Arpino. Chiesa di Sant’Anna

La Chiesa di Sant’Anna di Arpino risale all’XI secolo ed è stata completamente rifatta nel ‘500.

La chiesa si trova all’interno dell’acropoli e custodisce la statua della santa portata ogni anno in processione solenne lungo le vie di Arpino.

La particolarità di questa statua è che in realtà è un trittico che rappresenta Sant’Anna, San Gioacchino e la piccola Maria.
 

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Arpino. Chiesa di San Vito

La chiesa di San Vito si trova all’interno dell’antica Acropoli di Arpino e dovrebbe essere stata costruita sulle rovine di un tempio romano dedicato a Venere Conciliatrice.

La canonica sorge in parte sui resti della Cappella dedicata all’Annunziata, e in parte su un vecchio ossario.

Le prime notizie ufficiali risalgono al 1305, ad una visita del Vescovo di Sora.

La chiesa è stata poi rifatta nel XVI secolo periodo d’oro di Arpino e ha una forma tardo barocca con una facciata collegata ad un campanile preesistente con una meridiana e un orologio.

La chiesa ha tre navate e sull’altare è in marmo policromo si trova una tela del Cavalier d’Arpino che raffigura tre martiri. I santi sono Modesto e Crescenza ai lati di un San Vito vestito da soldato romano.

Nella chiesa si trova una statua di legno di San Vito realizzata dallo Stolz, un artista altoatesino che ha lavorato a lungo ad Arpino dove è sepolto.

Nelle antiche tradizioni durante la festa di San Vito la statua veniva portata in processione e in quel giorno venivano benedetti gli animali e avveniva anche l’esorcizzazione dei posseduti con l’imposizione dei ‘Ferri di San Vito’.
 

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Arpino. Chiesa della SS. Trinità

La chiesa della SS. Trinità di Arpino è chiamata anche ‘del Simulacro del Crocifisso’ ed è di proprietà della famiglia Pesce.

Fu fatta costruire nel 1720 dal Cardinale Giuseppe Pesce, maestro e rettore della Cappella Pontificia.

La facciata è in stile neoclassico semplice e la pianta è a croce greca.

La chiesa è stata più volte derubato nel corso degli anni ma al suo interno si trova dei laterali in pietra scolpiti con i simboli della Santissima Trinità.

Sull’altare si trova un gruppo scultoreo in legno realizzato dall’artista altoatesino Stolz che ha vissuto per un certo periodo ad Arpino dove è sepolto.

Le pareti ai lati dell’altare hanno affreschi che rappresentano l’Immacolata Concezione e San Giuseppe.

Al centro della chiesa si trova una botola che porta alla tomba della famiglia Pesce e che veniva usata durante la guerra per seppellire i morti di peste.
 

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Arpino. Chiesa di Sant’Andrea Apostolo

La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo di Arpino è citata per la prima volta in un documento di permuta del 1084 ed era una parrocchia benedettina poi divenuta una Collegiata con autonomia liturgica e amministrativa.

Si trova ai piedi di Civitavecchia ed è stata distrutta e ricostruita nel XIII secolo.

Ha poi subito un primo restauro nel 1533 e un rifacimento nel 1780, periodo d’oro della città di Arpino.

L’aspetto finale è una composizione fra il campanile ancora in stile romanico, la severa facciata neoclassica e un antico ed elaborato portone centrale in pietra che proviene dalla distrutta chiesa di Montenero, una rocca fra Arpino e Santopadre dove gli abitanti di Arpino si rifugiavano in caso di pericolo.

L'interno è a tre navate e sull’altare si trova una pala dipinta dal Cavalier d'Arpino che raffigura i due Santi protettori: San Benedetto e Sant'Andrea. 

Quest’ultimo ha lo stesso volto di un dipinto del Cavalier d’Arpino che si trova nella Cappella Borghese in San Giovanni in Laterano a Roma.

Nella chiesa sono inoltre custoditi dipinti del XV secolo e una pergamena con l’Annunciazione di un miniaturista del XVIII secolo.

