La Fonte di Lucullo è una grotta realizzata dai romani per potersi approvvigionare d’acqua a Sabaudia.

Deve il suo nome al patrizio Lucullo che aveva finanziato l’opera incaricando Gneo Domizio Armando nel 78 AC di realizzare due sorgenti e una cisterna d’acqua.

Una sorgente doveva avere acqua cristallina per essere bevuta mentre l’altra era meno raffinata e serviva per alimentare le famose terme romane.

Questa fonte è stata scoperta nel 1904 sotto 15 metri di sabbia ed ancora è attiva.

La piscina di Lucullo è invece una grande vasca usata per allevamento ittico che si trova non lontano da Torre Paola.

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Uno degli sport che è possibile praticare a Sabaudia è il canottaggio nelle calme acque del lago di Paola di Sabaudia.

Con la sua lunghezza di oltre 6 chilometri è perfetto per le competizioni e ha ospitato i Campionati del Mondo di Canottaggio che hanno visto migliaia di persone conoscere le bellezze di una gara all’interno di un parco nazionale e di un ecosistema così suggestivo e unico.

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Il Parco Nazionale del Circeo è stato fondato nel 1934 per difendere un ecosistema unico che comprende i comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Ponza, in riferimento alla sola isola di Zannone.

Erano gli anni della bonifica che hanno portato ad un totale cambiamento dell’ecosistema locale trasformando le paludi in zone pianeggianti fertili. La particolarità dei territori e la grande biodiversità che presentano ha spinto alla creazione di una zona di protezione della foresta, delle dune costiere, del monte e dei laghi.

Oggi il Parco del Circeo è una Riserva Naturale e fa parte del programma MAB, progetto di conservazione della Biosfera dell’UNESCO e la Convenzione di RAMSAR per la tutela delle Zone Umide.

All’interno del parco si hanno tracce di insediamenti preistorici e nella Grotta Guattari nel 1939 è stato ritrovato un cranio di un uomo risalente al periodo di Neanderthal.

Il parco è attrezzato con aree sosta e nel territorio di Sabaudia si trova un punto informazione con un museo naturalistico e un centro di documentazione che comprende anche la ricostruzione di Lestre (abitazioni pre-bonifica) e la Carbonaia (luogo dove veniva prodotto il carbone) tipicche della palude.

La duna costiera di Sabaudia è lunga 23 km ed ha una vegetazione tipica della macchia mediterranea con fioriture colorate di silene, carpobroto, loto e camomilla di mare protette da pini marittimi e ginepro coccolone. Oltre ai profumi del mare e dei fiori si riconoscono quello del mirto e quello pungente del lentisco.

Il Parco del Circeo è molto frequentato dagli appassionati di birdwatching con oltre 265 specie di uccelli presenti sul suo territorio. Tra gli uccelli più conosciuti si possono trovare anatre, folaghe, cormorani, aironi, garzette e anche fenicotteri, cicogne bianche, cavalieri d’Italia e avocette.

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La chiesa della Santissima Annunziata fa parte del primo nucleo della città di fondazione di Sabaudia ed è stata inaugurata il 24 febbraio 1935.

Il suo stile razionalista si ritrova nelle forme austere e ardite e nella morbidezza del battistero.

La chiesa è un edificio squadrato alto 22 metri, lungo 55 e largo 29, rivestito di marmo bianco e mattoncini rossi, con un imponente campanile di 47 metri in marmo bianco al suo fianco.

Nella facciata, in posizione protetta ed arretrata, è stato realizzato un grande mosaico dal maestro Ferrazzi dove si confonde sacro e profano: da una parte l’Annunciazione e dall’altra Mussolini che sistema il grano.

L’interno della chiesa è un ambiente unico con 6 cappelle che termina con una abside e grandi vetrate. Qui si trova la Cappella Reale donata dalla Regina Elena di Savoia e che originariamente si trovava all’interno di Palazzo Margherita a Roma.

Il battistero è un edificio a forma cilindrica realizzato su un lato della chiesa (lato opposto del campanile) tutto ricoperto di marmo bianco.

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Il santuario di Santa Maria della Sorresca è l’edificio più antico di Sabaudia e la sua storia inizia con l’impero romano.

Infatti qui si trovava una villa che risale al I secolo D.C. trasformata poi dai monaci Benedettini nel VI secolo in un primo convento.

Nel XII secolo il complesso è stato sistemato in stile romanico e il piccolo campanile è stato realizzato trasformando una torre di avvistamento e il monastero è stato attivo fino all’arrivo di Napoleone. L’attuale forma è data da una ulteriore modifica in tempi più recenti.

La chiesa si trova sulle rive del lago di Paola all’inizio del braccio dell’Annunziata e il nome ‘Sorresca’ viene dalla parola ‘surrectum’ che indicava un canale.

All’interno della chiesa si trova una statua lignea di una Madonna con Bambino del XIII secolo che viene festeggiata ogni anno il lunedì dopo la Pentecoste con una processione che parte da San Felice Circeo.

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Lungo la via Lungomare al km 29,2, immerso nel sistema di dune di Sabaudia, si trovava un bunker utilizzato dai militari a difesa della costa che è stato trasformato in un monumento dedicato ai caduti della guerra.
Un modo originale e suggestivo di collegare guerra e pace come monito per continuare a costruire un futuro migliore.

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A Pontinia c'è uno dei più grandi parchi a tema in Europa.

È chiamato il "Parco dei continenti" e inaugurato nell'aprile 2018. È stato creato da Antonio Augmenta, un appassionato di piante che si è laureato da un istituto agrario che ha viaggiato per il mondo raccogliendo piante rare e antiche.

Un grande parco botanico dove è possibile ammirare la flora e i paesaggi di tutti i continenti del mondo. Diviso per aree geografiche e non per fasce climatiche, come spesso accade in parchi simili.

L'idea era di ricreare un paesaggio e la vegetazione di un paese lontano, per trovare l'atmosfera di quel luogo.

Il parco è grande 16 ettari e ci sono migliaia e migliaia di piante diverse.

Nel parco dei continenti di Pontinia furono importati anche i massi del deserto messicano, la sabbia e la terra australiana. Portarono anche piante millenarie, più uniche che rare, e descrissero pioggia e paesaggi desertici.

Nell'area dedicata all'Europa, è stato reso omaggio all'olivo, creando un anfiteatro colossale e molto suggestivo con pietre e ulivi.

Il parco è stato scelto per set fotografici e cinematografici nel recente passato.

Una sfida non solo per questo imprenditore che è diventato uno dei più grandi collezionisti di piante del mondo.

Sembra davvero seguire un percorso immaginario del deserto assolato o immergersi nell'atmosfera piena degli odori di un antico giardino giapponese.

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Blera è inserita nello splendido territorio della Maremma Laziale.

Un’area contraddistinta da grandi distese a varie quote dove lo sguardo si perde fra campi coltivati, oliveti e aree dedicate al pascolo degli animali.

E’ frequente trovare allevamenti di animali allo stato semibrado che crescono seguendo i ritmi della natura e nutrendosi di cibo di prima qualità.

Passeggiando è facile imbattersi in pastori a cavallo, i famosi butteri che sono uno dei simboli dell’arte italiana del cavallo.

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