Baccalà: come preparare lo stoccafisso alla Vicentina

Se vi trovate nel lontano nord, nel mare invernale al largo della Norvegia, siete nella zona del merluzzo. Le isole di questa zona sono rinomate per la loro attività di pesca e per la produzione di stoccafisso, il brutto merluzzo essiccato dai venti gelidi, che preservano il pesce dal degrado ma non dalla perdita del sapore facendolo diventare mummificato.

 Racconteremo la storia del bacalà un altro giorno, oggi vogliamo affrontare la sfida di diventare uno chef di Bacalà alla Vicentina, un vecchio piatto rinascimentale del Veneto centrale.

Con la mia lingua fermamente saldata nelle mie guance, suggerisco che i primi requisiti per diventare un cuoco di bacalà di successo siano la pazienza (non iniziate se siete affamati), la pianificazione e la mancanza di sonno, criteri che forse si adattano a qualcuno che si prende cura di un nonno incontinente. La fonte dell’esatta ricetta è del famoso ristorante di bacalà Due Spade, a Sandrigo nel Veneto, le cui ricette a base di baccalà saziano il palato di molti veneziani.

Si inizia con un chilo di merluzzo mummificato, privo di qualsiasi bellezza, e lo si immerge per diversi giorni in acqua, cambiando l'acqua ogni quattro ore. Questo serve per riportare il corpo nel pesce (e possibilmente per generare un sapore di zuppa di freddo pesce essiccato – uno dei preferiti dei Vichinghi). Si preparano diversi altri additivi per aggiungere sapore, includendo cipolla e acciughe cotte in olio di oliva, mentre sale, pepe ed altre erbe sono tenute pronte per esaltare le sensazioni di gusto.

Dopo alcuni giorni, se è ancora possibile trovare il ringiovanito merluzzo, è tempo di cucinare il pesce, lentamente e con attenzione per circa 5 ore in una grande pentola di alluminio (che forse aiuterà a dimenticare la ricetta).

E' stato in questo momento del corso di cucina che mi è venuta in mente una vecchia ricetta australiana per la cottura dei galah, uccelli nativi rosa e grigi, che sono molto presenti nelle aree di coltivazione del grano. Ci sono due modi per catturare un Galah; Il primo è quello di attendere che ne cada uno dal cielo; il secondo è quello di spargere del grano sulla strada, aspettate che arrivino un centinaio o più di questi uccelli a sgranocchiare e poi, con noncuranza, guidare attraverso il gruppo, raccogliendone 2 o 3 dalla strada.

Accendete un grande fuoco, riempite per metà una pentola con dell’acqua. Aggiungete molto sale, pepe e erbe aromatiche e un generoso sorso di salsa di soia, oltre ad un bicchiere di vino bianco secco (il resto della bottiglia di cinque litri dovrebbe essere bevuta durante le successive ore di lavoro). Legate un mattone al collo del galah e mettetelo nella pentola (il mattone bloccherà l'uccello dal raggiungere la superficie – secondo lo stile mafioso). Portate l'acqua ad ebollizione mescolando regolarmente con un vecchio pezzo di ramo di albero (che aggiungerà più sapore). Fate bollire il galah fino a quando il mattone si è ammorbidito. Svuotate l'acqua, gettate il galah ai cani e mangiate il mattone. Si tratta di acquisire un gusto, rigorosamente vegano.

Sembra che la principale differenza tra la mia ricetta del galah e la ricetta per cucinare bacalà è che è necessario attendere un ulteriore giorno dopo la cottura del bacalà prima di poterlo mangiare. Scommetto che la ragione è che dopo quattro o cinque giorni di preparazione, uno è talmente affamato che può mangiare qualsiasi cosa.

Non dimenticate la polenta, aggiunge colore.

per saperne di più: www.duespade.com

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w furlan

Gli interessi commerciali della Repubblica di Venezia non avevano limiti. Ad esempio nel 1432 troviamo un nobile veneziano che con la sua nave in viaggio finì da qualche parte a nord del Circolo Artico (forse in cerca di vendere in Groenlandia?). 

