Le prime notizie della chiesa di Santa Maria del Gonfalone a Palombara Sabina risalgono al 1343.

Il suo stile originario è romanico, anche se la facciata è stata successivamente rimaneggiata nel 1770, nello stile barocco.

Il portale ha una cornice nel marmo su cui si trova una bordura a lunetta. La facciata è completata da una finestrella ad oblò che sostituisce il classico rosone.

L'interno è a navata unica con 2 cappelle laterali. Nell'arco dietro l'altare si trova una tempera su tavola dell’Annunciazione attribuita ad Antoniazzo Romano.

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Palombara Sabina. Collegiata di San Biagio

La chiesa collegiata di San Biagio risale al XII secolo ed è la più antica di Palombara Sabina.

E’ stata più volte rimaneggiata e la facciata in marmo si presenta in stile romanico con una scalinata di ingresso.

L’interno è a tre navate con cappelle laterali decorate.

Nell’abside si trova un dipinto del XV secolo che rappresenta la Madonna della Neve attribuita ad Antonio da Viterbo.

Sopra l’abside c’è un affresco che rappresenta l’apoteosi di San Biagio.

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Palombara Sabina. Abbazia di San Giovanni in Argentella 

Probabilmente il primo nucleo dell'Abbazia di San Giovanni in Argentella a Palombara Sabina è un edificio bizantino del IV secolo, edificato su una preesistente costruzione romana.

Il monastero era in funzione nell’VIII e IX secolo, fioritura in Italia del monachesimo e dell'ordine benedettino, quando la Sabina era stata donata da Carlo Magno a papa Adriano I.

La contaminazione architettonica degli edifici rende difficile risalire alla vera storia anche perché le modifiche sono avvenute riutilizzando antichi elementi.

La chiesa e la cripta sono in stile romanico.

La denominazione "in Argentella" è dovuta alla presenza di una sorgente in fondo alla valle, con cui probabilmente era in comunicazione. Una fonte d’acqua tuttora sgorga nel sotterraneo della cripta.

Questa acqua era ritenuta terapeutica e miracolosa e, secondo la tradizione, i cittadini si bagnavano il 24 di giugno, il giorno della festa di San Giovanni.
 

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La chiesa di Santa Maria del Pozzo di Nemi è una tra le più grandi dei Castelli Romani.

Deve il suo nome alla cappella del castello probabilmente eretta vicino ad un pozzo.

Agli inizi dell'Ottocento, in seguito al restauro della facciata, venne posta l'attuale iscrizione che si legge sul frontone:

Deo et beatae Virgini in Coelum Assumpatae.

L’organo della chiesa è del 1847 è stato spostato dall'Ara Coeli in Roma.
 

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La chiesa di S. Antimo a Nazzano risale al X secolo.

E' stata edificata sui resti di un tempio romano a pianta circolare, anche se la chiesa è a pianta a croce latina.

Nel XII secolo furono aggiunte le navate e un portico a 4 colonne.

Al suo interno l'abside ha affreschi attribuiti alla scuola di Antoniazzo Romano.
 

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Il convento di Santa Maria delle Grazie di Morlupo è conosciuto anche con il nome di "Convento di Santa Maria Seconda" per una tavola lignea raffigurante la Madonna con bambino, ritenuta la ‘seconda’ Madonna dipinta da San Luca.

Il primo convento era stato realizzato dai Clareni, o Fraticelli perché votati alla povertà, che lo edificarono nel XIII secolo. Angelo Clareno (1245 – 1337) era un frate francescano di grande cultura che fu scomunicato e perciò fondò una sua comunità che può essere considerata un ordine francescano indipendente.

Il convento di Santa Maria Seconda ingloba questa prima struttura e viene realizzato a partire dal 1494 come convento francescano.

Nell'affresco sulla parete destra della chiesa è visibile la traccia dell'antico centro clareno. Il convento si sviluppa intorno al piccolo chiostro con pozzo centrale tuttora funzionante.

Il convento è stato poi ampliato nel 1628 quando venne realizzato l'acquedotto e, nel 1636, per qualche anno si è formato San Carlo da Sezze.

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La fondazione della chiesa di san Giovanni Battista a Morlupo risale al IX secolo.

Fu completamente ristrutturata nel Cinquecento da Antimo Orsini.

La chiesa è ad unica navata con cappelle laterali secondo lo stile dell’epoca.

La scala esterna risale invece al 1922.

Con gli ultimi interventi di restauro è stato rimosso il controsoffitto ligneo ottocentesco.
 

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La chiesa di Gesù e Maria a Moricone è stata consacrata nel 1639.

E' un semplice edificio a forma di capanna e la sua unica decorazione è la cornice in marmo della porta d'accesso.

L'interno è composto da unica navata coperta a botte, con tre cappelle laterali.

Il convento è stato realizzato su volere del principe Borghese, nipote di Paolo V, per ospitare un ordine di suore e il loro centro istruzione gratuita di ragazze.

Il convento è stato poi saccheggiato dalle truppe francesi di Napoleone che lo vendettero nel 1810.

Tornato alla Curia, dal 1839 ospita i Padri Passionisti.

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