La rocca di Supino, chiamata La Torre, si trova sulla sommità di Punta di Creta Rossa a quota m 430 slm.

E' stata realizzata per una funzione esclusivamente militare nel X-XI secolo sotto il controllo della famiglia ‘de Supino’.

La rocca fu danneggiata nel 1128 per un lungo assedio da parte delle truppe papali, e poi ricostruita.

La rocca passò sotto il controllo della famiglia Colonna fino al 1432.

In un documento del 1567 viene definita “scoperta”, ossia già in fase di declino.
 

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La torre si trova nel punto più alto del paese di Santopadre e presenta molte feritoie e una base leggermente tronco-conica.

Originariamente era più alta ed oggi si presenta di 13 metri e con una circonferenza di 16.

Nel primo piano si osservano i resti di un camino.

Nella torre si poteva entrare solo con le scale mobili da una porta-finestra posta ad una altezza di oltre 6 metri.

Alla base vi era una cisterna sotterranea alimentata da un condotto di terracotta.

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La chiesa romanica di Ognissanti a Sant'Elia Fiumerapido è sconsacrata ed è dichiarata monumento nazionale.

Le sue origini risalgono al 1250, come risulta dal testamento del prete Don Leonardo Infante.

Al suo interno sono ben conservati numerosi affreschi del XIII e XIV secolo, tra cui una pregevole immagine di San Michele.

Anticamente in questa chiesa si celebrava la santa messa nel primo di novembre, festa di tutti i santi, e per questo la chiesa è chiamata Ognissanti.

L'edificio ha una forma rettangolare con una piccola abside.

Nel tempo, è stata un ricovero ospedaliero durante la pestilenza e poi un piccolo cimitero per i poveri.
 

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Museo della Battaglia di Montecassino di Sant'Apollinare è in ricordo di tutte le atrocità della guerra per non dimenticare.

La Linea Gustav era stata realizzata dai tedeschi per contrastare gli alleati sbarcati a Salerno e in marcia verso Roma dopo l'armistizio firmato a Brindisi l'11 settembre del 1943.

Gli alleati pensavano di accerchiare i tedeschi sbarcando a Salerno e Anzio, ma i tedeschi si asserragliarono a Cassino opponendo grande resistenza.

La battaglia in Ciociaria fu dunque aspra e lunga con un ‘corpo a corpo’ in molti paesi.

Oggi questi luoghi costituiscono un "museo all'aperto" perché conservano grotte, cunicoli, trincee, casematte: le testimonianze più vere e reali di quella guerra.

Accanto a piccoli musei personali, come il cav. Giuseppe Di Cicco, sono nati musei pubblici come l'Historiale a Cassino.

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Il castello di Rocca d’Arce era importante perché imprendibile perché praticamente inaccessibile per la natura del sito.

Era importante per la sua posizione geografica “chiave” nei conflitti tra l’Impero Bizantino, i Normanni, il Sacro Romano Impero, il Papato, i Guelfi e i Ghibellini, oltre che tra i vari castellani, i signori, i duchi, i conti e gli abati dell’Italia Centrale.

Il castello domina l’ampia valle del Liri e del Sacco, chiamato quest’ultimo fiume Tolero nel Medio Evo e Trerus ai tempi dei romani, che costituiva il passaggio più importante tra il Nord e il Sud della Penisola.

Il lato Nord si trova su uno strapiombo di un paio di centinaia di metri, una rupe calcarea dalle pareti lisce e verticali. Ad Est lo strapiombo era collegato ad una serie di faraglioni per mezzo di apposita muraglia.

A Sud e a Ovest l’ascesa al castello era impedita da una rete di fortificazioni.
 

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