Il Museo dell'Energia di Ripi è un laboratorio per illustrare il complesso mondo dell’energia.

L’idea nasce dalla presenza di alcuni pozzi di petrolio a seguito di concessioni che risalgono addirittura alla seconda metà del 1800.

Il museo ripercorre la storia dell’energia e si pone come momento di riflessione sulle fonti rinnovabili e alternative.

E’ dotato di installazioni multimediali e plastici interattivi.

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Il Museo Civico di Pontecorvo contiene reperti archeologici di epoca romana e medioevale scoperti nel territorio: monete, ossa, terrecotte, iscrizioni, marmi lavorati.

La sezione etnografica è dedicata alle attività artigianali locali: ceramica, lavorazione del giunco, ricostruzione di ambienti della civiltà contadina, credenze popolari e manifestazioni tradizionali.

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La torre di Rodoaldo faceva parte della fortificazione di Pontecorvo e oggi è utilizzata come torre campanaria della cattedrale.

E’ una struttura tozza e massiccia, a pianta quadrata.

E' stata costruita con grandi blocchi di travertino provenienti dalla cinta muraria della vicina Aquino.

All’interno della città si trovano un tratto di 300 metri delle mura longobarde, residui della cinta muraria del castello.

L’unica porta antica rimasta dopo la guerra è quella di Porta Santo Stefano, che presenta un passaggio coperto con fornice a tutto sesto.

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Il Museo Etnografico di Posta Fibreno è nel centro storico del Paese in un edificio un tempo adibito a scuola.

Raccoglie strumenti e attrezzi utilizzati in passato per i lavori nei campi, per la pesca e per le attività domestiche.

Qui si trova la tipica imbarcazione del lago di Posta Fibreno, la “naùe”, interamente di legno, dal fondo piatto e simmetrica con la prua e la poppa rialzate allo stesso modo.
 

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Monte San Giovanni Campano. Castello Ducale

Per la sua posizione strategica, il castello di Monte San Giovanni Campano ha svolto per secoli la funzione di difesa dei confini meridionali dello Stato Pontificio.

Infatti il castello è diviso in una parte militare, e poteva contenere sino a 700 uomini, e una per le residenze.

La costruzione risale alla fine del secolo XI e nel 1157 ne divenne proprietario il Conte D'Aquino, vassallo del Papa Adriano IV.

Nel 1184 il castello è stato danneggiato da un terremoto. Tra il 1244 e il 1245 vi fu rinchiuso San Tommaso D'Aquino e qui venne la sua purezza venne tentato da una donna.

Il santo resistette e la sua stanza fu trasformata in cappella. La scena è descritta in un capolavoro del pittore spagnolo Diego Velàzquez: "La Tentazione di San Tommaso" (1632) esposto nel Museo Diocesano di Orihuela (Alicante) in Spagna.

Nel 1495 il castello fu distrutto dalle truppe di Carlo VIII, re di Francia e nel 1595 divenne Sede del Governatore Pontificio, quando Papa Clemente VIII ne rientrò in possesso.

Altri due forti terremoti causarono gravi danni: nel 1703 e nel 1915, che portò alla demolizione di due piani del Palazzo.

Oggi sono visibili due torri, una parte della mura di cinta e un palazzetto e la parte inferiore è diventata un giardino che si attraversa per andare alla Cappella di San Tommaso.

Qui si trova una tela del Solimena e un trittico cinquecentesco di scuola napoletana, sulla parete di fondo si notano tracce di affreschi e la pavimentazione è in piastrelle cotte e smaltate del Cinquecento.
 

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