Fontechiari. Palazzo Agostini

Palazzo Agostini è una costruzione settecentesca nel centro di Fontechiari che Don Giovanni Antonio D’Agostino, ”chirurgo fisico” di Casalvieri nel 1743 ebbe in dote da Rosa Anna Simeone di venti anni più giovane.

Insieme diedero origine alla famiglia, trasformando il cognome in Agostini.

Il palazzo è composto da ampi saloni voltati affrescati, un giardino pensile e un portico con grandi colonne circolari.

Al piano terra e nei sotterranei c'erano le attrezzature per la produzione del vino e dell'olio e per la lavorazione del grano.

L'edificio privo degli arredi è ora di proprietà comunale.

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Fontechiari. Cimitero Napoleonico

Il cimitero Napoleonico di Fontechiari è una costruzione a pianta circolare a due piani ed ha l’aspetto di un piccolo forte.

Al suo interno si trovano le fosse comuni mentre sulla circonferenza le cappelle delle famiglie.

La struttura è circolare, ispirata da analoghi costruzioni realizzate a Parigi e Verona che poi sono state inglobate in successivi rifacimenti.

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Fontechiari. Torre Boncompagni

La torre di Fontechiari alta 25 metri ha una base quadrangolare e un andamento rastremato.

È coronata da 48 beccatelli in pietra con la funzione di dare solidità alla costruzione e di scagliare pietre dall’alto per creare un effetto mitraglia sugli assedianti.

Una suggestiva scala in pietra conduce alla stanza del primo piano che aveva varie funzioni.

Una botola con uno sportello porta ad un locale con due cunicoli che vanno in direzione Vicalvi e in un pozzo a sezione cilindrica.

La torre è di proprietà della famiglia Viscogliosi.

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Museo della Civiltà contadina
Museo della Civiltà contadina

Il museo della Civiltà contadina si trova all’interno del Palazzo Baronale di Gavignano, nelle piano seminterrato e ha raccolto alcune testimonianze delle tradizioni locali.

Si trovano attrezzi da lavoro agricolo, per la lavorazione del vino e dell’olio e per l’allevamento.

Sono state ricostruite una tipica casa contadina e aree dedicate ai mestieri antichi come calzolai, fabbri e altri artigiani.

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Gavignano. Palazzo Traietto

Il palazzo di Gavignano è stato edificato dal Marchese Traietto di Anagni dopo il 1557 utilizzando le maestranze del vaticano.

Ha quattro piani e i saloni delle feste sono dipinti con affreschi realizzati dal maestro Zuccheri.

In un salone si vede il Dio Nettuno che s'innamorò e sposa Anfritide, figlia dell'Oceano e di Teti, che aveva fatto voto di castità. Dal matrimonio nacquero i tritoni e delfini e molte ninfe marine coronate di fiori.

In un’altra sala è rappresentata la Primavera, con tanti Putti gioiosi all’interno di un colonnato circondato da balaustre di marmo.

Nel Palazzo ha soggiornato a lungo come ospite, negli anni giovanili, Stanislavo Augusto Poniatowski Re di Polonia (1732 - 1738).

Il giardino collegato al palazzo ha un colonnato caratteristico e panoramico con statue raffiguranti le quattro stagioni. Le scuderie hanno pareti con rappresentazioni di scene di guerra.

Il giardino è collegato alla chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine festeggiata dal Marchese Traietto ogni anno assieme alla popolazione.

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Gavignano. Palazzo Baronale o Palazzo di Corte

Il Palazzo Baronale è situato nel punto più alto della collina di Gavignano.

E' stato realizzato come un vero castello-residenza di forma quadrata dai Conti di Segni, la famiglia di papa Innocenzo III che nacque qui nel 1160. 

Il palazzo era l’originale Castrum Gabiniani, che all'epoca avevano vasti possedimenti in questa area.

La costruzione risale circa all’anno 1000 ed è stata rimaneggiata in base alle diverse esigenze delle varie epoche. Attorno a questo palazzo si è formato il nucleo storico di Gavignano.

Dopo il terremoto del 1495 il palazzo è stato completamente trasformato e ha assunto le caratteristiche di residenza con cortili, ampi saloni e alloggi per la servitù.

Nel ‘400 gli Aldobrandini ristrutturano l’edificio creando un ingresso principale rialzato e il portale di tufo di ingresso è intitolato al Cardinale Pietro Aldobrandini, morto nel 1621.

Nel giardino all’interno del castello, dove si trovava il primitivo ingresso, si trova la loggia del Banditore e una finestra in pietra finemente lavorata risalente al ‘500.

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