 Per puro caso naufragò nelle isole Lofoten e fu salvato dal popolo di Røst Island. Ci si può chiedere come sia potuto tornare a Venezia per raccontare la sua storia in quanto, ovviamente, all’epoca il servizio telefonico era praticamente inesistente. Ma dopo un anno ben speso tra le braccia e nelle cucine della gente del posto, ritornò a Venezia. 

A parte il fatto di aver goduto del fascino della gente del posto, la sua più grande esperienza è stata quella di conoscere le loro abitudini alimentari, che sembravano consistere in una quotidiana dieta a base di pesce, apparentemente pescato l'anno precedente, poi essiccato e 'mummificato’. Per resuscitare il 'pesce' lo picchiavano senza pietà e poi lo immergevano nell’acqua per giorni. Noi lo chiamiamo Stoccafisso. Magari è sostenibile, ma sicuramente non è elegante. 

In ogni caso, avendo un vero spirito imprenditoriale, il veneziano decise che questa opportunità commerciale sarebbe stata meglio di niente e così caricò la sua nave di ritorno con i leggeri pesci essiccati. Come mummie egizie, i pesci potrebbero rimanere in questo stato indefinitamente, e la risurrezione richiede grande pazienza e abilità. 

I saggi Veneziani respinsero la sua promozione, nonostante le sue doti di venditore, come ad esempio quella di presentare questo pesce come un cibo adatto ad un re, preferendo sempre il pesce fresco della laguna. Ma 50 km sono una grande distanza nelle caldi estate Veneziane, e non importava quanto un pesce fosse fresco nella laguna: poteva essere ancora mangiabile nel centro del Veneto solo se fosse stato trasportato vivo, una opzione non credibile e costosa. 

Così per ben pasciuti cittadini del lontano Veneto centrale di Vicenza, qualsiasi pesce era meglio che nessun pesce e i nobili adottarono questo 'vile' pesce come il proprio. Molte simili iniziative di promozione di prodotti hanno avuto successo dove un articolo ordinario in una cultura è stato promosso come un pezzo d'elite di una società lontana.

 Lo stoccafisso ordinario, il cui sapore ha molto poco in confronto al suo fratello merluzzo fresco, ha sviluppato il nome popolare di bacalà nella versione essiccata e di baccalà in quella salata. La differenza fonetica è comprensibile solo a chi ha molta dimestichezza con il dialetto locale. 

Per il visitatore occasionale del Veneto, ci si potrebbe aspettare di trovare ristoranti nelle grandi città come Vicenza. Ma non è così quando, nascosto vicino alla strada verso Bassano del Grappa, un villaggio chiamato Sandrigo è la capitale del mondo del Bac(c)alà. La città è gemellata con Røst Island, ospita molti visitatori norvegesi e, alla fine di settembre, ospita la sagra annuale del Bacalà. 

Questo è il vero banco di prova per l'affezionato. Bacalà per aperitivo, antipasto, zuppa, pasta, piatto principale con la polenta e dessert che mi ricorda il ristorante di carpe lungo il maggior lago del Montenegro.

 Io credo che i norvegesi hanno avuto la meglio da questo commercio, ma chi può mettere nel conto il gusto?

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Un secolo di orsi polari: il sorprendente Jon Fathom di Whistler

Jon Fathom è un artista e scultore del marmo di Whistler,  British Columbia, in Canada, con la passione per le grandi sculture di orsi polari in marmo. 

Jon Fathom manifesta il suo amore per la pietra insegnando agli altri a condividere lo spirito artistico. Da dove nasce il suo sogno? Dopo aver appreso l’arte come giovane apprendista di un intagliatore di Seattle, si sposta a Ketchikan, la capitale del salmone dell'Alaska, dove crea un piccolo laboratorio e showroom a servizio dei numerosi turisti delle navi in crociera in Alaska. Durante questo periodo incontra un imprenditore che aveva acquisito una struttura a Marble Island - Isola di Marmo - al largo della costa di Prince of Wales Island, da cui viene un marmo particolare.

