Riserva naturale di Monte Catillo
Riserva naturale di Monte Catillo

La Riserva del Monte Catillo di Tivoli è un luogo in cui si sovrappongono due ecosistemi differenti e ha una grandissima e preziosa diversità floristica.

La varietà di specie vegetali rende la riserva un luogo molto amato dai botanici e da tutti gli appassionati di esperienze nella natura.

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Cattedrale di San Lorenzo
Cattedrale di San Lorenzo

La cattedrale di San Lorenzo o Duomo di Tivoli è stata costruita nel medioevo ed è famosa per il suo meraviglioso campanile romanico alto 45 metri.

Un'antica leggenda associa la costruzione del duomo all'imperatore Costantino, che la avrebbe realizzata sopra le rovine dell'antico Foro Tiburtino.

L'abside originale è ancora visibile all'esterno dell'edificio religioso.

All'interno della struttura ci sono tre capolavori.

Il primo è il gruppo ligneo della Deposizione, un capolavoro d'arte romanica che risale al XIII secolo.

Il secondo è la Custodia d'argento del XV secolo lavorata a sbalzo ed infine il "Trittico del Salvatore" del XII secolo.

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Non si sa con precisione la storia del Tempio della Tosse di Tivoli.

Da una lapide sembra che l'edificio risalga al periodo di Costantino I, la metà del IV secolo, sui ruderi di una villa romana del I secolo A.C., per commemorare i lavori eseguiti sulla via Tiburtina.

È priva di fondamento l'ipotesi medievale che fosse un tempio dedicato alla personificazione della tosse, per tenere lontana la malattia della popolazione tiburtina.

L'edificio è diventato una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel X secolo utilizzando materiale dal vicino santuario di Ercole.

All’interno ha alcuni affreschi tardo medioevali.

E’ stato abbandonato tra il XVII e l'XVIII secolo ed è di proprietà privata.

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La chiesa del Gonfalone si trova nella piazza del comune ed è una delle chiese più interessanti di Campagnano di Roma con uno stile insolito per una struttura religiosa.

L’attuale edificio è stato inizialmente costruito intorno al XVI secolo e ristrutturato nel XIX secolo.

Lo stile Ottocentesco si ritrova in una facciata di forma rettangolare molto geometrica.

E' caratterizzata da un gioco fra il colore bianco dell’intonaco e il grigio scuro dei marcapiani e delle cornici in peperino.

La parte centrale dell’edificio è caratterizzata da un portone, una finestra e termina con una torre e un orologio tutto in peperino scuro.

La costruzione della torre risale al 1864.

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L’area di Albano Laziale era nota per le ville di patrizi romani che qui cercavano riparo dal caldo estivo di Roma e volevano una loro residenza dedicata all’Otium.

In località Cavallacci si trovano i resti di una villa romana che risale alla fine dell’età Repubblicana.

La villa ebbe poi il suo periodo di massimo splendore in età imperiale ed è stata abitata sino al V secolo d.C., quando Roma cadde sotto le invasioni barbariche.

La villa aveva una serie di terrazzamenti e serviva anche come centro di produzione agricola, quindi al suo interno si trovavano le abitazioni dei lavoratori.

Sono tuttora visibili alcuni resti di muratura e di pavimenti di ambienti patrizi, della cisterna, della zona rustica.

I reperti ritrovati durante gli scavi, tra cui oggetti in terracotta e la testa in marmo di Tiberio Gemello, si possono vedere nel Museo Civico di Albano che cura gli scavi.

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In località Selvotta ad Albano Laziale, ai confini con Ariccia, si trova uno dei luoghi più importanti di sepoltura della Seconda Legione Partica.

Questa è la Legione che l’imperatore Settimio Severo ha voluto stanziare vicino Roma per la sua protezione personale ed è l’unico esempio di Legione Romana con accampamento in Italia in quanto le legioni normalmente si trovavano ai bordi dei confini dell’Impero.

Le tombe sono state scoperte a partire dal 1866 e ad oggi ne sono state ritrovate una cinquantina tutte con le stesse caratteristiche.

Le tombe sono scavate nella roccia di peperino e sono coperte da una lastra di peperino a forma di tetto o coperchio.

Molte di loro hanno una epigrafe e spesso accanto al legionario si trovavano sepolti la moglie e i figli.

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Il “Villaggio delle Macine” di Albano Laziale sono alcuni resti di un insediamento lacustre che risale all’età del bronzo, ossia a circa 4.000 anni fa.

Il villaggio si sviluppava su palafitte in un’area di circa 2 ettari e ancora oggi sono visibili alcuni pali che escono dall’acqua e che erano le basi delle capanne.

Siamo nell’età del bronzo medio e gli insediamenti comprendono ancora poche capanne che non hanno bisogno di proteggersi da aggressori.

La popolazione aveva invece bisogno di insediarsi vicino corsi acqua, che potevano favorire anche l’agricoltura, e in aree dove si potesse cacciare come i boschi attorno al lago.

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