A Blera, la piccola chiesa di campagna è dedicata alla Madonna della Selva.

Si trova sulla sommità di un colle in un luogo dove un tempo venivano a stare gli eremiti.

Ogni anno, la seconda settimana di settembre, la chiesa si apre per ospitare la processione che porta l’immagine della Madonna in pellegrinaggio prima di riportarla in paese.

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I resti dell’antico teatro romano di Anzio si trovano non lontano dalla Villa di Nerone e nell’area dove doveva sorgere l’insediamento urbano nel periodo di Roma.

Il teatro risale al I secolo d.C. e dovrebbe essere stato poi favorito dall’imperatore Nerone, infatti si trova nella parte nord vicino la sua villa.

Oggi il teatro si riconosce dalle sue fondazioni e dalla disposizione dei muri da altri dettagli. In origine il muro doveva essere diviso in 11 settori con una sezione inferiore e una superiore per gli spettatori.

Dietro la platea, che occupava i 30 metri di diametro del teatro, si trovavano 4 vani per gli attori e una scala che portava al secondo piano della scena, probabilmente ad un balcone.

Durante il periodo di decadenza, nei corridoi laterali erano state realizzate due fornaci. Infine nell’area della platea sono stati trovati dei corpi sepolti in epoca medioevale.

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Il cimitero del Commonwealth di Anzio raccoglie le tombe dei caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale ed è uno dei maggiori cimiteri inglesi in Italia.

Contiene 2.316 tombe di cui 6 australiane, 2.193 britanniche, 69 canadesi, 5 dell’India Unita, 5 neo-zelandesi, 25 sud-africane, 6 dell’African Pioneer Corps (5 dello Swaziland e 1 del Lesoto) e 3 tombe di ignoti della Guerra 1939-45.

Il cimitero è stato costruito nel luogo dove era stato allestito un pronto soccorso delle truppe alleate dopo lo sbarco di Anzio del 22 gennaio 1944 e durante le successive battaglie.

I primi corpi sono stati seppelliti subito dopo lo sbarco. Dei 2.316 corpi, 295 sono ancora non identificati.

Le tombe sono costituite da una serie di lapidi che riportano il nome, l’età, il reggimento e la religione di appartenenza. Oltre a eventuali frasi volute dai familiari.

Tutto immerso in un soffice tappeto di erba con fiori piantati in corrispondenza di ogni tomba e rose piantate in corrispondenza di ogni fila di lapidi.

Il cimitero è stato disegnato da Luois de Soissons.

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Il Cimitero Monumentale Inglese si trova ad Anzio, proprio vicino al cimitero della città.

Ospita i corpi di 1.056 caduti di cui 1.053 inglesi, 1 canadese, 1 neozelandese e 1 sudafricano.

Come in tutti i cimiteri di guerra inglese, all’ingresso del cimitero si trova un piccolo edificio commemorativo dove sono raccontate le storie di guerra.

In fondo al cimitero il grande monumento di una Croce del Sacrificio ricorda la sacralità del luogo.

Tutte le tombe sono nel terreno e ricoperte da un soffice manto erboso mentre una lapide ricorda il nome, l’età, il grado, il numero di matricola e un simbolo sulla religione di appartenenza del caduto.

Le lapidi riportano poi lo stemma del reggimento e una eventuale frase scelta dalla famiglia.

Ad Anzio si trova anche il cimitero del Commonwealth con 2.316 tombe.

I militari sepolti in questi cimiteri sono i caduti dello sbarco delle truppe alleate ad Anzio e delle successive battaglie.

Lo sbarco è avvenuto il 22 gennaio del 1944 e serviva a distogliere l’attenzione dei tedeschi dalla Linea Gustav in modo poi da poterli battere ed arrivare poi a Roma.

In realtà lo sbarco non fu un vero successo e diede vita a mesi di combattimenti prima di arrivare alla vittoria delle truppe alleate.

Un altro obiettivo era quello di tenere occupate le truppe tedesche in Italia prima dello sbarco in Francia avvenuto il 6 giugno del 1944.

Le truppe alleate appartenevano al 15°Gruppo di Armate ed erano composte dall’Ottava Armata del Commonwealth e la Quinta Armata Americana.

A queste si unirono poi truppe di reparti francesi, polacchi, greci e brasiliani nonché alcuni reparti italiani.

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Anzio. Basilica di Santa Teresa del Bambino Gesù

La chiesa e il complesso religioso della Basilica di Santa Teresa del Bambino Gesù si trovano all’ingresso di Anzio, su una altura che guarda il mare.

Sono stati realizzati nel 1925 dall’architetto Alfredo Paoletti richiamando lo stile romanico.

In quegli anni aveva fatto notizia la santificazione di questa ragazza francese appena 28 anni dalla sua morte.