La chiesa è connessa all’adiacente convento di clausura attraverso grate che permettono alle suore di partecipare alla messa e ai cori.

Nel convento delle suore è poi custodita la statua della Madonna di Loreto realizzata nel Settecento con cartapesta.

La Madonna di Loreto è la protettrice di Arpino e viene portata ogni anno in processione con una macchina realizzata dall’artista altoatesino Stolz nel 1756 e che raffigura la Casa di Nazareth trasportata dagli angeli.
 

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Arpino. Chiesa di Santa Maria di Civita

La chiesa di Santa Maria di Civita di Arpino è stata eretta su un tempio pagano dedicato a Mercurio Lanario, protettore della lavorazione della lana, come si deduce da una lapide che è murata nella facciata della chiesa.

Il tempio era stato costruito da persone legate alla famiglia di Cicerone e la lavorazione della lana è stata per secoli la principale attività di Arpino.

Il campanile è stato costruito su una precedente torre e anche sulla sua muratura si trovano lapidi con scritte romane che raccontano la storia della costruzione della torre da parte del console romano Acerronio e del successivo restauro della torre.

Con il Cristianesimo il tempio romano diventa una chiesa dove si venerava una tavola della Regina degli Angeli, chiamata la Madonna della Civita come risulta da un documento ufficiale del 1038.

Questo primo tempio cristiano è stato incendiato e distrutto durante l’invasione dei Goti.

La chiesa venne quindi ricostruita ancora una volta nel XVIII secolo, il ‘periodo d’oro’ di Arpino, con lo stile dell’epoca, un tardo barocco.

La chiesa attuale ha una pianta a croce latina, tre navate e una grande cupola.

Al suo interno si trova una raffinata cappella ricoperta in pregiati marmi che custodisce la statua lignea dell’Assunta.

La statua risale all’anno mille, come si deduce anche dalla sua espressione e dal suo portamento rigido, ed è ricavata da un unico tronco di cedro del libano.

La statua viene portata in processione ogni 15 di agosto, tradizionale giorno di festa in tutta Italia dedicato dell’Assunta.

All’interno della chiesa si trovano due tavole del Cavalier d’Arpino che ha dipinto anche la figura del Padre Eterno nella cupola.

Altre tele sono del XVIII di scuola romana mentre due statue del 1919 realizzate da Mariano Pisani di Arpino grazie alle quali vinse la medaglia d’oro nel 1919 ad una esposizione di arte sacra.

La chiesa è arricchita da vetrate artistiche, da un organo scolpito e dorato del XVIII secolo e dalla macchina della processione realizzata dall’artista altoatesino Stolz che visse ad Arpino.

Nella chiesa sono conservati antichi libri liturgici, gli ‘Antifonari’ che risalgono al XIV secolo.

Una lapide ricorda la visita del re Carlo III di Borbone nel 1749.

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Arpino. Chiesa di San Michele Arcangelo

La Chiesa di San Michele Arcangelo di Arpino è stata costruita sopra un tempio pagano dedicato ad Apollo e alle nove Muse.

Questo è stato dedotto dalle nove nicchie scavate nella roccia vicino l’altare e da una scritta su una lapide del 1700.

La prima chiesa probabilmente risale al VIII secolo anche se i primi documenti scritti si trovano nella Abbazia di Montecassino e riguardano una donazione del 1104.

A conferma della sua storia, su una campana è riportata la data MC, (1100).

La sua importanza è testimoniata dal fatto che nel 1400 la chiesa era la residenza del vescovo di Sora.

Il suo attuale aspetto barocco è dovuto ad un restauro e una ricostruzione a seguito del terremoto del 1654.

La chiesa è a pianta a croce latina ed ha tre navate con cappelle laterali. Al suo interno, sopra l’altare maggiore, si trova il quadro raffigurante ‘L’arcangelo Michele vittorioso su Lucifero’ ad opera del Cavalier d’Arpino.

