Anzio. Festa Antoniana

Tre giorni di festa ad Anzio per il patrono Sant’Antonio di Padova con gastronomia, festa, solidarietà e allegria.

La “Festa Antoniana”, bellissima ricorrenza apprezzata da tanti cittadini e turisti di Anzio, chiude i festeggiamenti patronali della città sul litorale romano.

Lo spirito della Festa Antoniana è quello di offrire un'occasione di essere insieme in un'atmosfera familiare, conviviale gustando pietanze marinare annaffiate da vino locale.

Un week end basato sui sapori marinari tipici di Anzio quali la frittura di paranza, la calamarata, gamberoni alla piastra, il tutto accompagnato da del buon vino.

Evento che ha naturalmente un fine benefico in quanto il ricavato andrà per le opere caritative messe in campo dalla Caritas cittadina, insieme al Comitato Festeggiamenti Anzio e la Lega Marinara di Sant’Antonio.

Se avete voglia di godere delle bellezze di Anzio, l'appuntamento è in via Giacomo Matteotti all’interno del Campo dell’Oratorio dei Ss. Pio e Antonio.
 

powered by social2s
Picture by Benedicta Mary Lee
Gallese. Sagra della Pecora

La sagra della pecora a Gallese celebra uno degli alimenti tradizionali di questa area: la pecora.

Due giorni di degustazioni enogastronomiche dove si gustano gli arrosticini, le specialità a base di pecora e la cucina locale.

Le serate sono allietate da musica dal vivo con gruppi locali e si balla nei vicoli e nella piazza.

powered by social2s
Gallese. Processione a San Famiano a Lungo

La mattina del 17 luglio si svolge la processione in onore di San Famiano, il patrono di Gallese.

Il corteo religioso parte alle prime luci dell'alba dalla basilica e arriva fino alla chiesetta di San Famiano a Lungo a pochi chilometri dal paese.

Questa chiesa era stata costruita sul luogo dove il santo aveva fatto il primo miracolo a Gallese quando percosse un tufo da cui sgorgò acqua limpidissima in una fonte che è ancora presente.

powered by social2s
Gallese. Festa di San Famiano

I festeggiamenti per il patrono San Famiano di Gallese comprendono una serie di manifestazioni molto particolari come la “Bengalata di Gallese”, il Corteo Storico e la Corsa alla Stella e la Processione delle Zitelle.
La bengalata, chiamata in dialetto 'a bengallata', è un incredibile spettacolo pirotecnico che ha luogo la sera prima del corteo alle ore 22 mentre la statua che viene portata in processione entra nel centro storico del borgo.
Il giorno successivo si svolge il Corteo Storico e alcuni abitanti in abiti d'epoca sfilano per le vie del borgo. Il corteo è suddiviso nelle 6 contrade cittadine: San Lorenzo, Santa Maria, Sant'Angelo, Sant'Antonio, San Giacomo e San Sebastiano.

Il pomeriggio le contrade si sfidano in una corsa equestre, il Palio di San Famiano, che ha luogo nello Stadio Comunale "Dino Nelli".
Sia la sera della processione che quella del palio a Gallese si compie una tradizione veramente unica, quella delle Zitelle che sfilano davanti alla statua del Santo. Le donne sono vestite con un telo di stoffa di panno bianco (anticamente scotto di Gubbio) drappeggiato, un semplice cingolo segna la vita come simbolo di castità e una candela nella mano destra come simbolo di fede. Il volto è parzialmente nascosto da un velo bianco e le zitelle sono accompagnate da una madrina.
La tradizione è iniziata nel 1614 seguendo il testamento di Curtio Vanni che aveva lasciato il necessario per le doti di alcune ragazze povere. Nel 1669 anche Domenico Colavani lasciò una eredità alla Compagnia del SS. Rosario perché "dotasse", secondo la tradizione le "Zitelle". 
Le ragazze devono essere nubili, avere compiuto 15 anni (dal 1825 l'età era scesa a 12 anni), essere native di Gallese da almeno un genitore ed essere povere. Dovevano poi avere doti morali come essere oneste e aver ricevuto la "Fede".
La dote veniva elargita dalla Confraternita del Santissimo Rosario dopo il matrimonio e, in mancanza di figli legittimi naturali, doveva essere restituita. Nel caso la ragazza avesse scelto la vita in monastero, la dote sarebbe andata alla Badessa.
Nel 1800 il fondo era pressoché terminato e venne sostituito da elargizioni di alcune famiglie nobili e forse per questo motivo è stata introdotta la figura della madrina che rappresentava proprio queste famiglie.
Dal 1986 alla Zitella viene consegnata una medaglia d'oro con l'effige di San Famiano come simbolo della festa e alla madrina una targa dell'evento.

powered by social2s
Cassino. Festival di musica jazz

Nell’incantevole cornice medievale della Rocca Janula il grande jazz sparge le sue note nella città di Cassino con il Festival di musica jazz, una rassegna di arte figurativa e musica jazz all’interno del programma estivo di CassinoArte che solitamente si svolge i primi di settembre.

Assieme alla vicina Abbazia di Montecassino, la Rocca Janula domina dall’alto la città di Cassino. Nella sua storia millenaria fu per secoli il cardine della Terra di San Benedetto e subì contese e restauri fino a giungere a noi oggi come un gioiello.

