Porta Garibaldi di Monterotondo è stata progettata dall'architetto Frontoni nel 1722 e faceva parte delle mura che circondavano la città.

È l'ultima delle quattro porte d'accesso al centro storico rimasta e il suo antico nome di Porta Romana Vecchia è stato cambiato dopo la conquista della città da parte di Garibaldi il 26 ottobre 1867.

Per poter entrare in città, arrivando dalla Valle del Tevere, Garibaldi dovette bruciare la porta che chiudeva l'accesso al centro.

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Monterotondo. Palazzo Orsini-Barberini

Il palazzo baronale di Monterotondo nasce dalla trasformazione della precedente rocca ad opera della famiglia Orsini.

Attraverso il portale che adorna l'ingresso si accede ad un cortile interno in cui si trova il vaso della cisterna con lo stemma papale mediceo e quello degli Orsini.

Dal grande cortile circondato da colonne ottagonali si accede con una scala al primo piano decorato con affreschi cinquecenteschi.

Gli affreschi di Girolamo Siciolante da Sermoneta, rappresentanti episodi del mito di Adone e le divinità raffaellesche. Nella terza sala, opera del fiammingo Paul Brill, si trova una veduta di Monterotondo, con altri paesaggi e scene di caccia.

Mentre nell'ultima sala, sul soffitto a botte compaiono degli apprezzabili decori sul tema amore e tempo.

Nel 1867 ospitò Giuseppe Garibaldi e il suo stato maggiore trasferiti.

La torre, che domina l'intera Valle del Tevere, non è l'originale ed è stata ricostruita dopo il terremoto del 1915 di Avezzano. Il palazzo oggi è sede del comune e ospita il museo archeologico.
 

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Montelibretti. Castello Orsini

Il  seicentesco castello Orsini di Montelibretti ha una pianta quadrata con torri cilindriche agli angoli.

È stato realizzato su una struttura precedente, un castello che risale al IX-X secolo. Questo è il periodo quando gli abitanti sono stati spinti a costruire forti su alture per proteggersi dalle invasioni dei longobardi e dei saraceni.

Nel XIV secolo il castello arriva alla famiglia degli Orsini che nel 1644 lo cedettero a Taddeo Barberini che ne lo trasformò un palazzo baronale.
 

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Fontana del Fauno
Fontana del Fauno

La fontana del Fauno è un’opera in stile liberty di Ernesto Biondi e si trova in Piazza Vittorio Emanuele proprio all’ingresso del paese di Montelanico.

Restaurata nel 2010, rappresenta tre putti in bronzo che attendono l’acqua versata dal quarto al centro.

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Monte Compatri. Palazzo Borghese

Il palazzo Borghese si trova nella parte bassa del paese di Monte Compatri ed è stato costruito dal cardinale Altemps con l’intenzione di destinarlo a tinello.

Nel 1613, quando gli Altemps vendettero per debiti ai Borghese, l’edificio fu portato a termine dal cardinale Scipione che decise di farne la residenza di famiglia.

L’imponenza del palazzo sottolinea il ruolo del casato possessore del luogo.

Nel 1616, alla base del palazzo fu costruita una fontana che distribuiva l’acqua della Molara che, nel 1852 fu incastonata in una edicola in pietra.

La fontana fu dismessa nel 1889 e al suo posto fu inserito il monumento ai Caduti per la Patria del 1920.

Il palazzo è oggi sede del Comune.

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Jacques Zwobada è stato scultore e disegnatore nella corrente dei simbolisti.

Mentana ha realizzato un mausoleo in omaggio a sua moglie Antonia Fiermonte morta a soli 42 anni.

Il mausoleo è stato aperto nel 1996 da Zwobada e oggi raccoglie gran parte delle sue sculture in bronzo.

Al suo interno si trovano le opere ‘Le couple’, sei teste raffiguranti amici e numi (Caplet, Letourneur, Louise a Andrè De Vilmorin, Herbè e Chadourne) e ‘l'amplesso’.

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Palazzo Crescenzio a Mentana è stato fatto edificare nel IX secolo dalla famiglia Crescenzi sui resti di un più antico forte militare appartenente alla sede vescovile.

La sua facciata è semplice con due ordini di finestre con cornici in travertino. Il palazzo ingloba una torre rotonda facente parte dell'originaria cinta muraria del castello di Mentana.

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