Chiesa di Santa Maria della Provvidenza
Chiesa di Santa Maria della Provvidenza

La chiesa di Santa Maria della Provvidenza risale all’XI secolo ed è stata la prima di Ronciglione con il nome di Sant’Andrea.

L’edificio ha un’unica navata con un tetto a capriate.

L’interno è decorato da vari affreschi tra cui una crocifissione nell’abside e un Cristo benedicente con cherubini e angeli del Quattrocento.

Nel 1722 si staccò un masso della rupe sulla quale era costruita e nel 1742 la chiesa venne restaurata in stile barocco con un portichetto esterno e prese il nome di Santa Maria della Provvidenza.

Il nome è dovuto ad un affresco che fu ritrovato durante i lavori di restauro.

L’immagine della Vergine era ritenuta miracolosa dai Ronciglionesi.

Fu molto amata anche da San Carlo Borromeo che veniva spesso a visitarla e per questo è ritratto sul frontespizio dell'altare.

Il campanile è romanico, risale al XIII secolo e si trova ai bordi dello sperone tufaceo anche se è stato abbassato rispetto all’originario.
 

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Ronciglione. Duomo dei Santi Pietro e Caterina

Il duomo dei Santi Pietro e Caterina di Ronciglione che è stato iniziato intorno al 1630 su disegno di Pietro da Cortona, rivisto nel 1671 da Carlo Rainaldi e fu completato nel 1695.

È una costruzione imponente e la cupola ha una altezza di 36 m e di 79 dal fondo della rupe.

La costruzione barocca si innesta sulle fondamenta del vecchio duomo di cui è visibile il campanile.

I ritardi nella costruzione furono dovuti ad una disputa sulla altezza della cupola che non poteva essere più importante di quella di San Pietro e alla gara fra le diverse Compagnie sulla ricchezza delle loro cappelle.

La facciata ha due ordini architettonici: ionico in basso e barocco in alto.

Fra i capolavori si riporta il trittico del SS Salvatore, del pittore viterbese Gabriele Di Francesco dipinto nella seconda metà del 400, e l'altare sinistro, realizzato con marmi policromi e ornato da una pala d'altare di Giuseppe Ghezzi raffigurante la Madonna del Rosario.
 

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Nei pressi di Vetralla si trova il borgo abbandonato di Norchia.

Il centro risale al periodo preistorico ed ha avuto una notevole importanza con gli Etruschi e forse è l’antica Orclae citata dai romani. E’ situata lungo la via Clodia dove due torrenti si immettono nel Biedano.

Tra il VI e il II secolo AC gli Etruschi costruirono un centro urbano e una necropoli rupestre scavata nel tufo, con tombe ‘a dado’: una parte superiore e una inferiore. Ci sono tre necropoli lungo i tre corsi d’acqua.

I romani la elessero a municipio e si hanno tracce di un mausoleo e i resti di un ponte sul Beidano.

Il paese ha poi avuto un suo sviluppo in epoca longobarda e viene fortificata da papa Adriano IV.

Nel XII e XIII secolo vengono costruite due chiese e un castello eppoi tutto viene abbandonato nel 1435 ed oggi sono visibili solo rovine.

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Nell' area della grotta Porcina di Vetralla si trovano un insieme di monumenti etruschi.

Il più grande è una collina tufacea scavata a forma di tumulo con un diametro di 28 metri. La tomba risale al VI secolo AC e nel perimetro si notano resti di decorazioni.

Al suo fianco si trova una tomba a due camere scolpita nel tufo e altre su una piccola collina di fronte.

Scendendo verso la valle si trovano i resti di un grande altare cilindrico con decorazioni floreali e animalistiche in basso rilievo.

L’altare è circondato da gradinate ricavate nel tufo, nel VI secolo AC ed è conosciuto con il più antico "teatro culturale" d'Etruria.
 

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Il bosco di Macchia delle Valli a Vetralla  si adagia su un pianoro che durante la stagione delle piogge presenta numerosi piccoli laghetti, chiamati ‘trosce’ nel dialetto locale.

Il bosco è formato da cerri, un tempo usato per i binari della ferrovia, rovere, carpino, orniello e nocciolo.

Nel bosco ci sono numerose tracce del passato come resti di ville romane e ruderi di cisterne.

E’ stato trovato un santuario etrusco-romano dedicato alla dea Demetra che risale tra la fine del IV secolo AC e gli inizi II secolo DC.

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La moderna chiesa della Madonna della Folgore risale al 1955 e si trova nel bosco delle Valli a Vetralla. 

Qui nell’agosto del 1955 un drappello di lancieri di Montebello si rifugiò sotto una grande quercia durante un temporale.

L’albero venne colpito da un fulmine ma miracolosamente i soldati rimasero illesi.

A ringraziamento fu eretta un'edicola poi diventata una piccola chiesa consacrata nel 1967.
 

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Nel bosco di Vetralla si trova il suggestivo eremo di San Girolamo parzialmente scavato nella roccia.

E' stato la dimora di Fra Girolamo Gabrielli.  Il frate era il rampollo di una nobile famiglia senese che, nel 1525, si ritirò a dimora in questo luogo in penitenza.
 

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Il monasterodi Sant’Angelo si trova fra i boschi di Vetralla sul Monte Fogliano.

E' stato fondato in epoca longobarda intorno all’VIII secolo quando l’oratorio venne donato al monastero benedettino di Farfa. E' poi passato ai frati francescani fino al 1413.

Fu poi abitato da alcuni eremiti.

Nel 1744 San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti, scelse questo luogo come sua abituale residenza e come sede del suo ordine. Il monastero è ancora dei Passionisti e si può visitare la cella del santo.

All’interno si trovano alcuni dipinti raffiguranti il santo.

La strada nel bosco che porta al convento ha delle edicole che rappresentano la via crucis e qui si svolge una suggestiva processione durante la settimana di Pasqua.

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