La Sagra degli Laina e fasuri è una festa a Vallemaio dedicata a uno dei piatti tipici locali.
Laina e fasuri è una specialità gastronomica del luogo, si tratta di una zuppa di fagioli con pasta fatta in casa a base di acqua e farina.
La Sagra degli Laina e fasuri è una festa a Vallemaio dedicata a uno dei piatti tipici locali.
Laina e fasuri è una specialità gastronomica del luogo, si tratta di una zuppa di fagioli con pasta fatta in casa a base di acqua e farina.
Il culto a San Michele e la storia del suo comitato di Vallecorsa si perdono nella notte dei tempi.
San Michele viene definito “Medico di Vallecorsa” e Vallecorsa viene definita “Terra di San Michele”.
La fede verso questo Santo coincide con l’avvento in Italia dei Longobardi e a Vallecorsa c’era una immagine del santo su ogni porta del paese.
L’artistica e taumaturga statua di San Michele viene portata in processione ed è conosciuta e visitata da turisti e pellegrini.
Il 25 aprile, a Vallecorsa si svolge una particolare festa in cui le bambine e i bambini sfilano tenendo in mano dolci realizzati in forme diverse e denominati rispettivamente “pupette” per le bambine e “ciervi” per i bambini.
Dopo la messa e la processione, si impartisce la benedizione ai dolci e ai campi.
Questa cerimonia si collega agli antichi riti propiziatori, di iniziazione, della fertilità e del ringraziamento.
I festeggiamenti a Torrice in onore dei Santi San Sebastiano e San Rocco ricadono rispettivamente nell’ultima domenica di agosto e prima domenica di settembre.
Nell’ambito della manifestazione vengono rievocate le antiche tradizioni locali con la messa in scena di una location storico medioevale e la degustazione di antiche ricette.
Nella seconda domenica di novembre, a Terelle si svolge la sagra in onere del tipico frutto autunnale locale: la castagna.
In questa occasione è possibile assaggiare altre specialità gastronomiche come marmellate, funghi e formaggi.
L’8 marzo di ogni anno, a Supino si svolge la cerimonia di “San Cataldino” con una processione del ‘Santo Braccio’ tra la chiesa di Santa Maria Maggiore e il Santuario.
Il 9 maggio di ogni anno, alle ore 3:00 di mattina, c’è il tradizionale richiamo notturno per tutti i Supinesi che pian piano si dirigono al Santuario e la Statua del Santo viene vestita con le sacre insegne pastorali, portata all’interno della sua macchina e lasciata al centro della chiesa.
Il 10 maggio, dopo la messa, si ha la solenne processione in cui la statua viene portata a spalla da oltre 50 incollatori, per alcune vie del Paese per giungere dinanzi alla piccola chiesina di San Sebastiano e San Rocco.
San Cataldo (610 - 685) è stato un vescovo irlandese del VII secolo arrivato in Italia, dopo un pellegrinaggio in terra santa, è diventato vescovo di Taranto.
Alla morte dei suoi genitori, Cataldo decise di donare tutta la loro eredità ai poveri ed entrò in convento. La leggenda narra che il santo è giunto a Taranto per volere divino. Arrivato a Taranto compì molti miracoli tra cui quello di far nascere una una sorgente d'acqua, ancora presente, nel mar piccolo.
Il corpo del santo è a Taranto e una sua reliquia fu estratta dal braccio e consegnata nel 1653 a Supino.
La domenica successiva al 17 gennaio, in occasione della festa di San Antonio Abate, nella piazza di Supino antistante la chiesa di San Nicola si svolge la famosa cerimonia di benedizione degli animali che attinge ad una tradizione molto antica.
In occasione di questa festa si svolge la sagra della polenta cotta in grandi contenitori (“callare”) e distribuita tra i partecipanti.
Il patrono San Michele di Strangolagalli si festeggia il 29 settembre con una solenne funzione religiosa e festeggiamenti popolari durante i quali si svolge un particolare uno spettacolare palio.
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