La chiesa i Maria Santissima del Rosario è stata realizzata a Marino da Giuseppe Sardi, allievo del Bernini, e fu ultimata nel 1713.

La chiesa era annessa al convento di suore domenicane realizzato nel 1675.

Nel portale si ritrova il simbolo dell’ordine domenicano: un cane con la torcia ardente in bocca.

L’interno è in stile rococò con stucchi bianchi e la chiesa ha una cupola centrale.

Nel muro dell’altare principale si può ammirare un dipinto della Madonna attribuito alla scuola di Mino da Fiesole del XV secolo.

La chiesa si trova nel cosiddetto " Giardinaccio", quello che resta dei due magnifici giardini del principe Colonna.

powered by social2s

La chiesa di Santa Maria delle Grazie
 risale al XV secolo e fu costruita dall’arciconfraternita del Gonfalone di Marino.

Venne poi donata ai Padri Agostiniani che costruirono il convento.

La facciata risale al 1634 e al suo interno si trova un affresco attribuito al pittore fiorentino Benozzo Bozzoli e una scultura in legno di scuola napoletana raffigurante San Nicola da Tolentino.

Nella seconda cappella si trova una tela raffigurante San Rocco attribuita al Domenichino (1581-1641).

Oggi il convento è stato trasformato in ostello della gioventù.

powered by social2s

Il santuario della Madonna dell'Acquasanta
 è stato scavato nel 1270 nella roccia a Marino.

E' stato costruito per posizionare una immagine di una Madonna risalente al VI secolo e inizialmente posta in una edicola stradale.

L’edicola era un luogo di preghiera per San Bonaventura.

Sotto l'altare ancora esiste una sorgente d'acqua creduta miracolosa.

Secondo alcuni studiosi, un taglio nella parete rivela il passaggio di un acquedotto romano e la grotta era un santuario dedicato al culto preromano della dea Ferentina.

La facciata è neoclassica ed è realizzata interamente in peperino.

L'interno a navata unica risale al 1720.

L'altare rococò è del 1759 e costodisce un blocco di roccia con l'affresco della Madonna con Bambino in braccio.

powered by social2s
Marino. Chiesa della Santissima Trinità


La chiesa della Santissima Trinità
 venne costruita a Marino nel 1635 dai Chierici Regolari Minori,.

Questi avevano ottenuto dal principe Colonna la cura della cappella presso le cave di peperino che ospitava l'immagine miracolosa del Santissimo Crocifisso.

Il convento annesso venne chiuso durante la Repubblica Romana (1798-1799) e l’occupazione napoleonica.

Papa Gregorio XVI riaprì il convento donandolo ai padri della Dottrina Cristiana e oggi è sede di un istituto d’arte.

La chiesa è a navata unica con sei cappelle laterali e un’abside.

Al suo interno si trova un quadro di Guido Reni (1575-1642): il Padre Eterno che tiene sulle ginocchia il Figlio immolato e nel petto lo Spirito fiammeggiante.

powered by social2s
Marino. Basilica di San Barnaba

La basilica di San Barnaba di Marino è stata costruita dalla famiglia Colonna ed è una delle chiese più grandi dei Castelli Romani, sede della arciconfraternita del Gonfalone di Marino fondata nel1271 da San Bonaventura.

La chiesa risale al XVII secolo e ha una facciata barocca in peperino con una iscrizione che riporta la data di fondazione. Nelle due porte minori si trovano due nicchie con le statue dei due santi protettori: San Barnaba e Santa Lucia.

L'interno ha tre navate ed è in stile barocco. Dietro l'altare principale si trova un dipinto di Bartolomeo Gennari rappresentante il martirio di San Barnaba.

Nelle altre navate si trovano due altari in marmo policromo con i dipinti della raffigurazione del martirio di San Bartolomeo attribuito al Guercino, e della Madonna del Carmelo di Luigi Gazzi.

Nella navata sinistra si trova la statua in legno dorato di Santa Lucia risalente al XVII secolo e sulla parete è visibile un dipinto di Pier Leone Ghezzi del XVII secolo.

Da segnalare un Cristo in Croce, una opera in legno di scuola umbra risalente al secolo XIV.

powered by social2s

La chiesa di Santa Maria delle Grazie in Monte Dominici a Marcellina risale al IX secolo ed è una delle più antiche costruzioni attorno alla quale sorsero le altre costruzioni realizzate dai monaci che gestivano la chiesa.

Oggi la casa di sinistra è ancora la sagrestia della chiesa.

L’ingresso originario era caratterizzato dall’area del lavatoio dove i fedeli dovevano lavarsi le mani e il viso e che oggi resta solo il pozzo.

L'interno è ad unica navata con tetto in legno e in un’urna sotto l'altare vi è un vecchio tronco tarlato.

La leggenda narra che il 10 giugno del 1515 qui sarebbe apparsa la Madonna per invitare gli abitanti di Marcellina alla penitenza. Dopo questa apparizione il tronco fiorì con delle ginestre.

Ancora oggi, la gente di San Polo dei Cavalieri ogni 2 febbraio scende a Marcellina in venerazione del tronco.
 

powered by social2s
Santuario della Madonna della Quercia
Santuario della Madonna della Quercia

Il santuario della Madonna della Quercia si trova ai piedi dei Monti Ruffi ed è stato costruito in seguito all’apparizione della Vergine a Marano Equo. Nel 1540, un certo Fausto Faustini vide del sangue uscire da un ramo di quercia ed ebbe la visione della Vergine che chiedeva di erigere una cappella in quel luogo.

La sua costruzione risale al XV secolo ed è stato edificato sui resti di una preesistente chiesa dedicata a San Pietro. Accanto alla chiesa si trovava un piccolo monastero prima benedettino e poi retto dai francescani. Di questo monastero oggi restano alcuni affreschi del Quattrocento.

La facciata è in intonaco semplice ed è arricchita solo da un marmo posto sopra il portone di ingresso e da una apertura rettangolare.

L’interno è un unico ambiente con copertura in capriate in legno che termina con una zona dedicata all’altare con una copertura a volte a botte.

Da segnalare sulla parete di entrata alcuni affreschi medievali, e un affresco del 1634 su una parete dell’abside realizzato dal maestro Francesco Conza e dedicato alla storia del miracolo e della chiesa.

 

powered by social2s
Chiesa di San Biagio
Chiesa di San Biagio

La chiesa di San Biagio è la principale chiesa di Marano Equo e nonostante il suo aspetto neoclassico è molto antica. La sua storia è legata a quella del castello del borgo ed inizialmente era la cappella del castello.

L’ampliamento del nucleo originale è stato realizzato proprio sulle rovine del castello. L’attuale forma risale ai lavori del XIX secolo e la facciata in intonaco appare austera ed arricchita da un fregio in marmo del portone e da una finestra con una vetrata che riprende l’immagine del santo.

La torre campanaria è stata realizzata sul lato destro della chiesa, proprio in corrispondenza dell’orologio che scandiva i tempi del borgo antico.

L’interno è in stile neoclassico a navata unica con cappelle laterali. La navata centrale ha una copertura con volta a botte e termina con un’abside che ospita la zona altare ed è arricchito da una tela del Settecento raffigurante San Biagio che cura i malati, infatti il santo è il protettore dei malati di gola.

Su una nicchia nella zona a destra dell’altare, un affresco di San Giorgio e il drago ricorda il passato medievale della chiesa originaria.

Sopra l’entrata si trova una cantoria che ospita un organo.

 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.