Oltre un secolo fa, queste isole nord-occidentali erano note per essere potenziali fonti di molti minerali, non metallici e non-combustibili, ma essenziali per l’edilizia. Infatti, le lastre di marmo sono uno dei materiali più utilizzati e hanno un grande potenziale di mercato nei rivestimenti per facciate e pavimenti, oltre che per le applicazioni ornamentali.

All’inizio del ‘900 il marmo di Marble Island era stato promosso da Robert Fox che lo aveva conosciuto dai nativi. Fox aveva poi rivendicato un' area dell’isola, conosciuta dai nativi con il nome di Tokeen, e aveva costruito qui due baracche. Dopo una serie di rivendicazioni e contro-rivendicazioni, incluso un omicidio, Fox riprese il controllo e fece un patto con la Vermont Marble Company, probabilmente la più grande azienda di marmo nel mondo di allora. Nel 1909, il marmo venne spedito a San Francisco e per 5 anni l’estrazione e l'esportazione crebbero. L'estrazione continuò fino al 1926. Poi, nel 1932, la cava venne riaperta per fornire il marmo per il Fairbanks Federal Building. Un terzo del marmo è stato però accatastato e lasciato sul sito.

Questo marmo abbandonato comprende un totale di centouno grandi blocchi di 4 metri cubi, ognuno con un peso di circa 11 tonnellate. Questo è quello che l’imprenditore di Ketchikan aveva acquisito. Jon Fathom ha quindi avuto accesso a questi blocchi di alta qualità e ne ha spediti tre a Whistler.

Il suo piano? E’ quello di scolpire 100 orsi polari. Il primo è stato completato in 15 mesi di taglio e incisione, raschiatura e lucidatura da due artisti e una squadra di assistenti. Adesso il primo si trova nel foyer del Four Seasons Private Resort a Whistler Blackcomb. Il secondo è in fase di completamento e il terzo è pronto per essere lavorato.

Andate a trovare Jon Fathom nel suo studio a Whistler per vedere ciò che questo giovane uomo ha raggiunto e sentire quello che cerca di creare. Incoraggiate i suoi sforzi e godete della sua maestria, in particolare della scultura del grande orso polare.

Per saperne di più visitate il suo sito www.fathomstone.com e cercate progressivamente informazioni riguardo Jon Fathom e il suo team di scultori e le sue opere in Energitismo Journal, Atelier, Our Discoveries e Collection.


 

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MoMA in NY: merita un viaggio!

Il MOMA, museo d'arte moderna nel centro di Manhattan, spesso è stato criticato per essere troppo eurocentrico. Penso che lo possiamo perdonare per il fatto di aver raccolto alcune delle più belle opere d'arte dell'ultima parte del XIX e dell’inizio del XX secolo.

 In un angolo sperduto all'ultimo piano di questo grande museo moderno c’è una camera con 3 grandi pannelli di Monet affiancati che occupano l’intera parete. Così come quando le Ninfee di Monet sono state esposte alla National Gallery in Australia, mi sono ricordato del commento che fece Gough Whitlam, ministro australiano e responsabile dell'acquisto del Blue Poles di Pollack, che disse: 'Siamo davvero molto vicini’.

Comunque, a parte qualche confusione personale con le selezioni contemporanee del tardo XX secolo del MOMA, in particolare nella scultura, questa è stata la mia unica preoccupazione durante la mia visita che si è conclusa diventando membri degli amici del museo.

Di tutta quella sezione (eurocentrica), mi son rimaste impresse nella mia memoria in particolare due opere. La prima è la Notte stellata, di Van Gogh che abbraccia la visione della mente del mondo come il tempo che si avvicinava. La seconda opera è 'La zingara addormentata – The sleeeping Gipsy' di Rousseau, che avevo visto in stampa nella mia biblioteca. Abbondano impressionisti, tra i quali Seurac e Matisse, e poi ammiriamo Magritte prima di avventurarci nel piano inferiore dove arriviamo ai pittori americani 'moderni'.

