Chiesa di Maria SS. di Valleradice
Chiesa di Maria SS. di Valleradice

La chiesa di Maria SS. di Valleradice è stata realizzata prima del 1429 da alcuni cittadini di Sora per espiazione dei propri peccati.

E’ stata costruita parzialmente nella roccia in una zona ricca di reperti paleolitici.

Nella chiesa esisteva un affresco del ‘400 della Madonna che è andato distrutto nel 1943 da un bombardamento.

La chiesa è ricca di ricordi legati alla vita del cardinale Cesare Baronio. Nel 1960 fu completamente ricostruita con il contributo della popolazione locale e degli emigrati in Canada.

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Sora. Chiesa della Madonna di Valfrancesca

La chiesa della Madonna di Valfrancesca, lungo la sponda del Liri a Sora, fu costruita nel 1679 su progetto dell’arch. Francesco Campione di Como.

La chiesa aveva una pianta quasi ovale con un alto campanile ed aveva uno stile barocco. In seguito alla distruzione del terremoto del 1915, la chiesa fu ricostruita nel 1932.

All’interno si può ammirare l’immagine della Madonna salvata dal terremoto e una statua lignea scolpita alla fine del ‘600 della ”Maònna Ranna” (Madonna Grande) che veniva portata in processione attraverso i campi in caso di prolungata siccità.

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Chiesa di San Bartolomeo Apostolo
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Sora risale al XIII secolo ma fu modificata dopo il terremoto del 1915.

La chiesa fu accorciata per allargare Corso Volsci. La facciata ha quattro colonne di gusto neo-classico con due finti campanili sui due lati e l’interno si trova ad un livello più basso di quello stradale.

Sulla volta della cupola centrale si può ammirare un affresco di Sperduti, della scuola del Cavalier d’Arpino, del XVIII secolo raffigurante la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso.

Nel 1580 fu sepolta la madre del cardinale Cesare Baronio.

All’interno si trova un crocifisso ligneo donato nel 1564 da Cesare Baronio alla Congregazione di Carità, e scolpito da Tiberio Calcagni, discepolo di Michelangelo.

Si può vedere anche un pregevole dipinto di Sebastiano Conca della prima metà del ‘700 che raffigura la Madonna del Divino Amore.
 

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Chiesa del Santo Spirito
Chiesa del Santo Spirito

La chiesa dello Santo Spirito di Sora è stata edificata nel 1610 dalla duchessa Costanza Sforza Boncompagni grazie ad un lascito testamentario di 300 ducati dopo la morte del marito, il duca Giacomo.

L’edificio ospitò il collegio dei Gesuiti e nel 1614, per volontà del vescovo Girolamo Giovannelli, vi furono traslate le ossa del santo martire Giuliano.

A causa di terremoti la chiesa è stata restaurata all’inizio del 700 secondo lo stile barocco.

Nella seconda metà dell’800, la volta è stata affrescata da pittori di scuola napoletana con la “glorificazione della Madonna con i santi Domenico, Giuliano e Restituta”, sul cui sfondo si distingue una veduta di Sora.

Le pitture dell’abside sono dell’artista sorano Domenico Biancale del 1915 e raffigurano San Bonaventura e San Bernardo.

Al suo interno si trova una statua cinquecentesca dell’Addolorata e angeli lignei scolpiti da Pasquale Fosca.
 

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Sora. Convento e Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco e l’annesso convento sono stati fondati a Sora agli inizi del 1300.

Nel 1363, come da testamento di Cicco de Omobono, la chiesa fu ampliata in stile gotico.

Di questo edificio resta traccia nella parete posteriore in conci di pietra, nella bifora ogivale in travertino con colonnina centrale e decorazioni curvilinee e negli affreschi dei XIV- XV secolo che rappresentano la Vergine con il Bambino, San Savino e San Bonaventura.

Nel XIV secolo alla chiesa si affiancò un chiostro con archi a sesto acuto.

I due edifici furono danneggiati dal terremoto del 1654 e restaurati e ampliati all’inizio del XVIII secolo.

Il chiostro fu chiuso, sopraelevato grazie ad un grande scalone, secondo l’architettura e lo stile settecentesco.

