Cassino. Festa del patrono San Benedetto

Cassino festeggia il suo patrono San Benedetto il 21 marzo, con grandi celebrazioni religiose che coinvolgono ogni anno l’intero borgo Ciociaro e molte associazioni del territorio.

La Festa del patrono San Benedetto inizia con la tradizionale messa in onore del santo, all’interno dell’imponente concattedrale di Cassino e prosegue con la processione della statua del santo.

Durante la manifestazione vengono organizzate una miriade di attività e spettacoli, sia all’interno del paese che nella splendida cornice dell’Abbazia di Montecassino, dove i gruppi storici locali mettono in scena rievocazioni storiche in costume e spettacoli teatrali.

powered by social2s
Subiaco. Festa di San Benedetto

Il patrono d’Europa San Benedetto viene festeggiato a Subiaco con grandi celebrazioni.

Cominciano il 20 Marzo nel Sacro Speco, luogo dove visse per 3 anni, dove i monaci e l’abate del monastero si riuniscono in preghiera per invocare la protezione di san Benedetto sul borgo Romano.

Al termine della solenne cerimonia si forma un corteo, aperto dal gonfalone comunale, che dal Sacro Speco raggiunge la basilica di Sant’Andrea, dove avviene l’esposizione della statua del Santo.

I festeggiamenti continuano il giorno seguente con la tradizionale processione della macchina del Santo per le vie del borgo di Subiaco.

A questa processione ogni anno si unisce la Fiaccola Benedettina “Pro Europa Una”, proveniente da Norcia e Cassino.

La mattina del 22 Marzo la statua di San Benedetto viene riportata al Sacro Speco, gesto che segna il termine dei festeggiamenti.

powered by social2s
Sezze. Settimana Santa di Pasqua

A Sezze la Sacra rappresentazione della Passione di Cristo sfila la sera del Venerdì Santo per le vie del centro storico rinnovando un’antichissima e storica tradizione.

Infatti ogni anno la Rappresentazione di Sezze vede la partecipazione di circa 400-700 cittadini in veste di attori e figuranti, che danno vita a 42 Quadri del Vecchio e Nuovo Testamento, con splendidi costumi e armature.

Alla processione prendono parte anche le Confraternite della Buona Morte, dei Sacconi e del Rosario.

La suggestiva processione del Venerdì Santo inizia a sfilare di sera da Piazza San Pietro, nel centro di Sezze e segue un anello in tutto il borgo fino a tornare in piazza.

La realizzazione della Sacra Rappresentazione è resa possibile grazie all’impegno dei membri dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze che conservano e tramandano un’antica tradizione culturale.

La Passione di Sezze ha le sue origini nel medioevo quando veniva celebrata dalle confraternite religiose.

Quella che vediamo sfilare oggi per le vie del paese è opera di una rivisitazione degli anni ’30 del secolo scorso quando, grazie a un voluto rinnovamento artistico, la Rappresentazione raggiunse in pochi anni il successo.

E’ stata rappresentata a Roma nel 1950 in Via Fori Imperiali a coronamento del Giubileo e la Sacra Rappresentazione di Sezze è tornata a sfilare a Roma sempre in occasione dell’Anno Santo e in altre occasioni.

La Passione di Sezze ha sfilato inoltre ad Assisi, a Latina, a San Giovanni Rotondo, a Montecassino e negli ultimi anni anche all'estero, in occasione dell'anno Giubilare di San Giacomo a Santiago di Compostela e al Santuario di Nostra Signora di Lourdes.

Ma è nei vicoli stretti del paese di Sezze che la processione conosce i suoi momenti più suggestivi.

powered by social2s
Tarquinia. Settimana Santa di Pasqua e la processione del Cristo Risorto

Tarquinia ha scelto di celebrare la Pasqua il giorno della Resurrezione anziché il giorno della Passione e quindi la festa assume un carattere gioioso con una processione con un grande Cristo Risorto.

La Processione del Cristo Risorto a Tarquinia che si celebra la domenica di Pasqua è una delle feste più sentite della città e uno degli eventi tradizionali della Tuscia.

Viene chiamata anche processione del Cristo che corre perché al contrario di quelle lente dei giorni della Passione, questa avanza a passo spedito e la musica è una allegra marcetta.

La processione parte dalla chiesa della Trinità (alberata Dante Alighieri) e percorre festosa le vie del centro storico per ritornare davanti la chiesa della Trinità.

La grande statua in legno del Cristo Benedicente con ancora le vesti della sepoltura risale al 1832 e una leggenda narra che sia stata realizzata da un ergastolano. L’autore sarebbe poi stato accecato da Dio per impedirgli di realizzarne un’altra altrettanto bella.

La statua viene posta su una grande macchina da processione e portata a spalla da una confraternita tra ali festose di persone e con le note della Banda Musicale dei Setaccioli.

Apre la Processione la squadra degli sparatori con i fucili caricati a salve con coriandoli. Una componente originale di questa processione è quella dei portatori dei Tronchi a forma di croce (uno per ogni chiesa di Tarquinia), gli stessi della processione del venerdì (come gli altri figuranti), ma adornati ora da splendide ghirlande.

I portatori della statua, così come i loro colleghi dei tronchi, devono rispettare il passo della marcetta musicale intonata dalla banda.

La processione si conclude con la benedizione sulla folla in Piazza Matteotti e infine con la deposizione del Cristo all’interno della Chiesa di San Giuseppe dove vi rimane esposto per i quaranta giorni successivi.

powered by social2s
Sutri. Settimana Santa di Pasqua tra rappresentazioni e processioni

Le celebrazioni della Pasqua a Sutri, splendido borgo della Tuscia con uno spettacolare parco archeologico romano, iniziano il mercoledì santo con una rappresentazione della Passione di Gesù con quadri viventi.

