San Donato Val di Comino. Duomo Santa Maria e San Marcello

Il duomo di San Donato Val di Comino è dedicato a Santa Maria e San Marcello Papa e risale al Trecento ma poi è stata modificata nel barocco.

Nel settecento la chiesa venne ampliata e impreziosita da decorazioni, sobrie ed eleganti, e da un coro artistico lodato dal vescovo Colaianni nella sua visita pastorale del 1800.

La chiesa ha un pregiato organo a canne realizzato da Cesare Catarinozzi.

In un'urna di vetro sotto l'altare maggiore, è custodito il corpo di Santa Costanza, una martire cristiane uccisa con un colpo di spada alla gola.

La santa era sepolta a Roma nelle Catacombe di San Callisto e nel 1756 i suoi resti vennero traslati nel duomo. Da allora, l'ultima domenica di agosto si festeggia Santa Costanza.
 
 

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Chiesa di Sant’Antonio Abate
Chiesa di Sant’Antonio Abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate si trova sulle pendici del colle di San Casto sopra Sora, vicino un tratto ben conservato delle mura poligonali.

Il santuario è dedicato al santo eremita protettore deli animali.

L’interno è a tre navate e l’altare maggiore è opera di scuola barocca napoletana.

Il 17 gennaio, nel piazzale antistante, si svolge una fiera con la benedizione degli animali.

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Santuario di Santa Maria della Figura
Santuario di Santa Maria della Figura

Il santuario di Santa Maria della Figura fu costruito nel 700 presso una grotta a Selva di Sora.

Qui era venerata un’antica immagine della Madonna.

La leggenda narra che un pastore aveva smarrito una mucca e si avventurò nel bosco a cercarla.

Ritrovò la mucca inginocchiata di fronte ad una roccia in cui si trovava l'immagine della Madonna.

Il miracolo attrasse pellegrini e i fedeli di Sora decisero di edificare una piccola cappella.

I Sorani finanziarono la chiesa con donazioni o lavorando personalmente alla sua costruzione.

Gli eremiti andarono a costruire le prime stanze per poter dormire accanto all'immagine e custodire la Madonna.

Oggi la chiesa ha tre navate e alcune cappelle.

Una stanza' del tesoro' custodiscono tutti gli ex voto, ossiai ringraziamenti dei fedeli alla Madonna.

Il campanile risale al 1937.

La cupola è ricoperta da un ciclo pittorico in cui sono raffigurati la S.S. Trinità, la Vergine e i quattro Evangelisti.

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Chiesa di Maria SS. di Valleradice
Chiesa di Maria SS. di Valleradice

La chiesa di Maria SS. di Valleradice è stata realizzata prima del 1429 da alcuni cittadini di Sora per espiazione dei propri peccati.

E’ stata costruita parzialmente nella roccia in una zona ricca di reperti paleolitici.

Nella chiesa esisteva un affresco del ‘400 della Madonna che è andato distrutto nel 1943 da un bombardamento.

La chiesa è ricca di ricordi legati alla vita del cardinale Cesare Baronio. Nel 1960 fu completamente ricostruita con il contributo della popolazione locale e degli emigrati in Canada.

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Sora. Chiesa della Madonna di Valfrancesca

La chiesa della Madonna di Valfrancesca, lungo la sponda del Liri a Sora, fu costruita nel 1679 su progetto dell’arch. Francesco Campione di Como.

La chiesa aveva una pianta quasi ovale con un alto campanile ed aveva uno stile barocco. In seguito alla distruzione del terremoto del 1915, la chiesa fu ricostruita nel 1932.

All’interno si può ammirare l’immagine della Madonna salvata dal terremoto e una statua lignea scolpita alla fine del ‘600 della ”Maònna Ranna” (Madonna Grande) che veniva portata in processione attraverso i campi in caso di prolungata siccità.

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Chiesa di San Bartolomeo Apostolo
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Sora risale al XIII secolo ma fu modificata dopo il terremoto del 1915.

La chiesa fu accorciata per allargare Corso Volsci. La facciata ha quattro colonne di gusto neo-classico con due finti campanili sui due lati e l’interno si trova ad un livello più basso di quello stradale.

Sulla volta della cupola centrale si può ammirare un affresco di Sperduti, della scuola del Cavalier d’Arpino, del XVIII secolo raffigurante la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso.

Nel 1580 fu sepolta la madre del cardinale Cesare Baronio.

All’interno si trova un crocifisso ligneo donato nel 1564 da Cesare Baronio alla Congregazione di Carità, e scolpito da Tiberio Calcagni, discepolo di Michelangelo.

Si può vedere anche un pregevole dipinto di Sebastiano Conca della prima metà del ‘700 che raffigura la Madonna del Divino Amore.
 

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Chiesa del Santo Spirito
Chiesa del Santo Spirito

La chiesa dello Santo Spirito di Sora è stata edificata nel 1610 dalla duchessa Costanza Sforza Boncompagni grazie ad un lascito testamentario di 300 ducati dopo la morte del marito, il duca Giacomo.

L’edificio ospitò il collegio dei Gesuiti e nel 1614, per volontà del vescovo Girolamo Giovannelli, vi furono traslate le ossa del santo martire Giuliano.

A causa di terremoti la chiesa è stata restaurata all’inizio del 700 secondo lo stile barocco.

Nella seconda metà dell’800, la volta è stata affrescata da pittori di scuola napoletana con la “glorificazione della Madonna con i santi Domenico, Giuliano e Restituta”, sul cui sfondo si distingue una veduta di Sora.

Le pitture dell’abside sono dell’artista sorano Domenico Biancale del 1915 e raffigurano San Bonaventura e San Bernardo.

Al suo interno si trova una statua cinquecentesca dell’Addolorata e angeli lignei scolpiti da Pasquale Fosca.
 

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Sora. Convento e Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco e l’annesso convento sono stati fondati a Sora agli inizi del 1300.

Nel 1363, come da testamento di Cicco de Omobono, la chiesa fu ampliata in stile gotico.

Di questo edificio resta traccia nella parete posteriore in conci di pietra, nella bifora ogivale in travertino con colonnina centrale e decorazioni curvilinee e negli affreschi dei XIV- XV secolo che rappresentano la Vergine con il Bambino, San Savino e San Bonaventura.

Nel XIV secolo alla chiesa si affiancò un chiostro con archi a sesto acuto.

I due edifici furono danneggiati dal terremoto del 1654 e restaurati e ampliati all’inizio del XVIII secolo.

Il chiostro fu chiuso, sopraelevato grazie ad un grande scalone, secondo l’architettura e lo stile settecentesco.

Dal 1806 il convento fu abolito dai francesi di Murat e l’edificio fu ceduto al comune che lo adibì a vari usi ed oggi è sede del museo civico.

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