarita Alviani, Capo Segreteria del Questore di Frosinone, Maurizio Turriziani, maestro di contrabbasso e Maurizio Agamennone, etnomusicologo fra i fondatori del Festival della Taranta nel Salento.

Il Prefetto Emilia Zarrilli, donna di grande sensibilità e con un grande amore per la Ciociaria di cui conosce ogni borgo, coglie questo spirito particolare della serata e lancia la sua provocazione per far si che tutto si realizzasse in tempi brevi.

Sembrava insolito che una città con un conservatorio così prestigioso e con una così animata vita culturale non avesse una sua orchestra!

Sono iniziate le prime riunioni ed è stata eletta come presidente Annarita Alviani, l’anima e il collante del gruppo di amici sin da quando erano ragazzi. Quello che è successo dopo sembra il racconto di una favola, sembra l’uovo di Colombo. Come se tutti stessero aspettando questa orchestra.

Frosinone ospita uno dei migliori conservatori italiani eppure sembrava che le orchestre le potessero avere solo le grandi città o le regioni. L’orchestra da Camera di Frosinone oggi è così sentita dalla città che sta rivoluzionando il modo stesso di vivere la città.

Maurizio Turriziani coinvolge immediatamente nella realizzazione di questo " sogno" molti talenti che la Ciociaria ha regalato alla musica fra i quali Loreto Gismondi, Alessandro Minci, Marco Attura e numerosi altri. La prima uscita dell'Orchestra da Camera è il "Concerto di Natale 2014" della Questura di Frosinone con 30 elementi diretti dal maestro Augusto Vismara.

Non avendo sede, le prove del concerto si erano tenute nella Sala Convegni della Palazzina Benessere della Questura.

Forse anche per lo spirito con cui i musicisti vivono la loro esperienza musicale sia dal vivo che sui social, ogni loro spettacolo è una sorta di recital in cui i suonatori raccontano il brano e l’autore in modo che lo spettatore entri nel giusto spirito della musica e possa percepire le sfumature più profonde.

L’amicizia e la goliardia fra i musicisti si percepisce insieme alla loro gioia di suonare insieme. Mitiche le battute sulle ‘mollette’ che tengono i fogli durante le performance all’aperto, quelle che Toscanini non sopportava perché diceva che all’aperto si gioca solo a bocce.

La presenza fra i principali protagonisti di un contrabbasso rende l’Orchestra da Camera di Frosinone ancora più singolare anche nella scelta del repertorio da eseguire. Se Maurizio Turriziani con il suo ingombrante strumento ha costretto tutti a scegliere programmi che comprendono un ruolo importante anche per il suo strumento, dall’altra ha creato una immagine originale dell’Orchestra.

Quando si esibiscono si possono ascoltare musiche particolari ed arrangiamenti unici studiati per dare un ruolo anche al voluminoso contrabbasso facendo entrare lo spettatore in repertori insoliti.

Dal giorno del suo primo concerto, l’orchestra accompagna tutte le manifestazioni ufficiali della città e di tutta la Ciociaria, ha organizzato la prima rassegna estiva a Frosinone e corsi di perfezionamento per ragazzi che vogliono sperimentare l’emozione di suonare in una vera orchestra.

Forse uno degli eventi più suggestivi è stato il saluto al vecchio stadio di calcio Matusa e l’inaugurazione dei lavori del nuovo Parco Matusa dove le foto del contrabbasso sul prato del campo sono state virali sui social network.

Con questa orchestra ancora una volta Frosinone si dimostra una città culturalmente vivace e proiettata nel futuro, pronta a guidare e ad accompagnare i giovani nella nuova identità turistica dell’intera Ciociaria.

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Soundtracks in Castelnuovo Parano by Chamber Orchestra of Frosinone
Soundtracks in Castelnuovo Parano by Chamber Orchestra of Frosinone

L’Orchestra da Camera di Frosinone nelle sue varie formazioni, come solisti, quartetti, quintetti, orchestra e orchestra piena, si presenta nelle città di Ciociaria nelle festose serate di questa calda estate.

Questa sera, una particolare giornata di agosto, il 10, il giorno in cui celebriamo San Lorenzo, ci siamo ritrovati sulle montagne dei Monti Aurunci sulla strada che porta da Cassino a Formia dove ci si imbarca per l'isola di Ventotene.

