Il MUVE - Museo del Vulcanismo Ernico è un museo naturalistico che racconta la storia dei vulcani del Lazio Meridionale e in particolare della Valle Latina (o Valle del Sacco).

Il museo si trova in una storica palazzina caratterizzata da un giardino pensile nel centro di Giuliano di Roma.

Narra la storia della geologia laziale partendo dalla placca nordafricana e della appartenenza di questi territori al sistema nordafricano e tropicale.

 
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Con i suoi circa trenta metri di altezza, il campanile di Giuliano di Roma è l'edificio più alto del paese e domina la Valle dell’Amaseno.

Era il maschio del castello dei Colonna e risale al XV secolo.

Il castello originariamente aveva un muro di cinta ai cui angoli svettavano quattro torri cilindriche di circa undici metri.

Ha quattro campane e il campanone viene fatto suonare a mano soltanto nelle grandi feste.

La torre dal XVIII secolo ha un orologio.
 

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Il castello Succorte era stato realizzato a Fontana Liri intorno all'anno mille in una altura per scopi difensivi e di controllo della valle.

Intorno al castello si è sviluppato il borgo di Fontana Liri Superiore.

Del castello resta la torre principale ben visibile da lontano. Un grande affresco del grande salone è stato staccato ed è ora conservato nel palazzo comunale.

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Colle San Magno. Museo Vivo della Memoria

Il Museo Vivo della Memoria di Colle San Magno è stato aperto nell'ottobre 2013 in un ex-convento settecentesco.

Iil museo ripercorre l’esperienza della Seconda Guerra Mondiale, attraverso la memoria e le storie delle persone che l'hanno vissuta.

Colle San Magno, infatti, ospitò le retrovie tedesche del fronte di Cassino per nove mesi: dall'ottobre 1943 al maggio 1944.

Il percorso espositivo si articola in sei sale e ricostruisce gli eventi bellici a partire dalle testimonianze dirette della popolazione, in audio e in video.

Il museo espone oggetti e cimeli spontaneamente donati dai cittadini. Al piano terreno, due sale accolgono esposizioni temporanee. Il Museo è fruibile in inglese.

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L'EcoMuseo Orto del Centauro di Collepardo nasce per valorizzare tutte le attrattive naturalistiche, storiche ed artistiche del territorio.

Il suo nome deriva dalla tradizione erboristica delle pendici dei Monti Ernici, definite dallo storico tedesco Febrònio "Orto del Centauro Chirone”, maestro di Esculapio.

L'EcoMuseo ha sede nel palazzo comunale "La Rocca" e sulla facciata primeggia la scultura "Il Chirone ferito" dell'artista Patrik Alò.

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