Infine ho trovato il Pollack N°1, le 31 giustapposizioni di Edward Hopper richiedono alcune considerazioni nel modo di apprezzarle. Per gustare la varietà dei lavori di Hopper, mi sono documentato sull’uso della forma del trapezio che governa i suoi disegni (per una maggiore comprensione leggete 'Hopper' di Mark Strand). Tuttavia, per me le opere di Hopper forniscono un’intensa comprensione dell'uso del colore nel contrasto fra luce e ombra.

E infine c’è Pollack. Ho gradualmente maturato l’apprezzamento della bellezza caotica di Blue Poles: sembra che il colore sia l'unica visualizzazione dell'artista proprio come, per un osservatore non educato, la forma è una questione di entropia sfrenata. Ho potuto apprezzare meglio le offerte che il MoMA ci dà di questo spirito creativo. Ma vorrei fingere di intellettualizzare le “opere” di Pollack.

Con questa breve recensione per un grande museo, non posso non menzione il dipinto 'Il mondo di Cristina' di Wyeth, su cui sono state scritte pagine e pagine, ma le parole non danno alla pittura la giustizia che merita; è un lavoro miracoloso che si lega al cuore.

Fortunatamente il caffè MOMA soddisfa i migliori standard del museo. Serve 'battaglioni' d'arte e di pasta per i clienti affamati e ha preso più da Hopper che da Pollack in quanto ad organizzazione e presentazione dei loro piatti, ma forse si inspira a Pollack per quanto riguarda il meraviglioso connubio di sapori, cibi che vengono schizzati sulla tavolozza, e che tingono la 'tela' con un buon vino.

Iniziate dall’alto, godete e lasciatevi stupire dall'arte, acetate la tariffa e riposatevi intorno alla biblioteca e al negozio del museo. Godetevi un grande giorno.
per saperne di più: www.moma.org

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Benny Hill e i suoi ‘Angeli’ licenziosi

Una percentuale della popolazione mondiale ha avuto la fortuna di essere cresciuta con una dieta a base di una commedia britannica andata in onda dal 1950 fino alla fine del 20° secolo. Sicuramente quasi tutti noi che siamo ancora in piedi e camminiamo lungo la scorrevole e sdrucciolevole strada della geriatricità, quella brizzolata forma di energia non rinnovabile.

Noi abbiamo in comune l’inizio dell’era della televisione e The Benny Hill Show.

Alfred Hawthorn Hill, nato il 21 gennaio, come molti grandi dello spettacolo (e probabilmente milioni di aficianados sconosciuti della scena), ha scelto un nome d’arte: Benny, in onore del suo eroe della commedia, Jack Benny. Benny Hill è impresso nella memoria permanente di forse milioni di uomini che sono stati catturati dal suo umorismo, la caccia (o run-off) e con esso ‘Il tema Benny Hill’, altrimenti noto come Yakety Sax di Boots Randolph.

Dei tre mezzi per avere successo nella pubblicità e dello spettacolo: sesso, droga e rock & roll, Benny Hill si è concentrato sulle donne voluttuose, arrivando in teatri con gli ‘Angeli di Hill’, discinte donne che mostravano tette e fondoschiena. Non sorprende che, praticamente nessuna delle nostre molte mogli fossero così impressionate dallo spettacolo e in particolare del nostro apprezzamento appassionato – ma forse la mia memoria sta giocando scherzi e questo è tutto quello che ricordo.

Sentiamo da Benny: Io non sono contro le ragazze mezze nude, non così spesso come vorrei essere. Le ragazze sono come pianoforti: quando non sono verticali, sono ‘grand piano’.


Benny Hill non si sposò mai, nonostante la sua ricchezza e le due signore alle quali ha offerto tale status, hanno declinato l’invito. Perché dovrei fare una donna così miserabile quando posso fare felici tante donne molto?

Credo che cercasse ammirazione – quasi ogni scenetta vedeva coinvolto Benny come il personaggio centrale. Ma era che solo perché i suoi «personaggi» erano così buoni. Io sono quello che ottiene le risate. Ego o realtà? Questo è lo show business, sincera falsità.

