Arpino. Il Pappone di Sant’Antonio Abate

Il 17 gennaio è il giorno dedicato a Sant’Antonio Abate e alla benedizione degli animali.

In questo giorno ad Arpino viene distribuita gratuitamente la polenta.

Questa tradizione nasce in ricordo del pasto caldo che la locale confraternita elargiva ai poveri in questa giorno.

Il Pappone di Sant’Antonio Abate viene cucinato in piazza in grandi paioli di rame (le “cuttrelle”) e viene poi condita con sugo e pecorino.

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Prossedi. Sagra della capra

Il primo sabato di settembre a Prossedi si svolge la sagra dedicata alla capra.

L’allevamento di ovini è una degli impieghi tradizionali dei Monti Lepini che a Prossedi si ricorda con un fine settimana di degustazioni e feste.
 

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Cerreto Laziale. Festa della Madonna delle Grazie

Il primo fine settimana dopo l'8 settembre, a Cerreto Laziale si festeggia la Madonna delle Grazie.

Il sabato si svolge la tradizionale "Discesa". Questo è il momento in cui l'immagine della Madonna viene rimossa dall'altare e mostrata ai fedeli.

La sera le strade si ricoprono di quadri realizzati con polvere di marmo colorato, sale e segatura.

La domenica si svolge la solenne processione per le vie del paese, passando sugli artistici “tappeti”, e il lunedì è poi dedicato alla festa di Santa Maria Goretti.

L'intera organizzazione è gestita dalla Confraternita della Madonna delle Grazie e accanto alle feste religiose si tengono concerti, fuochi d'artificio, mostre, concorsi di poesia.

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Cerreto Laziale Scultura gatta
Cerreto Laziale Scultura gatta

Il 5 febbraio, a Cerreto Laziale, la Confraternita di Sant'Agata da secoli si occupa della festa della santa patrona destinando i proventi della festa ai bisognosi e offrendo un pasto caldo alla popolazione.

L'abito della Confraternita è un saio bianco, un cordone di lana azzurro e una mantellina azzurra.

La storia di Sant’Agata è collegata all’assalto del 1592 quando gli abitanti di Cerreto si unirono per sconfiggere I briganti di Marco Sciarra che li avevano assediati.

Durante l’episodio famoso in cui protagonista fu una gatta che incendiò i fienili dove stavano i briganti, il paese era tutto in fiamme.

La leggenda narra che l’incendio fu domato grazie a Sant’Agata e da allora è stata eletta patrono e le è stata dedicata una festa ogni anno.

Il parroco di allora, infatti, era originario di Catania e gli venne naturale chiedere alla grazia a Sant’Agata che era la protettrice di Catania e dell’Etna.
 

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