La chiesa venne ultimata nel 1939 e fu inaugurata da un messaggio del papa e delle sorelle religiose della santa. E forse questa benedizione fu provvida perché il santuario si salvò dai bombardamenti e ospitò a lungo i cittadini di Anzio durante la guerra.

La facciata è in mattoncini con un portone di ingresso protetto da un piccolo portico, un loggiato con trifore e un grande rosone bianco centrale.

L’interno della chiesa è a croce latina e con le grandi aperture, vetrate colorate e un sapiente uso di mattoncini e di cemento conferisce una atmosfera mistica.

Lo stile romanico è stato accentuato dalla scelta dei decori del pavimento che richiamano lo stile cosmatesco.

L’altare centrale è adornato da una scultura in marmo che rappresenta la santa con un fascio di rose e protetta da un tempietto in marmo. Dietro l’altare si nasconde la cantoria e si distinguono le canne dell’organo.

Una cappella laterale è dedicata alle reliquie della santa con una statua che la rappresenta sul letto di morte e alcuni suoi oggetti.
Un grande campanile con sei ordini di aperture si trova nel cortile davanti la chiesa e caratterizza la sua immagine in lontananza.
 

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Anzio. Chiesa dei SS. Pio e Antonio

La chiesa dei SS. Pio e Antonio si trova proprio nella piazza accanto al porto di Anzio.

E' stata voluta da papa Pio IX nel 1847 dedicandola ai santi Pio e Antonio.

La chiesa fu completata nel 1856 e il papa si recò più volte a verificare l’andamento dei lavori.

La chiesa ha uno stile neoclassico e la facciata si compone di due ordini e ha un portico di ingresso a forma di antico tempio con quattro colonne circolari e un timpano triangolare.

La parte inferiore della facciata è più larga ed è arricchita da 4 eleganti torciere realizzate utilizzando la pasta di marmo.

La parte superiore, più stretta, ha una grande apertura semicircolare e termina con un timpano che richiama il portico di ingresso.

Si accede all’interno con una scalinata mentre il campanile con l’orologio è posto sul retro della chiesa.

Il disegno della struttura è dell’architetto Gaetano Moichini.

L’interno ha tre navate che terminano con l’altare maggiore donato da papa Pio IX.

Il papa lo aveva fatto rimuovere da San Pietro in Roma e aveva voluto una pala d’altare che rappresentasse San Pio V che riceve la notizia della vittoria della Santa Alleanza nella battaglia di Lepanto contro i Turchi nel 1571.

L’opera è stata realizzata da Casimiro Brugnone De Rossi nel 1856.

Fra le altre opere che ornano l’altare anche un crocifisso in legno del XVI secolo di scuola veneta.

Tutto l’interno della chiesa è riccamente decorato ed è stato restaurato dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La chiesa ha un antico organo costruito nell’Ottocento dalla ditta Morettini di Foligno e restaurato.

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Fonte degli Aliucci
Fonte degli Aliucci

La zona della parte bassa del paese di Percile è ricca di acque e torrenti che nel passato alimentavano anche i famosi mulini di Percile. Alcune di queste sorgenti hanno proprietà curative note sin dall’antichità come la fonte degli Aliucci le cui acque curavano i calcoli renali.

La fonte si trova accanto alla chiesa di Santa Maria della Vittoria e la presenza romana è testimoniata dai resti di una pavimentazione romana.

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Chiesa di Santa Lucia Martire
Chiesa di Santa Lucia Martire

La chiesa di Santa Lucia è il simbolo di Percile perché con i suoi due campanili gemelli domina l’immagine di questo borgo al confine tra la Valle dell’Aniene e la Sabina. Santa Lucia è la patrona di Percile.

La chiesa è unita al castello Borghese ed inizialmente era proprio la cappella del castello anche se la sua attuale forma dovrebbe risalire al XV secolo.

Una prima grande ristrutturazione è avvenuta durante il XVI secolo ed ha riguardato soprattutto l’interno, mentre i due campanili esterni sono stati costruiti solo nel 1914.

La limitazione dello spazio antistante la chiesa, la rendono poco visibile e la sua facciata appare quella di un semplice edificio in intonaco adornato solo da un portone di ingresso con un fregio in marmo e con due nicchie ai suoi lati.

L’inteno della chiesa di Santa Lucia è un ambiente unico con soffitto a cassettoni mentre la zona altare e le cappelle laterali sono inserite in nicchie delimitate da archi a tutto sesto. L’altare si distingue dallo stile della chiesa per la ricchezza barocca dei suoi marmi e fra le opere che custodisce la chiesa si può ammirare un crocifisso in legno, alcune pietre risalenti al periodo romano e due affreschi che riproducono la Madonna del Rosario e San Domenico.

Sopra la zona di ingresso si trova una cantoria che ospitava un organo.

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