Il santuario della Madonna delle Grazie si trova a Guarcino lungo l’antica strada che collegava il Monastero di Subiaco con quello di Montecassino.

Un sentiero che era stato percorso da San Benedetto.

Nel corso del 1700 un monaco benedettino giunse in questa zona e decise di realizzare un dipinto all’interno di una nicchia rupestre che costeggiava un sentiero romano.

La nicchia era stata realizzata a ridosso di una parete rocciosa ed oggi rappresenta l’altare della piccola chiesetta.

L’affresco raffigura la Vergine con il Bambino Gesù in braccio nell’atto di benedire, mentre alle loro spalle si trova San Giuseppe con il giglio in mano.

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Sui monti intorno Guarcino, nascosti nella florida natura, si trovano eremi fra cui l’eremo di Sant’Agnello.

Qui il santo visse per ben sette anni all’interno della grotta, diventando poi il patrono del paese.

Il monaco Sant’Agnello era nato a Napoli nel 535 da una famiglia ricca napoletana di origini siracusane, forse imparentato con Santa Lucia.

L’eremo è visitabile ed è meta di passeggiate e ritiri spirituali.

È un eccezionale punto panoramico sulla vallata del fiume Cosa.

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Nel suo cammino tra Norcia, Subiaco e Cassino, San Benedetto è passato anche per Guarcino.

Ne sono testimonianza il nome di una porta di ingresso al paese e la via che lo attraversa. Di fronte alla porta si trovava anche la chiesa dedicata a San Benedetto.

Negli anni si era perso il culto del santo, probabilmente dopo la grande peste che ha decimato la popolazione, e la chiesetta è stata trasformata in abitazione.

La cripta di San Benedetto è stata attiva fino al XVII secolo e si trova nei pressi dell'omonima porta San Benedetto. La cripta è stata sistemata nel 1980 per l’anniversario della nascita di San Benedetto nel 480.

La cripta è nei locali seminterrati di una abitazione e ha un accesso diretto su un vicolo del centro del paese. È un unico ambiente coperto da volte a crociera con una colonna in marmo al centro.

Il soffitto e parte delle pareti sono state affrescate alla fine del Novecento mentre sulle pareti si trovano due quadri in ceramica che riproducono San Benedetto e la Madonna di Loreto realizzati dall’artista Diotallevi.
 

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Il monastero di San Luca di Guarcino sembra sia stato fondato da San Benedetto tra il 520 e il 528 DC e una parte dell’edificio è a picco sul fiume.

Nel cortile si trova una sorgente, da cui sgorga l’acqua di San Luca.

La chiesa ha una sola navata e presenta le caratteristiche degli edifici religiosi medioevali.

Nel 1256 il monastero è stato assegnato alle monache benedettine fino al 1587 quando si trasferirono in un edificio all’interno del paese.

Il monastero è stato saccheggiato durante il passaggio delle truppe napoleoniche dopo la Rivoluzione Francese che lo vendettero a privati.

Oggi la casa è gestito dalla Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore ed è un centro di ritiro per chi vuole allontanarsi e vivere nella pace delle montagne in un luogo spirituale con una atmosfera particolare.

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La chiesa di San Michele Arcangelo di Guarcino è stata eretta sui resti del Tempio pagano di Marte e venne adattata nel 1587 per ospitarvi le monache benedettine.

Nonostante i numerosi interventi tra il XVI e il XVII secolo, la Chiesa conserva la torre campanaria a vela, unico esemplare in tutto il territorio laziale. La chiesa è stata poi rifatta nel 1790.

All’interno ha una unica navata e sono visibili molti affreschi del 1600, mentre altri di pregevole interesse sono conservati nella Cripta.

Accanto alla chiesa di San Michele si nota un particolare tipo di campanile a vela che ospita una campana.

Con questo termine si indicano i ‘campanili piani’, bidimensionali, proprio come le vele di una barca, che erano tipici del XIII secolo.

Questo è uno dei pochi esempi rimasti nella regione Lazio in quanto la maggior parte di questi campanili sono andati distrutti o modificati in epoche successive.

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La chiesa collegiata di San Nicola a Guarcino è stata consacrata nel 1760 ed è rivestita da decorazioni tardo-barocche.

Al suo interno si trovano numerose opere pittoriche del ‘700, tra cui una del Ranucci, della scuola del Cavalier d’Arpino, e del Balbi.

Inoltre, di grande rilevanza artistica sono il soffitto in legno della sagrestia, il pulpito ed il coro dei canonici con la sedia episcopale.

Nella chiesa si trova un magnifico organo a canne del 1700 e la statua del patrono Sant'Agnello Abate che viene portata in processione.
 

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