Acquapendente. Chiesa di San Francesco

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Ad Acquapendente, la chiesa di San Francesco è precedente alla nascita del santo.

Cambiò nome quando fu affidata nel 1253 ai frati Francescani.

Accanto si trova la torre campanaria a tre piani di epoca rinascimentale e che risale al 1506, ma con un portale dell'XI secolo.

In origine la chiesa aveva forme gotiche e fu poi risistemata secondo uno stile barocco nel 1747.

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Acquapendente. Cattedrale del Santo Sepolcro   

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Ad Acquapendente, la cattedrale del Santo Sepolcro apparteneva storicamente all'ordine benedettino.

Deve il suo nome ad una pietra macchiata di sangue che si dice provenga dal Santo sepolcro di Gerusalemme.

La reliquia si trova sotto la cripta di stile romanico.

La cripta è una delle più importanti e caratteristiche in Italia sia per la sua origine del X-XI secolo che le caratteristiche 24 colonne che formano un particolare ‘gioco’ di forme.

La cripta è adornata con affreschi del XIII-XV secolo.

Con una doppia scalinata scavata nella pietra si arriva alla saletta che custodisce le reliquie: le pietre bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione.

Le dimensioni e l'orientamento del sacello sono quelle del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Durante il medioevo la basilica era frequentata da pellegrini e da crociati, essendo posta lungo la via Francigena.

La chiesa ha una particolare facciata con due campanili ai lati ed è arricchita da una nicchia con un busto di papa Innocenzo X.

La scultura è un a copia di una statua del 1652 di Alessandro Algardi, che è conservata nel palazzo vescovile.

L’edificio ha subito molti interventi di sistemazione e abbellimento.

L'interno è a croce latina con tre navate e si trovano opere di pregio come i due bassorilievi di Agostino Duccio che rappresentano

L'Angelo e Vittoria di San Michele sul drago e San Raffaele Arcangelo con il piccolo Tobia dal padre cieco.

Dietro l'altare è visibile il raffinato coro ligneo del 1685 e decorato con angeli scolpiti .

In fondo alla navata centrale si trova un fonte battesimale in travertino che raffigura i dodici apostoli, e che risale al XIV secolo.

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La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie a Zagarolo furono costruiti dalla trasformazione di una edicola con una immagine miracolosa delle Madonna e di un piccolo romitorio.

Il luogo era diventato meta di pellegrinaggi e la chiesa e il convento furono voluti dal Cardinale Giovanni Colonna, vescovo di Sabina, nel 1200.

Venne assegnata ai frati francescani e si dice che San Franceso passo per questo convento.

La chiesa e il santuario hanno subito profondi ammodernamenti durante il Settecento.

Nella sua costruzione sono stati impiegati reperti di epoca romana come le due delle colonne del portico.

All’interno della chiesa si trovano opere preziose come un trittico dipinto su tavola del 1200 posto sull’altare maggiore con al centro una Madonna con Bambino e ai lati le immagini di San Lorenzo e San Giovanni Battista.

Un'altra importante opera è una tela del 700 di una Madonna fra San'Agostino e San Giovanni Evangelista realizzata dal pittore romano Gerolamo Pesci.

Nella cripta della chiesa sono sepolti alcuni membri della famiglia Colonna.

La festa della Madonna delle Grazie si celebra il 15 agosto.
 

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La collegiata di San Lorenzo è stata costruita a Zagarolo sui resti di una chiesa del X secolo ed ha avuto diversi interventi architettonici nel corso dei secoli.

La facciata è attribuita a Carlo Maderno e, nella parte superiore, si chiude con un alto timpano sorretto da due ordine di lesene.

L’ala di sinistra della chiesa si conclude con il campanile.

La pianta è a croce latina e all’interno sono conservate significative opere d’arte, fra cui un trittico del SS. Salvatore, dipinto alla fine del ‘500 da Antoniazzo Romano, opere del Cavalier d’Arpino e stucchi del ‘600.

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La chiesa di San Pietro costruita dai principi Rospigliosi a Zagarolo all’inizio del ‘700 sopra un’altra più antica.

La pianta ha un asse longitudinale lungo il quale si sviluppano l’area dei fedeli e il profondo presbiterio dedicato ai sacerdoti.

La sinuosa facciata ha un unico ordine, e da concava diventa convessa ai lati denotando una certa influenza teatrale dello stile barocco del Borromini.

Lo sviluppo verticale accentuato dalla luce che penetra dalle grandi finestre sotto il lanternino che danno un senso di leggerezza.

L’enorme cupola è decorata in oro zecchino.

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La chiesa è stata inaugurata nel 2009 ed è dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano. Il progettista è il famoso architetto Paolo Portoghesi che ha voluto rendere omaggio al borgo in cui risiede da anni.
In onore alla conformazione locale, la chiesa è interamente in tufo a facciavista, come la rupe le case.
La chiesa ha una base con sette lati come i sette come i giorni della settimana e del ciclo lunare, i sacramenti, i doni dello Spirito Santo e le virtù. La base della chiesa richiama invece le mura di una cittadella all’interno della quale il popolo di Dio prega mentre è raccolto in preghiera.
 

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Calcata. Chiesa del SS. Nome di Gesù

La chiesa risale al XIV secolo ed è poi stata ristrutturata nel 1793 dalla famiglia dei Sinibaldi e si trova nel borgo antico.
L’edificio ha un'unica navata e un soffitto a capriate e all’interno si trovano un fonte battesimale, un'acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro. Dietro l'altare, una serie di pitture rappresentano la storia del Cristo.

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