Castiglione in Teverina. Chiesa della Madonna della Neve

La chiesa campestre della Madonna della Neve di Castiglione in Teverina è stata voluta da Alessandro VI agli inizi del Cinquecento ed è famosa per gli originali rituali che si svolgevano nel passato.

L’edificio ha una semplice facciata arricchita da una lunetta con maioliche dipinte a mano che rappresentano la Madonna della Neve.

L’interno ha una unica navata e sopra l’altare maggiore si trova la miracolosa immagine della Madonna con il Bambino in braccio, una pala in affresco.

Nel complesso fa parte una antica casa dove nel passato abitarono vari Eremiti.

L'immagine era stata realizzata nel '400 fu trovava in un fondo abbandonato e la popolazione fece erigere una chiesa dove venerare questa immagine.

La chiesa fu autorizzata da papa Alessandro VI e inaugurata nel 1509.

Il nome deriva dalla strada che porta alla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Una nota curiosa è che alcuni cittadini iniziarono a chiedere ‘Grazie al Contrario’ ossia malefici e sventure per propri nemici.

La Madonna della Neve è festeggiata ogni 5 di Agosto con un ricco pranzo e un palio che furono ridimensionati dal vescovo nel 1699 per i loro eccessi.

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Castiglione in Teverina. Chiesa Collegiata di San Filippo e Giacomo

La chiesa di San Filippo e Giacomo è stata terminata nel 1630 ha facciata di stile rinascimentale a Castiglione in Teverina.

Nell’ingresso centrale si trova una cornice in travertino con la scritta: "SS. IACOB. ET PHILIP. DIC. A.D. MDCXXX".

Connesso all’edificio si smmira il campanile a torre con doppia cella campanaria: quella inferiore ha quattro campane e quella superiore ha una campana collegata ad un orologio.

Il campanile ha poi una copertura con una piramide metallica.

L'interno è a tre navate con quattro altari laterali e su quello centrale maggiore, realizzato dello Scalza, si trova un tabernacolo ligneo seicentesco con sei candelieri di rame argentato del 1783.

La fonte battesimale è in pietra finemente lavorata risalente alla fine del XV secolo e la chiesa è adornata da pregevoli opere come un crocifisso ligneo del Quattrocento e una tela attribuita al Maestro di Castiglione.

Negli altari laterali si possono ammirare tele che vanno dal Cinquecento all’Ottocento.

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Castel Sant'Elia. Basilica di Sant’Elia

La basilica di Sant’Elia a Castel Sant'Elia è una delle più suggestive di tutta la regione, costruita agli inizi dell’XI secolo dall'abate Elia.

Questa basilica è stata citata, fra gli altri, da papa Gregorio VII nel 1076, da Alessandro III nel 1176, da Innocenzo III nel 1211.

Nel 1740 inizia per San'Elia un periodo di decadenza per l'apertura della nuova chiesa di Sant'Antonio Abate solo sotto il pontificato d papa Pio IX.

Sant'Elia è una basilica in stile romanico con tre navate e un transetto contenuti in un rettangolo sghembo.

L'abside è totalmente affrescato con dipinti eseguiti intorno all'anno mille e sono fra i più interessanti e meglio conservati delle chiese romaniche laziali.
 

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Castel Sant'Elia. Convento di San Michele Arcangelo

Il convento di San Michele Arcangelo a Castel Sant'Elia è una vera sorpresa di arte e mistero.

Dal convento dei frati francescani di San Michele Arcangelo (Micaeliti) si scende al santuario di Maria Santissima ad Rupes lungo un cunicolo di 144 gradini.

I gradini sono stati scavati nella roccia in 14 anni di lavoro dall'eremita Rodio alla fine del Settecento.

Questo santuario è meta di pellegrinaggi e qui si venera l'immagine della Vergine, una pregevole opera pittorica del XVI secolo.

E’ visitabile una raccolta di paramenti sacri del XII-XVI secolo tra cui un prezioso cofanetto in legno e lamina di metallo del Duecento.

La chiesa è scavata nella roccia ed ha la dignità di basilica minore.

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La piccola chiesa di campagna della Madonna della Valle era utilizzata dagli eremiti ed oggi fa parte del cimitero di Carbognano.

Al suo interno si trova un prezioso affresco che raffigura la Madonna con Bambino, realizzato dal pittore Antonio Massaro da Viterbo detto il Pastura, attivo tra il XV e XVI secolo, e allievo del Perugino e del Pinturicchio.

L’affresco è stato restaurato nel 1825 ad eccezione del viso, del collo e delle mani della Vergine che non sono stati toccati.

Una leggenda popolare narra che questi siano stati dipinti da angeli e non dalle mani di un uomo.

All’interno della chiesa, costituita da una unica navata, trova collocazione una interessante acquasantiera di forma conica che risalirebbe al 1600 – 1700.

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La chiesa medioevale di Sant’Eutizio di Carbognano ha una struttura gotica che risale al IX secolo e forse è stata costruita su un antico tempio dedicato al Dio Giano.

L’edificio ha tre navate e la parete dietro l’altare maggiore è stata affrescata nel 1524 da Francesco D’Antonio Zacchi detto il ‘Balletta’.

Anche il crocifisso e gli apostoli nell’abside sono del Balletta, ma hanno subito un rifacimento nel 1700.

Un affresco rappresenta il Miracolo del Grano con un contadino che spinge l’aratro e due buoi.

La leggenda narra che il santo, passeggiando per la selva di Carbognano, incontrò un contadino che batteva i suoi buoi resi feroci dalla fame.

Sant’Eutizio rivolse una preghiera a Dio e dalla terra spuntò il grano con il quale le bestie poterono saziarsi.

Per questo motivo è stato elettro protettore del luogo e le spighe di grano sono il simbolo del paese.

Al tempo di Napoleone la chiesa fu venduta a privati e cadde in rovina.

Oggi è stata restaurata ed è tornata al suo splendore originale.

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Carbognano. Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo di Carbognano è stata progettata nel 1779 dall’architetto Venanzio Rubini a cui si succedettero altri architetti.

In un antico documento si riporta come per la costruzione della chiesa furono demolite cinque case, una cantina e una stalla.

La costruzione fu lenta in funzione delle somme di denaro che riuscivano a trovare.

Il progetto originale prevedeva statue dei santi sopra la facciata ma per carenza di fondi si optò per due piccoli campanili laterali.

L’edificio ha una grande navata con sei cappelle laterali comunicanti fra loro.

Nell’abside dietro l’altare si trova un quadro che raffigura Gesù con gli Apostoli che consegna le chiavi a San Pietro.

L’altare maggiore in marmo risale al 1857 ed è stato realizzato dallo scalpellino romano Gioacchino Pizzicheria.
 
 

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