La chiesa della Madonna delle Grazie è la più antica di Onano ed è stata costruita in epoca romanica e abbellita con affreschi della Scuola Senese intorno al 1400.

La famiglia dei Monaldeschi appose sulla facciata il suo stemma che fu poi sostituito da una cerva durante il restauro.

La chiesa è stata rimaneggiata con aggiunte e rifacimenti.

Il desiderio di arricchire la chiesa, ha portato a completare l’affresco della madonna con l’aggiunta di una serie di teste di angioletti.
 

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Nepi. Chiesa di San Biagio

La chiesa di San Biagio è una delle più antiche della città di Nepi ed esisteva già nell'anno 950.

La chiesa ha una aula unica con presbiterio rialzato al di sopra della cripta.

Una cappella sulla destra è coperta con una volta a crociera con decorazioni tardogotiche.

A sinistra si trova il notevole tempietto votivo dedicato a San Biagio che fece l' "Università degli allevatori di suini" di Nepi, alla fine del XV secolo.

La facciata della chiesa è molto semplice ed è arricchita da un portale di accesso costituito da resti di epoca romana rilavorati in epoca medievale.

Gli stipiti hanno decorazioni fitomorfe mentre l'architrave è ricavato da un sarcofago tardoimperiale.
 

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Nepi. Duomo di Santa Maria dell’Assunta

Il duomo di Santa Maria dell’Assunta di Nepi è stato eretto nel XII secolo su un tempio romano sul quale nel V secolo DC fu costruita la chiesa paleocristiana.

Nel VI secolo è stata demolita dai Longobardi e nel IX secolo la chiesa venne ricostruita per volere del vescovo Innocenzo Pegatesco.

In seguito fu ampliata e ornata con numerose opere ma nel 1798 fu incendiata dai soldati francesi.

E’ stata poi nuovamente ricostruita dal vescovo Basilici nel XIX secolo.

La chiesa ha un portico romanico e nell’interno ha cinque navate.

Al suo interno si trova il bellissimo sarcofago di San Romano di scuola berniniana e un trittico attribuito a Giulio Romano.

Nella cripta si può ammirare la fase più antica dell’edificio.

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Montefiascone. Chiesa di San Flaviano

La splendida chiesa di San Flaviano si trova fuori del centro abitato di Montefiascone lungo l’antico tracciato della via Francigena e prende il nome da un martire cristiano che visse ai tempi dell’imperatore Giuliano l’Apostata e che è stato il marito di Santa Dafrosa e padre delle sante Bibiana e Demetria.

Flaviano era stato un aristocratico romano e un prefetto sotto Costantino ed era stato poi reso schiavo dopo la conversione al cristianesimo.

Probabilmente Flaviano era arrivato da schiavo in questa area per lavorare alla costruzione di un tempio.

La chiesa è molto antica e si ha traccia di un primo edificio esistente già nel 850 perché viene citato in un documento di papa Leone IV.

La chiesa è molto particolare perché oggi risulta composta dall'unione di due diversi edifici sovrapposti entrambi con tre navate ma con orientamento opposto che sfruttano il dislivello del terreno. La chiesa inferiore è la più antica e risale al 1032 da maestri lombardi in stile romanico-gotico.

In realtà anche la chiesa più antica nasce da un nucleo centrale romanico che richiamava in qualche modo l’architettura del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Nel passato Montefiascone era molto importante perché era il punto in cui si univano le diverse vie dei pellegrinaggi che andavano a Roma.

Da una parte la Via Francigena e dall’altra la Via Roma che arrivava dall’Adriatico e dai paesi Baltici, e la via che arrivava da Bologna.

Nel XIV secolo la chiesa venne ampliata e venne realizzata l’attuale facciata caratterizzata da un corpo finale con tre grandi archi, dove in quello centrale si trova lo stemma del cardinale Aldovrandi e la porta a vetri di accesso alla chiesa.

