Chiesa di Santa Maria Vergine Assunta
Chiesa di Santa Maria Vergine Assunta

La chiesa di Santa Maria Vergine Assunta si trova nel corso principale di Ciciliano, proprio sotto il castello Theodoli e a poca distanza dalla chiesa di Santa Maria della Palla.

La leggenda narra che sia stata costruita nel 1795 grazie ad una colletta popolare dai cittadini che non volevano spostarsi dalla chiesa all’interno del castello a quella nuova costruita dal marchese Gerolamo Theodoli.

La particolarità della facciata neoclassica esterna è che non risulta completamente visibile dalla piazza e in parte è nascosta dalle altre costruzioni e dal vicolo in salita che porta al castello. L’edifico appare come ‘fuori scala’ rispetto alle costruzioni medievali e questa immagine subito riporta alla storia della sua costruzione.

La chiesa si trova sulla quinta scenografica di chiusura del corso principale di Ciciliano e sono visibili il portone principale e quello di sinistra sormontato da un orologio.

L’interno è a tre navate e la navata centrale termina con un abside si trova una elegante fonte battesimale e acquasantiera in marmo rosa del XVI secolo. Sull’altare maggiore si trova una tela del XVI secolo raffigurante l’Assunzione della Vergine realizzata da G. Battista da Navarra.

Sopra il portone di ingresso si trova una bella cantoria con un organo.

 

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Chiesa di Santa Liberata
Chiesa di Santa Liberata

La chiesa di Santa Liberata è dedicata alla patrona di Ciciliano ed è stata costruita su un vicino colle di fronte il centro storico e dal castello di Ciciliano. Da questo punto si ha un’ottima visuale delle valli sottostanti e forse per questo il luogo era chiamato ‘vigilianum’.

La chiesa è composta di due ambienti, il primo risalente al XII secolo con copertura con volte a botte e il secondo aggiunto con un ampliamento del XVII per collegarlo al vicino convento.

Il nucleo più antico è stato mirabilmente affrescato dalla famiglia Colonna nel XVI secolo affidando l’incarico ad alcuni maestri della bottega di Antoniazzo Romano. Si distinguono le immagini della Madonna in Trono e di Gesù che benedice e fra i santi si distingue Santa Liberata.

Il convento e la chiesa sono retti dall’ Ordine Maronita della Beata Maria Vergine che ha sede in Libano. Ciciliano era stato scelto nel 1884 dall’Abate Gabriele Kordahi, per essere luogo di villeggiatura per i frati. 

Il convento è funzionante ed ha più di 40 camere e nel giardino sono stati piantato alcuni cedri del Libano, simbolo del paese, portati dai frati negli anni Trenta.

 

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Chiesa e ospedale di Santa Maria Maddalena
Chiesa e ospedale di Santa Maria Maddalena

La piccola chiesa di Santa Maria Maddalena si trova nella parte bassa di Ciciliano, non lontano dall’antico nucleo romano di Trebula Suffenas e in prossimità di importanti vie di comunicazione.

Accanto alla chiesa venne edificato un ospedale medievale, un luogo in cui sostavano i pellegrini e i viandanti. Da questa chiesa parte il sentiero dei pellegrini che arriva fino al santuario della Mentorella su Monte Guadagnolo a 1218 metri slm e che ancora oggi è percorso da camminatori e amanti della natura.

La chiesa appare come un semplice edificio religioso di campagna ma il suo interno nasconde un ciclo di affreschi del XVII secolo. La facciata intonacata della chiesa si distingue da quella in sassi a faccia vista dell’antico ospedale.

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Chiesa della Madonna della Palla
Chiesa della Madonna della Palla

La chiesa della Madonna della Palla è nel corso principale di Ciciliano ed è stata costruita nel 1755 dalla famiglia Theodoli ampliando un precedente piccolo luogo di culto nato attorno all’immagine di una Madonna con Bambino, che oggi ritroviamo nello stemma del comune.

La storia del suo nome è molto interessante e risale al 1659 quando dei ragazzi giocavano a palla. Una leggenda narra che, con la palla, i ragazzi fecero cadere un intonaco che nascondeva un affresco della Vergine con Bambino. Un’altra leggenda dice che la madonna avrebbe salvato dei ragazzi che giocavano a palla e che stavano cadendo in un burrone.

I marchesi, in particolare Gerolamo Theodoli, volevano spostare l’antico luogo di culto che si trovava in prossimità della fortezza e realizzarono una chiesa in stile neoclassico con una imponente facciata. Gerolamo era un architetto e Principe dell’Accademia di San Luca a Roma e fra le sue opere citiamo il teatro Argentina di Roma.

La facciata della chiesa di Ciciliano riprende quella della chiesa romana dei Santi Pietro e Marcellino con una grande finestra rettangolare sopra il portone di ingresso e termina con un timpano.

Una vera particolarità è che dal buco della serratura si riesce a vedere esattamente il famoso affresco della Vergine con Bambino, ancora molto venerato.

L’interno è un’unica grande sala di colore bianco dal quale emergono i colori dell’affresco e lungo le pareti si trovano tutti i paramenti e le attrezzature usate nelle processioni di Ciciliano.

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Chiesa di sant'Erasmo
Chiesa di sant'Erasmo

La chiesa di Sant'Erasmo è la più antica chiesa di Ciciliano e si trova proprio accanto al cuore della fortezza dei Theodoli sul punto più alto del paese. Originariamente era la chiesa del borgo ma nel 1755 Gerolamo Theodoli decise di costruire un nuovo grande edificio di culto a protezione della vicina immagine di una Madonna con Bambino.

Gerolamo Theodoli era un grande architetto e tra le sue opere annoveriamo il grande teatro Argentina di Roma, ma per qualche motivo la popolazione non gradì la chiesa e finanziò la costruzione di un'altro edificio sacro più grande a soli 20 metri di distanza.

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Castel San Pietro Romano. Chiesa di San Pietro Apostolo

Guardando la chiesa di San Pietro a Castel San Pietro Romano si possono leggere tutti gli interventi che si sono susseguiti nei secoli.

La chiesa nasce su resti romani e viene distrutta nell'VIII secolo.

Un primo intervento di ammodernamento nel 1200 e un intenso rimaneggiamento nel 1732 per volontà di Clemente XII.

Il papa ingrandì la chiesa realizzando un porticato esterno e rifece tutte le decorazioni al suo interno.

All’ingresso si possono vedere due are romane usate come acquasantiere (II e IV secolo DC).
 

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