Con alcune scenette ci ha fatto anche riflettere. Solo perché nessuno si lamenta, non significa che tutti i paracadute sono perfetti.

Ma, come molti comici viveva solo, e così è morto all’età di 68. Qual era il suo vero amore?

Ho pensato che non potevo permettermi di portarla fuori mentre fumavo. Così ho rinunciato sigarette. Poi l’ho portata fuori e un giorno l’ho guardata e ho pensato: ‘Oh bene,’ e sono tornato a fumare di nuovo, che era meglio.

Vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo … perché un giorno lo sarà proprio!

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Frasi celebri di George Burns, il migliore spirito anglosassone

È il 20 gennaio di 121 anni da quando Nathan Birnbaum è nato. Dal momento che ragazzi ebrei devono diventare compositori o violinisti, Nathan (Nattie alla sua mamma) a un certo punto ha deciso di diventare George, George Burns.

Poco più di 100 anni dopo la sua nascita, nel 1996, George è passato all'eternità con Gracie. Quale modo migliore per festeggiare il suo compleanno di citare alcune righe dallo ‘script’ della sua vita? Ogni giorno della sua vita George Burns diventava vecchio, ma lui non è mai veramente invecchiato.

Se vivi un centinaio, ce l'hai fatta. Pochissime persone muoiono dopo questa età!

Tuttavia, ci sono stati alcuni realtà che anche un ‘fumetto’ deve accettare. Il sesso a 90 anni è come giocare a biliardo con una corda. Per bilanciare questo catastrofe fisica, l’ottimismo di George era sempre presente.

Guardo al futuro perché è lì che ho intenzione di passare il resto della mia vita!

George Burns fumava sigari. Un connazionale ha stimato che Burns aveva sostenuto l'industria del tabacco per un totale di circa 300.000 sigari nei suoi 100 anni.

Felicità? Un buon sigaro, un buon pasto. Un buon sigaro e una buona donna - o una donna cattiva: dipende da quanta felicità si può gestire. Ma che dire di un buon drink? Ci vuole solo una bevanda a farmi ubriacare. Il problema è che non riesco a ricordare se è la tredicesima o la quattordicesima!

George Burns ha avuto due carriere, il primo con Gracie Allen (Say Goodnight, Gracie) e la seconda a partire dal film, The Sunshine Boys, per cui ha ricevuto l'Oscar per il miglior attore non protagonista quando aveva 80 anni. Questa è stata seguita dalla trilogia di 'Oh, Dio!' film con George Burns in cui fa la parte di un indimenticabile Onnipotente.

Recitare è tutta una questione di onestà. Se puoi fingere, allora ce l’hai fatta!

Come attore che amava la sua professione, ha cercato di provocare le migliori risate nel suo pubblico e per questo ha avuto un grande successo. Preferisco essere un fallimento in qualcosa che amo che avere successo per qualcosa che odio!

E in tema di affari diceva che era meglio ‘Non stare a letto a meno che non si possono fare soldi a letto’.

La sua idea della politica è sempre attuale:

Peccato che tutte le persone che sanno come far funzionare il paese siano occupate alla guida di un taxi o a tagliare i capelli!

George Burns ha vissuto in modo pieno e con un semplice tocco di ironia, ma sempre ridendo di se stesso:

La felicità è avere una grande, affettuosa, premurosa famiglia molto unita in un'altra città, e quando ero un ragazzo il Mar Morto era solo malato!

La sua filosofia era struggente e si intrecciava con la realtà. Aveva un perfetto tempismo:

Il segreto di un buon discorso è avere un buon inizio e un buon finale, eppoi avendo i due il più vicino possibile!
George Burns, un immortale!

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strega Befana
Che tipo di strega è la Befana?

Cosa attrae le madri Italiane verso la strega Befana? Perché tante si avvolgono in uno scialle nero e, schiamazzando alla loro prole, presentano l'immagine di una vecchia megera, una la cui femminilità è andata persa o distrutta dalle ingiurie del tempo e con una vita infelice. È questa la realtà dell'invecchiamento delle madri in Italia o c'è qualche storia diversa? E' vera o falsa?

