La chiesa di Sant'Antonio di Padova si trova nella frazione Casalcassinese di Acquafondata.

Risale al 1856 grazie al contributo di re Ferdinando II che allora reggeva il Regno delle due Sicilie.

La facciata è in semplice stile neoclassico con un portone di ingresso in marmo lavorato, un marcapiano in marmo e una grande finestra centrale che illumina l’interno.

L’interno ha una sola navata e ha due altari laterali dedicati ai patroni.

Accanto alla facciata si trova un campanile non molto alto che termina con un tetto a forma di piramide.

powered by social2s

La chiesa di San Giovanni Battista di Acquafondata risale all’XI secolo quando è nato il vero e proprio borgo attorno al castello.

La prima volta viene citata in un documento di Lucio III del 1182.

Probabilmente è stata intitolata a San Giovanni perché i monaci benedettini amavano l’immagine di questo santo che trasmetteva modestia, umiltà, riconoscimento del bene e capacità di mettersi in gioco e di lavorare.

La struttura ha subìto ristrutturazioni nel corso dei secoli, prima per il grande terremoto di Cassino del 1349.

Nel Settecento per venire incontro alla trasformazione barocca del suo interno.

Gli ultimi restauri risalgono alla ricostruzione post bellica e a quella del terremoto del 1984.

L’interno è a tre navate e quella centrale si conclude con un bell’altare barocco di scuola napoletana.

Qui si trova una copia della immagine della Madonna nera di Czestochowa donata da papa Giovanni Paolo II che le era profondamente devoto.

powered by social2s

I resti del castello di Casalcassinese, frazione Acquafondata che ha avuto una storia indipendente ma parallela.

Il primo nucleo abitativo si formò intorno all'anno 1000 nella zona di un castello che nel 1089 venne donato dal Conte Ugo di Venafro a Montecassino.

Il nome significa ‘terra di confine’ perché si trovava tra la Terra di San Benedetto e la Contea di Venafro.

Dal 1123 con un atto di sottomissione, anche Casalcassinese torna all’interno dell’orbita dell’Abbazia di Montecassino.

powered by social2s

La piscina della Verdesca è una depressione naturale dove nel periodo invernale/primaverile vi si ristagna l’acqua piovana.

E' la più grande foresta planiziaria d’Italia e si trova in località Cerasella di Sabaudia. E' percorribile in bicicletta o a piedi attraverso il suo bosco di farnie pioppi e ontani.

E' un monumento naturale che aiuta a ricostruire in parte un’idea del paesaggio naturale della pianura pontina.

Uno degli ultimi e più ricchi ecosistemi rimasti in Italia per via del suo grande valore biologico e ospita svariamoltee specie di fauna e flora particolari come rane, testuggini, bisce e specie di insetti.

La foresta del Circeo è stata inserita dall’UNESCO nella rete internazionale delle riserve della biosfera.

powered by social2s

Lungo le sponde del lago di Sabaudia spicca la Villa di Domiziano che si estende in un territorio di oltre 45 ettari, costruita dall’Imperatore tra l’81-96 d.c., una località utilizzata e apprezzata dai Patrizi come luogo di villeggiatura.

All’interno della Villa si possono ammirare una piscina scoperta, un piccolo teatro, una palestra e una toilette collettiva e un imponente edificio balneare con un impianto termale.

Durante degli scavi del 1700 furono rinvenuti due reperti dal fascino strabiliante, una statua di Apollo conservata oggi nel museo di Kassel in Germania, e una statua di un Satiro con Flauto traverso custodita nei Musei Vaticani.

In prossimità del lago di Paola e della residenza di Domiziano si trovano le rovine della “Casarina”, anch’essa una villa di epoca Romana nel medioevo trasformata in un piccolo convento.

powered by social2s

La chiesa di San Rocco di Morolo risale al medioevo ed è stata poi ristrutturata nel 1576 in stile Cinquecentesco con una particolare pianta ottagonale.

Originariamente questa chiesa era dedicata ai Santi Sebastiano e Rocco e si trova fuori del centro abitato, in località Selva di Varico nel comune di Morolo.

Infatti quasi ogni paese ha una chiesetta dedicata a questi santi che veniva edificata in corrispondenza delle porte di ingresso della città e lo scopo era quello di invocare la protezione di questi santi per difendersi dalla peste.

powered by social2s

La chiesa di San Pietro di Morolo risale all’XI secolo ed è stata ingrandita nel Settecento per l’aumento della popolazione.

Nell’Ottocento è stato poi aggiunto un campanile e nel 1892 al centro del timpano della facciata è stata realizzata una nicchia ovale per accogliere il mezzo busto di San Pietro.

Questa scultura è opera dello scultore Ernesto Biondi ed è l’unico dono al paese dell’artista nato proprio a Morolo e diventato famoso in tutto il mondo per la sua maestria e il forte impatto delle sue opere.

powered by social2s
Albano Laziale. Mercato Contadino dei Castelli Romani

Il Mercato Contadino dei Castelli Romani è nato nel 2010 dall’alleanza tra un gruppo di produttori agricoli e consumatori dei Castelli Romani a difesa della biodiversità e dei prodotti genuini.

Una vera e propria comunità che si riunisce ogni fine settimana nei più importanti comuni dei Castelli Romani, per esporre e vendere i loro prodotti a Km 0 direttamente al consumatore.

Ariccia, Albano Laziale, Genzano di Roma, Grottaferrata, Rocca di Papa, Frascati

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.