La via Francigena è forse la più importante via di comunicazione medioevale che metteva in collegamento il nord con il sud del continente.

Abbiamo la descrizione del suo trattato grazie al diario dell’arcivescovo inglese Sigerico che si era recato da Canterbury a Roma nel 990 per ricevere il Pallio dalle mani del Papa.

L’arcivescovo aveva descritto dettagliatamente le 79 tappe che aveva compiuto per arrivare a Roma dando una chiara indicazione anche delle stazioni di posta.

Il percorso era usato dai pellegrini che si recavano a pregare sulla tomba dell’apostolo Pietro e che poi spesso proseguivano il loro viaggio verso la Terra Santa imbarcandosi a Brindisi.

Nel tratto dell’Alto Lazio la via Francigena segue il percorso della antica via Cassia romana.

Si parte da Acquapendente e si arriva a Bolsena con un percorso di 22,9 chilometri e una eventuale sosta a San Lorenzo Nuovo da cui si ha il primo sguardo sulle bellezze del lago.

Si continua il cammino verso Roma incamminandosi verso Montefiascone con una tappa della lunghezza di 18,2 km di media difficoltà passando fra oliveti e vigneti.

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Prati di Campoli, sui Monti Ernici, è un’area naturalistica attrezzata per il ristoro su un pianoro la 1143 metri di quota lungo la strada che collega Veroli a Collepardo.

Un’area che si raggiunge anche in macchina e dalla quale partono diversi sentieri naturalistici che portano sui vicini monti e nelle valli circostanti.

Un primo percorso attraversa i Pozzi di Campoli, entra in un bosco di faggi, passa per Sella di Forca Palomba a 1.550 metri di quota per terminare sulla cima di Monte Fragara a 2.005 metri.

Continuando ancora di può arrivare alla vetta secondaria di Monte del Passeggio a 2.023 metri di quota che è la più alta montagna dei Monti Ernici a quota 2.064 metri.

Un secondo percorso attraversa il bosco di faggi del Vallone dell’Acquaro, che poi mette in comunicazione con la Valle dell’Amaseno, e arriva alla cima di Pizzo Deta, la seconda più alta vetta dei Monti Ernici a confine fra Lazio e Abruzzo, a quota2.041 metri.

Ed infatti qui si trova un antico cippo di confine fra Stato Pontificio e Regno Borbonico.

Un terzo percorso passa ancora attraverso il bosco di faggi del Vallone dell’Acquaro e Vado della Rocca e arriva alla cima di Serra Comune (1870 m.) per poi riscendere verso Prati di Campoli ed è la più lunga traversata di una faggeta nell’Appennino Laziale.

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Da Rocccasecca parte l’ultimo tratto del cammino di San Benedetto, la via che ha percorso il santo nel passaggio da Subiaco a Montecassino dove inizierà la sua vera rivoluzione.

Un cambiamento che porterà i monasteri ad essere dei punti di riferimento di una popolazione disperata dalle invasioni barbariche e dalla distruzione socio-economica di un sistema di vita delle comunità che aveva retto per secoli.

‘Ora et labora’ diventa la rinascita e grazie ai monasteri le terre tornano ad essere coltivate, un nuovo sapere si diffonde, torna l’arte e le persone vivono in nuove comunità.

Questo tratto di cammino passa per le montagne e in molte parti coincide con un’altra linea molto nota: la linea Gustav, la linea di difesa dell’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale.

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Casalvieri. Gole della Melfa

Le gole della Melfa sono il ‘gioiello verde’ della Ciociaria: 14 chilometri di paesaggio selvaggio tra boschi e rupi, grotte e l’Eremo dello Spirito Santo, tra Roccasecca e Casalvieri.

Un percorso per passeggiare in cerca di erbe medicinali, di funghi o di asparagi selvatici e per divertirsi in mountain bike.

Le cascate e le rapide del fiume Melfa sono la gioia per gli amanti degli sport d'acqua.

La Comunità Europea lo ha inserito nella lista dei siti naturalistici più importanti per la presenza di rapaci, caprioli e lupi.

Le gole sono una delle strade più antiche e caratteristiche del Lazio che unisce la Valle del Liri con la Valle di Comino.

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ph Claudia bettiol
Casalvieri. Arrampicata nelle Gole del Melfa

Lungo le Gole del Melfa si può vivere la montagna in modo sportivo con arrampicate sulle pareti. 

Fra Casalvieri e Roccassecca ci sono almeno 3 falesie, ossia una costa rocciosa con pareti a picco, alte e continue.

Ricordiamo che queste pareti e queste grotte hanno ospitato per secoli eremiti ma anche briganti le cui leggende ancora riecheggiano nei borghi vicini.

3 siti di arrampicata sono: l’Eremo dello Spirito Santo, il Regalo di Natale e Hollywood. Ognuna delle pareti ha diversi possibili percorsi con diversi gradi di difficoltà.

Tra queste pareti vivono molte specie di uccelli come rapaci, picchi e corvi e per non disturbarli è assolutamente vietata l’arrampicata nella volta della grotta.

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Casalvieri. Il Cammino di San Benedetto

Casalvieri è attraversata da uno dei tracciati della via di San Benedetto che unisce Norcia, città natale del santo, con Montecassino passando per Subiaco.

Lungo il cammino San Benedetto aveva fondato comunità e monasteri dai quali era poi partita la ricostruzione di un tessuto socio-economico delle campagne dopo la caduta dell’Impero Romano. 

Anche a Casalvieri, in contrada Plauto, c’era un antico monastero di cui oggi restano solo alcune rovine fra la vegetazione. 

Per un lungo tratto il cammino di San Benedetto segue il Tracciolino ed è una delle parti più suggestive e ricche di varietà di flora e fauna.

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Ventotene. Snorkeling

Ventotene è il paradiso degli appassionati di snorkeling.

Scuole di sub e guide specializzate aiutano i turisti a raggiungere i punti migliori.

Ventotene è una delle mete preferite da coloro che amano immergersi in acque pulite alla scoperta dei fondali per scoprire la vita e i colori che si nascondono sotto il mare.

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