Noi stranieri osserviamo come estranei le abitudini e le tradizioni di Natale in Italia, e in particolare le attività delle donne, le madri. Forse, questa è l'occasione di ridere una volta all’anno quando si disciplinano i bambini per dargli piccoli regali orribili che rendono accettabile il 'veleno'.

Per 364 giorni l'anno, le madri pretendono che i loro figli siano i principi e principesse del paese delle fate e che i capricci e il cattivo comportamento siano solo una rappresentazioni dei fallimenti dei loro padri/mariti che non creano un ambiente familiare perfetto.

Poi, per un solo giorno, la madre, la strega Befana, può immergere il dito nella piaga e condivide un sorriso' distribuendo bastoncini o caramelle scure che rappresentano il carbone per dire 'sono stufa: mangiati questo!'.

Questo è il gioioso giorno dell'Epifania che in Italia è diventato la celebrazione della Befana (abbreviato da Epifania) e inizia la sera del 5 gennaio e la festa dura tutto il giorno successivo. La tradizione dice che i bambini riceveranno caramelle solo se sono stati buoni tutto l'anno (quindi non ci dovrebbe essere una carenza di caramelle) e carbone se sono stati cattivi (in modo che le miniere di carbone dovrebbero riaprire per soddisfare la grande richiesta di questa festa).

La strega befana cavalca un manico di scopa ed è coperta dalla fuliggine dei camini (proprio come Babbo Natale che riesce in qualche modo a rimanere pulito attraverso l’ingresso nei camini). Sembra che il manico della scopa abbia due vantaggi pratici: non solo è solo un mezzo di viaggio da un tetto all’altro, ma le permette anche di pulire i pavimenti di ogni casa che visita, e questo mentre lascia una calza piena di "ricompense" per i bambini.

Eppure è una strada a doppio senso e non bisogna dimenticare la potenza della strega Befana, e le famiglie le lasciano tradizionalmente un bicchiere di vino e un paio di spuntini locali. Sembra che la strega Befana abbia una grande resistenza all'alcol dopo tutte le visite alle migliaia di famiglie e in qualche modo riesca ancora a navigare la sua scopa tra i vicoli tortuosi delle città medievali italiane. Fortunatamente la polizia locale sceglie di chiudere un occhio per eventuali manici di scopa che possono superare il limite di velocità o essere visti volare in modo pericoloso.

Si potrebbe vedere questo dono per la madre (indipendentemente da quale strega sia) da una prospettiva diversa: ha trascorso l'anno evitando i peccati di alcol che così spesso sono stati commessi dal marito, fratelli, padre e loro amici maschi, che oggi trova una scusa per un bicchierino di grappa a costo di un paio di caramelle mentendo la sua integrità.

Un altro risultato della tradizione della Befana è la preferenza italiana universale per l'aglio e la cipolla come sensazioni gustative nella maggior parte delle creazioni culinarie. Nella tradizione la Befana chiede che ci siano verdure amare come l'aglio in ogni calza di bambino che si è comportato male. Ovviamente, ogni calzino della Befana in Italia dovrebbe essere traboccante di aglio e cipolle che, naturalmente, devono essere consumati dal bambino, e sembra che non diano assuefazione.

Aspettiamo ora il 7 gennaio per tornare alla normalità e quei ‘marmocchi' tornano di nuovo ad essere principesse e principi nei sogni delle loro madri. Oh, venisse un anno della Befana!

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Venerdì sera a partire dalle 20,00 ci sarà il vernissage della Mostra dei Gioielli Artistici di Energitismo presso il Santorini Art Center, in Kaldera St. a Fira, nel Porto Vecchio di Santorini.
Per tutto il mese di luglio saranno esposti e in vendita i gioielli di tre membri di Energitismo: i coralli della famiglia Ascione, le collane in vetro di Murano di Roberto Perziano e le creazioni in metallo di Roberto Lanaro.
In contemporanea partirà uno speciale concorso su Instagram: chi scatterà il migliore selfie indossando i nostri gioielli e lo pubblicherà su Instagram con #ESJ vincerà un premio speciale…

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