Grancia-DAbbruzzo
Grancia-DAbbruzzo

La chiesa (privata) di San Biagio era parte della grancia dei monaci benedettini a Vico nel Lazio e le prime notizie risalgono al 1180.

La grancia era un granaio e spesso faceva parte di un complesso agricolo che doveva sostentare i monaci.

La chiesa ha una sola navata e un arredo semplice con due archi ogivali in muratura e il soffitto a cassettoni di legno.

All’interno si trovano due rare sculture in terracotta del 1500.

 Monaci Benedettini, Domenicani, Certosini e Cistercensi

Tutta l’area di Vico ha visto il succedersi di diversi tipi di monaci.

Per prima i benedettini, con San Benedetto che è passato lungo questi sentieri, eppoi con i domenicani di San Dominico da Sora.

L’area è anche poco distante dalla potente abbazia cistercense di Casamari.

Poi, nel 1208, papa Innocenzo III con una bolla papale assegna ai frati Certosini, di origine piemontese, quella che oggi conosciamo come l’Abbazia di Trisulti.

Questo si deve leggere alla luce delle lotte fra papa e impero che in qualche modo si riflettevano fra i cosiddetti ‘monaci bianchi’ e ‘monaci neri’.

I certosini erano sicuramente fedeli al papa.

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Madonna della Concordia 2 - DAbbruzzo
Madonna della Concordia 2 - DAbbruzzo

La chiesa della Madonna della Concordia si trova a 2 Km dal paese di Vico nel Lazio e risale alla prima metà del XVIII secolo.

L’ampliamento fu completato nell’anno 1734. Addossato alla chiesa si trova il nuovo cimitero costruito nel 1875.

Il suo interno ha un maestoso altare stile barocco, vari quadri ad olio, fra cui una tela che rappresenta la visita di Santa Elisabetta del 1783, una con la Presentazione al Tempio, una con una Annunciazione, una con lo Sposalizio della Madonna, una con la Fuga in Egitto e uno con la Nascita di Gesù.

La chiesa era visitata da molti pellegrini del vicino Regno di Napoli, soprattutto nei giorni di festeggiamento, e nel 1724 venne ampliata grazie all’intervento del popolo e del clero.

Nelle cronache, la chiesa viene inaugurata nel 1735 con quattromila fedeli mentre “l’incoronazione fu accompagnata nella Sacra cerimonia con suono di Campane, Tamburi, e sparo di Archibugiate dai soldati, sotto il Comando del Capitan Liberio Sterbini”.

La Chiesa ospita la Confraternita della Madonna della Concordia fondata nel 1828.

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Madonna delle Grazie Affresco- DAbbruzzo
Madonna delle Grazie Affresco- DAbbruzzo

La chiesa di Sant'Antonio Abate o Madonna delle Grazie si trova poco fuori del centro abitato di Vico nel Lazio.

Risale al XIV secolo, poi ampliata nel XVI secolo e nasce attorno ad una cona, ossia una piccola cappella con una immagine sacra della Madonna con Bambino.

Questo affresco si trova ancora proprio vicino l’altare maggiore.

La chiesa è ha pianta rettangolare e al suo interno si trovano due altari finemente stuccati della fine del XVI secolo con uno stile del primo Barocco.

Tutti i dipinti barocchi vengono dalla scuola del Cavalier d’Arpino, uno dei più importanti artisti romani proveniente dalla vicina Arpino.

L’antico altare maggiore era circondato da quattro colonne in legno su basamenti in pietra, tutt’oggi esistenti che formavano un baldacchino citato nelle sacre visite del XVII secolo.

La chiesa è sede della Confraternita di Sant’Antonio Abate e qui si trova la macchina processionale con la statua del santo.

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Vico nel Lazio chiesa Madonna del Carmine - Luciano dAbbruzzo
Vico nel Lazio chiesa Madonna del Carmine - Luciano dAbbruzzo

La chiesetta della Madonna del Carmine si trova poco fuori le mura del paese di Vico nel Lazio, vicino Porta Otricelli, ed è stata costruita intorno al 1500 dal Notaio Laurentino di Vico.

La chiesa è detta anche della ‘Madunnella’ per il grande affresco della Madonna con Bambino che si trova nella parete di fondo.

Accanto alla Madonna sono affrescati due santi a grandezza naturale: San Francesco e san Carlo Borromeo.

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Vico nel Lazio- Madonna del campo- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Madonna del campo- DAbbruzzo

Il santuario della Madonna del Campo a Vico nel Lazio è esterno al paese e risale al XV-XVI secolo su un precedente altare pagano, a circa un chilometro e a quota 762 metri slm.