Il nostro borgo è Castelnuovo Parano, e il posto del concerto è la frazione Terra, appollaiata sulla cima di una collina che domina le valli che conducono verso il mare. La città ha avuto la sua rinascita in stile medievale dopo la distruzione della guerra e ora offre una piacevole passeggiata e su e giù per i vicoli e i belvedere.

Gli incendi che hanno portato tristezza, dopo un mese di una eccezionale ondata di calore, hanno creato una foschia intorno a tutte le catene montuose del Lazio. E questo foschia sembra aver intrappolato il caldo del giorno anche quando il concerto inizia in una piazza piena intorno alle 22.00.

Stasera, a Piazza Minerva l’orchestra è un ‘nontetto’, nove musicisti di legni diretti dal giovane Marco Attura e accompagnati da un clarinetto lirico. Come ingegnere in pensione, è difficile per me evitare di analizzare i vari musicisti che l’Orchestra da Camera di Frosinone materializza in ciascuno di questi elementi.

Stasera il nonno del gruppo a destra sul retro ed è, naturalmente, il contrabbasso: potente e, talvolta, delicatamente pizzicato e strofinato dalle abili mani di Maurizio Turriziani.

Il potere del contrabbasso può essere riconosciuto dal supporto dato dai coprotagonisti seduti di fronte sotto allo strumento verticale. La sua famiglia comprende i fratelli più piccoli: 2 violoncelli e due cugini distanti (umili viole). Le musiche e le melodie provengono da quelli che potrebbero essere i suoi nipoti, i quattro violini guidati da Loreto Gismondi.

E stanotte, qual è il nostro intrattenimento?

Siamo stati portati nel mondo del cinema per vivere sotto l'influenza dei film con un'ampia selezione di pellicole degli ultimi 50 anni, in gran parte diretti da famosi registi italiani. Alcuni molto conosciuti in America come ‘Il buono, il brutto e il cattivo’ con Clint Eastwood.

Le immagini di ciascuno film sono visualizzate su una parete di pietra dietro i violinisti, e aiutano il pubblico a combinare le immagini con le emozioni audio del loro film.

Tra le immagini che custodirò di questa magica notte ai film, c’è una sezione dell’ultimo brano dove i musicisti guidati da Loreto Gismondi hanno creato una perfetta interpretazione di quello che mi ricordo come 'Rawhide'.

Forse la mia memoria svanisce, ma guardando l'arco di Loreto solleticare le corde e aggiungendo le sensazioni della musica, è stata un'esperienza meravigliosa.

Poi, ovviamente, le classiche chiacchiere italiane e un bicchiere o due di vini freschi locali qualche volta portano la notte a concludersi in qualche momento prima alle prime luci della mattina.

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Paliano- hernicantus
Paliano- hernicantus

Cosa unisce chi è nato all’inizio e coloro venuti alla luce sul finire del Novecento?

Il cosiddetto “Secolo Breve”, in ragione di quella stessa brevità, dovrebbe aver avvicinato le generazioni avvicendatesi nel corso degli anni. Eppure un contadino – o un pastore – classe 1925, a vent’anni, aveva molto meno in comune con un suo omologo della stessa età nato solo cinquanta, sessant’anni più tardi, rispetto a quanto non abbia potuto avere con un coetaneo di mezzo secolo prima, per esempio.

Tuttavia, c’è qualcosa che li unisce: un invisibile filo che, partendo dalla parola, si dipana nel canto, si snoda tra strumenti creati da sapienti mani artigiane e avvolge leggeri corpi danzanti.
Quel filo, sonoro ed invisibile quanto fragile, è sopravvissuto, arrivando alle porte del Nuovo Millennio, ed ha messo in comunicazione diretta persone appartenenti a tre secoli diversi.

Possiamo dire quindi che il suono si è fatto segno ed ha permesso a giovani donne e uomini di oggi di ereditare il codice attraverso cui gli antenati si esprimevano, ovvero il dialetto, che costituiva la materia prima per il canto il quale, quando accompagnato dagli strumenti, dava vita alle danze.

La ricerca e la trasmissione di questi tre tesori immateriali costituiscono, rispettivamente, la ragione di vita e il fine ultimo di progetti come HerniCantus.

