La chiesa di S. Pietro apostolo di Casape è conosciuta per due opere d’arte: una antica e una moderna.

Qui si trova il famoso crocifisso ligneo, della prima metà del XIII secolo, a cui sono attribuite virtù taumaturgiche come quella di aver salvato Casape dalla peste nel 1656.

L’opera moderna, realizzata da Peppino Borgia, è una riproduzione in vetroresina della Pietà di Michelangelo, colorata in modo suggestivo.

Il colore scelto, un celeste intenso per il manto ed il velo della Madonna, prende spunto dalla iconografia medievale delle coloratissime statue lignee che venivano collocate nelle Chiese.

Il colore era un elemento che le rendeva più vicine alla comprensione dei fedeli e li avvicinava al divino in modo emozionante.

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Capena. Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo di Capena risale al 1908 e l'edificio è a tre navate separate da colonne.

La copertura è in capriate e la facciata in blocchi di tufo ed elementi decorativi in travertino.

Gli affreschi rappresentano l'incoronazione di Maria sul catino (dell'abside) circondata da schiere di angeli e sovrastata dallo Spirito Santo in forma di colomba.

L'opera più importante custodita all'interno della chiesa è il pregevole trittico del Salvatore di Antonio da Viterbo risalente al 1400.

La fonte battesimale è in pietra greca, scolpita nel 1400 e l'acquasantiera è un antico mortaio da farmacia in bronzo di epoca Romana.

Il campanile è alto circa 28 metri con orologio e tre campane.

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La chiesa e il convento di San Bonaventura a Canale Monterano sono stati progettati dal Bernini e realizzati fra il 1677 e il 1679.

Le vicende del convento sono piuttosto originali per il numero di inquilini che si sono avvicendati alla sua conduzione.

Inizialmente doveva essere dato ai frati delle Scuole Pie che, però, non arrivarono mai a Monterano.

Vennero allora ospitati gli Agostiniani Scalzi, che furono allontanati dopo appena ventina d'anni poiché ‘non celebravano le messe di suffragio in numero pattuito’.

Li sostituirono i Sacerdoti Secolari, che però furono dimessi nel 1719 perché troppo costosi, e infine gli Eremiti dello Senario che si lamentarono dell'aria insalubre e si spostarono.

Questo convento è stata la cornice di alcune scene del film “Il marchese Del Grillo” con Alberto Sordi.

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Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

La chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo è stata una delle prime opere finanziate da papa Pio IX.

Faceva parte del piano per la ricostruzione del paese di Camerata Nuova e il papa donò 300 scudi d’oro.

Risale al 1860 ed ha un semplice stile neoclassico con una unica navata e con due cappelle laterali.

Al suo interno di può vedere una pregevole statua lignea raffigurante Sant’Antonio Abate proveniente dall’antica chiesetta della Vecchia Camerata, e una statua in ‘marmo’ peperino del ’600 raffigurante la Madonna della Pietà.

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La chiesa di Santo Stefano a Bracciano è stata edificata all'epoca dei Prefetti di Vico intorno al 1200.

La costruzione viene terminata intorno al 1600 quando l'edificio venne completamente ristrutturato per rispondere alle nuove esigenze del paese, notevolmente ampliatosi.

La chiesa ha una pianta a croce latina, con tre navate che prendono luce da una serie di finestroni laterali.

Gli ultimi interventi risalgono al Settecento, con il rifacimento dell'intera facciata.

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Ardea. Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo fu edificata ad Ardea nel XII secolo dai monaci dell'abbazia di San Paolo fuori le mura.

E' in stile romanico ed è stata costruita presso i resti di un tempio di epoca ellenistica.

Incorpora una precedente torre di vedetta contro i Saraceni, trasformata in campanile.

Conserva materiali più antichi come fregi marmorei del II secolo che sono stati riutilizzati come stipiti della porta di ingresso, ma anche un capitello del presbiterio e un'ara sepolcrale.

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Ardea. Chiesa di Santa Marina

La chiesa di Santa Marina si trova all'interno del cimitero di Ardea e sul suo portone di ingresso è riportata la data del 1191 ad opera di Cencio Savelli, papa Onorio III.

Santa Marina è nata in Azia Minore tra alla fine del V secolo DC e, rimasta orfana di madre, seguì il padre in un convento fingendosi un ragazzo.

Diventata frate si dedicò ai poveri e fu accusata da una ostessa di averla violentata e messa incinta.

Marina si dichiarò colpevole, fu cacciata dal convento e visse in una grotta con il bambino. Mossi a compassione i frati la fecero tornare anche se con mansioni molto umili.

Solo alla sua morte si accorsero che era una donna e iniziarono a venerarla per la grandezza d’animo con cui aveva vissuto in povertà.

Poi sepolta e la sua tomba divenne luogo di miracoli e guarigioni.

Conoscendo la storia di Santa Marina e vedendo la chiesa, la grotta e la roccia sulla quale è stata realizzato questo luogo di culto si comprende la vita dura, piena di sacrifici e stenti della santa.

Una donna vestita da frate che sopportò per amore di un bambino, di una creatura senza colpa, una vita vissuta nella santità.

Ipogeo della chiesa di Santa Marina

All'interno della chiesa si accede al cimitero storico della città.

Alcuni di questi ambienti sono stati decorati a stucco XII secolo con pitture di soggetto religioso.

Si tratta di particolarità uniche nella storia medioevale del Lazio.

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Cappella di Santa Lucia
Cappella di Santa Lucia

La cappella di Santa Lucia si affaccia sulla principale piazza nel centro storico di Arcinazzo Romano da cui prende il nome.

Data la sua posizione, si ritiene che la sua origine sia medievale, forse una delle torri della cinta muraria. La sua forma attuale risale ad un rifacimento del XVI secolo e una iscrizione sull’abside riporta la data 1611.

La cappella si presenta come un luogo aperto, protetto da una inferriata, caratterizzato da due grandi colonne di marmo che terminano con un timpano.

La parte protetta dalla copertura è costituita da un primo piccolo ambiente a pianta quadrata dedicato ai caduti di tutte le guerre e da una seconda parte con un altare e un’abside affrescato. Al centro si ammirano le immagini di Santa Lucia fra Santa Apollinare e un’altra santa, mentre nella semi cupola è rappresentata la madonna con gli angeli. Tutte le opere sono state dipinte da Silvestro Coardi.

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