Nella chiesa si trovano una interessante Via Crucis, con 14 stazioni realizzate dal Cavalier d’Arpino e tele di Francesco Curia, Dionigi Ludovisi e altri di Scuola Toscana.

Gli arredi sono poi completati da uno splendido organo settecentesco e da lavori in legno intarsiato del grande artigiano Michele Stolz come il pulpito e il battistero.

Michele Stolz ha lavorato a lungo ad Arpino ed è sepolto proprio in questa chiesa.
 

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Prossedi. Chiesa di Santa Maria Extra-Moenia

La chiesetta di Santa Maria Extra-Moenia (fuori le mura) a Prossedi è conosciuta anche come “Chiesa della Strammetta”.

Risale al XIX secolo ed era la cappella della famiglia dei principi Gabrielli dove venivano seppelliti i membri della famiglia come Augusta Bonaparte e Placido Gabrielli

È stata realizzata in posizione sopraelevata e si entra attraverso una scenografica scala a due rampe contrapposte protette da una elegante balaustra in mattoncini.

La facciata è semplice con la classica forma a capanna arricchita da un decoro in mattoncini e intonaco sopra il portone che incornicia un raffinato mosaico che rappresenta la Madonna con Bambino tra rose e gigli.

Il mosaico è opera di Adolfo de Carolis, su disegno del pittore Napoleone Parisani, e risale al 1902. La facciata è completata da una finestra rotonda al centro proprio sopra il mosaico.

L’interno è caratterizzato da luminosi decori fatti con affreschi, ceramica e mosaici con una predominanza dei colori: azzurro, rosa, verde e giallo. L’altare realizzato con minuscoli e raffinati mosaici policromi è un vero capolavoro.

Tutti i decori e gli arredi sono stati realizzati da Napoleone Parisani, che ha lasciato chiari simboli massonici come la croce del tipo templare.

Sopra l’altare si trovava un trittico raffigurante la Madonna con il Bambino con ai lati Sant’Agostino e San Placido, sempre realizzato da Parisani, che ora si trova nel castello di Prossedi.
 

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Prossedi. Chiesa di San Nicola

La chiesa di San Nicola a Prossedi risale al XIII secolo ed è la più antica.

E’ in stile Romanico e per anni è stata abbandonata e utilizzata come stalla per ricovero animali. Nel 1900 la popolazione con il principe Gabrielli trovarono i fondi per finanziare il restauro e nel 1902 la chiesa venne riaperta.

La chiesa ha una semplice facciata adornata da uno splendido portone trecentesco incorniciato da marmo scolpito in stile gotico cistercense che protegge anche un bassorilievo in legno che raffigura San Nicola.

La facciata si completa poi con un semplice ma elegante rosone in pietra lavorata del XIV secolo che lascia filtrare una luce molto suggestiva.

L’interno della chiesa è a navata unica con copertura in legno sorretta da grandi archi gotici. Da notare il grande altare in posizione sopraelevata, sopra una scala in pietra di 8 gradini delimitata da una balaustra in marmo.

Fra le opere all’interno della chiesa si trova la tela di “Maria Santissima Avvocata Nostra”, meglio conosciuta come “Madonna di Vicovaro”, un paese vicino Roma.

Questa immagine è molto venerata ed è una copia di un quadro che si trova a Vicovaro. La leggenda narra che nel luglio 1863 la madonna del quadro di Vicovaro mosse gli occhi e iniziò un pellegrinaggio di fedeli a rendere omaggio al dipinto.

Fra questi fedeli ci andò anche Don Gaspare Olmi di Prossedi che rimase così suggestionata da commissionare ad un pittore di Roma una copia del dipinto.

L’immagine venne esposta nell’antica chiesa di San Nicola e il 6 giugno 1864 anche la madonna di Prossedi mosse gli occhi davanti ad alcuni ragazzi.

Le campane suonarono a festa e il 31 maggio 1964 papa Paolo VI concedeva la facoltà di incoronare con una corona d’oro l’immagine della Madonna di Prossedi.

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