Roccasecca. Castello dei Conti d’Aquino

Intorno al 1000 i monaci di Montecassino si alleavano con famiglie nobili per colonizzare nuove terre, avere un controllo sulle popolazioni e per difendersi dalle incursioni dei barbari.

Anche a Roccasecca, quindi, il castello nasce nel 994 per volere dell'abate di Montecassino, alleato con la famiglia dei D'Aquino di Pontecorvo, sopra la rocca sul Monte Asprano.

Secondo una leggenda san Tommaso d'Aquino sarebbe nato in questo castello nel Duecento. Il castello perse il valore di controllo della valle nel XVII secolo, e rapidamente decadde.

Una torre cilindrica è ancora in piedi, mentre la struttura rettangolare è di matrice duecentesca, conservata in buono stato.

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Foto Nando Potenti
Arnara. Il Castello

Il castello di Arnara fu eretto sui resti della Torre longobarda. La costruzione del Mastio avvenne nell’XI secolo.

Quattro secoli più tardi vennero erette una serie di torri quadrate e una torre circolare. Le torri quadrate sono state inglobate nelle case e quella circolare fa parte della casa delle Suore del Preziosissimo Sangue.

Le prime notizie che si hanno sul castrum riguardano la funzione militare del paese. Il Castello, di cui ancora si conservano i resti, è in gran parte distrutto.

La più importante notizia del Castello è scritta nella cronaca di Fossanova dell’anno 1143, in cui si dice che la Torre di Arnara cadde forse per un attacco militare o forse per un terremoto.

Nel 1200 il castello subì una profonda opera di restauro e rinnovato parzialmente nei suoi apparati difensivi. Successivi interventi di ricostruzione sono documentati dall’apertura di una finestra arcuata in stile romanico.

Il castello rimase feudo della famiglia de Ceccano fino al Trecento, poi passò ai Caetani e successivamente ai Colonna che lo tennero fino al 1818 quando scomparve il feudo.

L’immagine del castello è caratterizzata da un grande e moderno serbatoio idrico costruito a forma di torre con tanto di merlature.

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Leonessa
Leonessa

L'attuale porta Spoletina di Leonessa risale al 1496, la parte che comprende l’ arco ad ogiva è in pietra rossa locale, quella superiore in pietra calcarea.

Nella parte interna, ai lati, due leoni in pietra rossa di cui è originale solo quello di sinistra venendo dal Corso.

Originariamente la parte interna della porta era decorata con un grande affresco raffigurante San Giovanni da Leonessa in estasi
davanti alla Vergine di cui possono intravedersi pochi resti.

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Leonessa

Palazzo Mongalli è attualmente sede del comune di Leonessa, il palazzo domina l’ampia piazza antistante (Piazza VII Aprile).

E' stato fatto costruire tra il XV ed il XVI sec. dalla famiglia Mongalli, da cui prende il nome, ha un portale in pietra bianca locale che riprende la tipologia di quello di Palazzo Farnese a Roma di Antonio da Sangallo il Giovane.

Al centro dell’arco si trova un gallo su monte sormontato da una conchiglia con una mezza luna crescente e due stelle, simboli della famiglia Mongalli.

Nel 1970 è stata riportata in luce sulla facciata una bifora in stile gotico veneziano.

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Leonessa. Torre Angioina

La torre angioina è stata voluta e fatta costruire intorno al 1280 da Carlo I d’Angiò.

E' il vero simbolo dell’identità culturale di Leonessa.

Non soddisfatto dai progetti che gli erano stati presentati e dai lavori della costruzione della torre, il sovrano incarica il suo architetto personale Pietro D’Angicourt di occuparsi dell’opera nell’aprile del 1280.

La torre è in pietra calcarea locale e faceva parte del sistema difensivo di mura, anche esso costruito con la stessa tipologia di materiale.

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Fontechiari. Palazzo Paradisi

Palazzo Paradisi è una residenza storica finemente decorata, dimora della contessa Maria Miconi Paradisi sposa di Luogi Montresor senatore del regno d’Italia alla fine del 900.

Il palazzo è ora adibito a ristorante e B&B. in una delle stanze c’è un soffi tto a cassettoni originale del ‘700.

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Fontechiari. Palazzo Viscogliosi

Palazzo Viscogliosi si trova nel centro storico di Fontechiari ed era l’antica casa di una chiesa di cui restano alcune rovine.

Una curiosità: sul lato nord si nota una bifora chiusa in epoca Napoleonica quando le tasse sulla casa si pagavano in base al numero delle finestre!

Oggi è di proprietà comunale e nel seminterrato sono visibili i resti di un antico frantoio.

 

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