Chiesa di Sant’Antonio o “Tigri”
Chiesa di Sant’Antonio o “Tigri”

La chiesa di Sant’Antonio a Montelanico viene chiamata anche chiesa Tigri in onore del Marchese Francesco Tigri che la edificò a sue spese nel 1702.

L’edificio è in stile neo-classico e si trova nella piazza principale del paese, Piazza Vittorio Emanuele, di fronte alla fontana del Biondi.

L’interno è ad unica navata e lo stile è semplice con una piccola volta decorata sopra l’abside.

Ai lati della navata si trovano dipinti incorniciati e una piccola cappella con un altare su cui si trovano tre statue: il Sacro Cuore di Gesù, Sant’Antonio e San Giuseppe.


 

powered by social2s
Chiesa di San Pietro Apostolo
Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo di Montelanico ha origini molto antiche e si trovava attaccata al palazzo ducale vicino la porta del castello.

Nel 1702 fu totalmente distrutta da un terremoto e ricostruita più grande nel 1750 don Gerolamo Pamphili.

All’interno ha una sola navata coperta da una volta a botte e ha due cappelle per lato.

A destra dell’altare maggiore si trova un ciborio, altare con baldacchino, attribuito alla scuola di Mino da Fiesole.

In una cappella si trova un quadro ad olio in stile neoclassico che rappresenta la “Madonna del Soccorso” realizzato dal pittore Vincenzo Camuccini.

L’organo attuale risale al 1930 e sotto il pavimento della chiesa si trovano i resti di antiche sepolture come era usanza prima della realizzazione dei cimiteri.
 

powered by social2s
Arpino. Decumano Romano

Il Decumano Romano è l’antico asse vario che percorreva l’antica città romana di Arpino da est ad ovest e che oggi ancora può ritrovarsi in Via Aquila Romana.

Alcuni tratti originari della strada sono stati scavati e messi in evidenza in un’area del centro storico considerata ‘il salotto’ di Arpino.

Le strade romane erano fatte tutte seguendo una metodologia ben precisa che garantiva la loro durata e che le ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri. Dopo aver eseguito uno scavo e rimosso la terra di superficie, i romani realizzavano i bordi della strada fra i quali posavano un primo strato con grandi pietre (statumen) che costituiva la fondazione vera e propria della strada.

Sopra questo strato venivano posate pietre di dimensioni inferiori (nucleus) che andavano anche a colmare gli spazi lasciati dalle grandi pietre e che veniva costipato e compresso usando pali (festucae) o (cilindri). Questo strato veniva sagomato in modo da permettere il deflusso delle acque meteoriche.

Dopo aver creato il supporto della strada, su questi stradi veniva finalmente posto il ‘pavimentum’, l’ultimo strato su cui passavano eserciti, cavalli e carri e che era composto da lastre poligonali realizzati in pietra, in questo caso la pietra è il calcare bianco delle montagne di Arpino.

Al centro della strada, ricavata all'interno del ‘nucleus’ è ben visibile la cloaca maxima.
 

powered by social2s
Arpino. Monastero delle Benedettine

Il monastero di clausura delle Benedettine di Arpino è adiacente alla chiesa di Sant’Andrea.

Le prime notizie si hanno in un rogito notarile del 1249, anche se l tradizione dice che sia stato fondato nel VI secolo da Santa Scolastica, la sorella di San Benedetto.

Nel monastero di Montecassino sono conservate 86 pergamene riguardanti il monastero dalle quale abbiamo appreso come si svolgeva la vita claustrale nei secoli in tutti i suoi aspetti.

Vengono descritte le funzioni della badessa (la direttrice), del ‘consilium monialium’, il consiglio che regolava i rapporti con l’esterno, i requisiti per entrare e la vita al suo interno.

Il monastero è in funzione e non è visitabile.

Al suo interno si trova un chiostro attorno al quale ancora si svolge la vita delle religiose.

Al suo interno si trova un crocifisso del Trecento di Scuola Toscana e Umbra, forse dovuto ad una comunità di Francescani.

powered by social2s
Roccasecca. Gole del Fiume Melfa

Al confine con Roccasecca e Santopadre si trovano le “Gole del Fiume Melfa”, un’Area Wilderness di 225 ettari in cui si trova la parte più scoscesa delle Gole.

Le gole hanno la forma di un grande ferro di cavallo attorno all’altopiano agro-pastorale del Monte Ricco dal quale si gode uno spettacolare panorama.

Le gole del Melfa assieme al Fosso dell’Inferno e al Fosso di Montecoccioli di Arpino, le gole di due suoi affluenti, sono praticamente prive di alberi e appaiono in tutta la loro naturale bellezza.

Per gli amanti degli uccelli, qui è possibile vedere alcune specie di uccelli rapaci come il Nibbio bruno, il Falco Pecchiaiolo, il Biancone ed il Falco Pellegrino. Da rilevare la presenza di un sito di nidificazione del Gheppio.

powered by social2s
Arpino. Chiesa di San Girolamo

La Chiesa di San Girolamo di Arpino si trova sul versante a sud del Monte di Civitavecchia ed è stata a lungo un luogo per eremiti.

Sorge lungo l’antico sentiero tracciato dagli schiavi di Cicerone che arriva alla Acropoli ed è un punto di riferimento del paesaggio.

L’edificio iniziale risale al XIII e XIV secolo ed era nota come la ‘Chiesa di Santa Maria di Nazaret o Madonna di San Girolamo’.

La leggenda narra che sia stata costruita ingrandendo una piccola cappella costruita sul luogo delle apparizioni della Santa Vergine.

Fino al 1700 la chiesa è ancora solo una piccola grotta adornata con pitture e con un altare in cui venivano a pregare soprattutto le donne incinta e il primo maggio si celebrava una messa speciale.

Nel 1836 viene allargata e viene costruita una ‘Scala Santa’ per le indulgenze plenarie e parziali, su cui si saliva in ginocchio mentre poi si scendeva da due scale laterali.

All’interno, sopra l’altare centrale sono conservate le reliquie di San Vittorino Martire.

powered by social2s
Arpino. Chiesa di San Rocco

La Chiesa di San Rocco di Arpino risale al XVII secolo inglobando uno dei torrioni della cinta muraria.

E’ composta da un solo piccolo ambiente con un altare centrale in marmi policromi a forma di tempio.

Ai lati dell’altare si trovano due affreschi corniciati di stile barocco. Nella chiesa si trova la statua di San Rocco con il piccolo cane ai suoi piedi.

Le chiese di San Rocco si trovano in quasi ogni paese in Italia in quanto il santo di origine francese era il protettore dalla peste.

San Rocco viene spesso raffigurato con il cagnolino che lo ha nutrito mentre era un eremita malato di lebbra, portandogli ogni giorno del pane.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.