Canti d’amore, di lavoro, di protesta, di scherno e di scherzo, intrisi di quella quotidianità semplice e schietta, propria di un mondo in cui terra e lavoro rappresentavano le uniche fonti di sostentamento.

Il viaggio ebbe inizio nel 2001. La compagnia si diede il nome di “Compari delle Cantine”, poiché le cantine del centro storico di Paliano, aperte in occasione dei festeggiamenti di Maria Santissima Assunta in Cielo (15 agosto), furono la cornice naturale per le prime esibizioni.

In tutto il Centro-Sud Italia, il “compare”, non è semplicemente il “padrino”. Non è un amico e neanche un fratello. Il compare è un compagno, un complice, una spalla, una mano tesa per aiutare in caso di bisogno, per schiaffeggiare, in caso di comprovata mancanza, per indicare, in caso di consiglio.

I Compari delle Cantine hanno collaborato con compagnie teatrali locali in spettacoli dialettali e in italiano, offrendo uno spaccato di cultura musicale ciociara sui palchi della provincia, del Lazio, fino alla capitale, con occasionali sconfinamenti nel resto d’Italia.

Dopo una prima esperienza discografica, viste le molteplici attività culturali, il gruppo si è costituito come associazione culturale, e la sezione musicale ha preso il nome di HerniCantus, dal nome dell’antico popolo degli Ernici, presenti sui colli e monti omonimi già in età pre-romana.

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Cassino- Anfiteatro Romano by Bettiol
Cassino- Anfiteatro Romano by Bettiol

La magia di uno spettacolo al teatro romano di Cassino riporta a profumi ed emozioni antiche che migliaia di persone venivano a provare qui da ogni parte dell’impero romano.

Il teatro è adagiato sulla montagna, secondo lo stile dei teatri greci, con una vista sulla valle incorniciata da cipressi e pini e il profumo dell’estate che penetra e invade la scena. Monte Trocchio domina il panorama in lontananza.

La musica si diffonde naturalmente, senza bisogno di amplificazione, quando gli orchestrali si dispongono nell’area chiamata proprio ‘orchestra’, ai piedi della gradinata.

È la antica saggezza greca, poi presa dai romani, di sfruttare l’acustica naturale delle conchiglie, dei gusci e di particolari versanti della montagna. Le onde acustiche si riflettono e anche le persone sedute sulla fila più in alto possono ascoltare perfettamente suoni e parole.

La musica classica ha un fascino particolare quando è senza amplificazione. Il violino e gli altri strumenti a corda hanno il sapore del legno e si fondono con il paesaggio. Le voci di presentazione dei brani e gli aneddoti sulla storia della musica sembrano raccontati da amici.

L’orchestra da Camera di Frosinone è perfetta e la sintonia fra i musicisti rende speciale l’evento dedicato a Vivaldi e Rossini. Le storie raccontate dal maestro Maurizio Turriziani scaldano le emozioni. Tutti eccezionali: i violini di Loreto Gismondi e Demi Laino, il violoncello di Donato Cedrone, la chitarra di Alessandro Menci e il contrabbasso di Maurizio Turriziani.

Mentre si aspettano i musicisti, la mente va naturalmente al passato. Era questo lo stesso panorama che vedevano i notabili di Cassino? Gli stessi profili delle montagne e del valico che porta al mare, a Formia?

Il teatro romano di Cassino ha una storia veramente originale e la sua fortuna è quella di essere stato dimenticato nel medioevo e riscoperto solo nel 1936. Altri teatri sono stati occupati da case e palazzi e si sono persi, basta pensare al teatro Marcello a Roma, a Palestrina o a Terracina. Qui è tutto godibile anche se non nelle forme originarie.

I restauri lo hanno reso di nuovo godibile per spettacoli e manifestazioni anche con la costruzione di un nuovo ampio palcoscenico per balletti e spettacoli più grandi. Accoglie 3.000 persone che si sistemato sugli spalti servendosi di 5 scalinate.

Forse il teatro aveva ancora altre gradinate e un tempietto finale, come quello di Palestrina o di Pompei. Si può dedurre dal modo in cui terminano oggi le attuali gradinate. Ma l’ultima guerra ha fatto i suoi disastri e molte strutture sono andate perse.

In quello attuale si riconoscono i posti dei notabili vicino la scena e si può comprendere la divisione in classi sociali. Nell’area accanto al teatro, alcuni resti di intonaco colorato lasciano immaginare quanto più articolata fosse la sua forma originaria.