La manifestazione è dedicata agli appassionati di musica ed è un’occasione per ascoltare suoni caldi e vibranti in una location favolosa. In quelle serate la città di Cassino si veste di bellezza nella suggestiva cornice medievale dove viene allestita una mostra d’arte contemporanea con esposizione di quadri all’interno dei locali della Rocca, che coinvolgono l’emozione degli ospiti.

Il festival propone serate di qualità alternando sul palco talentuosi musicisti jazz locali ad artisti conosciuti in Italia. Nelle prime edizioni la manifestazione si chiamava Riparliamo di jazz e ha ospitato artisti eccezionali come Azimut, Giovanni Aquino, Enrico Zanisi, Giovanni Amato e altri.

Sono serate di grande musica e con un punto di ristoro. L’aspetto scenografico è particolarmente curato grazie a I Corvi di Giano, un’associazione che ha deciso di rievocare la vita di un tempo.

Compiendo studi approfonditi sul periodo, ha realizzato costumi molto curati, per far rivivere ai visitatori la vita della Rocca Janula quando fu costruita nel X secolo. I ragazzi dei Corvi di Giano in costume medievale danno vita alle serate rendendo magica l’atmosfera della Rocca Janula.

La Festiva di musica jazz è l’occasione per ascoltare buona musica in un ambiente familiare ed è un evento unico per vivere il cuore della città ripartendo dal vicolo. E’ un’opportunità per ascoltare i ritmi unici di artisti di qualità nel connubio con una scenografia medievale originale.
https://www.facebook.com/Cassino-Arte-1929468230653964/

powered by social2s
Lariano. Festa dell'Enogastronomia “Cellittata Larianese”

La passione è l'ingrediente che da anni accompagna la festa dell'Enogastronomia di Lariano. Siamo alle pendici del Monte dell’Artemisio, poco oltre il Parco dei Castelli Romani.

Lariano ospita per quattro giorni la Festa dell’enogastronomia “Cellittata Larianese”, la tradizionale pasta a forma di ‘spaghettoni’ preparati con acqua e farina.

Numerosi stand servono menù a base di piatti tipici larianesi, come i “cellitti”, mettendo in risalto i sapori e le tradizioni locali, utilizzando prodotti tipici. Non mancano altri prodotti tipici quali gnocchi e tagliatelle, arrosticini di pecora e agnello alla brace.

Saranno coinvolte anche attività legate alla produzione di prodotti tipici come olio, vino, formaggi, il famoso pane e i dolci cotti al forno a legna di Lariano.

Le quattro serate saranno allietate da gruppi di intrattenimento e gruppi popolari tradizionali locali. La manifestazione è come al solito salutata da un meraviglioso spettacolo pirotecnico.

La manifestazione enogastronomica è organizzata dal comitato Ara di Norma che promuove le delizie locali.

powered by social2s
Rieti. Processione dei Ceri in onore di Sant'Antonio

Una festa storica quella di Sant’Antonio da Padova a Rieti.

La festa del Giugno Antoniano culmina il 24 giugno quando la “macchina” con la statua del Santo, viene ornata con ori e argenti e portata a spalla dai confratelli della Pia Unione di Sant’Antonio di Padova.

Questi sono scalzi e coperti di umili vesti e procedono lungo le vie infiorate e illuminate.
Nonostante non sia il Patrono di Rieti, la città sabina ha una tradizione che la lega fortemente alla figura di Sant’Antonio di Padova.

Le prime testimonianze di una processione in suo onore risalgono al 1400, sebbene il nome di Sant'Antonio sia legato alla città già dal 1232, anno in cui Papa Gregorio IX decide di canonizzarlo a Rieti (canonizzazione poi avvenuta a Spoleto).

La processione, che parte dalla Chiesa di San Francesco, è conosciuta anche come “Processione dei ceri” perché la maggior parte dei fedeli porta con se' dei grossi ceri, accesi in segno di devozione, regalando uno spettacolare colpo d'occhio a tutti i presenti.

Un' atmosfera magica che lega indissolubilmente i reatini al Santo lusitano.

Le strade lungo il quale sfila la statua sono addobbate e infiorate.

Le immagini religiose fatte con i fiori sono vere e proprie forme d’arte che durano solo il giorno della processione ma che lasciano bei ricordi nei fedeli che ordinatamente sfilano ai lati della strada per permettere solo al Santo di rovinarle.

La statua, prima di far ritorno nella chiesa di San Francesco, viene esposta nella cattedrale di Santa Maria, dove viene celebrata la santa messa. Al termine delle celebrazioni religiose ha luogo l’offerta tradizionale di cioccolata e biscottini. A tarda sera si svolge infine un suggestivo spettacolo pirotecnico.  

La Fondazione Varrone da molti anni è diventata promotrice di eventi culturali, sostenendo le più significative iniziative con l’obiettivo di far crescere il territorio.

La manifestazione artistico-religiosa del Giugno Antoniano, che vede nella Processione dei Ceri il punto più alto, è una delle tradizioni che fa ritrovare lo spirito di appartenenza alla comunità.

Un’opportunità per visitare Rieti e sentire le emozioni trasmesse da queste manifestazioni uniche nel loro genere.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.