Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Pietro

La chiesa di San Pietro è la più antica di Sambuci e conserva le reliquie di San Celso, il patrono del borgo. La sua fondazione si deve ai benedettini, l’ordine religioso fondato da San Benedetto che aveva il suo cuore nella vicina Subiaco, e originariamente era dedicata a San Silvestro.

La chiesa si trova nel borgo medievale non lontana dal castello ed è stata ristrutturata nel Settecento, come appare dalla sua facciata in stile neoclassico e lo stemma della famiglia Astalli a cui si deve la risistemazione architettonica e urbanistica di Sambuci.

L’interno è a navata unica con un soffitto piano decorato con scene dedicate a San Pietro Apostolo e termina con la zona altare coperta da una volta a botte e un’abside.

Sopra la zona di entrata si trova una cantoria con un organo seicentesco.

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Chiesa di Santa Croce
Chiesa di Santa Croce

La chiesa di Santa Croce si trova in via Theodoli, la via principale di Sambuci disegnata dal cardinale Astalli durante le sistemazioni urbanistiche del Seicento.

L’attuale edificio risale al 1662 probabilmente proprio ad opera del cardinale e lo stemma di famiglia con tre palle è ben visibile sul portone di ingresso della facciata della chiesa.

La facciata è in intonaco e termina con un timpano, mentre il portone di entrata è arricchito da fregi in marmo. Sul lato destro della facciata si trova un piccolo campanile che termina con una finestrella ovale di stile barocco.

L’interno ha una navata unica con altari laterali e da ammirare un crocefisso sopra l’altare maggiore.

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La macchia di Sacrofano è una area a bosco vergine che include la collina di Monte Musino da dove partono gli acquedotti in cunicolo etruschi che alimentavano l'antica città di Veio.

La zona è delimitata da varchi ed è possibile visitarla a piedi, a cavallo e su mountain bike.

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Sacrofano. Chiesa di San Giovanni Battista   

La chiesa di San Giovanni Battista a Sacrofano risale al Medioevo.

E' stata rimaneggiata alla fine del Quattrocento.

Ha un campanile romanico risalente al XII secolo.

Al suo interno si trova una bella acquasantiera in marmo, un altare in marmi colorati, un ciborio rinascimentale e preziosi soffitti in legno.

La chiesa ha una pianta irregolare con una unica navata con nicchie laterali e un pulpito intarsiato in legno, datato 1641.

Nel vestibolo della chiesa è posta una grande campana che era stata fusa nel 1357 in onore della liberazione della città ‘dalla tirannia dei principi’.

La campana operò nel campanile per 442 anni, finché si ruppe nel 1799 e messa in mostra nella chiesa.
 

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Ruderi del Castello di Rovianello
Ruderi del Castello di Rovianello

Le rovine del castello di Rovianello si trovano a Roviano e raccontano una storia molto interessante.

l Castrum Rubianelli è menzionato la prima volta nel 967 ("casale Oianum minor") e fu distrutto verso la fine del sec. XVI da Muzio Colonna con l’appoggio di papa Sisto V.

La ragione ufficiale era la presenza di briganti, quella reale, invece, la ribellione della popolazione ai soprusi del signore.

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Il Ponte Scotonico  
Il Ponte Scotonico    

Il ponte Scotonico di Roviano è un viadotto costruito dai romani al XXXVI miglio dell’antica via consolare Valeria.

E' stato costruito tra il 94 e il 97 DC, quando l’imperatore Nerva ordinò la sistemazione della strada che collegava Roma con il versante Adriatico.

Lungo la Via Valeria sono state ritrovate diverse ville rustiche, sepolture, colonne e numerosi cippi miliari conservati nel Castello Brancaccio.

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Mura Poligonali by ConfineLive
Mura Poligonali

In una zona di campagna di Roviano, in località la Leveta e Collepero, si possono vedere tratti di mura poligonali che risalgono al periodo degli Equi, l'antica popolazione che viveva in questa area prima dell'arrivo dei romani. La datazione è incerta e gli Equi furono sconfitti dai romani nel 304 AC.

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Acquedotti Romani
Acquedotti Romani

Il territorio di Roviano è attraversato da diversi acquedotti romani. Il più importante è quello dell’Acqua Marcia che risale al 144-130 AC ed stato fatto costruire dal pretore di Roviano Quinto Marcio Re.

Si accedeva agli acquedotti attraverso la via Valeria Vetus, una variante militare della Via Valeria.

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