La chiesetta della SS. Trinità di Anguillara Sabazia si trova nei pressi del cimitero fuori il centro storico, e risale al 1689 quando venne ampliata una cappelletta che aveva l’effige della Madonna con San Giuseppe e San Domenico.

La chiesa è stata costruita grazie al contributo popolare e 5 anni dopo il vescovo donò alla chiesa alcune reliquie.

L’edificio ha un’unica navata con un altare sopra il quale si trova una immagine della Madonna con Bambino, probabilmente una parte di quella originaria da cui è nata la chiesa.

La chiesa ha inoltre una bella acquasantiera in marmo e una campana del 1807.
 

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La chiesa della Madonna delle Grazie di Anguillara Sabazia si trova sulla riva del lago di Bracciano.

E' importante perché qui si venera l’affresco di una Madonna con Bambino che nel 1796 avrebbe miracolosamente mosso gli occhi.

L’evento è celebrato ogni anno con una festa.

La facciata è preceduta da un portico a archi che è stato aggiunto in un secondo tempo e si accede da quello centrale.

Originariamente la chiesa era molto semplice a capanna una finestra circolare e un piccolo campanile a vela.

L’interno è a croce greca e termina con tre absidi con altari e il soffitto a volta è decorato da finti rosoni.

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La chiesa di San Biagio di Anguillara Sabazia si presenta con una facciata rustica e austera che dimostra che non è stata finita e un portone con una cornice in muratura. Su uno dei lati si trova la casa parrocchiale.

La chiesa è stata edificata dopo il sacco di Roma del 1527 dopo la distruzione di San Nicola. San Biagio è divenuto patrono di Anguillara Sabazia il 26 aprile del 1834.

L’edificio alto e stretto è coperto da una volta a botte e finestroni laterali che le conferiscono un aspetto mistico. Ha una sola navata, con quattro cappelle e altari laterali, che termina con un’abside e una cupola.

La Pala d’altare risale al XVI secolo ed è realizzata da Giovanni Battista Ricci, che ha affrescato anche la chiesa di S. Marcello al Corso a Roma, la Basilica di S. Giovanni e la Scala Santa in Laterano.

All’interno si possono ammirare le artistiche decorazioni pittoriche eseguite da Torildo Conconi, noto pittore lombardo, e una scultura in legno della Vergine Maria (su un banco di nubi, circondata da tre orfanelli, che appare a San Girolamo Emiliani) realizzata dallo scultore Santifaller di Ortisei in Val Gardena.

La statua di San Biagio di Sebaste, Vescovo e Martire si trova in una nicchia dell’abside e viene portata a spalla in processione. lungo le vie del paese e fino alla collegiata, il 3 febbraio, giorno della festa del patrono. Come tradizione, alla fine della messa solenne si procede al rito della “unzione della gola” di cui San Biagio è protettore.

La macchina della processione è portata in spalla dall’Arciconfraternita di S. Giovanni Decollato e del SS. Sacramento, nata sin dalla metà del XIV secolo, da associazioni spontanee di fedeli per aiutare i più poveri e assistere i condannati a morte.

L’Arciconfraternita si divide nei due rami per omaggiare l’Eucarestia e la Misericordia, ramo Rosso e ramo Nero.

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Originariamente la chiesa San Francesco di Anguillara Sabazia risale al XIII secolo e faceva parte di un convento francescano abbattuto negli anni '50.

La facciata è molto semplice in pietra locale con un timpano e un rosone centrale.

L’edificio è ad una sola navata con la zona dell’altare coperta da una volta a crociera.

La chiesa ha subito il ‘sacco di Roma’ nel 1527.

Il convento è stato affidato ai francescani fino al 1870 e poi abbandonato e usato come magazzino, anche se aveva pregiati affreschi del XV e XVI secolo al suo interno.

La parete fi fondo è affrescata con un ciclo del pittore viterbese, Domenico Velandi, e rappresenta la Madonna fra SS. Apollonia, Lorenzo, Giovanni Battista, Francesco, Leonardo e Silvestro papa.

Resta in buono stato di conservazione la parete di fondo dietro l’altare maggiore.
 

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Bagnoregio. Chiesa di San Donato a Civita di Bagnoregio

A Bagnoregio l’edificio originario della chiesa di San Donato risale al VII secolo ed era stata fondata su un precedente tempio romano.

La chiesa fu ampliata nel 1511 dal Vescovo Ferdinando di Castiglia, su progetto dell'architetto Nicola Matteucci di Caprarola.

Nell'occasione vennero costruiti presbiterio e coro e la facciata fu rifatta in stile rinascimentale.

All'interno sono conservate le reliquie di Sant’Ildebrando, vescovo della città nel IX secolo, un affresco della scuola del Perugino e un prezioso Crocifisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello.

Al crocifisso sono attribuiti episodi miracolosi dai fedeli locali e viene portato in processione il giorno del Venerdì Santo di Pasqua.

La Chiesa di San Donato era la sede vescovile fino al terremoto del 1695 quando nel 1699 la sede fu trasferita a Bagnoregio.

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Bagnoregio. Tempietto San Bonaventura

A Bagnoregio, il tempietto di San Bonaventura si trova proprio sulla destra di Porta Albana.

Originariamente era dedicato a Sant’Angelo ma nel 1632 venne acquistato dalla Venerabile Compagnia di San Bonaventura, il filosofo considerato il secondo fondatore dell’Ordine francescano di cui fu è stato alla guida.

La costruzione è a croce greca con cupola e la chiesa è stata ristrutturata nel 1856 secondo il progetto dell’architetto-pittore Pietro Gagliardi.

All’interno si possono ammirare due pale d’altare, un affresco sulla destra che rappresenta la Madonna del Popolo e una tela posta dietro l’altare maggiore che raffigurante il Sacro Cuore di Gesù e San Bonaventura.

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Bagnoregio. Convento dei minori o di San Francesco Vecchio

A Bagnoregio, il convento e chiesa dedicato a San Francesco risale al XIII secolo. E' stato poi rimodernato nel XVIII secolo dall’architetto Francesco Tiroli.

Secondo la storia, è proprio nel convento vecchio che le preghiere di San Francesco risanarono San Bonaventura quando era un bambino malato.

Fu poi grazie ad un miracolo di San Bonaventura che una ricca donna di Alviano donò i soldi per realizzare la facciata e la porta della chiesa.

Il convento oggi accoglie gli studenti della scuola superiore di Agraria.

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A Bagnoregio, la chiesa dell'Annunziata o di Sant'Agostino risale all’XI secolo e nel 1300 ha avuto un primo ammodernamento secondo lo stile gotico dell’epoca.

Accanto alla chiesa si trova il convento agostiniano con un chiostro del XVI secolo realizzato in cotto da Ippolito Scalza su disegno dell’architetto Michele Sanmicheli.

Il chiostro ha un pozzo centrale del 1604 e uno slanciato campanile costruito nel 1735.

All’interno della chiesa si trovano opere pittoriche di grande valore di Taddeo di Bartolo e Giovanni di Paolo e alcuni pregevoli affreschi del ‘400 raffiguranti S. Antonio di Padova e S. Antonio Abate, S. Monica, una Madonna con bambino, SS. Bartolomeo e Giacomo.

Dietro l’altare maggiore si trova un magnifico crocifisso ligneo del 1400.

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