Le terme di Cellomaio di Albano Laziale si trovavano fuori dell’accampamento militare della Seconda Legione Partica.

I loro resti si possono trovare nella chiesa di San Pietro, nel museo della II Legione Partica, nel Convento delle Suore Oblate di Gesù e Maria e in numerose abitazioni.

La loro costruzione sembra risalire al I secolo avanti Cristo, con la villa di Pompeo Magno, e poi sistemate una prima volta con la villa dell’imperatore Domiziano e poi con l’accampamento militare.

Sono state realizzate in mattoni di laterizio e in totale avevano le dimensioni in pianta di 90 metri per 83 metri.

Queste enormi dimensioni dimostrano l’importanza dell’esercito nella vita dei Romani e le suddivisioni interne ipotizzate dagli studiosi fanno pensare ad una zona riservata ai militari ed una aperta al pubblico.

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Nel territorio di Albano Laziale si trovano le famose Fattorie Vaticane nelle quali si produce tutto il cibo che ogni giorno arriva sulla tavola del Papa.

In base ai Patti Lateranensi del 1928, questo territorio appartiene alla Santa Sede e sono state volute da papa Pio IX.
Da qualche anno è aperto anche al pubblico che può acquistare alcuni dei prodotti.

Le coltivazioni e l’allevamento degli animali seguono metodi biologici senza utilizzo di concimi chimici mentre gli animali, come polli, mucche, struzzi, asini, conigli e galline, sono tenuti all’aria aperta.

Il terreno molto fertile permette la coltivazione di molti ortaggi, frutta e verdure come carote, patate, barbabietole, broccoli e pomodori.

Al suo interno vi lavorano 55 famiglie, che vivono all’interno della Fattoria, e che mandano avanti anche i centri di lavorazione dei prodotti.

Infatti si trasforma il latte appena munto in yoghurt, formaggi e latticini di alta qualità.

Le Fattorie Vaticane producono anche un buon olio extra vergine di oliva, ottenuto con 4 tipi di olive differenti, vino bianco, rosso e miele.

Si possono acquistare tutti questi prodotti nello spaccio aperto al pubblico in alcune ore della giornata.

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Il parco Villa del Vescovo di Cecchina (Albano Laziale) era a servizio di una palazzina in stile liberty dei primi del Novecento che era la residenza del vescovo di Albano Laziale.

Oggi è stato acquistato dal comune ed ospita la Biblioteca Comunale di Cecchina, una sezione distaccata della biblioteca centrale, e un grande parco giochi dove si incontrano i bambini e i ragazzi di Cecchina.

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Il Parco Regionale dei Castelli Romani si estende nell’area dell’antico sistema vulcanico dei Colli Albani e comprende 15 comuni.

In questa area si trovano le rovine della città etrusca di Tuscolo e i due laghi di Albano e Nemi.

La flora del parco comprende molti boschi di castagno in alta quota e una notevole varietà di piante e fiori. Dalla istituzione del parco sono tornati il tasso, la martora, il falco pellegrino, la salamandrina dagli occhiali, l’istrice e anche il lupo.

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La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie si trovano nel centro di Albano Laziale e la loro origine inizia nel medioevo.

Sono menzionati in un documento del 1203 quando il complesso aveva il nome di Santa Maria Minore.

Nel 1560 la chiesa venne poi affidata ai frati minori conventuali che avevano la custodia anche della cattedrale di San Pancrazio.

La chiesa ha poi subìto molti rimaneggiamenti nel corso dei secoli ed oggi lo stile della sua facciata è neoclassico.

All'interno si possono ammirare alcuni dipinti del XVII secolo.

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La chiesa di Santa Chiara di Albano Laziale si trova all’interno del convento delle Clarisse ai bordi della Villa del Papa di Castel Gandolfo.

E’ un piccolo edificio moderno che è diviso in due ambienti per permettere alle Clarisse di partecipare nel loro isolamento.

Le clarisse sono infatti un ordine religioso che pratica la clausura ed è stato fondato da Santa Chiara, la sorella gemella di San Benedetto.

Il convento era stato voluto dalla principessa Caterina Savelli nel 1631 e realizzato da papa Urbano VIII.

Il monastero è stato poi raso al suolo dai bombardamenti della II Guerra Mondiale e ricostruito in stile moderno.

Al suo interno è custodita una tavola del Duecento che raffigura Cristo e la Vergine e che è attribuita a Rinaldo da Siena.

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Ceppi confinari Cervara di Roma by Claudio Nocente
Ceppi confinari Cervara di Roma by Claudio Nocente

Cervara di Roma è sempre stata una terra di confine, ieri tra lo Stato Pontificio e il regno delle Due Sicilie e oggi fra Lazio e Abruzzo.

Nella parte alta, a Cervara di Roma all'interno del Parco dei Monti Simbruini, si possono ancora riconoscere i cippi in marmo che segnavano l'antico confine dello Stato Pontificio.

Secondo molte storie locali, attorno a questi cippi si verificavano scaramucce di pastori in cerca dei pascoli migliori.

Di certo, essere un paese di confine significava essere un possibile rifugio di banditi.

I banditi che attraversavano i confini erano a volte anche molto amati dalla popolazione come Marco Sciarra, il Robin Hood della Valle dell’Aniene.

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L’area di Campaegli nel territorio di Cervara di Roma fa parte del Parco Regionale dei Monti Simbruini, la maggiore area protetta del Lazio, e ne costituisce la porta di accesso.

Il nome del parco deriva dal latino “sub imbribus” (sotto le piogge) e denota subito la sua principale caratteristica: quella di essere ricco di acqua e qui nascono i fiumi Aniene e Simbrivio che da secoli distribuiscono la loro acqua in acquedotti.

La natura rigogliosa ed incontaminata del parco a confine con un territorio Abruzzese altrettanto ricco e protetto, ha reso questo parco il paradiso di molte specie di animali come lupi, cervi, caprioli, cinghiali, martore e gatti selvatici.

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