Al suo interno la chiesa è coperta con una volta a botte, e ha un prezioso affresco della Trinità che raffigura un raro Gesù crocefisso.

Per la sua splendida posizione paesaggistica è una base di partenza per numerose escursioni verso i monti: La Monna alt. 1951, la Forchetta e Rotonaria.

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Vico nel Lazio. Chiesa di San Giorgio

Le prime notizie della chiesa di San Giorgio a Vico nel Lazio sono del 1191 e l’edificio è a navata unica con copertura a capanna costruita in due tempi: una medioevale e una cinquecentesca.

Le porte hanno un’architrave del Cinquecento e quella laterale ha un affresco di San Giorgio sul timpano.

Sopra l’altare maggiore si trova una scultura lignea di San Giorgio a cavallo che uccide il drago del XIX secolo realizzata da uno scultore altoatesino.

Sopra l’altare una tela di san Giorgio forse di Giuseppe Cesari.

All’interno si trova anche un Gonfalone dipinto a tempera sulle due facciate che raffigura San Giorgio, da una parte, e San Sebastiano e Sant’Antonio con il bambino dall’altra. ù

Il gonfalone è del 1907 ed è stato realizzato da G. Gaglia.

San Giorgio

La chiesa è sede della Confraternita di San Giorgio dal 1854. Il culto di S. Giorgio è particolare. I

l santo nasce introno al 280 DC in Cappadocia e diventa tribuno della guardia di Diocleziano.

Giovanissimo, fu martirizzato con decapitazione nel 303 a Lydda, in Palestina, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana alla quale si era convertito.

Il suo culto si diffuse ben presto sia in Oriente sia in Occidente, diventando protettore di città e nazioni, tra cui anche patrono di Vico nel Lazio.

San Giorgio è raffigurato dai vari artisti come un soldato a cavallo nell’atto di uccidere il drago, simbolo del male.

Qui questo Santo è particolarmente caro per aver salvato il paese dai bombardamenti inglesi, infatti e bombe caddero nella disabitata collina di San Nicola, a circa 200 metri a nord del paese. Viene festeggiato il 23 aprile e l'ultima domenica di luglio.

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Vico nel Lazio- Chiesa san martino piazza- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Chiesa san martino piazza- DAbbruzzo

La chiesa di San Martino a Vico nel Lazio risale al X secolo e nella sua costruzione sono stati utilizzati resti romani, come risulta dall’architrave.

L’edificio è stato poi restaurato nel 1887.

Al suo interno si trova una statua lignea raffigurante una Madonna con Bambino del XII secolo, di stile romanico con influssi bizantini, con tracce di colore originale.

La chiesa è sede della Confraternita della Orazione e Morte dal 1857 e sull’altare si trova una macchina per processione del 1897 con una statua in gesso della Madonna Addolorata del 1942.
 

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Vico nel Lazio- Chiesa Santa Maria- DAbbruzzo
Vico nel Lazio- Chiesa Santa Maria- DAbbruzzo

La chiesa di Santa Maria in Vico nel Lazio ha uno stile romanico con una copertura a volta ogivale, un bel portale esterno e un piccolo campanile a vela.

La chiesa risale all’XI secolo e in un documento del 1147 si riferisce che al suo interno erano custodite le reliquie dei SS Pietro e Paolo Apostoli.

La chiesa ha una sola navata che termina con un altare romanico, un coro e un dipinto del pittore Monacelli del 1864.

In questa area si può ammirare la Madonna dei Sette Veli, ossia una statua della Madonna che era ricoperta con sette vesti e che risale al XVIII secolo.

Tra le altre opere si nota un Cristo crocefisso scolpito in legno su una croce ricoperta di madreperla, prodotto dell’artigianato orientale del XVIII secolo.

Originariamente la chiesa era tutta affrescata mentre oggi si riconoscono solo alcune parti del XII secolo ed altre del XIII e XIV secolo.

Cripta

Al di sotto del presbiterio si apre una cripta, sorretta da possenti colonne, affrescata con due stili diversi, uno che richiama la cattedrale di Anagni ed uno realizzato da artisti di scuola romana del XIV secolo.

La chiesa è sede della Confraternita del Rosario che si occupa delle celebrazioni religiose.

La Madonna dei Sette Veli

Questa Madonna era un oggetto di culto soprattutto da parte dei pastori, che il giorno successivo alla celebrazione della festa della Madonna del Rosario, in ottobre, partivano per la transumanza delle greggi nella campagna romana.

La custodia della statua e l’organizzazione della festa è affidato alla locale Confraternita del Rosario.

Il suo nome deriva dal fatto che originariamente era ornata da sette vesti che venivano cambiate.
 

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