Dal 1806 il convento fu abolito dai francesi di Murat e l’edificio fu ceduto al comune che lo adibì a vari usi ed oggi è sede del museo civico.

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Sora. Chiesa di Santa Restituta

La chiesa di Santa Restituta a Sora è stata ricostruita nel 1928 in stile romanico.

Il primitivo edificio dedicato a Restituita, una martire del 275 DC, sorgeva sul lato settentrionale e fu eretto tra il IX e l’XI secolo.

La chiesa crollò nell’alto medioevo e fu ricostruita e riconsacrata da papa Adriano IV nel 1155.

Nel 1229 fu incendiata e distrutta dall’esercito di Federico II e ricostruita dopo il 1250 secondo il suo testamento.

La chiesa era a tre navate, con una cripta e un chiostro.

Nel 1654 la chiesa viene distrutta da un terremoto e ricostruita dall’architetto G.B. Rodoli ad una sola navata con colonne d’ordine corinzio e un magnifico portale decorato da foglie d’acanto e girali floreali.

Anche questa chiesa è stata distrutta dal terremoto del 1915.

La nuova chiesa fu ricostruita sul lato orientale della piazza sopra i resti di un palazzetto del trecento di cui restano pochi frammenti architettonici conservati oggi nel museo civico di Sora.

L’edificio ha tre navate con tre porte in bronzo e una facciata con un rosone centrale.

Le porte sono state fuse e scolpite da Tommaso Gismondi nel 1975.

Nella facciata è murato il Privilegio di Carlo II d’Angiò con il quale la città è dichiarata regia, soggetta al regno di Napoli e di Sicilia.

Sulla stessa facciata è murato un frammento di un bassorilievo della dea egiziana Iside, ricoperta dal klaft, sormontato dal disco lunare.
 

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Sora. Cattedrale di Santa Maria

La cattedrale di Santa Maria a Sora è stata costruita sulle rovine di un tempio pagano del dio Sole-Sorano del 111 AC.

Una data dell’anno 1100 è incisa sotto l’architrave del portale. Allora la chiesa era fuori delle mura. La costruzione ha subìto notevoli vicissitudini.

Federico Il la fece distruggere nel 1229 e ricostruire nel 1250 secondo le sue disposizioni testamentarie.

Un incendio del 1916 distrusse il soffitto a cassettoni dorati e una pregevole tela dello Zuccari.

Di particolare interesse artistico è senza dubbio il portale di accesso opera di Mastro Giovanni.

Annesso alla cattedrale vi è il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Seminario interdiocesano, uno dei più antichi d’Italia.

All’interno della chiesa si trovano due trittici: uno quattrocentesco che rappresenta la SS. Trinità e l’altro, più recente, opera dell’artista norvegese Cristiano Mayer Ross.
 

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Abbazia di San Domenico
Abbazia di San Domenico

La abbazia di San Domenico a Sora è stata fondata nel 1011 sui resti di un grande edificio civile romano e in questa area si trovava la villa paterna di Marco Tullio Cicerone

La chiesa è stata dedicata alla Madre di Dio e a San Domenico. Nel 1030 la chiesa ed altri beni sono stati donati dal gastaldo Pietro il Maggiore al monaco benedettino Domenico di Foligno.

Il monastero, comunque, non è giunto a noi nel suo aspetto originario, a causa dei molteplici restauri dovuti anche a devastanti terremoti come quello del 13 gennaio 1915 che ha distrutto il soffitto a volta.

Oggi l’abbazia si presenta con la facciata principale piuttosto sobria, con tre porte ed un bel rosone centrale.

Gli stipiti della porta sinistra e quello sinistro del portale sono costituiti da blocchi calcarei con motivi agresti che probabilmente abbellivano la villa romana.

La chiesa è a tre navate divise da una doppia fila di colonne diverse tra loro e sotto la quinta colonna si trova un cippo miliare romano dell’imperatore Marco Aurelio Massenzio (306-312 DC).

Secondo la tradizione, San Domenico sarebbe morto nella cripta dopo essersi fatto adagiare su uno strato di cenere, secondo l’uso benedettino. Le sacre spoglie del santo sono conservate proprio nell’altare della cripta.

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