Sopra questi archi si trova un esile loggiato che nasconde parzialmente la parte finale della chiesa. La facciata termina con tre aperture circolari in corrispondenza delle navate e un campanile a vela con due campane.

L’interno della chiesa si presenta con un rivestimento in pietra locale squadrata che è affrescato in molte parti con opere del XIV e XVI secolo.

Le colonne che dividono le tre navate hanno capitelli molto lavorati differenti fra di loro, alcuni in stile romanico altri bizantino a seconda del periodo in cui sono stati realizzati, e la chiesa termina con tre absidi e quello centrale ha un affresco del XV secolo che rappresenta Cristo in trono tra San Pietro e San Paolo.

Subito al di sotto di questo affresco dell’abside spicca una immagine di San Flaviano a cavallo e l’altare che custodisce le sue reliquie.

Al centro della chiesa una grande apertura al soffitto mette in comunicazione i due edifici religiosi e dalla parte superiore si può avere una vista di quella inferiore come su un balcone.

Si accede alla chiesa superiore attraverso una scala interna che si trova alla fine della navata di destra, oppure dalla strada superiore che collega poi con il centro di Montefiascone. Nella chiesa superiore si trova il trono di papa Urbano IV che aveva consacrato l’altare nel 1262.

La facciata esterna di questa chiesa è totalmente diversa e ha uno stile di inizio barocco con un grande rosone e 4 lobi, due portoni laterali con sopra una finestra ovale.
 
Gli affreschi di San Flaviano
La chiesa inferiore presenta un incredibile ciclo di affreschi di raffinata bellezza eseguiti tra il XV e il XVI secolo.

Narrano vicende bibliche del Nuovo Testamento come il Presepe, l’Epifania e l’Annunciazione e storie della vita di santi come Santa Caterina d’Alessandria, San Nicola di Bari.

Uno particolare merita attenzione ed è quello dell’Incontro tra Tre Vivi e Tre Morti che si trova sopra l’arco della prima cappella nella navata di sinistra.

In un cartiglio è riportata la frase “Pensate a quello che siete e a quello che non potete evitare di diventare".

Fra le altre immagini di santi si riconoscono Santa Barbara, San Sebastiano.
 
La tomba di Defuk

Fra le cappelle della chiesa di San Flaviano una merita una attenzione particolare: è quella del vescovo Johannes Defuk (Giovanni Fugger) morto nel 1113 ma che in un certo senso ancora influenza la storia di Montefiascone.

Una leggenda racconta che il vescovo era al seguito dell’imperatore Enrico V che si recava a Roma per essere incoronato da parte di papa Pasquale II.

Il vescovo amava molto il vino e aveva detto ad un suo servitore di precederlo e di assaggiare il vino nelle varie taverne.

Per poter comunicare con il vescovo, il servo Martino doveva scrivere la parola latina EST! Sulla porta delle taverne che servivano un buon vino.

Giunto a Montefiascone, deliziato dal vino locale chiamato moscatello, il servo scrisse tre volte la parola Est! Est!! Est!!!

Si racconta poi che il vescovo decise di fermarsi a Montefiascone nel suo viaggio di ritorno e di aver gradito talmente tanto il vino e la compagnia da rimanere qui fino alla sua morte. Il vescovo lasciò anche una eredità per poter festeggiare ogni anno una festa dedicata al vino.

Johannes Defuk è sepolto nella chiesa di San Firmino sotto una bella lastra intarsiata e una lapide ricorda la sua storia con le parole: «Est est est pr nim est hic Jo De Fuk do meus mortuus est» che sta per «Est est est propter nimium est hic Johannes De Fuk dominus meus mortuus est» (Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk).

Una leggenda racconta poi che Defuk lasciò un lascito i 24.000 scudi romani per organizzare una grande bevuta di vino sulla sua tomba il giorno di San Bartolomeo, il 24 agosto, patrono del seminario.
 

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Montefiascone. Cattedrale di Santa Margherita

La cattedrale è intitolata a Santa Margherita, la patrona di Montefiascone, e ha una delle cupole più grandi a livello nazionale. Con i suoi 27 metri di diametro è riconoscibile da quasi tutte le località della Tuscia.

