La chiesa di Santa Maria di Civita di Arpino è stata eretta su un tempio pagano dedicato a Mercurio Lanario, protettore della lavorazione della lana, come si deduce da una lapide che è murata nella facciata della chiesa.
Il tempio era stato costruito da persone legate alla famiglia di Cicerone e la lavorazione della lana è stata per secoli la principale attività di Arpino.
Il campanile è stato costruito su una precedente torre e anche sulla sua muratura si trovano lapidi con scritte romane che raccontano la storia della costruzione della torre da parte del console romano Acerronio e del successivo restauro della torre.
Con il Cristianesimo il tempio romano diventa una chiesa dove si venerava una tavola della Regina degli Angeli, chiamata la Madonna della Civita come risulta da un documento ufficiale del 1038.
Questo primo tempio cristiano è stato incendiato e distrutto durante l’invasione dei Goti.
La chiesa venne quindi ricostruita ancora una volta nel XVIII secolo, il ‘periodo d’oro’ di Arpino, con lo stile dell’epoca, un tardo barocco.
La chiesa attuale ha una pianta a croce latina, tre navate e una grande cupola.
Al suo interno si trova una raffinata cappella ricoperta in pregiati marmi che custodisce la statua lignea dell’Assunta.
La statua risale all’anno mille, come si deduce anche dalla sua espressione e dal suo portamento rigido, ed è ricavata da un unico tronco di cedro del libano.
La statua viene portata in processione ogni 15 di agosto, tradizionale giorno di festa in tutta Italia dedicato dell’Assunta.
All’interno della chiesa si trovano due tavole del Cavalier d’Arpino che ha dipinto anche la figura del Padre Eterno nella cupola.
Altre tele sono del XVIII di scuola romana mentre due statue del 1919 realizzate da Mariano Pisani di Arpino grazie alle quali vinse la medaglia d’oro nel 1919 ad una esposizione di arte sacra.
La chiesa è arricchita da vetrate artistiche, da un organo scolpito e dorato del XVIII secolo e dalla macchina della processione realizzata dall’artista altoatesino Stolz che visse ad Arpino.
Nella chiesa sono conservati antichi libri liturgici, gli ‘Antifonari’ che risalgono al XIV secolo.
Una lapide ricorda la visita del re Carlo III di Borbone nel 1749.
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