Le vie dell’antico centro storico medioevale si trasformano e si animano con le scene del Vangelo interpretate dai cittadini.

Si inizia con le accuse a Gesù e i soldati romani che lo conducono nella scena legandolo ad una colonna per la sua flagellazione.

Il quadro successivo è la scena con i sacerdoti che lo accusano e la scelta della folla fra Gesù e Barabba.

Poi Pilato condanna definitivamente Gesù e da questo momento le scene rappresentano il cammino e la Via Crucis fino alla drammatica crocifissione.

Seguono una serie di quadri sul dolore di Maria e delle pie donne fino alla deposizione del corpo del Cristo morto e l’ultima scena è quella della Pietà.

Tutta la cittadina di Sutri è coinvolta e le scenografie, la veridicità delle sene e una sapiente colonna sonora contribuiscono a rendere particolarmente suggestiva questa rappresentazione.

Il venerdì sera, poi, le celebrazioni continuano con una solenne processione partecipata da tutte le confraternite della città al suono della banda musicale.

Termina con la messa solenne in cui la bara del Cristo Morto velato e della Madonna Addolorata si incontrano fino alla Pasqua di Resurrezione.

powered by social2s
Cittaducale. Settimana Santa di Pasqua: la rappresentazione nel borgo

In provincia di Rieti, una delle rappresentazioni della Passione di Cristo più sentite è quella di Cittaducale, uno dei borghi più suggestivi nella parte a confine con l’Abruzzo.

La manifestazione ha radici molto antiche e si svolgeva già durante il Cinquecento quando questi territori erano governati dalla Madama, Margherita d’Austria. La tradizione si è poi interrotta per riprendere qualche anno fa.

La rappresentazione delle scene finali della vita di Cristo viene messa in scena grazie al lavoro dei cittadini ed è uno degli appuntamenti più attesi dai fedeli per il suo carattere religioso e storico.

La tradizionale processione nel tempo ha assunto l’aspetto di uno spettacolo teatrale itinerante dove in varie aree vengono allestite scene che raccontano i momenti più significativi della Passione di Cristo: l’ultima cena, l’orto degli ulivi, l’arresto, la flagellazione, la crocifissione, fino alla processione con il Cristo Morto e la Madonna Addolorata.

Le scene sono sia recitate che narrate a tratti per aumentare il coinvolgimento emotivo degli spettatori. Gli episodi e i dialoghi sono strettamente legati alla narrazione evangelica.

I personaggi rappresentati indossano abiti d’epoca, curati al minimo dettaglio.

powered by social2s
12440736_842001719242853_6712197042204657839_o-1024x576.jpg

Un culto particolare quello della Settimana Santa a Leonessa, uno dei borghi più belli del Lazio disteso su una piana a mille metri di quota proprio sotto il Massiccio del Terminillo. 

Per tre giorni si susseguono riti sacri, processioni e atti di fede dall'antico sapore tradizionale. Dalla tristezza alla gioia.

Le processioni sono ben tre: il Venerdì Santo si svolge la processione del Cristo Morto di sera, il sabato la processione con la statua della Madonna della Pietà e la domenica di

Pasqua quella del Cristo Risorto seguito dalla tradizionale colazione pasquale.

La processione notturna del Cristo Morto è quella più sentita e spettacolare e inizia con il suono delle ‘tanavelle’ per richiamare i fedeli alla celebrazione religiosa dell’Adorazione della Croce.

Le ‘tanavelle’ sono uno strumento musicale tipico di Leonessa e veniva usato quando le campane erano legate in segno di lutto e non potevano suonare.

Si tratta di una tavola in legno con un manico e sulla tavola sono legati con un filo alcuni oggetti metallici. Scuotendo la tavola questi oggetti colpiscono il legno ed emettono un suono.

A questo punto la statua del Cristo Morto, una opera del XVI secolo di scuola umbra, viene adagiata in una bara finemente lavorata in legno e oro di stile tardo barocco ed è pronta per essere portata in processione a spalla da portantini della Confraternita che si danno il cambio lungo il cammino.

La processione per le vie di Leonessa, illuminata solo dalle fiaccole, inizia con una grande croce portata dalla Confraternita di Santa Croce seguìta dalla bara del Cristo morto e dalle Tre Marie e la Veronica, scalze, vestite di nero e coperte di veli.

Le tre Marie sono giovani ragazze che appartengono alla confraternita "Pietà e Grazie" con sede nella Chiesa di San Pietro mentre la Veronica fa parte della Confraternita di Santa Croce.

Seguono poi i fedeli e tutti intonano i canti della tradizione che raccontano il dolore della Madonna come lo Stabat Mater.

Il corteo raggiunge tutte le chiese di Leonessa in quella che viene considerata la ‘visita ai sepolcri’ fino ad incontrare la Madonna nelle sembianze della Pietà.

La processione del Sabato Santo si svolge di pomeriggio ed è organizzata dalla Confraternita della Madonna delle Grazie.

Durante la manifestazione si conduce in processione la statuetta lignea della Pietà, una buona copia della Pietà di Michelangelo che si trova a San Pietro a Roma, per le vie del borgo antico. Il corteo è sempre accompagnato dalle Tre Marie.

La terza processione è quella del Cristo Risorto il giorno di Pasqua e si svolge al mattino presto prima della celebrazione della santa messa.

La tradizione di Leonessa vuole che questa sia poi seguita da una ricca colazione pasquale a base di frittata di coratella, pizza di Pasqua, salame e uovo sodo benedetto.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.