Subiaco. Monastero di San Benedetto o Sacro Speco

Il monastero di San Benedetto o Sacro Speco è un monumento ‘ad memoriam’ costruito in ricordo dell’eremitaggio di San Benedetto.

San Benedetto ha vissuto a Subiaco in una grotta (oggi parte del monastero) per circa tre anni.

La grotta era meta di pellegrini e nell’XI secolo venne edificato questo monastero.

Si trova a 650 metri di quota su un fianco del monte Taleo.

Si entra al Sacro Speco dalla Chiesa Superiore, del XIV secolo.

La chiesa ha affreschi medioevali della scuola senese (XIV secolo) relativi agli episodi dell’ultima parte della vita del Cristo.

Sono stati realizzati  altri affreschi dalla scuola Umbro-marchigiana (XV secolo) riguardanti la vita di San Benedetto.

Il pavimento della chiesa è adornato da mosaici in stile cosmatesco maestri artigiani italiani.

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Santa Marinella. Riserva Naturale Regionale Macchiatonda

La Riserva Naturale Regionale Macchiatonda è un’area protetta del litorale laziale tra Ladispoli e Santa Marinella tornata all'originario paesaggio naturale grazie a lavori di ripristino ambientale.

È stata realizzata con alcuni stagni artificiali e poi sfruttando la naturale propensione all'impaludamento della piana costiera.

L’area è attrezzata con facili sentieri e bordata da osservatori mimetici per birdwatchers e appassionati della natura.

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Santa Marinella. Villa Romana delle Grottacce e Peschiera 

A Santa Marinella, sul piccolo promontorio di Grottacce sul mare si trovano i resti di una villa di epoca imperiale risalente al I secolo d.C. nei pressi dell’antico porto di Panapione.

La villa era utilizzata per la villeggiatura ed oggi è visibile una sala rettangolare pavimentata a mosaico che termina con un’abside e un criptoportico rettangolare pavimentato in marmo che termina in un loggiato con arcate. 

Di fronte alla villa si trova una grande peschiera di forma semicircolare per l’allevamento di pesci e molluschi.

Probabilmente tutto il complesso è stato utilizzato fino alla caduta dell’impero romano e abbandonato con le invasioni barbariche.

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ph Francesco Cervoni
Sant'Angelo Romano. Pozzo del Merro

Il Pozzo del Merlo o del Merro è una voragine carsica, un sinkhole, che ospita sul fondo un laghetto di appena 20 m di diametro.

Con i suoi 392 metri è più profondo del mondo, prima dello Zacatòn in Messico. E’ stato raggiunto l'ipotetico fondale con un robot sottomarino (grazie ai vigili del fuoco) ma tutte le sonde calate fino ad ora nel pozzo non hanno trovato il vero e proprio fondo.

Si trova all’interno dell’area protetta regionale ed è un habitat perfetto per alcuni tipi di piante e animali, i più significativi sono alcuni pesci e crostacei come il Niphargus cornicolanus che si troverebbe solo in questo pozzo a una profondità di 70 metri.

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Sant'Angelo Romano. Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo ha una lunga storia e sembra che facesse parte della prima fortezza di Sant’Angelo Romano. Secondo la tradizione è stato papa Eugenio III, un papa colto e di origine monastica, ad inaugurare questa chiesa dopo l’anno mille.

La chiesa si trova rialzata rispetto al piano stradale e vi si accede attraverso due scalinate laterali. La facciata è in intonaco semplice e termina con una copertura a capanna. Il campanile è stato realizzato nel 1677 dal vescovo di Tivoli.

L’interno ha tre navate e quella centrale termina con una zona altare sotto una volta a crociera ed è incorniciato da un affresco del XVI secolo. Sopra l’ingresso si trova una cantoria.

La chiesa era utilizzata come luogo di sepoltura prima della riforma cimiteriale voluta da Napoleone.

È stata utilizzata dai garibaldini come loro sede e alloggio prima della caduta di Roma.

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Sant'Angelo Romano. Chiesa di Santa Liberata

La chiesa di Santa Liberata è la più antica di Sant’Angelo Romano e con il suo convento risale al XIV secolo. La storia narra che venne eretta dai cittadini per averli salvati dalla peste.

La chiesa è stata ristrutturata più volte e al suo interno si possono osservare i diversi interventi. Nel 1737 è stato ampliato il convento grazie all’intervento di Giovanni da Evora.

All’esterno appare come un edificio in stile neoclassico, con una facciata ripartita in tre sezioni in corrispondenza delle tre navate interne. Ha un solo portone di ingresso ma tre finestroni che illuminano l’interno e la parte centrale della facciata termina con un timpano.

La chiesa ha tre navate con 2 cappelle per ogni lato. L’interno è ricco di opere d’arte come la zona dell’altare sotto una volta a crociera e che un tempo ospitava il coro. Dietro l’altare si trova un tempietto che mostra una pala del XV secolo che rappresenta Santa Liberata in un ampio mantello mentre si rivolge a Dio.

Sopra la porta di ingresso si trova la cantoria.

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Sant'Angelo Romano. Chiesa di Santa Maria e San Biagio

La chiesa di Santa Maria e San Biagio era in origine la chiesa del castello di Sant’Angelo Romano che nel 1742 venne distrutta e ricostruita.

La storia narra che i cittadini chiesero al principe Borghese il permesso per la sua costruzione ma finirono i soldi prima della sua conclusione. Chiesero allora un prestito al monastero dell’Umiltà a Roma e nel 1759 riuscirono a far consacrare la nuova chiesa.

L’edificio si presenta rialzato dal luogo in cui si trova, e la facciata si presenta come un semplice edificio neoclassico ed è arricchita solo da 4 lesene che terminano con un timpano.

L’interno è ad una sola navata con una copertura con volta a botte e 5 cappelle laterali. La chiesa termina con un’abside che ospita la zona altare e il coro.

Nell’aspide una apertura lascia filtrare un fascio di luce e fra le opere si segnala una Vergine con Bambino di Federico Barocci ed un trittico realizzato da Antoniazzo Romano del XV secolo.

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L’originaria chiesa di San Nicola di Bari venne costruita tra il XIII e il XIV secolo a San Polo dei Cavalieri.

Successivamente rimaneggiata nel 1587 modificando del tutto la primitiva costruzione.

L’interno è ad un navata unica.

A destra dell’ingresso principale si può vedere un affresco fine del XVI secolo che raffigura il battesimo di Gesù.

Sullo sfondo del paesaggio si nota proprio il castrum di San Polo, con le sue torri di difesa e la cinta muraria originaria.

Il quadro dell’altare maggiore raffigura San Nicola è invece del XV secolo.

Il campanile è stato ricavato da una antica torre del circuito murario.
 

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