La sagra del Cinghiale si volge l’ultimo fine settimana di agosto al Parco Degli Elcini a Genazzano.
Prevede una tre giorni dedicati ad assaporare la cucina locale e alla musica popolare.
La sagra del Cinghiale si volge l’ultimo fine settimana di agosto al Parco Degli Elcini a Genazzano.
Prevede una tre giorni dedicati ad assaporare la cucina locale e alla musica popolare.
La festa dell'acquata e della caldarrosta si svolge la seconda e terza domenica di ottobre e festeggia uno dei migliori frutti autunnali della zona: la castagna.
Il 27 gennaio, Sant’Antonio, protettore degli animali, viene festeggiato con una grande polentata a Patrica.
Il 26 luglio a Gerano si festeggia Sant’ Anna con un pellegrinaggio e una messa nella chiesetta di Sant’Anna.
L’ultima domenica di luglio, a Gerano si celebra uno dei piatti tipici locali: gli strozzapreti.
Sono una pasta che qui viene fatta usando farina di grano e granturco, e che viene condita con una salsa forte chiamata “Pistacchia”.
Viene servito in apposite ‘scifette’, ossia piatti artigianali di legno.
A Luglio si celebra Sant'Anatolia, la patrona di Gerano, con una festa religiosa al santuario e una tradizionale e antica fiera di merci e bestiame.
Durante i due giorni di festa la sera si canta e si balla con le musiche delle tradizioni locali.
Ogni prima domenica dopo San Marco (25 aprile) a Gerano ha luogo l’Infiorata più antica d'Italia.
E' probabilmente legata al dipinto della Maria SS.ma del Cuore (del 1727 di Sebastiano Conca di Gaeta), arrivato in paese nel 1729 e ritenuto miracoloso.
Le strade si riempiono di quadri realizzati con petali di fiori realizzati da tutti gli abitanti.
L’origine dell’infiorata Geranese viene datata fra l’anno 1743 al 1760, dai documenti delle confraternite, ma la Festa della Madonna è precedente.
A Roma le infiorate erano iniziante nel 1625 in onore in San Pietro e Paolo.
Nel 1789, i Geranesi vengono invitati ad allestire un’infiorata a Subiaco in omaggio a Papa Pio VI.
Il terzo fine settimana di ottobre a Gerano si svolge una sagra dedicata alle salsicce e alle ‘verole’, castagne caldarroste.
Le salsicce vengono accompagnate da vino locale secondo la tradizione di questo paese immerso nei boschi di castagno e gli oliveti ad est di Roma sui Monti Ruffi che separano la valle del Giovenzano dalla Valle dell’Aniene.
Si dice che il suo nome venga da quello della Montagna delle Gru (Gherania) che si trova in Grecia.
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