La cattedrale venne costruita tra il ‘400 e il 500 su due livelli che avevano due funzioni diverse: la chiesa inferiore per ospitare le reliquie di Santa Lucia Filippini e la chiesa superiore per le celebrazioni quotidiane dove si trovano le reliquie di Santa Margherita, una martire originaria della Siria e protettrice delle partorienti.

Nel 1483 il cardinale Domenico della Rovere diede il via ai lavori di ingrandimento di una precedente chiesa e sembra coinvolse anche Bramante e Antonio Sangallo il Giovane in un disegno veramente originale di una chiesa a pianta ottagonale.

Per un certo tempo i lavori furono sospesi a causa della peste e la costruzione andò a rilento, ma la forma attuale si deve ad un incidente.

La costruzione della cupola e della attuale chiesa, infatti, sono state fatte dopo il venerdì santo del 1670 quando un incendio provocato da un organista aveva distrutto il tetto della cattedrale e parte del suo interno.

Questa cupola ‘costolata’ con le sue evidenti scanalature è stata disegnata da Carlo Fontana e risale al 1674. Caratterizza il panorama del paese in maniera determinante e domina sulle semplici torri campanarie e sulla semplice facciata abbellita dal portone di ingresso e da due nicchie laterali con le statue dei patroni San Flaviano e Santa Margherita. La facciata risale al XIX secolo ed è opera dell’architetto Paolo Gazola.

All’interno lo stile è quello barocco e la chiesa ha una pianta ottagonale con cappelle laterali e su uno dei lati si trova l’altare maggiore con la statua di Santa Margherita e un prezioso coro in legno.

Fra le molte presenti un antico crocifisso in legno che si salvò dall’incendio del 1670 e per questo è ritenuto miracoloso, un dipinto del ‘600 di San Martino vescovo, un dipinto della Madonna con Bambino tra Sant'Elena imperatrice, San Vincenzo e Santi.

Nella cappella della Madonna del Rosario si trova una splendida terracotta rinascimentale fatta da Benedetto Buglioni, della scuola di Della Robbia, che rappresenta la Madonna in trono tra San Benedetto e Santa Bibiana.

La cupola è affrescata con scene dei patroni della città. Sopra l’ingresso si trova la cantoria con un organo.

Nella cattedrale è sepolto il cardinale Marco Antonio Barbarigo che ha creato il seminario a Montefiascone e cambiato l’economia locale dalla seconda metà del Seicento.
 
Cripta di Santa Lucia Filippini
La cripta è la parte più antica della chiesa e accoglie le spoglie di Santa Lucia Filippini, discepola del cardinale e fondatrice dell’ordine delle suore Pie Filippini che era nata a Tarquinia e morta proprio a Montefiascone nel 1732.

Si accede alla cripta attraverso un portale trecentesco a forma di ogiva e la semplicità dell’ambiente sembra contrastare con lo sfarzo barocco della chiesa soprastante. Lo spazio a forma ottagonale è scandito da un nucleo centrale in cui si trovano le spoglie di Santa Lucia in un altare artistico e da un anello composto da otto archi gotici.

La cripta è stata disegnata dall’architetto Michele Sammichele di Verona con il coinvolgimento di Antonio Sangallo il Giovane.
 

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Montalto di Castro. Chiesa di Santa Croce

La chiesa di Santa Croce è stata costruita a Montalto di Castro nel 1400 ma rimaneggiata nel XVII secolo.

L’edificio ha una facciata neoclassica e nel passato era orientata in direzione opposta, come si rileva dal portale a sesto acuto con capitelli che oggi è murato.

L’edificio ha una sola navata e all’interno è possibile ammirare l’immagine della Madonna della Vittoria, oggetto di grande devozione da parte della popolazione.

La Madonna viene festeggiata l’ultima domenica di aprile con la messa solenne e una infiorata in suo onore.
 

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