I romani usavano scene fisse con una struttura in muratura ricca di nicchie, colonne e statue, fra cui quella di Ottaviano Augusto oggi al museo. Il teatro romano appariva quasi come un ‘luogo chiuso’, con una grande parete di fondo che poteva essere utilizzata anche per stendere un ‘velarium’, ossia un telone che proteggeva dal sole e veniva disteso fra la parete della scena e le ultime costruzioni sopra le gradinate.

Dobbiamo ricordare che molte manifestazioni si svolgevano sfruttando l’illuminazione del sole e non quella dei nostri fari elettrici.

La ‘dimenticanza’ del teatro per secoli può essere compresa se di pensa alla storia alquanto ‘movimentata’ di Cassino. Nel corso dei secoli la popolazione si è spostata in varie parti della pianura e della montagna a seconda delle varie invasioni che ha subito.

Cassino è attraversata dalla via Latina (oggi via Casilina) che collegava Roma con Capua e dalla strada che collegava l’Abruzzo con il mar Tirreno. Le grandi vie di comunicazione portano prosperità e ricchezza in tempo di pace, ma portano distruzione in tempo di guerra perché percorse dagli eserciti nemici.

Cassino viene fondata in un luogo perfetto, con acqua e campi fertili e una montagna di protezione dove viene costruita una acropoli con tanto di mura ciclopiche, proprio dove oggi si trova l’abbazia. Stiamo parlando di molti secoli prima di Cristo, forse 8 o chissà.

La bellezza della città attira i Sanniti eppoi i Romani, che impiegarono tre grandi guerre a sconfiggere questo popolo fiero e coraggioso. Cassino diventa sempre più importante, una ‘prefettura’, e nobili e ricchi vengono a vivere in questa città.

I romani vogliono strade, acquedotti, terme, teatri, intrattenimenti e spettacoli. Il teatro risale ai primi anni dell’impero di Augusto, circa il 27 DC. Poi, Ummidia Quadratilla, figlia di un console, fa costruire a sue spese l’anfiteatro e un tempio, dove è sepolta.

Oggi possiamo capire Ummidia Quadratilla e il suo desiderio di vivere a Cassino. Possiamo sentire le vibrazioni della storia in uno spettacolo al teatro romano di Cassino.

Il teatro romano dona una energia che non si trova facilmente in altre strutture. Il suo fascino è immutato e attuale.
 

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Prossedi. Complesso Bandistico "San Michele Arcangelo" Pisterzo

La banda musicale San Michele Arcangelo di Pisterzo è tra le più antiche tradizioni del paese.

E' stata fondata nel 1913 l’anno dopo la creazione della Scuola Musicale ad opera del Maestro Paterniano Licati.

La prima bandiera, con la divisa e relativa strumentazione, è del 1920.

La banda musicale ha suonato ininterrottamente ed ha avuto una pausa solo durante la seconda guerra mondiale.

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Cerreto Laziale Banda Musicale Giuseppe Verdi
Cerreto Laziale Banda Musicale Giuseppe Verdi

La banda musicale di Cerreto Laziale è attiva almeno dal 1876.

In quel tempo era così famosa che veniva chiamata a suonare nelle piazze e nei giardini famosi di Roma come il Pincio.

La sua attività non si è interrotta neanche durante le guerre e nel dopoguerra era chiamata in tutta Italia.

Dopo un periodo di poca attività, negli anni ’80, per un certo periodo la banda si scisse in due gruppi (rossini e Verdi) e la competizione riportò in vita tutto lo splendore.

Oggi la banda si è riunita e comprende circa 30 suonatori.

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Genazzano- Banda musicale Comunale Lorenzo Giardini
Genazzano- Banda musicale Comunale Lorenzo Giardini

Nell’Archivio Storico comunale, si riporta la costituzione di una Banda o Concerto Musicale nel luglio del 1845.

E' stato approvato, a sua volta, dalla Congregazione degli Studi dell’amministrazione pontificia il 2 settembre 1846.

La banda comunale di Genazzano è intitolata al maestro Luigi Gardini che era stato direttore fra il 1893 e il 1913.

La banda ha svolto un importante ruolo di promozione della cultura in un’epoca in cui i concerti dal vivo erano l’unico modo di far conoscere la musica e l’armonia.

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