La Via Francigena è la “strada originata dalla Francia”, nome che comprendeva anche la Valle del Reno e i Paesi Bassi ed era un importante asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti, pellegrini.

A Montefiascone si trova il km 100 dalla tomba di San Pietro a Roma, e i pellegrini potevano ottenere il ‘Testimonium’, il documento che attestava l’avvenuto pellegrinaggio a Roma.

- TAPPA Via Francigena: da Bolsena a Montefiascone

Il cammino ha una lunghezza di 18.2 km e una difficoltà media. Parte dal lago e si snoda tra uliveti e macchie di boscaglia fino ad arrivare in cima alla collina dove si trova Montefiascone. Qui sul piazzale che ospita la statua del pellegrino si può godere di una incredibile vista a 360° e in particolare comprendere tutta la bellezza del lago.
Possibilità di rifornimento acqua solo nella prima parte del percorso.

- TAPPA Via Francigena: da Montefiascone a Viterbo

Il cammino ha una lunghezza di 17.8 km e una difficoltà media. Parte da Montefiascone seguendo per un tratto l'antico basolato della via Cassia, e scende nella piana che poi porta a Viterbo.

Qui è possibile rilassarsi alle terme del Bagnaccio, una serie di pozze di acqua calda, raccontate dai pellegrini che hanno percorso per secoli questo tracciato.

L’arrivo a Viterbo è nel quartiere di San Pellegrino. Acqua scarsa e assenza di punti di ristoro lungo il percorso.

powered by social2s

Il 25 aprile, a Lubriano si organizza una escursione nel magico mondo della Valle dei Calanchi, dalla quale si erge Civita di Bagnoregio.

Si può godere di una natura incontaminata e di scenari di incomparabile bellezza.

powered by social2s
ph Fabionepi
Civita Castellana. Antica Via Amerina

La Via Amerina prende il nome dalla città di Amelia e originariamente faceva parte del sistema viario etrusco che collegava Vejo con Amelia.

Dopo la caduta di Vejo del 396 a.C., la via fu totalmente risistemata dai romani nel 241 a.C. e collegava Roma con l’Umbria e l’Emilia.

Nel primo tratto seguiva il tracciato dell’antica Via Clodia fino a Campagnano dove poi si separava e un troncone diventava la Via Amerina.

Durante le incursioni barbariche, dal V al X secolo, era un percorso sicuro tra Roma e l’esarcato di Ravenna (il corridoio bizantino), per poi cadere in disuso.

Sui numerosi punti strategici, nel tempo sono stati realizzati castelli, rocche e prestigiose strutture rinascimentali e barocche.

La Via Amerina rappresenta le memorie storiche e artistiche delle aree che attraversa e offre una esperienza diversa per scoprire il territorio con un itinerario culturale ed ambientale.

Nel territorio di Campagnano di Roma si trova una antica stazione di posta, la Mansio ad Vacanas, dove si incontravano altre strade romane come la via Clodia e la via Cassia.

powered by social2s

Il parco di Cellere con le sorgenti del fosso Timone sono un luogo naturale di grande fascino.

E’ un ambiente tipico della Maremma laziale ancora incontaminata e naturale.

Nel parco si trova un bosco di querce che è una meta ideale per passeggiate ed escursioni. L’area è attrezzata per soste e pranzi all’aperto.

powered by social2s
Acquapendente. Via Francigena

[metaslider id="109648"]
Ad Acquapendente, la Via Francigena possiede una storia antica molto importante.

Dal medioevo iniziarono i pellegrinaggi da parte di persone in cerca di una soddisfazione spirituale.

I maggiori poli di attrazione erano: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, la Terra Santa, luogo della passione di Cristo e Santiago de Compostela, dove l'Apostolo San Giacomo aveva scelto di finire il suo cammino.

Questi tre luoghi divennero un punto di arrivo di molte strade e sentieri e la più importante era la via "Francigena" o "Romea" che arrivava dal nord Europa a Roma.

Una di queste partiva da Canterbury ed è stata descritta in un documento di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 994 scrisse un diario del suo viaggio di ritorno raccontando le varie tappe raggiunte durante il viaggio.

Oggi questa via è tornata ad essere percorsa da pellegrini e viaggiatori in cerca di un diverso contatto con la natura, con la storia e con sè stessi.

powered by social2s

La via Clodia passa per Canino, era un’antica via romana che venne costruita tra il III e il II secolo a.C. per mettere in comunicazione Roma con l’Etruria e probabilmente seguiva un antico tracciato etrusco.

La antica Via Clodia era una via parallela alla Via Cassia e alla Via Aurelia ed era chiamata anche Via delle Terme perché terminava nella famosa località termale di Saturnia.

I legami fra gli Etruschi e i Romani erano molto stretti e i primi re di Roma erano di origine etrusca.

Quando poi iniziò l’espansione di Roma e la conquista dei territori limitrofi, i Romani presero le infrastrutture preesistenti e le ammodernarono secondo i loro criteri.

I romani avevano conquistato questa parte del Lazio intorno III secolo a.C. e la realizzazione delle strade era strategica.

Infatti un buon sistema viario era quello che permetteva di mantenere il controllo militare e commerciale sugli insediamenti.

Ad Anguillara Sabazia è possibile ammirare un tratto di circa 250 metri di lunghezza e 4,5 di larghezza, che era studiata in funzione della organizzazione degli spostamenti delle truppe.

La strada ha anche le banchine laterali che delimitavano la parte percorribile.

Un altro tratto della antica Via Clodia si può trovare a Campagnano di Roma dove si trovava l’antica stazione di posta della Mansio ad Vacanas, dove passava anche la via Cassia, e attorno alla quale era nato un vero borgo

Un’altra stazione di posta si trova in corrispondenza del borgo di Canino, dove si trovava la Mansio di Maternum di cui oggi restano alcuni imponenti resti archeologici.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.