La chiesa di Santa Lucia, nel borgo vecchio vicino al castello di San Polo dei Cavalieri, è la più antica del paese.

Risale al XV secolo.

La pianta presenta una croce greca: una sola navata con due cappelle.

Si può ammirare la ‘macchina processionale’ che serve per portare in processione.

Da notare un quadro ad olio su tavola che rappresenta ‘L’Assunta’ e che risale al ‘600.

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Il ponte Sant'Antonio a San Gregorio da Sassola uno dei ponti più imponenti e meglio conservati degli acquedotti romani.

Doveva superare il fosso della Acquarainga, in una gola profonda. L’arco centrale era alto 30 metri e la lunghezza complessiva dell’opera era di 120 metri.

L’acquedotto Anio Novus è stato costruito tra il 38 e il 52 DC al tempo dell’imperatore Claudio. Nel corso del IV e V secolo il ponte fu oggetto di consolidamento e fu ridotta la luce degli archi.

Il ponte è ancora percorribile a piedi e deve il suo nome ad una immagine del santo posta intono al XVII secolo.
 

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La valle dell’Aniene (Anio) è attraversata da due grandi acquedotti che portavano acqua a Roma. A San Gregorio da Sassola passa l’Anio Vetus (Vecchio), il primo ad essere realizzato, che ha un percorso soprattutto interrato o sotterraneo.

Nel tratto di attraversamento della valle del Fosso della Mola, per mantenere le corrette pendenze, i romani realizzarono un imponente ponte che non risale all'epoca di costruzione dell'acquedotto ma fu realizzato successivamente dagli ingegneri di Adriano.

L’anio Vetus è stato il secondo acquedotto costruito di Roma e fu realizzato dal 272 al 269 AC con i proventi della vittoria su Pirro. Era lungo 63 Km, passava per Porta Maggiore e finiva all’Esquilino.

La qualità dell'acqua era spesso torbida e in età imperiale fu adibito all'alimentazione di fontane ornamentali e per l’irrigazione.

Della portata stimata di oltre 2000 litri al secondo, a Roma ne arrivava circa la metà a causa delle perdite e degli allacci abusivi.
 

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Il nome della chiesa della Madonna della Cavata a San Gregorio da Sassola prende nome da una leggenda.

Si narra che l’immagine della madonna col Bambino del secolo XIII, raffigurata in atto di benedire San Gregorio Magno inginocchiato, sia stata ‘cavata’ (tolta) dal terriccio in cui era sepolta.

La costruzione iniziale risale al secolo XV e nel 1700 fu trasformata la facciata.

La chiesa ha una navata unica con le pareti completamente ricoperte di affreschi senza datazione.

Probabilmente sono opera di pittori diversi e realizzati in tempi diversi.
 

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L’attuale chiesa di San Gregorio Magno nasce nel 1485 a San Gregorio da Sassola.

E' un ampliamento di un luogo di culto della comunità dedicato al santo.

La sua consacrazione è del 1537 e la statua del santo risale al 1567.

Nel 1621 si realizzarono in muratura il presbiterio e l'altare maggiore con il monumentale tabernacolo con le due belle colonne di alabastro.

Nel 1720 il pittore locale Tancredi Maschietti dipinge la tela del Santo nell'atto di scrivere l'apocalisse ispirato dalla Madonna.

E' riportata sullo stendardo della processione, realizzato nel 1774.

Nel 1867 la chiesa venne modificata con la costruzione della volta e delle navate laterali.
 

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San Cesareo. Chiesa di San Giuseppe

Inizialmente la piccola chiesa in legno di San Giuseppe fu costruita a San Cesareo dall'Opera Nazionale per i Combattenti.

Nel 1928, fu trasformata in un edificio in muratura in stile romanico.

Nel 1944 la chiesa fu danneggiata dai bombardamenti e ricostruita nel 1951.

L’interno è a tre navate con una cappella.

Ha un bel campanile quadrangolare ornato di bifore.

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Chiesa di S. Maria delle Grazie
Chiesa di S. Maria delle Grazie

La chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova all’ingresso del borgo di Sambuci ed è annessa al convento francescano. È chiamata anche la chiesa della SS. Vergine della Natività ed è stata costruita su un precedente edificio medievale. La sua risistemazione risale alla fine del Seicento, sotto il governo della famiglia degli Astalli, ed è proseguita nei secoli successivi.

La chiesa ha una facciata imponente realizzata in cortina di mattoni in stile neoclassico con un campanile posto sul lato destro e il portale ligneo è originario. L’interno ha una navata unica con due piccole cappelle laterali e ha uno stile barocco con finto marmo alle pareti.

Il convento ha un bellissimo chiostro interno con volte a crociera affrescate con la storia di San Francesco.

Oggi il convento è di proprietà comunale e destinato ad attività ricreative.

 

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Giardino ‘La Villa’
Giardino ‘La Villa’

Il grande giardino all’italiana del castello Theodoli di Sambuci è stato realizzato nel XVII secolo dal cardinale Flavio Astaldi e si estende su una superficie di oltre 5 ettari.

Oggi il giardino è un parco pubblico dove si possono riconoscere la parte di giardino all’inglese e quello all’italiana con le siepi modellate come i simboli delle due grandi casate che abitarono il castello, le ruote dei Theodoli e i tre cerchi degli Astalli.

Nel parco sono state posizionate quattro statue che rappresentano le quattro stagioni e la loro storia è alquanto singolare, infatti furono rubate e solo per caso ritrovate da un paesano che le vide in una vetrina di un negozio di antiquariato di Roma.

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