Il Museo Demoantropologico dell' Arte Orafa si trova nei locali dell'ex Pretura e raccoglie la testimonianza di una importante attività artigianale di Cervaro.

La città aveva 30 botteghe orafe, attive fino ai primi decenni del '900, che davano lavoro a tutto il paese.

All'interno del museo si possono trovare macchinari, stampi e attrezzature che illustrano le fasi della lavorazione dell'oro.

Sono esposte collezioni di gioielli prodotti a Cervaro tra la fine del '600 e il '900, provenienti da donazioni di famiglie.

Tra le lavorazioni più ricorrenti c'è l'oro filigranato e a stampo, catene a stampo e a traforo, anelli a castone e quelli, caratteristici, con le due manine intrecciate.

E’ stata ricreata una "bottega orafa", in cui il visitatore può seguire le varie fasi dalla lavorazione dell'oro con la guida di un mastro artigiano.
 

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Fontana della Forma è la più antica di Cervaro e compare in un documento dell’abate Bernardo Ayglerio del 1273 in cui si parla dell’elezione dei sindaci rappresentante del popolo per la parte laica.

Si trova in Piazza San Paolo e fu ricostruita nel 1692 e nel 1962.

L’ultimo rifacimento ha modificato l’aspetto originario aggiungendo mattoni in terracotta.

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La fontana Fadoni fu costruita da Angelo Tornassi nel 1825 a Cervaro, quando chiese al sindaco l’eliminazione di un bosco comunale che deturpava la visuale e la salubrità del suo palazzo.

Il sindaco lo concesse in cambio della fontana. La fontana si trova in un parco con platani secolari ed ha una particolare architettura.

La parete di fondo è alta cinque metri e ha un’abside con una scultura dello stemma di Cervaro e la data del 1825.

L’acqua è raccolta da un lavabo e si distribuisce in due vasche laterali con tronchi di colonne granitiche cilindriche, probabilmente prese da una delle costruzioni romane lungo la vicina via Latina.

La storia narra che a questi tronchi di colonna venissero legate le donne che peccavano di lussuria, o fossero ritenute streghe, fattucchiere per essere fustigate.

Le colonne erano un monito per la condotta delle donne.

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Il Museo Civico Archeologico di Fregellae si trova nel palazzo del comune di Ceprano ed espone i reperti più significativi provenienti degli scavi della antica città di Fregellae.

Il museo è arricchito con pannelli esplicativi sull’antica città, di plastici e grafici dei maggiori monumenti cittadini.

Il museo è dedicato ad Amedeo Maiuri, un famoso archeologo che era nato a Veroli e aveva lavorato agli scavi di Pompei.

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Porta Capuana risale agli inizi dell’epoca imperiale ed è la sola opera Romana ancora integra.

In origine la città romana di Aquinum aveva quattro porte, ma due non esistono più e la terza è solo un cumulo di pietre ammassate alla rinfusa dopo il crollo.

Aquinum oggi è divisa fra i territori di Castrocielo e di Aquino. 

Sotto la porta è visibile anche un tratto della antica Via Latina, che si congiungeva poco più avanti con la Via Appia e che portava fino a Brindisi.

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L’arco di Marcantonio di Castrocielo ha sempre suscitato interesse e nel Rinascimento Antonio e Giuliano da Sangallo avevano provato a disegnare una ricostruzione.

Nell’originale Aquinum si trova l’arco onorario “di Marcantonio”, riportato in un passo di Cicerone, ed è uno dei più antichi esempi di arco onorario in Italia la cui costruzione risale al 41 AC.

E’ realizzato con blocchi di travertino locale ed è visibile solo la parte centrale.

Quella superiore è stata saccheggiata negli anni e quella inferiore è parzialmente sommersa da un corso d’acqua.

 

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